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	<title>Business Plan Vincente &#187; Conto economico</title>
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		<title>LA RICLASSIFICAZIONE DEL CONTO ECONOMICO</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 09:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La riclassificazione del conto economico è  una procedura che viene utilizzata per ottenere delle informazioni aggiuntive sul conto in cui sono racchiusi i costi e ricavi di competenza dell&#8217;esercizio. Cosa significa questa frase? Partiamo da un presupposto: quello qui di fianco, è lo schema tipico di un conto economico a &#8220;sezioni contrapposte&#8221; all&#8217;interno del quale, [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6265" class="wp-caption alignleft" style="width: 392px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/conto-economico1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6265" title="la riclassificazione del conto economico" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/conto-economico1-300x167.jpg" alt="" width="382" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">la riclassificazione del conto economico</p></div>
<p><strong>La riclassificazione del conto economico</strong> è  una procedura che viene utilizzata per ottenere delle informazioni aggiuntive sul conto in cui sono racchiusi i costi e ricavi di competenza dell&#8217;esercizio. Cosa significa questa frase?</p>
<p>Partiamo da un presupposto: quello qui di fianco, è lo schema tipico di un conto economico a &#8220;sezioni contrapposte&#8221; all&#8217;interno del quale, come si vede, ci sono due colonne: quella di destra (chiamata &#8220;avere&#8221;), all&#8217;interno della quale sono sintetizzati<strong> i ricavi dell&#8217;esercizio</strong>. E quella di sinistra (chiamata &#8220;dare&#8221;), all&#8217;interno della quale sono racchiusi i<strong> costi </strong>che sono stati sostenuti nel corso dell&#8217;esercizio. Questo di fianco era lo schema adottato fino al 1991, anno in cui è stata recepita nel nostro ordinamento, la <strong>IV DIRETTIVA CEE</strong>, la quale ha &#8220;imposto&#8221; uno schema unico di conto economico per tutti i paesi membri dell&#8217;UE.</p>
<p>Questo schema di conto economico  a sezioni contraposte non forniva una serie di informazioni utili all&#8217;imprenditore per tenere sotto controllo alcune cose, ma è (o era&#8230;) un semplice riassunto di costi e ricavi sparsi nelle due colonne: infatti, dalla lettura di un conto economico a sezioni contrapposte, è alquanto difficile riuscire ad ottenere delle informazioni di &#8220;sintesi&#8221; relative all&#8217;andamento economico dell&#8217;attività aziendale. E, soprattutto, il vecchio schema di conto economico non evidenziava le &#8220;aree&#8221; che assorbono o producono risorse.</p>
<p>Infatti, la produzione di ricavi o l&#8217;assorbimento di costi, non sono dati solo dall&#8217;attività &#8220;tipica&#8221; svolta dall&#8217;azienda, ma possono derivare da varie altre attività &#8220;collaterali&#8221; che l&#8217;azienda svolge normalmente, e che incidono sulla gestione. Facciamo un esempio: se la mia azienda produce biciclette, tutti i costi e i ricavi relativi alla produzione di biciclette sono da considerarsi come ricavi o costi &#8220;tipici&#8221;, cioè determinati dall&#8217;attività di produzione delle biciclette. Se l&#8217;azienda, oltre a produrre biciclette, effettua altri tipi di attività (come, per esempio, la concessione o l&#8217;ottenimento  di prestiti, l&#8217;acquisto di partecipazioni in altre aziende che determinano un rendimento, oppure effettua altre attività  che producono ricavi o assorbono costi), <strong>queste attività concorrono alla determinazione del reddito di esercizio</strong>, pur non essendo direttamente &#8220;collegate&#8221; all&#8217;attività principale dell&#8217;azienda, che è quella della produzione di biciclette.</p>
