COME FARE IL BUSINESS PLAN PER UN RISTORANTE

 

come fare il business plan per un ristoranteCome fare il Business Plan per un ristorante è uno degli aspetti più importanti da considerare nel momento in cui deve fare nuovi investimenti. Spesso, infatti, alcuni ristoratori sono esclusivamente preoccupati del costo dell’investimento, senza calcolare l’effettivo ritorno economico. Cosa significa? Semplicemente che, se devi acquistare la cucina nuova, le celle frigorifere, le stoviglie e tutte le attrezzature necessarie per avviare concretamente il tuo nuovo ristorante, devi anche stimare i ricavi connessi all’attività. E, di conseguenza, devi capire se fare un certo tipo di investimento ti conviene oppure no. Perché non sempre ad un investimento corrisponde un rendimento. E, per capire se ti conviene oppure no aprire il ristorante, è sempre meglio fare un paio di calcoli..

Quindi, vediamo insieme come fare il business plan per un ristorante.

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BUSINESS PLAN E PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO

Il business plan e il piano economico-finanziario
Il business plan e il piano economico-finanziario

Business plan e piano economico-finanziario: è arrivato il momento di fare i conti! Il business plan, infatti, è composto di due parti: la parte descrittiva e quella tecnica. Quest’ultima è la sintesi  “tecnica” di tutte le informazioni che sono state esposte nella parte descrittiva dello stesso business plan.  E’ anche la parte più complessa da scrivere, poiché la verifica numerica della coerenza di tutti i dati che sono stati esposti. Infatti, investimenti, finanziamenti, ricavi, costi, entrate e uscite monetarie e altro, devono essere sintetizzati all’interno dei bilanci previsionali, che sono le proiezioni future dell’attività dell’impresa.

Le previsioni economico-finanziarie, solitamente, vengono fatte su un orizzonte temporale di tre-cinque anni. Ad onor del vero, occorre dire che effettuare previsioni su un orizzonte di cinque anni fa perdere attendibilità alle previsioni stesse. Infatti, su un arco di tempo così ampio, alcune variabili diventano incontrollabili. ciò significa che diventa praticamente impossibile fare previsioni esatte. Immagina, per esempio, di avere un’azienda che produce materiali plastici (derivati del petrolio).

In questo caso è fondamentale ipotizzare le oscillazioni di prezzo del greggio per i prossimi cinque anni. Ma chi può dire quale sarà il prezzo del greggio tra cinque anni? Si possono azzardare previsioni, indubbiamente. Ma il margine di errore così diventa troppo ampio poiché nessuno può sapere quale sarà il prezzo del petrolio tra cinque anni. 

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IL BUSINESS PLAN E IL TASSO DI MORTALITA’ AZIENDALE

Il Business plan e mortalità aziendale.

Il business plan e il tasso di mortalità aziendaleIl business Plan e mortalità aziendale: perché la mancanza dell’uno facilità la presenza dell’altro? Partiamo dll’inizio: cos’è questo tasso di mortalità aziendale?  Si tratta di un indicatore che indica la percentuale di aziende che chiudono subito dopo avere aperto, o nei successivi treanni. 

I dati UNIONCAMERE dicono che nel 2008 le aziende che hanno chiuso subito dopo avere aperto  sono state 374.262. Questo è il dato peggiore degli ultimi 10 anni, dopo quello del 2003, in cui le “morti aziendali” sono state 390.000.

Sicuramente la crisi mondiale in corso ha “aiutato” questi decessi.

Ma non è possibile ignorare il fatto che  ci sono anche altre cause che determinano la chiusura di un’impresa prima che essa possa esprimere tutte le sue potenzialità e prima che l’imprenditore abbia iniziato a lucrare dei profitti dalla sua attività di business. E, purtroppo, in molti casi queste cause non hanno niente a che vedere con la crisi economica in corso (infatti, nel 2003 la crisi non era presente, eppure c’è stato il “record” di decessi aziendali). E allora?

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BUSINESS PLAN E REDDITIVITA’ D’IMPRESA

Business Plan e redditività d'impresa
Business Plan e redditività d’impresa

Business plan e redditività d’impresa: cosa devi fare per sapere se la tua azienda sta in buone condizioni di salute oppure no, se “rende” quello che ti aspetti oppure ti sta solamente succhiando risorse finanziarie e ti sta portando verso il fallimento?

In questo articolo abbiamo voluto dare una risposta a tutti coloro che vogliono sapere come si fa a calcolare la redditività d’impresa e che vogliono sapere se la loro azienda sta in buone condizioni di salute oppure no.  Iniziamo con il dire che, solitamente, la redditività è misurata tramite alcuni indicatori economici (detti anche “indicatori di redditività“)  come il ROI (Return On Investments), che misura il guadagno percentuale sugli investimenti effettuati; il ROE (Return On Equity) che misura il rendimento percentuale del capitale netto; il ROS (Return On Sales) che indica il guadagno percentuale sulle vendite.

