CAPITALE PROPRIO E INDEBITAMENTO: IL LEVERAGE

capitale proprio e indebitamento
capitale proprio e indebitamento

Quale è il rapporto ottimale tra il capitale proprio e l’indebitamento da inserire nel business plan? Questa è una domanda che ci è stata posta nel sondaggio on line da qualche navigatore, e alla quale rispondiamo qui nel blog. Ci scusiamo per la tardiva risposta, ma di domande ce ne avete fatte davvero tante!

Iniziamo con il dire che capitale proprio e indebitamento sono le due voci dello stato patrimoniale che costituiscono la struttura finanziaria dell’azienda, della quale abbiamo già parlato in questo articolo. La struttura finanziaria è costituita dal capitale proprio (che è quella parte dei finanziamenti che l’imprenditore o i soci dell’azienda “mettono” di tasca propria sotto forma di conferimenti, o sotto forma di successivi versamenti) e dai debiti, che possono essere di breve termine e/o di lungo termine. I debiti sono rappresentati da tutti i finanziamenti che l’imprenditore attinge da terzi come: banche, fornitori, finanziarie e altri, e che possono assumere varie forme.

Bisogna specificare anche una cosa: gli stessi debiti per TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che l’azienda contrae nei confronti dei lavoratori, fanno parte della struttura finanziaria, perchè rappresentano una voce del c.d. “autofinanziamento” che serve all’impresa per finanziare la sua attività. Ma debiti sono, e debiti restano, poichè prima o poi questi soldi devono essere dati ai lavoratori…

Leggi tutto “CAPITALE PROPRIO E INDEBITAMENTO: IL LEVERAGE”

Condividi:

PARTITA DOPPIA E FINANZA AZIENDALE

Partita doppia
Partita doppia

Qualche navigatore ci ha chiesto se potevamo approfondire il rapporto tra partita doppia e finanza aziendale poiché qualche punto è “un po’” oscuro. Partiamo come al solito dall’inizio dicendo, per onestà del vero, che è poco probabile riuscire a comprendere e (soprattutto) gestire i meccanismi della finanza d’azienda, se prima non si hanno delle solide basi di contabilità, cioè di partita doppia.

Attenzione!! Questo non significa che dobbiamo diventare tutti commercialisti, oppure che dobbiamo frequentare un corso universitario, o andare a fare tre anni di praticantato da un professionista, per capirci qualcosa!!! Assolutamente no…Noi stessi non siamo commercialisti e infatti ne paghiamo uno. Solo che, sempre a onor del vero, per gestire un’azienda e per non deragliare dai binari di una corretta gestione aziendale, la comprensione della finanza è una specie di “conditio sine qua non“. Tutto ciò parte da lontano, più precisamente dalla formazione scolastica.

E adesso cosa c’entra la scuola? C’entra, e anche tanto. Infatti, fatta esclusione per gli istituti professionali e tecnici che suppliscono in minima parte, a scuola nessuno insegna la cultura finanziaria, dove per cultura finanziaria si intende proprio la comprensione del meccanismo sottostante il rapporto che c’è tra lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, da cui deriva la conoscenza della finanza d’azienda e delle sue regole.

Leggi tutto “PARTITA DOPPIA E FINANZA AZIENDALE”

Condividi:

A CHE COSA SERVE IL BUSINESS PLAN?

a che cosa serve il business plan
a che cosa serve il business plan

“A che cosa serve il business plan?”.

Eccola qua! Ti presento la Domanda delle domande! Si, hai letto bene! E’ quella domanda che si pone ogni imprenditore quando qualcuno gli dice “Portami il Business Plan e poi vediamo!”.

Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente è perché sei andato da qualcuno a chiedergli un finanziamento e questo “qualcuno” ti ha detto “Portami il Business Plan e poi vediamo!”. E di conseguenza, ti sei chiesto: “Che cos’è questo business Plan?” E, poi, hai aggiunto: “E, soprattutto: a che cosa serve il Business Plan?

Bene! Se queste sono due delle domande che ti sei poste, sei nel posto giusto! Infatti, in tutto questo sito web parliamo proprio di questo argomento: del business plan. Parliamo dello strumento che, ormai, è diventato fondamentale per ogni imprenditore che vuole il successo della sua impresa. 

