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	<title>Business Plan Vincente &#187; Break even point</title>
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	<description>La chiave d&#039;accesso al tuo business di successo!</description>
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		<title>MARGINE DI CONTRIBUZIONE E DECISIONI AZIENDALI</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 10:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6274" class="wp-caption alignleft" style="width: 385px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/margine-di-contribuzione.jpg"><img class="size-medium wp-image-6274" title="margine di contribuzione e decisioni aziendali" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/margine-di-contribuzione-300x202.jpg" alt="" width="375" height="251" /></a><p class="wp-caption-text">margine di contribuzione e decisioni aziendali</p></div>
<p>Qualche navigatore ci ha chiesto di parlare del <strong>margine di contribuzione</strong> inteso quale grandezza che serve <strong>per prendere decisioni aziendali</strong>. Infatti, più d&#8217;uno ci ha scritto per avere qualche delucidazione su questa grandezza aziendale, poichè se lo sono ritrovato davanti per prendere delle decisioni, senza sapere di cosa si trattasse. E quindi, la decisione non è stata presa.</p>
<p>Infatti, è abbastanza complicato prendere una decisione basandosi su qualcosa che non si conosce: soprattutto nell&#8217;ambito della gestione aziendale, poichè dalla bontà di alcune decisioni, dipendono una serie di cose fondamentali come: la produzione di reddito di esercizio (positivo); aggiustamento degli equilibri di finanza aziendale; controllo dei costi e altro ancora.</p>
<p>E&#8217; un pò come decidere di dirigere una barca a vela, senza mai avere fatto un corso di vela!! Per bene che vada, si rischia di perdersi in  mezzo al mare&#8230; Oggi andiamo un pò sul &#8220;tecnico&#8221;, ma speriamo non ce ne vogliate poichè questo è un argomento abbastanza sconosciuto che vogliamo mettere a disposizione dei navigatori del nostro sito.</p>
<p>Dunque: l&#8217;economia aziendale fornisce una serie di strumenti tecnici alquanto interessanti che sono fondamentali per prendere alcune decisioni, nell&#8217;ambito della gestione. Più di una volta, abbiamo incontrato imprenditori che si erano innamorati di alcuni loro prodotti e che basavano la loro intera produzione proprio su questi prodotti. E si verificava un paradosso alquanto strano: i prodotti sui quali questi imprenditori puntavano tutto vendevano, e anche tanto!! E quindi, nella voce dei &#8220;RICAVI&#8221; del conto economico i numeri erano abbastanza interessanti.</p>
<p>Solo che, poi, <strong>ad una crescita del fatturato</strong> generale e particolare (cioè riferito al singolo prodotto),<strong> si accompagnava una diminuzione dell&#8217;utile netto di esercizio</strong>. Come è possibile una situazione del genere? E cioè che all&#8217;incremento del fatturato, diminuisce l&#8217;utile netto? La risposta a questa domanda la fornisce proprio il <strong>MARGINE DI CONTRIBUZIONE</strong>, il quale è una grandezza fondamentale per gestire un&#8217;attività economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il margine di contribuzione: cos&#8217;è e come usarlo per decidere.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il Margine di Contribuzione (MdC) è la differenza tra il Prezzo (P) di vendita del prodotto, e il suo Costo Variabile Unitario (CVu)</strong>. Cosa significa? Abbiamo parlato in <a href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/i-costi-fissi-e-i-costi-variabili-dellazienda"><strong>questo articolo </strong></a>della differenza tra costi fissi e costi variabili, e quindi non ci torniamo sopra. In alcuni articoli come <a href="http://www.businessplanvincente.com/2010/03/il-break-even-point.html">questo</a>, in cui abbiamo parlato del <strong>Break Even Point (BEP)</strong>, abbiamo detto che cos&#8217;è, a cosa serve e come si deve utilizzare per calcolare il punto in cui Costi (totali) e ricavi (totali) sono uguali.</p>
<p><strong>La formula del BEP</strong> ci dice che, per calcolare la quantità di prodotto che occorre vendere ad un dato prezzo per pareggiare costi totali e ricavi totali, si deve fare così:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_6834" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/formula-del-break-even-point.jpg"><img class="size-medium wp-image-6834" title="formula del break even point" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/formula-del-break-even-point-300x124.jpg" alt="" width="300" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">formula del break even point</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bene:<strong> P &#8211; CVu è esattamente il MdC</strong>, cioè il contributo che fornisce il prodotto alla copertura dei costi fissi. Cosa significa? Rispondiamo con un esempio, che è molto più semplice.</p>
