IL FABBISOGNO FINANZIARIO E LE FONTI DI FINANZIAMENTO

Il fabbisogno finanziario e le fonti di finanziamento sono due aspetti della gestione tra loro strettamente collegati, e spesso rappresentano uno dei principali ostacoli alla realizzazione di un’idea di business poichè si affrontano questioni legate alla finanza aziendale, cioè ai soldi che sono necessari per dare avvio a un’attività o per far partire un nuovo … Leggi tutto

Come fare lo Stato Patrimoniale

Fare lo Stato Patrimoniale

Come fare uno Stato Patrimoniale? La redazione dello Stato Patrimoniale è una  attività fondamentale per scrivere un business plan convincente, poiché all’interno di questo documento sono sintetizzati tutti gli investimenti che occorre effettuare e tutti i finanziamenti che è necessario reperire per acquistare gli investimenti.

Ma partiamo dall’inizio: come accade ogni volta che ci si trova di fronte all’avvio di una nuova attività, per poter iniziare a produrre il prodotto (o erogare il servizio) che si vuole vendere occorre mettere in piedi l’intero processo produttivo e, quindi, occorre dotarsi di una struttura produttiva, possibilmente organizzata in base a criteri di efficienza. Ma cosa significa “organizzare una struttura produttiva efficiente?”. Vediamo insieme.

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INVESTIMENTI, FINANZIAMENTI E CORRELAZIONE TEMPORALE

Principio di correlazione temporale investimenti-finanziamentiQuando si parla di investimenti e finanziamenti e della loro correlazione temporale, ci si riferisce ad uno degli aspetti più importanti della finanza d’impresa, Inoltre, ci si riferisce ad uno dei principi di corretta gestione finanziaria dell’azienda. La gestione finanziaria dell’azienda ha a che fare con il denaro e la sua gestione. Si tratta di capire da dove arrivano i soldi e dove vanno a finire a seguito delle operazioni di investimento. questo riguarda si il breve che il lungo termine.

Ma non solo: ciò che conta è anche la “qualità” del denaro che l’azienda riesce a reperire sul mercato. Perché il denaro è  così importante in un’impresa? quali sono i veri motivi per i quali occorre stare attenti alla gestione finanziaria dell’impresa?

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BREAK EVEN POINT: COS’E’?

Break Even Point per le decisioni aziendali
Break Even Point per le decisioni aziendali

Il Break Even Point serve per calcolare il punto di pareggio tra i costi totali e i ricavi totali dell’azienda. Sappiamo che se il volume delle vendite è basso, l’azienda perde; se invece è elevato, l’azienda guadagna. Questo accade per il fatto che  ogni impresa  sostiene dei  costi  fissi per:

  • la struttura tecnica: cioè il fabbricato, gli impianti, le macchine, le attrezzature, i mezzi di trasporto, le macchine d’ufficio, etc:
  • la struttura organizzativa: cioè le risorse umane tecniche, amministrative, commerciali, etc

Ogni imprenditore deve, o almeno dovrebbe, conoscere qual è la quantità minima di vendite necessaria per coprire i costi fissi relativi alla struttura tecnica e a quella organizzativa.  L’analisi tecnica aziendale utilizza  l’analisi  del punto di pareggio per determinare il cosiddetto “fatturato di break even” cioè il volume di fatturato minimo che l’azienda deve raggiungere per non avere perdite di gestione.

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IL CONTROLLO DEI COSTI: PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE IN AZIENDA?

Il controllo dei costi Il controllo dei  costi è una delle funzioni più importanti nell’ambito della gestione dell’impresa ed è anche una delle funzioni meno presenti, considerando i vantaggi che porta a chi lo utilizza. Infatti, avere un sistema di controllo dei costi ti permette di sapere come si creano i costi all’interno della tua azienda e quindi di poterli controllare per aumentare i profitti.

Ma non è solo questo il ruolo del sistema di controllo dei costi: infatti, esso fornisce anche elementi utili per stabilire i prezzi di vendita dei tuoi prodotti e servizi. Inoltre, consente di tenere sotto controllo l’andamento economico della tua azienda poichè ti permette di avere numeri esatti che ti sono necessari per valutare con maggior precisione e cura cosa sta realmente accadendo nella tua azienda.

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COME FARE IL BUSINESS PLAN PER UN RISTORANTE

 

come fare il business plan per un ristoranteCome fare il Business Plan per un ristorante è uno degli aspetti più importanti da considerare nel momento in cui deve fare nuovi investimenti. Spesso, infatti, alcuni ristoratori sono esclusivamente preoccupati del costo dell’investimento, senza calcolare l’effettivo ritorno economico. Cosa significa? Semplicemente che, se devi acquistare la cucina nuova, le celle frigorifere, le stoviglie e tutte le attrezzature necessarie per avviare concretamente il tuo nuovo ristorante, devi anche stimare i ricavi connessi all’attività. E, di conseguenza, devi capire se fare un certo tipo di investimento ti conviene oppure no. Perché non sempre ad un investimento corrisponde un rendimento. E, per capire se ti conviene oppure no aprire il ristorante, è sempre meglio fare un paio di calcoli..

Quindi, vediamo insieme come fare il business plan per un ristorante.

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BUSINESS PLAN E PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO

Il business plan e il piano economico-finanziario
Il business plan e il piano economico-finanziario

Business plan e piano economico-finanziario: è arrivato il momento di fare i conti! Il business plan, infatti, è composto di due parti: la parte descrittiva e quella tecnica. Quest’ultima è la sintesi  “tecnica” di tutte le informazioni che sono state esposte nella parte descrittiva dello stesso business plan.  E’ anche la parte più complessa da scrivere, poiché la verifica numerica della coerenza di tutti i dati che sono stati esposti. Infatti, investimenti, finanziamenti, ricavi, costi, entrate e uscite monetarie e altro, devono essere sintetizzati all’interno dei bilanci previsionali, che sono le proiezioni future dell’attività dell’impresa.

Le previsioni economico-finanziarie, solitamente, vengono fatte su un orizzonte temporale di tre-cinque anni. Ad onor del vero, occorre dire che effettuare previsioni su un orizzonte di cinque anni fa perdere attendibilità alle previsioni stesse. Infatti, su un arco di tempo così ampio, alcune variabili diventano incontrollabili. ciò significa che diventa praticamente impossibile fare previsioni esatte. Immagina, per esempio, di avere un’azienda che produce materiali plastici (derivati del petrolio).

In questo caso è fondamentale ipotizzare le oscillazioni di prezzo del greggio per i prossimi cinque anni. Ma chi può dire quale sarà il prezzo del greggio tra cinque anni? Si possono azzardare previsioni, indubbiamente. Ma il margine di errore così diventa troppo ampio poiché nessuno può sapere quale sarà il prezzo del petrolio tra cinque anni. 

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IL BUSINESS PLAN E IL TASSO DI MORTALITA’ AZIENDALE

Il Business plan e mortalità aziendale.

Il business plan e il tasso di mortalità aziendaleIl business Plan e mortalità aziendale: perché la mancanza dell’uno facilità la presenza dell’altro? Partiamo dll’inizio: cos’è questo tasso di mortalità aziendale?  Si tratta di un indicatore che indica la percentuale di aziende che chiudono subito dopo avere aperto, o nei successivi treanni. 

I dati UNIONCAMERE dicono che nel 2008 le aziende che hanno chiuso subito dopo avere aperto  sono state 374.262. Questo è il dato peggiore degli ultimi 10 anni, dopo quello del 2003, in cui le “morti aziendali” sono state 390.000.

Sicuramente la crisi mondiale in corso ha “aiutato” questi decessi.

Ma non è possibile ignorare il fatto che  ci sono anche altre cause che determinano la chiusura di un’impresa prima che essa possa esprimere tutte le sue potenzialità e prima che l’imprenditore abbia iniziato a lucrare dei profitti dalla sua attività di business. E, purtroppo, in molti casi queste cause non hanno niente a che vedere con la crisi economica in corso (infatti, nel 2003 la crisi non era presente, eppure c’è stato il “record” di decessi aziendali). E allora?

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BUSINESS PLAN E REDDITIVITA’ D’IMPRESA

Business Plan e redditività d'impresa
Business Plan e redditività d’impresa

Business plan e redditività d’impresa: cosa devi fare per sapere se la tua azienda sta in buone condizioni di salute oppure no, se “rende” quello che ti aspetti oppure ti sta solamente succhiando risorse finanziarie e ti sta portando verso il fallimento?

In questo articolo abbiamo voluto dare una risposta a tutti coloro che vogliono sapere come si fa a calcolare la redditività d’impresa e che vogliono sapere se la loro azienda sta in buone condizioni di salute oppure no.  Iniziamo con il dire che, solitamente, la redditività è misurata tramite alcuni indicatori economici (detti anche “indicatori di redditività“)  come il ROI (Return On Investments), che misura il guadagno percentuale sugli investimenti effettuati; il ROE (Return On Equity) che misura il rendimento percentuale del capitale netto; il ROS (Return On Sales) che indica il guadagno percentuale sulle vendite.

Oltre a questi, l’analisi economica del bilancio prevede anche una serie di altri indicatori molto importanti che sono utili per scoprire il “vero” rendimento di un investimento. Una panoramica completa degli indicatori economici maggiormente utilizzati nella prassi professionale la forniremo qui nel blog. Se vuoi sapere di più sulla redditività dell’impresa, continua a leggere l’articolo.

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IL BUSINESS PLAN

Fare il business plan della tua impresa: perché?

Il Business Plan è lo strumento con cui l’imprenditore verifica la fattibilità economico-finanziaria della sua idea di business e verifica se la sua idea può “funzionare” oppure no. Solitamente, infatti, un business nasce da un’idea che può essere di due tipi:

  1. idea totalmente nuova: in questo caso si parla tecnicamente di “innovazione di prodotto/servizio);
  2. idea già presente sul mercato ma riproposta con qualche aspetto innovativo. 

Nella fase di ideazione di un business, oppure nella fase in cui  l’imprenditore deve realizzare nuovi investimenti per l’azienda con cui già opera, solitamente molte idee si ammassano nella testa di chi deve decidere. Questa persona, di solito, si pone anche una serie di domande quali:

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