<p>Il fatto che esistono altri costi e ricavi non &#8220;tipici&#8221; che concorrono alla determinazione del reddito, fa si che nel conto economico a sezioni contrapposte compaiano tutti i costi e i ricavi, anche quelli non tipicamente collegati all&#8217;attività principale dell&#8217;azienda. E se l&#8217;imprenditore volesse sapere cosa è che effettivamente concorre a determinare il reddito? Con il conto economico a sezioni contrapposte, non potrebbe saperlo, almeno a una lettura veloce, immediata.</p>
<p>Questa difficoltà spiega il perchè si fa<strong> la riclassificazione del conto economico</strong>: quando si riclassifca un conto economico, i vari costi e i vari ricavi vengono &#8220;riaggregati&#8221;  in un conto economico in forma scalare per ottenere delle informazioni di sintesi aggiuntive che altrimenti sarebbe impossibile avere. Lo schema-base è il seguente:</p>
<div id="attachment_6268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 441px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/ce-scalare2.jpg"><img class="size-medium wp-image-6268" title="la riclassificazione del conto economico in forma scalare" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/ce-scalare2-300x149.jpg" alt="" width="431" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">la riclassificazione del conto economico in forma scalare</p></div>
<p>Come si può vedere, questo è lo schema adottato dal Codice Civile per riclassifcazre un conto economico: all&#8217;interno di questo schema sono racchiusi tutti i costi e i ricavi che si trovano normalmente in un conto a sezioni contrapposte, solo che i costi e i ricavi sono disposti in modo diverso.</p>
<p>A seconda del tipo di informazioni che si vogliono ottenere dal conto economico, ci sono tre possibili riclassifcazionbi:</p>
<p><strong>1) la riclassificazione a &#8220;costo del venduto e ricavi&#8221;</strong>: questo schema mette in evidenza alcuni parametri rilevanti come &#8220;l&#8217;utile lordo&#8221;  che l&#8217;azienda realizza sulle vendite che effettua, dato che il &#8220;costo del venduto&#8221; rappresenta quello che è costato produrre ciò che è stato venduto;</p>
<p><strong>2) la riclassificazione &#8220;a valore aggiunto&#8221;</strong>: questo schema di riclassificazione mette in evidenza una delle cose più importanti dell&#8217;attività aziendale e cioè la capacità che ha l&#8217;azienda di creare ricchezza, grazie alla sua attività;</p>
<p>3) <strong>riclassificazione  &#8220;a margine di contribuzione&#8221;</strong>: questo tipo di riclassificazione del conto economico è abbastanza complessa da effettuare. Si tratta pur sempre di riaggregare le voci di costi e ricavi secondo una logica, ma in questo caso viene utilizzato uno schema che, prima di tutto, effettua una distinzione netta tra costi fissi e costi variabili <span style="color: #000000;">(ne abbiamo parlato <a href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/i-costi-fissi-e-i-costi-variabili-dellazienda"><strong>qui</strong></a></span>), e successivamente evidenzia il contibuto che ha dato la gestione alla copertura dei costi fissi e alla formazione del reddito di esercizio.</p>
<p>Quali di queste tre configurazioni è la migliore? Tutte e nessuna!! Lo schema di riclassificazione a costo del venduto è quello maggiormente utilizzato nella prassi (forse perchè è il più facile da realizzare&#8230;). Ma l&#8217;utilizzo di uno schema al posto di un altro <strong>dipende dal tipo di informazioni che vogliamo ottenere dal conto economico</strong>.</p>
<p>Un imprenditore accorto e che vuole conoscere nel dettaglio &#8220;come&#8221; si viene a creare il reddito di esercizio, in linea di massima dovrebbe sapere interpretare tutti e tre gli schemi di riclassifcazione. O, quantomeno, dovrebbe avere un commercialista (o un consulente) in grado di illustrare le differenze di informazioni che si possono ottenere con i tre diversi tipi di riclassifcazione.</p>