Ci riferiamo al documento che ogni imprenditore deve presentare in banca prima di andare a chiedere un finanziamento per la sua impresa. Parliamo di una vera e propria STAR alla quale tutti stanno riconoscendo i meriti che merita! 

Stiamo parlando di quel progetto che ogni imprenditore deve scrivere su carta per convincere qualcuno che la sua idea di business è buona e fa guadagnare soldi! Qualcuno ci ha “rimproverato” del fatto che spacciamo il piano d’impresa come una specie di miracolo che magicamente spalanca le porte delle banche. E ci hanno detto che le banche, al posto delle chiacchere, vogliono i fatti. Cioè: vogliono le c.d. “garanzie reali” a sostegno di un eventuale finanziamento.

Ma cosa sono e a che cosa servono queste garanzie reali? Perché, ancora oggi vengono richieste dalle banche a fronte di un finanziamento che devono concedere?

Leggi tutto “A CHE COSA SERVE IL BUSINESS PLAN?”

Condividi:

IL BUSINESS PLAN E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

La valutazione del rischio
La valutazione del rischio

La valutazione del rischio d’impresa è uno degli aspetti più critici di un’idea di business e deve essere affrontato all’interno del business plan. Infatti, tramite il piano d’impresa, l’imprenditore (o l’aspirante imprenditore) deve chiarire il livello di rischio che sta per assumere nel momento in cui decide di fare un nuovo investimento per un’idea imprenditoriale che gli è venuta.

Una delle prime cose che insegna l’economia aziendale è che il concetto stesso di impresa contiene in se il rischio. Infatti, tecnicamente spesso si parla di “compenso per il rischio d’impresa”. In tal senso senso ci si riferisce al compenso che spetta (o spetterebbe) all’imprenditore per il semplice fatto che “rischia” di suo per organizzare l’azienda.

Vediamo di cosa si tratta e come si affronta il rischio d’impresa.

Leggi tutto “IL BUSINESS PLAN E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO”

Condividi:

PIANO DI MARKETING E BUSINESS PLAN

piano di marketing e business planPiano di marketing e Business Plan: perchè è così importante? Come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, la gestione di un’azienda si basa (o almeno dovrebbe basarsi) sui dati inseriti nel business plan. Il piano di marketing è l’elemento chiave del piano d’impresa. Infatti, serve all’imprenditore per capire quali sono le opportunità di business che presenta il mercato a cui ci si vuole rivolgere.

Nella parte descrittiva il business plan chiede proprio di tirare giù il piano di marketing. Nel piano di marketing occorre specificare chi sono i potenziali clienti e chi sono i concorrenti. Devi specificare quali sono le strategie che vuoi usare per conoscere e raggiungere il mercato target prescelto.

Inoltre, dovresti illustrare le strategie che vuoi utilizzare per mantenere le quote di mercato eventualmente conseguite. Nel piano di marketing puoi descrivere “chi fa cosa, quando, dove e come”. Si tratta, in sostanza, di fare un’attività di pianificazione di marketing. Vediamo di cosa si tratta.

Leggi tutto “PIANO DI MARKETING E BUSINESS PLAN”

Condividi:

FINANZA AZIENDALE E PROGETTI DI INVESTIMENTO

 

Progetti di investimentoProgetti di investimento e finanza aziendale sono due argomenti strettamente correlati nell’ambito del business plan poiché riguardano aspetti decisionali che investono la gestione nel suo complesso. Infatti, se la finanza riguarda il complesso delle decisioni che devono essere prese e le azioni che devono essere fatte per reperire e usare finanziamenti, la scelta degli investimenti è un’attività che deve essere fatta addirittura a monte del processo finanziario.

Quando l’imprenditore deve effettuare degli investimenti, solitamente si trova di fronte a molteplici alternative, non a una sola, e ognuna di queste alternative ha delle ripercussioni diverse sulla gestione, a partire dall’aspetto finanziario, per finire con quello organizzativo. Le domande che attanagliano la testa dell’imprenditore sono, più o meno, sempre le solite: “Che faccio? Cosa non faccio? E’ meglio fare così, o fare colà?”. Queste sono domande che spesso assillano l’imprenditore e gli tolgono anche la serenità necessaria per prendere la decisione giusta. ma sono domande alle quali occorre dare una risposta sensata. Vediamo quale.

