LA VALUTAZIONE DEL BUSINESS PLAN

la valutazione del business plan
la valutazione del business plan

La valutazione del business plan come viene effettuata? Questa è un’altra domanda che qualche navigatore ci ha posto nel sondaggio on-line e alla quale rispondiamo oggi. Ci dovete scusare, ma il ritardo delle risposte è dovuto al fatto che stiamo analizzando le domande che ci ponete e le stiamo mettendo in una specie di “ordine gerarchico” per numero di richieste. Iniziamo con il dire che il business plan viene valutato in modo diverso a seconda di chi è la persona, o l’istituzione, che lo deve valutare, e aggiungiamo anche che la valutazione del piano di business varia anche a seconda dello scopo per cui viene scritto.

Abbiamo scritto nella home page del sito a cosa serve questo documento e in qualche articolo (e in qualche altra pagina del sito) lo abbiamo paragonato alla bussola che serve al capitanto della nave per mantenere la rotta verso il porto di attracco. Il porto in questione è rappresentato dagli obiettivi dell’azienda e dell’imprenditore e, senza bussola, si rischia di perdere l’orientamento o, nei casi peggiori, di andare a sbattere contro qualche scoglio! Questa è, forse, la ragione principale per cui scrivere un business plan.

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CAPITALE PROPRIO E INDEBITAMENTO: IL LEVERAGE

capitale proprio e indebitamento
capitale proprio e indebitamento

Quale è il rapporto ottimale tra il capitale proprio e l’indebitamento da inserire nel business plan? Questa è una domanda che ci è stata posta nel sondaggio on line da qualche navigatore, e alla quale rispondiamo qui nel blog. Ci scusiamo per la tardiva risposta, ma di domande ce ne avete fatte davvero tante!

Iniziamo con il dire che capitale proprio e indebitamento sono le due voci dello stato patrimoniale che costituiscono la struttura finanziaria dell’azienda, della quale abbiamo già parlato in questo articolo. La struttura finanziaria è costituita dal capitale proprio (che è quella parte dei finanziamenti che l’imprenditore o i soci dell’azienda “mettono” di tasca propria sotto forma di conferimenti, o sotto forma di successivi versamenti) e dai debiti, che possono essere di breve termine e/o di lungo termine. I debiti sono rappresentati da tutti i finanziamenti che l’imprenditore attinge da terzi come: banche, fornitori, finanziarie e altri, e che possono assumere varie forme.

Bisogna specificare anche una cosa: gli stessi debiti per TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che l’azienda contrae nei confronti dei lavoratori, fanno parte della struttura finanziaria, perchè rappresentano una voce del c.d. “autofinanziamento” che serve all’impresa per finanziare la sua attività. Ma debiti sono, e debiti restano, poichè prima o poi questi soldi devono essere dati ai lavoratori…

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PARTITA DOPPIA E FINANZA AZIENDALE

Partita doppia
Partita doppia

Qualche navigatore ci ha chiesto se potevamo approfondire il rapporto tra partita doppia e finanza aziendale poiché qualche punto è “un po’” oscuro. Partiamo come al solito dall’inizio dicendo, per onestà del vero, che è poco probabile riuscire a comprendere e (soprattutto) gestire i meccanismi della finanza d’azienda, se prima non si hanno delle solide basi di contabilità, cioè di partita doppia.

Attenzione!! Questo non significa che dobbiamo diventare tutti commercialisti, oppure che dobbiamo frequentare un corso universitario, o andare a fare tre anni di praticantato da un professionista, per capirci qualcosa!!! Assolutamente no…Noi stessi non siamo commercialisti e infatti ne paghiamo uno. Solo che, sempre a onor del vero, per gestire un’azienda e per non deragliare dai binari di una corretta gestione aziendale, la comprensione della finanza è una specie di “conditio sine qua non“. Tutto ciò parte da lontano, più precisamente dalla formazione scolastica.

E adesso cosa c’entra la scuola? C’entra, e anche tanto. Infatti, fatta esclusione per gli istituti professionali e tecnici che suppliscono in minima parte, a scuola nessuno insegna la cultura finanziaria, dove per cultura finanziaria si intende proprio la comprensione del meccanismo sottostante il rapporto che c’è tra lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, da cui deriva la conoscenza della finanza d’azienda e delle sue regole.

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A CHE COSA SERVE IL BUSINESS PLAN?

a che cosa serve il business plan
a che cosa serve il business plan

“A che cosa serve il business plan?”.

Eccola qua! Ti presento la Domanda delle domande! Si, hai letto bene! E’ quella domanda che si pone ogni imprenditore quando qualcuno gli dice “Portami il Business Plan e poi vediamo!”.

Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente è perché sei andato da qualcuno a chiedergli un finanziamento e questo “qualcuno” ti ha detto “Portami il Business Plan e poi vediamo!”. E di conseguenza, ti sei chiesto: “Che cos’è questo business Plan?” E, poi, hai aggiunto: “E, soprattutto: a che cosa serve il Business Plan?

Bene! Se queste sono due delle domande che ti sei poste, sei nel posto giusto! Infatti, in tutto questo sito web parliamo proprio di questo argomento: del business plan. Parliamo dello strumento che, ormai, è diventato fondamentale per ogni imprenditore che vuole il successo della sua impresa. 

Ci riferiamo al documento che ogni imprenditore deve presentare in banca prima di andare a chiedere un finanziamento per la sua impresa. Parliamo di una vera e propria STAR alla quale tutti stanno riconoscendo i meriti che merita! 

Stiamo parlando di quel progetto che ogni imprenditore deve scrivere su carta per convincere qualcuno che la sua idea di business è buona e fa guadagnare soldi! Qualcuno ci ha “rimproverato” del fatto che spacciamo il piano d’impresa come una specie di miracolo che magicamente spalanca le porte delle banche. E ci hanno detto che le banche, al posto delle chiacchere, vogliono i fatti. Cioè: vogliono le c.d. “garanzie reali” a sostegno di un eventuale finanziamento.

Ma cosa sono e a che cosa servono queste garanzie reali? Perché, ancora oggi vengono richieste dalle banche a fronte di un finanziamento che devono concedere?

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COME FARE IL BUDGET DI UN RISTORANTE

Fare il budget di un ristoranteFare il budget di un ristorante. Questa è una delle domande che ci è stata posta più frequentemente dai navigatori del nostro sito che vogliono avviare per la prima volta un’attività di ristorazione e non hanno la minima idea di quale dovrebbe essere il loro punto di partenza. Oltre agli “startupper” (cioè coloro che sono in fase di start-up della loro iniziativa) ci sono anche i ristoratori che svolgono questo lavoro da tanto tempo ma hanno poca dimestichezza con i numeri. Ebbene, in questo articolo tentiamo di dare una risposta sia agli uni che agli altri e cerchiamo di chiarire un po’ di idee. Vediamo di cosa si tratta.

Iniziamo con il dire, forse, la cosa più banale che possiamo dire: per fare il budget del ristorante devi partire dagli obiettivi che hai definito in fase di pianificazione cioè in fase di stesura del tuo business plan. Come abbiamo avuto più volte occasione di scrivere nei nostri articoli, ogni imprenditore dovrebbe, all’interno del suo business plan, definire gli obiettivi di medio-lungo termine  (3-5 anni) che intende raggiungere ed elaborare le strategie per raggiungerli.

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IL BUSINESS PLAN E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

La valutazione del rischio
La valutazione del rischio

La valutazione del rischio d’impresa è uno degli aspetti più critici di un’idea di business e deve essere affrontato all’interno del business plan. Infatti, tramite il piano d’impresa, l’imprenditore (o l’aspirante imprenditore) deve chiarire il livello di rischio che sta per assumere nel momento in cui decide di fare un nuovo investimento per un’idea imprenditoriale che gli è venuta.

Una delle prime cose che insegna l’economia aziendale è che il concetto stesso di impresa contiene in se il rischio. Infatti, tecnicamente spesso si parla di “compenso per il rischio d’impresa”. In tal senso senso ci si riferisce al compenso che spetta (o spetterebbe) all’imprenditore per il semplice fatto che “rischia” di suo per organizzare l’azienda.

Vediamo di cosa si tratta e come si affronta il rischio d’impresa.

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PIANO DI MARKETING E BUSINESS PLAN

piano di marketing e business planPiano di marketing e Business Plan: perchè è così importante? Come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, la gestione di un’azienda si basa (o almeno dovrebbe basarsi) sui dati inseriti nel business plan. Il piano di marketing è l’elemento chiave del piano d’impresa. Infatti, serve all’imprenditore per capire quali sono le opportunità di business che presenta il mercato a cui ci si vuole rivolgere.

Nella parte descrittiva il business plan chiede proprio di tirare giù il piano di marketing. Nel piano di marketing occorre specificare chi sono i potenziali clienti e chi sono i concorrenti. Devi specificare quali sono le strategie che vuoi usare per conoscere e raggiungere il mercato target prescelto.

Inoltre, dovresti illustrare le strategie che vuoi utilizzare per mantenere le quote di mercato eventualmente conseguite. Nel piano di marketing puoi descrivere “chi fa cosa, quando, dove e come”. Si tratta, in sostanza, di fare un’attività di pianificazione di marketing. Vediamo di cosa si tratta.

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