<p>In fase di redazione del <strong>business plan</strong> potrebbe rivelarsi una mossa davvero vincente presentare<strong> l&#8217;analisi di bilancio prospettica</strong> effettuata con i tre diversi schemi di riclassificazione, per convincere anche il più scettico dei finanziatori della bontà del piano industriale. Perchè, ricordiamo, ancorchè essenziali e sintetiche, le informazioni che si presentano all&#8217;interno del business plan devono essere esaustive e precise&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>COME SI FORMA IL CONTO ECONOMICO</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 22:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pianificazione e Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Conto economico]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si forma il conto economico? In molti ci chiedono come si forma il Conto   Economico:  ecco la  risposta! Il Conto Economico di un&#8217;azienda  si forma partendo dai costi e dai ricavi. L&#8217;azienda per realizzare il suo processo produttivo ricorre ai seguenti fattori produttivi: capitali, fabbricati, impianti, attrezzature, automezzi, materie prime, materiali di consumo, merci, [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1652 alignleft" style="margin-right: 5px;" title="Come si forma il Conto Economico" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/08/Fotolia_88273_XS.jpg" alt="Come si forma il Conto Economico" width="287" height="188" align="left" />Come si forma il conto economico? In molti ci chiedono <strong>come si forma il Conto   Economico</strong>:  ecco la  risposta! Il<strong> </strong>Conto Economico di un&#8217;azienda  si forma partendo dai <strong>costi</strong> e dai <strong>ricavi</strong>. L&#8217;azienda per realizzare il suo processo produttivo ricorre ai seguenti fattori produttivi: capitali, fabbricati, impianti, attrezzature, automezzi, materie prime, materiali di consumo, merci, risorse umane, illuminazione, energia elettrica, acqua,gas, telefoni, fax manutenzioni, fitti, assicurazioni, consulenze, ed altri.</p>
<p>Ogni volta che  l&#8217;azienda acquista i fattori produttivi di cui ha bisogno per la sua attività  sostiene dei COSTI<strong>. </strong>Esiste una relazione molto intima tra alcuni tipi di costi (i cosiddetti  &#8220;costi pluriennali&#8221;) e i costi di esercizio presenti nel conto economico.</p>
<p>Infatti, tra i fattori produttivi ed i costi si ha questa relazione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1592" style="width: 439px; height: 130px;" title="Come si forma il Conto Economico" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/Costi-e-fattori-produttivi1.JPG" alt="Come si forma il Conto Economico" width="439" height="130" align="middle" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>Tutte le volte, invece, che l&#8217;azienda  entra in contatto con il mercato per la vendita  dei suoi prodotti o servizi consegue dei<strong> RICAVI</strong>. La differenza tra ricavi e costi determina il <strong>risultato economico</strong>. Se i ricavi sono maggiori dei costi si ha un<strong> UTILE D&#8217;ESERCIZIO</strong>; se al contrario i costi sono maggiori dei ricavi si ha una<strong> PERDITA</strong> <strong>D&#8217;ESERCIZIO</strong>. Ogni giorno, il contabile dell&#8217;azienda registra, in vari conti,  tutte le operazioni gestionali che danno luogo a ricavi e  a costi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come si forma  il Conto Economico?</h2>
<p>Alla chiusura dell&#8217;esercizio i saldi dei vari conti vanno a formare il CONTO ECONOMICO. Il <strong>Conto Economico  a scalare</strong> divide le voci  dei costi in base al criterio della&#8221;natura o origine&#8221; cioè in base al fattore produttivo che ha originato i costi stessi. Si hanno quindi:</p>
<ul>
<li><strong>Costi originati dall&#8217;utilizzo  delle materie prime</strong> (esempio: costi per acquisto stoffa, filo, bottoni,etc)</li>
<li><strong>Costi originati dall&#8217;utilizzo dei macchinari</strong> (esempio: ammortamento per acquisto macchina da cucire)</li>
<li><strong>Costi originati  dall&#8217;utilizzo delle risorse umane</strong> (esempio: retribuzione per la sarta)</li>
<li><strong>Costi originati dall&#8217;utilizzo dei servizi</strong> (esempio: costi per spese di pubblicità e consulenze)</li>