Leggi tutto “FINANZA AZIENDALE E PROGETTI DI INVESTIMENTO”

Condividi:

IL NUOVO MARKETING: UN VANTAGGIO COMPETITIVO PER LE PMI

il nuovo marketing: un vantaggio competitivo per le PMI
il nuovo marketing: un vantaggio competitivo per le PMI

Anche oggi parliamo di marketing poichè è l’attività più importante che un imprenditore o un aspirante imprenditore dovrebbe fare prima di “piazzare sul mercato” un qualsiasi prodotto/servizio. Quando chiediamo a qualche imprenditore o a qualche non addetto ai lavori il significato della parola “marketing”, la maggior parte delle persone si ostina a rispondere che si tratta della pubblicità, ossia di tutte quelle attività che si fanno dopo che il prodotto/servizio è stato messo in produzione,. La pubblicità è solo la parte finale di una più ampia strategia che deve essere studiata e condivisa in ogni suo minimo dettaglio.

Moltissimi imprenditori sono ancora convinti che “marketing” sia qualcosa riservato solo alle grandi aziende o alle multinazionali, cioè quelle che possono permettersi di fare ingenti investimenti per lanciare o “rispolverare” un prodotto/servizio. Invece di dare attenzione ai punti di debolezza delle PMI, questa volta voglio evidenziare i punti di debolezza delle grandi aziende, che quando si parla di marketing, sono davvero tanti. Anche se non sembrerebbe…

Leggi tutto “IL NUOVO MARKETING: UN VANTAGGIO COMPETITIVO PER LE PMI”

Condividi:

LA STRUTTURA FINANZIARIA DELL’IMPRESA

la struttura finanziaria dell'impresa
la struttura finanziaria dell’impresa

Già in qualche articolo precedente abbiamo fatto riferimento alla struttura finanziaria dell’impresa e alla correlazione temporale che ci deve (o dovrebbe essere) tra gli investimenti e i finanziamenti. Queste considerazioni sono la conseguenza del fatto che la struttura dei finanziamenti che si scelgono sono una specie di “asse portante” per lo svolgimento dell’attività dell’azienda.

In molti casi, infatti (e purtroppo), si dimentica che lo stato patrimoniale attivo è composto da capitale circolante e da immobilizzazioni e che, quindi, il fabbisogno finanziario è diverso e varia al variare di cosa si deve finanziare. Ora: è chiaro che la prima considerazione da fare riguarda proprio “cosa” finanziare.

Ma poi, occorrerebbe fermarsi a riflettere su un’altra serie di cose che fin troppo spesso vengono tralasciate, e che invece è fondamentale considerare nel momento in cui devono essere prese delle decisioni di carattere finanziario, che sono tra le più delicate da prendere nell’ambito della gestione dell’azienda. Perchè dai soldi dipende la sopravvivenza dell’azienda.

La struttura finanziaria dell’impresa: cosa considerare?

Nel momento in cui si inizia a pensare alla struttura dei  finanziamenti occorre considerare una serie di cose. Tra le più importanti ricordiamo:

1) LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO DEI CAPITALI

In tal senso, sarebbe utile avere qualche idea di massima a proposito di aspetti macro-economici del mercato in cui si opera, o si vuole operare. In tal senso, intendiamo riferirci ad alcuni parametri che danno un quadro ampio di ciò che accade in un mercato in termini di : politiche economiche perseguite dalle autorità monetarie; propensione al risparmio; propensione al consumo; accesso al credito; sviluppo del mercato dei capitali, sviluppo del mercato di Borsa e altre ancora.

L’utilità di queste conoscenze è abbastanza semplice da afferrare: se, per esempio, voglio aprire una nuova attività (e quindi devo fare degli investimenti), è fondamentale sapere se e come posso accedere al credito da parte del sistema creditizio, oppure sapere se lo Stato finanzia o meno alcune attività, e in che termini le finanzia. Così come è importante conoscere lo “stato di salute” della Borsa. Allo stesso modo avere la conoscenza di alcuni  dati come la propensione al consumo (e magari anche come è ripartita…) si rivelano spesso fondamentali per le decisioni di fare o non fare un certo business.