<p>Supponiamo di vendere il prodotto A a 100 euro. E supponiamo che il CVu del prodotto A è di 66 euro. Ciò significa che, facendo la semplice differenza tra P (100 euro) e CVu (66 euro), otteniamo 34 euro. Questi 34 euro sono Il MARGINE che resta per coprire i costi fissi, perchè sappiamo che in azienda ci sono anche questi. Semplice. Se supponiamo che il costo fisso unitario (cioè quella parte di costo fisso che è direttamente imputabile al prodotto A) è di 10 euro, allora il MdC di 34 euro è più che sufficiente per coprire anche la parte di costo fisso unitario di prodotto, e &#8220;avanzano&#8221; 24 euro. Che è il margine netto, finale.</p>
<p>E cosa accadrebbe se il costo fisso unitario fosse 36 euro, invece che 10 euro? Ecco che la differenza  fra 34 euro (MdC) e 36 (costo fisso unitario) fa &#8211; 2 euro. <strong>Ciò significa che ogni prodotto A fa perdere all&#8217;azienda 2 euro per ogni unità di prodotto venduta!!!</strong></p>
<p>Come è possibile una cosa del genere? Per rispondere a questa domanda, occorre fare riferimento alla contabilità analitica e ai calcoli di convenienza economica, poichè occorre &#8220;scomporre&#8221; tutti i costi aziendali in fissi e variabili, e tra questi, occorre poi imputare i costi ad un prodotto piuttosto che a un altro. Un lavoro un pò laborioso, ma che vale sicuramente la pena di fare&#8230;</p>
<p>Per capire questa cosa, può servire il seguente esempio, che poi commenteremo: supponiamo che l&#8217;azienda ALFA produca due prodotti: A e B; e supponiamo che il C/E sintetico sia il seguente:</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_6279" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC1.jpg"><img class="size-medium wp-image-6279" title="il margine di contribuzione" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC1-300x244.jpg" alt="" width="300" height="244" /></a><p class="wp-caption-text">il margine di contribuzione</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Distinguendo tra costi fissi e variabili nell&#8217;ambito di questo conto economico, e scomponendo i ricavi e i costi in base al prodotto a cui si riferiscono, ipotizziamo la seguente situazione:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC21.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6281" title="margine di contribuzione per singolo prodotto" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC21-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" /></a></p>
<p>Questo secondo grafico nella colonna arancione mostra i costi e i ricavi che sono stati imputati al prodotto A, e nella colonna azzurra i costi e  ricavi che sono stati imputati al prodotto B. L&#8217;ultima colonna a destra è il totale delle due colonne, sia per orizzontale, che per verticale. Con queste poche informazioni a disposizione, è già possibile effettuare due conti e verificare che il <strong>MdC del prodotto A è NEGATIVO</strong>. Infatti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6282" title="scomposizione del margine di contribuzione" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/05/MdC3-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a></p>
<p>Quest&#8217;ultimo grafico chiarisce come ogni unità prodotta/venduta del prodotto B contribuisce alla copertura dei costi fissi aziendali in misura di 33,75 euro, mentre il prodotto A &#8220;assorbe&#8221; risorse finanziarie per ogni unità prodotta/venduta in ragione di 5 euro ad unità, nonostante il suo prezzo di vendita sia il doppio del prezzo del prodotto B.</p>
<p>Ma allora: <strong>come viene raggiunto il risultato economico complessivo di 10 euro</strong>, evidenziato nel primo grafico (quello del conto economico generale e sintetico)? E&#8217; evidente che, se il prodotto A &#8220;lavora&#8221; a MdC  negativo (perchè assorbe 5 euro per ogni unità di prodotto), e il prodotto B &#8220;lavora&#8221; a MdC positivo, poichè libera risorse per 33,75 euro per unità di prodotto, allora è chiaro che il prodotto B deve contribuire doppiamente alla produzione del reddito. Infatti, i 33,75 euro di MdC del prodotto B  servono a coprire anche quella parte di perdita (di 5 euro) generata da ogni unità del prodotto A.</p>
<p>Ci scusiamo per la complicatezza del discorso, che si discosta notevolmente dal nostro modo di rendere semplici concetti complessi, ma nell&#8217;ambito della stesura di un business plan, sarebbe molto indicato corredare le previsioni economico-finanziarie con considerazioni come quelle che abbiamo fatto poco fa. E, soprattutto, pensiamo che ogni imprenditore doverbbe conoscere quanto abbiamo appena illustrato poichè, è chiaro, che eliminare il prodotto A dalla linea di produzione, farebbe guadagnare  molti più soldi all&#8217;azienda, piuttosto che fargliene perdere&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il BREAK EVEN POINT</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 06:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RqFS3Heb0Ws" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/RqFS3Heb0Ws" /></object>Che cos&#8217;è il <strong>Break Even Point</strong>? Questa è una delle tante domande che ci avete posto nel sondaggio on line e alla quale oggi rispondiamo.</p>
<p>Di questo argomento abbiamo già parlato, nel passato, in  un altro<a title="Il Break Even Point" href="http://www.businessplanvincente.com/2009/07/break-even-point-cose.html" target="_self"> articolo</a>.</p>
<p>Il Break Even Point è un&#8217;analisi che studia la relazione che c&#8217;è  tra i costi di struttura, i costi variabili e i volumi di produzione; e ha un  ruolo molto importante nell&#8217;ambito dell&#8217;analisi aziendale, poichè serve per identificare il cosiddetto <strong>punto di equilibrio</strong>, cioè il punto in cui i ricavi totali sono uguali ai costi totali.</p>
<p>Vediamo di cosa si tratta: per l&#8217;analisi del Break Even Point bisogna partire dalla definizione, anche grafica, dei costi fissi e dei costi variabili. I<strong> costi fissi</strong> sono quei costi aziendali che non variano al variare delle quantità prodotte. Che cosa significa? Significa che, se io produco zero unità del mio prodotto o se ne produco centomila, i costi fissi  tali sono  e tali restano. Un caso tipico di costi fissi è l&#8217;ammortamento dei beni pluriennali.</p>
<p>Se ipotizziamo delle quantità sull&#8217;asse delle ascisse, c&#8217;è una costanza dei costi fissi pari a 130.000 euro. Che cosa significa? Significa che, sia che io produca zero quantità del prodotto o che produca 500 unità del prodotto, i costi fissi sono sempre pari a 130.000 euro.</p>
<p>Adesso vediamo i costi variabili.</p>
<h2>Break Even Point: costi variabili, fissi e totali</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IjtL2_jIhjg" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/IjtL2_jIhjg" /></object></p>
<p>I <strong>costi variabili </strong>sono, per definizione,  quei costi aziendali che variano al variare delle quantità prodotte. Questo significa che, a seconda delle quantità che io produco, ad esempio, 100, 200 e 300, ho dei costi che variano al variare delle quantità prodotte. Un tipico esempio di costo variabile è rappresentato dalle <strong>materie prime</strong> che vengono utilizzate per la produzione del prodotto. Se produco zero unità del prodotto, il costo variabile è uguale a zero; se produco 500 unità del prodotto, ho 39.000 euro di costo variabile.</p>
<p>L&#8217;economia aziendale, arrivati a questo punto, ci dice che ci sono i <strong>costi totali</strong>, che sono sono tutti i costi che l&#8217;azienda sostiene per mantenere in vita  l&#8217;attività. I costi fissi ed i costi variabili danno i cosiddetti costi totali. Il costo totale, graficamente, parte sull&#8217;asse delle ordinate dal valore di 130.000 euro, perchè  la curva del costo totale è una traslazione verso l&#8217;alto della curva dei costi fissi e dei costi variabili.</p>
<p>Cosa significa questo? Significa  che,  se produco zero unità del prodotto, ma ho allestito una struttura, ho ovviamente, un ammontare dei costi fissi pari a 130.000 euro. Quindi  i costi totali sono dati dalla somma dei costi fissi  e dei costi variabili. Mano a mano che aumento la quantità dei prodotti, ho la costanza dei costi fissi (cioè 130.000 euro) ma l&#8217;aumento dei costi variabili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>I ricavi totali e l&#8217;idenditificazione del Break Even Point</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bDLYeo1jon0" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/bDLYeo1jon0" /></object></p>
<p>Vediamo la curva del<strong> ricavo totale</strong>. Se vendo zero unità del prodotto, il ricavo è pari a zero euro. Mano a mano che crescono le unità del prodotto che vendo, la curva del ricavo totale cresce. Se  si sovrappongono, all&#8217;interno dello stesso grafico, la curva del costo totale e la curva del ricavo totale, otteniano nel punto in cui le due curve si incontrano, il punto di <strong>Break Even Point</strong>.</p>
<p><strong>Il Break Even Point è il punto in cui i ricavi totali ed i costi totali sono uguali tra loro</strong>. Se i ricavi totali sono uguali ai costi totali, significa che l&#8217;azienda ha un profitto pari a zero.</p>
<p>Quindi il Break Even point, identifica quella quantità  di prodotti che bisogna produrre e vendere per pareggiare i costi dato un certo prezzo di vendita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come usare il grafico del Break Even Point</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/46cIro3q_G8" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/46cIro3q_G8" /></object></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Se nel punto di equilibrio, ipotizziamo di avere dei costi totali pari a 150.000 euro che sosteniamo per produrre e vendere 277 unità, ciò significa  se applichiamo un prezzo di vendita a queste 277  unità  che vendiamo, quel prezzo di vendita moltiplicato le 277 unità di prodotto che vendiamo, sarà sufficiente per coprire tutti i costi fissi cioè i costi di struttura e tutti i costi variabili di prodotto.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Quindi nel punto di equilibrio, a 277 unità  con un totale dei costi pari a 150.000 euro, si ha un profitto pari a zero perchè i costi totali (costi fissi + costi variabili) sono uguali ai ricavi totali.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"> Ciò significa che <strong>277 unità sono le unità da produrre e vendere ad un dato prezzo</strong> di vendita <strong>per pareggiare tutti i costi</strong>. Se si producono  e vendono più di 277 unità di prodotto, si entra nell&#8217;area di profitto per l&#8217;azienda. Se invece si producono e vendono meno di 277 unità di prodotto, l&#8217;azienda è in un&#8217;area di perdita perchè i prezzi di vendita applicati per le unità prodotte e vendute non sono sufficienti a coprire l&#8217;intero ammontare dei costi totali.</span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Break Even Point: un esempio</span></span></h2>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kKcNZaW_9XI" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/kKcNZaW_9XI" /></object></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Ora facciamo un esempio di calcolo del Break Even Point.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">La formula per calcolare il <strong>Break Even Point</strong> è Q*= Costi Fissi/ (Prezzo di vendita &#8211; Costo Variabile Unitario). Q* è la quantità di equilibrio cioè la  quantità di prodotto da produrre e vendere per pareggiare la struttura dei costi. Mentre la differenza tra il prezzo di vendita e il costo variabile unitario è ciò che viene tolto dal prezzo di vendita per coprire i costi fissi. Se dal prezzo di vendita di  un prodotto  togliamo il costo variabile unitario, ciò che rimane è un &#8220;margine&#8221; che serve per coprire i costi fissi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Ecco l&#8217;esempio: i costi fissi dell&#8217;azienda sono pari a 150.000 euro; il prezzo di vendita del prodotto è pari a 970 euro;  il costo variabile unitario per produrre un&#8217;unità del prodotto è pari a 430 euro.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></span></span></p>
<h2><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">Un altro esempio per l&#8217;utilizzo del Break Even Point<br />
</span></span></span></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a2nA98xb3Y4" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/a2nA98xb3Y4" /></object></p>
<p>Applicando la formula, si ha:</p>
<p>Q*= 150.000/ (970-430)</p>
<p>e quindi</p>
<p>Q*= 277</p>
<p>Questo significa che la quantità di equilibrio (Q*)  da produrre e vendere per pareggiare i costi totali e ricavi totali è rappresentata da 277 unità. Queste 277 unità rappresentano la quantità di prodotto da  produrre e da vendere ad un prezzo di 970 euro per pareggiare i costi totali della struttura aziendale.</p>
<p>Occorre ricordare che i <strong>costi totali sono dati dalla somma del costo fisso</strong>, che l&#8217;azienda sostiene anche se non produce nulla,  <strong>e del costo variabile</strong> che si sostiene in relazione  alle quantità che si producono. Quindi se voglio pareggiare i costi totali devo produrre 277 unità e venderle a 970 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Alcuni limiti dell&#8217;analisi del Break Even Point</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="350" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a8WRXJAHRaE" /><embed width="425" height="350" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/a8WRXJAHRaE" /></object></p>
<p>Concludendo dobbiamo però dire che l&#8217;analisi del Break Even Point, presenta però dei limiti che ne diminuiscono l&#8217;efficacia analitica.</p>
<p>Infatti il Break Even Point:</p>
<ul>
<li>è un&#8217;analisi statica e non dinamica, perchè non prende in considerazione, ad esempio, i flussi di cassa;</li>
<li>i costi ed i ricavi non variano in modo lineare; infatti,come abbiamo detto, i costi variabili variano al variare delle quantità prodotte. Ma il costo variabile non è una curva lineare, perchè se andiamo da un fornitore e gli chiediamo di acquistare 10 unità di un determinato prodotto, ci applica un certo prezzo di vendita; se invece chiediamo al fornitore di acquistare 100 unità del prodotto, il prezzo di vendita è  oggetto di sconto;</li>
<li>non tiene conto del&#8221;gioco&#8221; delle rimanenze, perchè questa analisi da un  indentico valore sia a quello che produciamo sia a quello che vendiamo; presuppone che ciò che si produce è anche ciò che si vende e quindi non tiene presente ciò che regolarmente accade in tutte le aziende di produzione, ossia le rimanenze;</li>
<li>non sempre la distinzione tra costi fissi e costi variabili è agevole da fare, perchè molto spesso ci sono alcuni tipi di costi, come il costo del lavoro, che talvolta viene considerato costo fisso ma che nel lungo termine è un costo variabile poichè è soggetto alle contrattazioni sindacali</li>
</ul>
<p>Sebbene questi aspetti limitano un pò il Break Even Point, ciò non toglie che comunque l&#8217;analisi  ha un&#8217;efficacia ai fini previsionali e può essere validamente utilizzata nella redazione di un business plan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2010/03/Giancarlo-Barbarisi3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6536" title="Giancarlo Barbarisi" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2010/03/Giancarlo-Barbarisi3-300x62.jpg" alt="" width="300" height="62" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><br />
</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span></span></span></span></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Seconda Parte]</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 05:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[Break even point]]></category>
		<category><![CDATA[Costi di una cooperativa]]></category>
		<category><![CDATA[costi variabili]]></category>

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		<description><![CDATA[I costi di una cooperativa, come abbiamo scritto in questo articolo , comprendono sia i costi fissi che i costi variabili. Dei costi fissi ne abbiamo già parlato. Vediamo ora di capire cosa sono i costi variabili. I costi variabili di una cooperativa sono invece tutti quei costi che variano in relazione al volume di [...]
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2638" class="wp-caption alignleft" style="width: 183px"><img class="size-full wp-image-2638" title="I costi di una cooperativa" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/11/I-costi-di-una-cooperativa-parte-seconda.jpg" alt="I costi di una cooperativa" width="173" height="173" /><p class="wp-caption-text">I costi di una cooperativa</p></div>
<p><strong>I costi di una cooperativa</strong>, <a title="I Costi fissi" href="http://www.businessplanvincente.com/?p=2522&amp;preview=true" target="_self">come abbiamo scritto in questo articolo </a>, comprendono sia i <strong>costi fissi che i costi variabili</strong>. Dei costi fissi ne abbiamo già parlato. Vediamo ora di capire cosa sono i costi variabili.</p>
<p>I <strong>costi variabili </strong>di una cooperativa sono invece tutti quei costi che variano in relazione al volume di produzione cioè dalle quantità di camere e  che la cooperativa riesce ad occupare. Questi costi variabili quindi li sostieni solo e soltanto se produci il prodotto o eroghi il servizio. I costi variabili per una cooperativa che gestisce un albergo sono per esempio: i costi per il cambio della biancheria, i costi per il set di cortesia,  costi per energia e acqua nelle camere, costi per le provvigioni alle agenzie di viaggio.</p>
<p><span id="more-2631"></span></p>
<p>Questi costi hanno questo andamento grafico:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<div id="attachment_2544" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px"><img class="size-full wp-image-2544" title="Costi Variabili " src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/10/Costi-variabili-cooperativa1.JPG" alt="Costi Variabili " width="438" height="319" /><p class="wp-caption-text">Costi Variabili </p></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La somma quindi dei Costi Fissi (CF) e dei  Costi Variabili (CV) da il<strong> Costo Totale </strong>che la cooperativa sostiene per la gestione dell&#8217;albergo.</p>
<p>Il Costo Totale (CT) cresce quando aumenta la quantità di camere &#8220;vendute&#8221;; se le camere non vengono riempite e quindi l&#8217;albergo non ha clienti, il Costo Totale della cooperativa è rappresentato solo dai Costi Fissi (CF) perchè l&#8217;albergo non sostiene i Costi Variabili (CV). Il Costo Totale appare  graficamente così:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2545" class="wp-caption aligncenter" style="width: 569px"><img class="size-full wp-image-2545" title="Costo Totale " src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/10/Costo-totale-cooperativa1.JPG" alt="Costo Totale " width="559" height="356" /><p class="wp-caption-text">Costo Total </p></div>
<h2></h2>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Come ti abbiamo detto conoscere i costi della tua cooperativa ti serve non solo per poter determinare il prezzo di vendita a cui, nel  nostro esempio, la cooperativa può decidere di &#8220;vendere&#8221; una camera, ma ti consente di sapere se producendo  ad un determinato livello di costi, hai un reddito positivo  o negativo. Ecco a cosa serve conoscere i costi della gestione.</p>
<p>Puoi,anche tu, usare uno strumento molto semplice che si chiama <strong>ANALISI DEL PUNTO DI EQUILIBRIO</strong> o <strong>BREAK EVEN POINT</strong>, che  è uno strumento  che ti consente di  analizzare  e verificare qual&#8217;è il livello di produzione e di vendita dei prodotti/servizi  in cui il reddito è uguale a zero perchè i ricavi conseguiti sono uguali ai costi. Più semplicemente il problema della cooperativa è nono solo capire a quale prezzo di vendita offrire una stanza dell&#8217;albergo, ma anche quante camere e servizi annessi deve &#8220;vendere&#8221; per poter almeno coprire tutti i costi sostenuti cioè i Costi Fissi ed i Costi Variabili.</p>
<p>Il modello dell&#8217;  <strong>ANALISI DEL PUNTO DI EQUILIBRIO</strong> o <strong>BREAK EVEN POINT </strong>graficamente si presenta così:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2546" class="wp-caption aligncenter" style="width: 453px"><img class="size-full wp-image-2546" title="Break Even Point" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/10/BEP-Cooperativa.JPG" alt="Break Even Point" width="443" height="381" /><p class="wp-caption-text">Break Even Point</p></div>
<p>cioè il punto in cui le rette del Costo Totale (CT) e del Ricavo Totale (RT) si incontrano è il cosiddetto Punto di Pareggio o di Equilibrio, è il punto in cui l&#8217;utile è uguale a zero perchè i ricavi conseguiti dalla coopertiva con la vendita delle camere coprono i costi sostenuti.</p>
<p>La cooperativa si trova in un&#8217;area di perdita quando la retta dei Costi Totali (CT),  in color verde<strong>, </strong>supera la retta dei Ricavi totali (RT) in color rosso; la cooperativa, opera e si trova in un&#8217;area di profitto nel caso in cui la retta dei Costi Totali  (CT),  in color verde<strong>, </strong>è al di sotto della retta dei Ricavi totali (RT) in color rosso.</p>
<p>La cooperativa, attraverso questo modello,  ad esempio può stabilire il prezzo a cui vendere le  camere, nel caso vuole  conseguire un reddito annuo  pari a €220.000. Ipotizziamo che la nostra cooperativa ha dei Costi Fissi pari a € 240.000; un Costo Variabile Unitario pari a € 50; e sulla base di alcune previsioni fatte stima di poter avere circa 6.000 presenze di clienti/annue. Vediamo come:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2547" class="wp-caption aligncenter" style="width: 259px"><img class="size-full wp-image-2547" title="Determinazione del Prezzo di Vendita " src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/10/Formula-Prezzo-BEB.JPG" alt="Determinazione del Prezzo di Vendita " width="249" height="83" /><p class="wp-caption-text">Determinazione del Prezzo di Vendita</p></div>
<p>Sostituendo alla formula per l&#8217;individuazione  del prezzo di vendita, i valori della nostra cooperativa otteniamo che:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_2548" class="wp-caption aligncenter" style="width: 208px"><img class="size-full wp-image-2548" title="Determinazione del prezzo di vendita" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/10/BEP-Prezzo-di-vendita-coopeativa.JPG" alt="Determinazione del prezzo di vendita" width="198" height="68" /><p class="wp-caption-text">Determinazione del prezzo di vendita</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>la cooperativa per raggiungere un reddito annuo pari a € 220.000, ed ipotizzando di avere un&#8217;occupazione di 6.000 presenze/anno, deve vendere le camere ad un prezzo di vendita almeno pari  a € 127 € .</p>
<p>Questa è solo una delle tante risposte a cui può portare l&#8217;analisi dei costi e del punto di pareggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/11/Giancarlo-Barbarisi2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6576" title="Giancarlo Barbarisi" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/11/Giancarlo-Barbarisi2-300x62.jpg" alt="" width="300" height="62" /></a></p>
<p><a title="I Costi di una cooperativa" href="http://www.businessplanvincente.com/?p=2522&amp;preview=true" target="_self"><strong>I costi di una cooperativa [Prima Parte]</strong></a></p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>BREAK EVEN POINT: COS&#8217;E&#039;?</title>
		<link>http://www.businessplanvincente.com/2009/07/break-even-point-cose.html</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 08:56:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola De Marinis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi dei costi]]></category>
		<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Business Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Break even point]]></category>
		<category><![CDATA[Costi fissi e costi variabili]]></category>
		<category><![CDATA[Punto di pareggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Break Even Point serve per calcolare il punto di pareggio dell&#8217;azienda. Sappiamo che se il volume delle vendite è basso, l&#8217;azienda perde; se invece è elevato, l&#8217;azienda guadagna. Questo accade per il fatto che  ogni impresa  sostiene dei  costi  fissi per: la struttura tecnica: cioè il fabbricato, gli impianti, le macchine, le attrezzature, i [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <span style="color: #b22222;"><strong>Break Even Point </strong></span>serve per calcolare il <strong>punto di pareggio</strong> dell&#8217;azienda. Sappiamo che se il volume delle vendite è basso, l&#8217;azienda perde; se invece è elevato, l&#8217;azienda guadagna. Questo accade per il fatto che  ogni impresa  sostiene dei  <a title="Costi Fissi e Costi Variabili" href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/i-costi-fissi-e-i-costi-variabili-dellazienda/" target="_self">costi  fiss</a>i per:</p>
<ul>
<li>la struttura tecnica: cioè il fabbricato, gli impianti, le macchine, le attrezzature, i mezzi di trasporto, le macchine d&#8217;ufficio, etc:</li>
<li>la struttura organizzativa: cioè le risorse umane tecniche, amministrative, commerciali, etc</li>
</ul>
<p>Ogni imprenditore deve, o almeno dovrebbe, conoscere qual è la quantità minima di vendite necessaria per coprire i costi fissi della sua  struttura tecnica ed organizzativa.  L&#8217;analisi tecnica aziendale utilizza  l&#8217;<strong>analisi  del punto di pareggio</strong> per determinare il cosiddetto &#8220;<strong>fatturato di break even</strong>&#8221; cioè il volume di fatturato minimo che l&#8217;azienda deve raggiungere per non avere perdite di gestione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Break Even Point: come si calcola?</h2>
<p>Facciamo un esempio: un&#8217;azienda avvia un progetto di raccolta fondi per finanziare le opere di restauro di un teatro antico. Il progetto prevede l&#8217;organizzazione di un pranzo  per la raccolta di questi fondi. Ci si imbatte in una serie di questioni, come per esempio: quale prezzo fissare per il pranzo? Quali spese affrontare, quali di queste sono legate  al numero dei partecipanti e quali invece sono fisse? Quante persone devono aderire all&#8217;iniziativa per consentire all&#8217;azienda  di coprire i costi e di ottenere un utile? Decisioni di questo tipo  sono supportate dall&#8217;analisi del <strong>Break Even Point</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Il <a title="Il Break Even Point" href="http://www.businessplanvincente.com/2010/03/il-break-even-point.html" target="_self"><strong>Break Even Point</strong> </a>può essere rappresentato anche graficamente attraverso il <strong>diagramma di redditività</strong>, che mette in relazione i costi variabili, i costi fissi, i ricavi ed i volumi di produzione.</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: left;">Il diagramma di redditività</h2>
<p>Il <strong>diagramma di redditività </strong>serve per verificare  quando si realizza l&#8217;equilibrio economico dell&#8217;impresa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="size-full wp-image-1737 aligncenter" title="Diagramma di Redditività" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/Diagramma-di-rEdditività.JPG" alt="Diagramma di Redditività" width="421" height="269" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Come si può vedere dal grafico, il <strong>Break Even Point</strong> (o <strong>Punto di pareggio</strong>) corrisponde al punto di incontro tra la retta dei costi totali (<a title="Costi Fissi e Costi Variabili" href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/i-costi-fissi-e-i-costi-variabili-dellazienda/" target="_self">costi fissi + costi variabili</a>) e la retta dei ricavi totali. A sinistra del Break Even Ponit i costi superano i ricavi e l&#8217;impresa registra una perdita, che aumenta mano a mano che la produzione si riduce. A destra del punto di pareggio i ricavi superano i costi e quindi l&#8217;azienda consegue profitti, che crescono all&#8217;aumentare delle quantità vendute/ prodotte. Nel cosidetto Punto di pareggio i costi sono uguali a i ricavi e quindi il risultati economico è pari a zero.</p>
<p style="text-align: left;">Quindi dall&#8217;utilizzo di questo diagramma si possono trarre informazioni importanti:</p>
<ol>
<li>per coprire i costi aziendali è necessario raggiungere un volume di quantità prodotte o vendute pari a quello indivato dal <strong>Break Even Point</strong>; solo con un volume superiore al punto di pareggio, l&#8217;azienda consegue utili;</li>
<li>le imprese che hanno costi fissi elevati hanno un <strong>Break Even Point</strong> molto alto: ciò significa che se ci sono riduzioni di ricavi, non potendo ridurre i costi fissi, è facile  esere in perdita</li>
<li>il diagramma di redditività consente di stabilire come si modifica il risultato aziendale, al variare dei costi variabili,  delle quantità prodotte e vendute, del livello dei prezzi di vendita e della struttura organizzativa e produttiva (cioè dei costi fissi).</li>
<li></li>
</ol>
<h2 style="text-align: left;">Conclusioni</h2>
<p>Per un corretto utilizzo del <strong>diagramma di reddditività</strong>, occorre fare delle premesse:</p>
<ul>
<li>coincidenza tra quantità prodotte e tra quantità vendute: cioè tutto ciò che viene prodotto viene anche venduto e  ciò implica l&#8217;assenza delle rimanenze. Questo può risultare restrittivo  per le aziende che producono beni, ma non lo è per le aziende di servizi dove produzione e vendita coincidono.</li>
<li>produzione di un unico prodotto  (aziende monoprodotto); per  superare questa criticità  si può individuare un&#8217;unità di misura che esprime la poduzione differenziata in termini omogenei</li>
</ul>
<p>Quindi, facendo le dovute premesse, utilizzando il <strong>diagramma di redditività</strong> si può stabilre l&#8217;ammontare dei ricavi che l&#8217;impresa deve raggiungere per avere un certo risultato d&#8217;esercizio; il <strong>break even point </strong> è uno strumento utile per l&#8217;imprenditore, perchè gli consente di  stabilire qual&#8217;è il momento migliore per attuare operazioni di sconto, di promozione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/Paola-De-Marinis.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6601" title="Paola De Marinis" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/07/Paola-De-Marinis-300x73.jpg" alt="" width="300" height="73" /></a></p>
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<li><a href='http://www.businessplanvincente.com/2009/11/i-costi-di-una-cooperativa-seconda-parte.html' rel='bookmark' title='I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Seconda Parte]'>I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Seconda Parte]</a></li>
<li><a href='http://www.businessplanvincente.com/2011/05/margine-di-contribuzione-e-decisioni-aziendali.html' rel='bookmark' title='MARGINE DI CONTRIBUZIONE E DECISIONI AZIENDALI'>MARGINE DI CONTRIBUZIONE E DECISIONI AZIENDALI</a></li>
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