<li><strong>Costi originati dall&#8217;utilizzo dei capitali</strong> ( esempio: costi per interessi passivi su prestiti)</li>
</ul>
<p>Prima che la IV direttiva CEE n.78/660, fosse recepita nel nostro ordinamento giuridico, il Conto Economico veniva presentato a sezioni contrapposte: la sezione  sinistra riportava i costi, la sezione di destra  riportava i ricavi, in questo modo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1588" title="Conto Economico a sezioni contrapposte" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/CE-a-sezioni-contrapposte1.bmp" alt="CE a sezioni contrapposte" width="347" height="332" align="middle" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Dal 1991, anche l&#8217;ordinamento italiano ha recepito la IV Direttiva con   decreto legislativo n.127/1991 e da allora il Conto Economico  si redige in forma scalare. Il Conto Economico a forma  scalare ha la carattristica di rappresentare dei risultati intermedi. Il Conto Economico a scalare parte dai ricavi per giungere al reddito d&#8217;esercizio, in questo modo:</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1597" style="width: 381px; height: 210px;" title="Conto Economico  a scalare" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/CE-a-scalare.JPG" alt="Conto Economico  a scalare" align="middle" /></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il <strong>Conto Economico</strong> presentato in questa forma mette in evidenza la produzione e la vendita dei beni e dei servizi che sono l&#8217;attività &#8220;caratteristica&#8221; dell&#8217;azienda. Ciò significa che per un&#8217;azienda di abbigliamento, l&#8217;attività caratteristica è rappresentata dalla produzione e dalla vendita di abiti. Ora  è evidente che in ogni azienda ci sono anche operazioni finanziarie, come ad esempio gli interessi attivi e passivi, ed operazioni straordinarie, come ad esempio, minusvalenze e plusvalenze straordinarie.</p>
<p style="text-align: left;">Ma queste operazioni, seppur facenti parti della gestione aziendale nel suo complesso, solo indirettamente riguardano la produzione di beni e di servizi per i quali l&#8217;azienda è presente sul mercato. Ecco  perchè è importante dividere l&#8217;attività aziendale in 3 aree: gestione caratteristica; gestione finanziaria; gestione straordinaria.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;">Il Conto Economico e le aree di gestione</h2>
<p style="text-align: left;">La<strong> gestione caratteristica</strong> riguarda la produzione  e la vendita di  beni o servizi per i quali l&#8217;azienda è presente sul mercato. In questa gestione occorre considerare solo i ricavi ed i costi specifici e caratteristici che riguardano la produzione  e la vendita di un determinato bene e/o servizio. Ad esempio, se un&#8217;azienda produce  abiti,  deve considerare  solo i ricavi derivanti dalla vendita di abiti e deve  confrontarli  con i costi sostenuti per produrre abiti:</p>
<ul>
<li><strong>costi per materie prime</strong>, sussidiarie, di consumo e merci: stoffa, fodera, bottoni, chiusure lampo</li>
<li><strong>costi per servizi</strong>: energia, acqua, gas, telefono, assicurazioni,consulenze, royalties, lavorazioni esterne</li>
<li><strong>costi per godimento di beni di terzi</strong>: affitto, canoni di leasing, concessioni</li>
<li><strong>costi per il personale</strong>: salari e stipendi, oneri contributivi,trattamento di fine rapporto</li>
<li><strong>ammortamenti per immobilizzazioni immateriali</strong>:  costi di impianto e ampliamento; avviamento, costi per acquisto software</li>
<li><strong>ammortamento per immobilizzazioni materiali</strong>: fabbricati, macchine, attrezzature, mobili ed arredi</li>
<li><strong>variazioni</strong> intervenute nel valore delle materie prime, sussidiarie, di consumo tra il 1° gennaio ed il 31 Dicembre di ogni ogni anno</li>
</ul>
<p>La <strong>gestione finanziaria</strong> si occupa invece di rilevare i proventi di natura finanziaria (ad esempio gli interessi attivi  sui conti correnti dell&#8217;azienda) e gli oneri fimanziari ( ad esempio gli interessi passivi  su mutui). La<strong> gestione straordinaria</strong> riguarda invece proventi ed oneri straordinari che sono:</p>
<ul>
<li>contributi erogati dallo Stato, o dalle  Regioni o dalle  Province o dai Comuni</li>
<li>plusvalenze che derivano dalla vendita di cespiti</li>
<li>sopravvenienze attive, come ad esempio, liberalità ricevute</li>
<li>rimborsi da parte delle assicurazioni per danni subìti</li>
<li>minusvalenze che derivano dalla vendita di cespiti</li>
<li>sopravvenienze passive, come ad esempio, furti o danni che derivano da calamità naturali</li>
</ul>
<p>Il tenere separate le 3 diverse aree di gestione consente  di valutare i singoli risultati intermedi. Dal momento che lo scopo  dell&#8217;azienda è quello di produrre e vendere beni e servizi oggetto della propria attività, allora un&#8217;azienda viene  valutata positivamente quando è alta  la differenza tra il <strong>Valore della produzione</strong> ed i costi della produzione.</p>
<p>Al contrario, un&#8217;azienda che ha una bassa differenza tra il Valore della Produzione e  i <strong>Costi di produzione</strong>, viene valutata in modo negativo in quanto questo risultato dimostra che l&#8217;impresa ha una scarsa capacità di produrre reddito con la sua attività caratteristica. E&#8217;  da considerare anche preoccupante un alto saldo negativo della <strong>gestione finanziaria</strong>, perchè esso indica che l&#8217;azienda ha forme di indebitamento molto onerose che vanno ad &#8220;erodere&#8221; pesantemente il reddito della gestione caratteristica.</p>
<p>Anche un risultato dell&#8217;esercizio salvato &#8221; in extrenmis&#8221; da un saldo positivo della gestione straordinaria, è da considerarsi preoccupante. Poichè i proventi straordinari (esempio contributi di enti pubblici) che si sono avuti  nell&#8217;esercizio sono situazioni &#8220;occasionali&#8221; che difficilmente possono ripetersi  nel futuro. Di seguto riportiamo un esempio di <strong>Conto Economico</strong> scalare:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1605" style="width: 379px; height: 430px;" title="Esempio Conto Economico a scalare" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/ESEMPIO-CE-SACALARE.JPG" alt="Esempio Conto Economico a scalare" align="middle" /></p>
<h2></h2>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Quindi appare evidente <strong>come si forma il Conto Economico</strong>:  a fronte di un  valore della produzione pari a € 516.457 si è avuto  un costo totale della <strong>gestione caratteristica</strong> pari a € 463.417. La differenza tra Valore  e Costo della produzione  è pari a €  53.040: in altre parole, il reddito della gestione caratteristica, cioè l&#8217;utile creato dalla gestione delle attività per cui l&#8217;azienda è sul mercato, per esempio la produzione e la vendita di abiti, è positivo. A questo primo risultato vanno aggiunti i risultati derivanti dalla gestione finanziaria e dalla gestione straordinaria.</p>
<p>La <strong>gestione finanziaria</strong> registra una perdita pari ad € 5.165 come diffrenza tra i ricavi derivanti da interessi attivi su conti correnti e  interessi passivi di conto corrente. La <strong>gestione straordinaria </strong>ha dato luogo ad un risultato positivo pari a € 30.987 dovuto da una parte,  ad un contributo  della Regione (provento straordinario)  pari a €36.152 e dall&#8217;altra  ad una dismissione di vecchi macchinari (oneri straordinari) pari a € 5.165.</p>
<p style="text-align: left;">Come emerge da questa breve analisi, attraverso il <strong>Conto Economico scalare </strong>è possibile individuare, oltre al risultato d&#8217;esercizio, i risultati intermedi cioè l&#8217;apporto separato della gestione caratteristica, finanziaria e straordinaria.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/08/Giancarlo-Barbarisi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6597" title="Giancarlo Barbarisi" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/08/Giancarlo-Barbarisi-300x62.jpg" alt="" width="300" height="62" /></a></p>
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