2) LE CARATTERISTICHE DEL FABBISOGNO FINANZIARIO

In questo articolo abbiamo già affrontato l’aspetto del fabbisogno, e quindi non ci ripetiamo. Qui aggiungiamo solamente che nella scelta delle forme di finanziamento per la copertura del fabbisogno, è opportuno tenere anche presenti alcuni aspetti come : redditività aziendale; grado di rischio; possibilità di fornire adeguate garanzie; eventuale forza contrattuale, intesa come “posizione” dell’azienda sul mercato.

3) LA CONVENIENZA ECONOMICA

Quando si parla di convenienza economica (dei finanziamenti), di solito  ci si riferisce al costo del capitale di credito a al costo del capitale proprio. Questo è uno degli aspetti meno considerati nell’ambito della finanza aziendale poichè la tendenza è quella di considare il capitale proprio “un capitale a costo zero”, che proprio a zero non è. Uno degli aspetti più importanti da tenere presente quando si parla di convenienza economica, è l’aspetto fiscale del finanziamento.

Occorre prestare attenzione a questo aspetto perchè la variabile fiscale può arrivare a capovolgere il giudizio di convenienza su uno strumento che apparentemente sembrava “ottimo” e che invece non lo è più, “tutto considerato”… e ribaltare il giudizio su uno strumento che inizialemente era stato scartato. Infatti, dal punto di vista fiscale vanno considerati due aspetti: il primo, è quello riguardante le imposte societarie. Il secondo riguarda, invece, le imposte personali.

4) LA FATTIBILITA’ FINANZIARIA

La fattibilità finanziaria di un finanziamento è tutto quello che riguarda i cosiddetti “flussi differenziali” che il finanziamento genera. Infatti, se prima di prendere il finanziamento il mio flusso finanziario era 100, devo verificare se prendere un finanziamento (sotto qualsiasi forma, per semplicità) fa diventare il flusso “100+X”. Se così accade, allora mi conviene prendere il finanziamento: in caso contrario, a cosa servirebbe prenderlo? Si tratta un pò di fare gli stessi calcoli che sono alla base della convenienza economica di un investimento, di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Questa specie di “calcolo” viene fatta poichè i finanziamenti “costano”  oneri finanziari che hanno ripercussioni nel conto economico dell’azienda in vari modi.

Conclusioni

Tutti questi aspetti sopra elencati, di solito sono considerati nell’ambito di una pianificazione e di una programmazione finanziaria in fase di redazione del business plan, quando è richiesta la sintesi “tecnica” delle idee dell’imprenditore, o aspirante tale. Il business plan, e lo abbiamo detto più volte, non è solo un documento che viene richiesto per creare ulteriori problemi a chi ne ha già da risolvere, ma è uno strumento operativo che aiuta l’imprenditore nello svolgimento della gestione della sua azienda. Basta parlare con qualche banca o qualche finanziaria per capire che  sono ancora troppi  coloro che prendono decisioni relative alla struttura finanziaria della loro azienda senza tenere presenti queste considerazioni. Di solito, vanno dal primo che gli presta i soldi, e poi fine dell’analisi sulla struttura finanziaria.

Condividi:

IL BUSINESS PLAN E L’ANALISI DEL BILANCIO

Business Plan e analisi di bilancio
Business Plan e analisi del bilancio

Uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si scrive il Business Plan è l’analisi del bilancio previsionale. Infatti, il piano d’impresa è composto da due parti fondamentali. La prima, quella descrittiva, è quella in cui si “raccontano” i dati relativi al business che si vuole fare. In questa parte dici chi sono i tuoi potenziali clienti, i tuoi potenziali concorrenti e le strategie che vuoi adottare.