Oltre a questi, l’analisi economica del bilancio prevede anche una serie di altri indicatori molto importanti che sono utili per scoprire il “vero” rendimento di un investimento. Una panoramica completa degli indicatori economici maggiormente utilizzati nella prassi professionale la forniremo qui nel blog. Se vuoi sapere di più sulla redditività dell’impresa, continua a leggere l’articolo. Continue reading “BUSINESS PLAN E REDDITIVITA’ D’IMPRESA”

GLI STRUMENTI DEL BUSINESS PLAN: PIANIFICARE E PROGRAMMARE

Per realizzare correttamente il tuo business plan devi prima avere ben chiari due concetti fondamenentali che sono : LA PIANIFICAZIONE e la PROGRAMMAZIONE.

Innanzi tutto, per te e per chiunque vuole svolgere un’attività imprenditoriale, è fondamentale stabilire degli obiettivi, che possono essere di varia natura e hanno varie caratteristiche.

Quando si parla di PIANIFICAZIONE ci si riferisce  ad un processo mediante il quale puoi fissare e stabilire determinati obiettivi di medio lungo termine, stabilire le azioni che devi fare per conseguirli e predisporre i mezzi e le vie per realizzarli (le c.d. “strategie”). Quando si parla di medio-lungo termine (M/L termine), ci si riferisce ad un orizzonte temporale di 3-5 anni: ciò significa che quando pianifichi qualche obiettivo, devi  considerare l’obiettivo nell’ottica dei prossimi 3-5 anni. Per esempio, potresti decidere che un obiettivo di M/L termine potrebbe essere raggiungere una quota di fatturato di un milione di euro (se parti da zero); oppure avere una quota di mercato del 3% (esempio); oppure ancora un obiettivo di M/L termine potrebbe essere l’equilibrio finanziario della tua azienda. Insomma,  gli obiettivi di M/L termine possono essere tanti, e sei tu a decidere quali vuoi che siano.

Quindi, e più precisamente, gli obiettivi di M/L termine rappresentano le mete che l’imprenditore, nello svolgimento dell’attività, vuole raggiungere.

Le fasi del processo di PIANIFICAZIONE sono:

  • Analisi della situazione di partenza e della sua prevedibile evoluzione
  • Individuazione ed analisi dei punti di forza e di debolezza dell’impresa (S.W.O.T Analisys)
  • Definizione degli obiettivi
  • Formulazione delle strategie
  • Redazione del piano
  • Approvazione, esecuzione e controllo del piano

Ora, è evidenteche quando pianifichi  un obiettivo di M/L termine devi anche pianificare azioni e strategie ad esso collegate. Ed è altrettanto evidente che per ottenere un obiettivo fra 3-5 anni, dovrai compiere una serie di azioni a “più corto raggio”, cioè una serie di azioni di breve termine (B/termine) che piano piano ti portano a conseguire l’obiettivo di M/L termine. E quindi devi PROGRAMMARE delle azioni e strategie di breve termine (1 anno). Questa è la PROGRAMMAZIONE, e lo strumento utilizzato per fare la programmazione è il BUDGET.

Dopo che hai pianificato, devi programmare. E gli obiettivi che ti dai in sede di programmazione devono essere coerenti con gli obiettivi che hai pianificato. E’ un pò come un percorso universitario: sai che il tuo obiettivo è laurearti tra 4 anni (obiettivo di M/L termine), e per conseguirlo, devi fare un certo numero di esami all’anno. Tutti gli esami che devi fare in un anno li puoi spezzettare in una serie di sub-obiettivi (di brevissimo termine) e quindi decidi di fare un esame ogni 2 mesi. Se rispetti il programma di un esame ogni due mesi, dopo 4 anni sarai laureato e avrai conseguito l’obiettivo di M/L termine.

In azienda funziona allo stesso modo: pianifichi un obiettivo di M/L termine, e poi programmi una serie di azioni di B/termine per raggiungerlo.

PROGETTARE LA BUSINESS IDEA

Quando devi progettare la tua business idea, la prima cosa da fare è sederti a tavolino e pensare a tutto quello che ti viene in mente a proposito dell’idea stessa. In un primo momento, infatti, molto spesso le idee nascono da una banale e semplicissima intuizione: solo dopo averle studiate in alcuni loro aspetti specifici, emergono delle criticità a cui non avevi pensato fino a quel momento.

Fare il business plan è sicuramente il primo passo per iniziare a considerare tutto quello che non hai mai conssiderato fino a quel momento, e analizzarlo in termini di soluzione. E’, infatti, analizzando le varie criticità che si presentano, che puoi capire dove è necessario “intervenire” per trasformare eventuali punti di debolezza, in punti di forza.

Il primo passo da fare è quello di definire con precisione il percorso che ti ha portato a maturare l’IDEA di business e a confrontarla con le tue capacità, le tue competenze e con l’ambiente esterno in cui operi, o vuoi operare. Attenzione, però: molto più spesso di quanto non possa sembrare, accade di confondere l’IDEA IMPRENDITORIALE con il “sogno nel cassetto” che magari è rinchiuso nei menadri della mente da tanto tempo. In realtà è necessario che tramuti il tuo “sogno” in IDEA e poi realizzi il PROGETTO d’IMPRESA.  E per realizzare il tuo progetto di impresa, lo strumento più indicato è sicuramente il Business Plan. Continue reading “PROGETTARE LA BUSINESS IDEA”