La seconda parte, quella “tecnica”, è quella in cui si sintetizzano i dati raccolti nella parte descrittiva e si trasformano in numeri. In questa seconda parte, le previsioni fatte vengono sintetizzate all’interno di un bilancio di previsione al fine di valutare la fattibilità economico-finanziaria dell’idea. Questa valutazione viene effettuata prima di dare il via agli investimenti. Vediamo come.

Leggi tutto “IL BUSINESS PLAN E L’ANALISI DEL BILANCIO”

Condividi:

FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER LE PMI DEL LAZIO – FONDO ROTATIVO

Finanziamenti per le PMI
Finanziamenti per le PMI

Dal 28 Novembre c’è una nuova buona notizia! Arrivano i finanziamenti del Fondo Rotativo per tutte le PMI che operano nella Regione Lazio . Il Fondo Rotativo per le PMI mette a disposizione ben 240 milioni di euro per tutti gli imprenditori che vogliono fare nuovi investimenti per migliorare alcuni aspetti del loro business esistente.

Nonostante il  momento economico che sta attraversando l’economia italiana e quella internazionale, questi interventi hanno l’ obiettivo di  sostenere l’accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese che vogliono  sfidare la crisi facendo nuovi investimenti all’interno delle loro imprese.

Il bando è già attivo e rimane aperto fino al 20 dicembre 2009. Noi pensiamo che questa sia davvero un’ottima opportunità per dare nuova linfa agli imprenditori della regione Lazio che, come gli imprenditori di tutto il Paese, stanno tirando la cinghia da un pò troppo tempo.

Leggi l’articolo per conoscere i beneficiari, gli investimenti ammissibili, le procedure e tutto quello che c’è da sapere per partecipare al bando.

Finanziamenti per le PMI: chi può partecipare e cosa viene finanziato?

Possono richiedere i finanziamenti agevolati tutte le micro, piccole e medie imprese, le cooperative e  i consorzi che operano nel settore industriale, artigianale, commerciale e dei servizi con la sede operativa nella Regione Lazio.

Il bando è rivolto al finanziamento dei progetti di investimento che riguardano l’ampliamento, la riconversione, la riqualificazione, l’ammodernamento, la ristrutturazione, la riattivazione e il consolidamento delle PMI con sede operativa nel Lazio.

Inoltre vengono finanziati progetti di innovazione tecnologica, di internazionalizzazione e di  creazione di nuove imprese.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta: acquisto di nuovi  impianti, di nuovi macchinari,   di attrezzature varie, di software; le spese per l’ampliamento, la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali aziendali, e acquisto di beni strumentali vari; acquisto di brevetti, banche dati, know how e licenze d’uso.

 

Finanziamenti per le PMI: come avviene il finanziamento e chi eroga i finanziamenti?

L’importo  ammesso per ogni progetto  va da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 1.000.000 euro. Il progetto è finanziato al 100% con un finanziamento a medio termine (durata di 5 anni) in questo modo:  un 50% dell’investimento è finanziato ad un tasso agevolato dello 0,5% annuo da parte del Fondo Rotativo; il restante 50% dell’investimento viene finanziato  ad un tasso ordinario con la copertura di garanzia regionale pubblica prestata da BIL, Banca Impresa Lazio.

Il Fondo è gestito da Sviluppo Lazio  che concede, tramite le banche convenzionate, i finanziamenti sotto forma di mutui, agevolati e garantiti da Banca Impresa Lazio. Le banche convenzionate sono: Banca di Credito Cooperativo di Roma, Banca Popolare di Roma, BNL Gruppo BNP Paribas, UGF Banca, Unicredit Banca di Roma, Unicredit Corporate Banking.

La domanda per beneficiare delle agevolazioni proposte va presentata in un primo momento telematicamente  tramite il sito di Sviluppo Lazio; in una fase successiva  occorre inviare con raccomandata  la domanda in formato cartaceo con gli allegati.

Ovviamente, le domande per potere ottenere le agevolazioni di cui al presente articolo vanno corredate dalla presentazione di un business plan che spieghi in cosa consiste l’investimento e che dimostri il possesso dei requisiti di fattibilità economico-finanziaria del progetto. Alla presentazione, seguirà l’istruttoria da parte dell’Ente proponente per la verifica di legittimità formale e sostanziale del  progetto.

Condividi: