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	<title>Business Plan Vincente &#187; analisi del bilancio</title>
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	<description>La chiave d&#039;accesso al tuo business di successo!</description>
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		<title>L&#8217;ANALISI DEL BILANCIO E IL BUSINESS PLAN</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 11:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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Nessun articolo correlato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6868" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/11/le-analisi-del-bilancio.jpg"><img class="size-medium wp-image-6868" title="L'analisi del bilancio e il business plan" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/11/le-analisi-del-bilancio-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;analisi del bilancio e il business plan</p></div>
<p>Gia qualche tempo fa abbiamo parlato del<strong>l&#8217;analisi del bilancio all&#8217;interno di un business plan</strong> e dell&#8217;importanza che rivestono queste analisi nell&#8217;ambito della pianificazione; oggi ne parliamo ancora un pò per chiarire alcuni aspetti che sono rimasti un pò oscuri a qualche navigatore che ci ha scritto via e-mail.</p>
<p>L&#8217;immagine che abbiamo pubblicato per introdurre questo articolo parla da sola: fare l&#8217;analisi del bilancio è fondamentale per conoscere lo stato di salute dell&#8217;azienda nei suoi particolari. E&#8217; un pò come andare dal medico e fare una radiografia per sapere se c&#8217;è qualche problema&#8230;</p>
<p>Queste analisi che vengono condotte a livello aziendale possono essere fatte a diversi livelli e utilizzando vari strumenti. Ma il punto di partenza è sempre lo stesso: <strong>il bilancio di esercizio</strong>, dal quale prendono le mosse tutte le valutazioni e le considerazioni che si possono fare sulla gestione di un&#8217;azienda (per saperne di più sul bilancio, clicca <a href="http://www.businessplanvincente.com/prodotti/il-bilancio-di-esercizio"><strong>qui</strong></a>). Quello che cambia è il tipo di strumento da utilizzare e il livello di profondità al quale si vuole scendere, dipendentemente dal tipo di informazioni si vogliono ottenere dal documento contabile.</p>
<p>Come abbiamo già avuto modo di scrivere,  queste analisi sono rivolte a conoscere gli aspetti finanziari, quelli economici e quelli patrimoniali del business poichè questi tre aspetti sono tra loro strettamente interconnessi. Infatti, la gestione dell&#8217;azienda si sostanzia in una serie di fasi:</p>
<div id="attachment_6870" class="wp-caption aligncenter" style="width: 252px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/11/fasi-del-ciclo-aziendale.jpg"><img class="size-medium wp-image-6870" title="fasi del ciclo aziendale" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/11/fasi-del-ciclo-aziendale-216x300.jpg" alt="" width="242" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">fasi del ciclo aziendale</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La gestione, nella sua complessità e nell&#8217;ambito dell&#8217;interconnessione degli aspetti finanziario, economico e patrimoniale, deve tendere all&#8217;ottenimento di<strong> tre equilibri parziali</strong> che insieme danno luogo all&#8217;equilibrio generale: si tratta dell&#8217;<strong>equilibrio finanziario, di quello economico e di quello patrimoniale</strong>. E qual è il compito dell&#8217;analisi del bilancio? E&#8217; esattamente quello di verificare la sussistenza di questi tre equilibri. Molto semplice&#8230;</p>
<p>Qualche volta ci è capitato di parlare con imprenditori che mostravano con soddisfazione gli aspetti economici del loro business: fatturati milionari raggiunti in due-tre anni di attività (il che è indubbiamente un merito imprenditoriale), ma con situazioni finanziarie disastrate da quasi ogni punto di vista. Per non parlare, poi, dei rapporti di composizione patrimoniale del bilancio!! Infatti, fin troppo spesso l&#8217;aspetto più rilevante dell&#8217;intero business sembra essere il livello di fatturato raggiunto, come se questo fosse da solo sufficiente per dire che l&#8217;azienda &#8220;sta bene&#8221;. No, purtroppo non è così: l&#8217;equilibrio economico non basta! Così come non basta ricercare ed ottenere il solo equilibrio finanziario o solo quello patrimoniale.</p>
<p><strong>Le tre gestioni (finanziaria, economica e patrimoniale) sono tre aspetti della gestione che non possono essere considerati separatamente</strong> poichè le fonti di finanziamento servono per alimentare gli investimenti i quali, a loro volta, servono per alimentare il ciclo di produzione e quindi di vendita dei prodotti/servizi i quali, alla fine, generano il fatturato. Ma se la situazione finanziaria non è in equilibrio, l&#8217;azienda si trova nella difficoltà di reperire risorse finanziarie e quindi non può effettuare investimenti e  successivamente non può produrre di più per vendere (e quindi fatturare) di più, migliorando quindi anche l&#8217;aspetto economico. Insomma, sembrerebbe di essere di fronte al classico cane che si morde la coda e, di fatto, in effetti è così&#8230;</p>
<p>Solitamente, l&#8217;analisi del bilancio prende in considerazione proprio questi tre aspetti contemporaneamente e può essere condotta a vari livelli. Ma, anche in questo caso, fin troppo spesso le analisi del bilancio si fermano ai soliti 5-6 indicatori e ai soliti 3-4 margini. I quali potrebbero essere sufficienti per capire la situazione in linea di massima, ma non lo sono se si vuole approfondire. E&#8217; come dire che il dottore ha osservato la lastra, ha visto che qualcosa non va, ma si ferma a quella lastra!! No, di solito anche il dottore chiede di effettuare qualche analisi aggiuntiva per capire meglio cosa sta accadendo&#8230;</p>
<p>E quando si vuole approfondire un pò di più, le cose si complicano: perchè, per esempio, se si volesse conoscere la reale situazione finanziaria da un punto di vista dinamico, gli indici e i margini non bastano più ma serve<strong> l&#8217;analisi dei flussi</strong>. Se si vuole conoscere un pò più a fondo la situazione patrimoniale, non bastano più i &#8220;soliti&#8221; cinque indici di composizione, ma serve entrare un pò di più nella composizione delle singole parti del patrimonio (attivo e passivo) nonchè studiare le varie strategie (come quelle di capitale circolante) attuate dal management. E se si vuole conoscere a fondo la situazione economica, il <strong>ROI</strong>, il <strong>ROE</strong>, il <strong>ROS</strong> e il <strong>CTO</strong> (indici prevalentemente utilizzati in una certa prassi), non sono davvero sufficienti per capire!</p>
<p>Questo motivo spiega il perchè quando un imprenditore si presenta da un finanziatore (banca, finanziaria, privati a o Stato) dovrebbe inserire <strong>l&#8217;analisi del bilancio nel business plan</strong> in modo approfondito e dettagliato: dopotutto, il piano d&#8217;impresa serve per fare comprendere nel miglior modo possibile all&#8217;interlocutore cosa si vuole fare, come lo si vuole fare, quando e in che tempi si vuole fare. E se un interlocutore vuole conoscere nel dettaglio gli aspetti più delicati dell&#8217;intera attività aziendale, non ci sembra che stia chiedendo la luna&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessun articolo correlato.</p>]]></content:encoded>
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		<title>IL BUSINESS PLAN E ANALISI DEL BILANCIO: parte II</title>
		<link>http://www.businessplanvincente.com/2011/04/il-business-plan-e-lanalisi-del-bilancio-2.html</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 15:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo  parlato del Business Plan e dell&#8217;analisi del bilancio in questo articolo qualche tempo fa, e oggi torniamo a fare qualche considerazione in merito. Iniziamo con il dire che, quando un imprenditore presenta il business plan a qualcuno, lo fa per vari motivi; il più importante dei quali è certamente legato al fatto che il [...]
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<li><a href='http://www.businessplanvincente.com/2009/12/il-business-plan-e-lanalisi-del-bilancio.html' rel='bookmark' title='IL BUSINESS PLAN E L&#8217;ANALISI DEL BILANCIO'>IL BUSINESS PLAN E L&#8217;ANALISI DEL BILANCIO</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6186" class="wp-caption alignleft" style="width: 362px"><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/04/busienss-plan-e-analisi-di-bilancio.jpg"><img class="size-medium wp-image-6186" title="il business plan e l'analisi del bilancio" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2011/04/busienss-plan-e-analisi-di-bilancio-300x206.jpg" alt="" width="352" height="255" /></a><p class="wp-caption-text">il business plan e l&#39;analisi del bilancio</p></div>
<p>Abbiamo  parlato del<strong> Business Plan e dell&#8217;analisi del bilancio </strong>in <a href="http://www.businessplanvincente.com/2009/12/il-business-plan-e-lanalisi-del-bilancio.html">questo articolo</a> qualche tempo fa, e oggi torniamo a fare qualche considerazione in merito.</p>
<p>Iniziamo con il dire che, quando un imprenditore presenta il business plan a qualcuno, lo fa per vari motivi; il più importante dei quali è certamente legato al fatto che il piano d&#8217;impresa è la descrizione di quello che vuole fare l&#8217;imprenditore della sua azienda nel breve, medio e lungo termine.</p>
<p>Ciò detto, è facile immaginare che chi legge un piano di business scritto da qualcuno, lo fa perchè  vuole capire<strong> la fattibilità economico-finanziaria dell&#8217;idea </strong>stessa. Esistono degli strumenti che consentono di capire abbastanza rapidamente se un&#8217;idea di business è più o meno profittevole? Bella domanda&#8230;</p>
<p>Mettiamoci, per un secondo, nei panni di una banca (per esempio), la quale vende soldi a chi glieli chiede e in cambio vuole avere una specie di certezza: che chi riceve il denaro in prestito è in grado di restituirlo, con tanto di interessi&#8230; E come fa una banca (o chi per lei) a valutare se un&#8217;idea di business è buona, oppure si tratta solo di una bella speranza? Semplice: fa <strong>l&#8217;analisi del bilancio </strong>previsionale.</p>
<p>Partiamo da un presupposto semplicissimo: fare l&#8217;analisi su un bilancio passato è identico al fare la stessa analisi su un bilancio di previsione. L&#8217;unica differenza è data dal fatto che, mentre per un bilancio passato (e quindi depositato) i <strong>dati </strong>sono <strong>certi </strong>(proprio perchè depositati), per il bilancio di previsione le analisi si basano su dati previsionali. Ma il tipo di analisi che si fa è la stessa.</p>
<h2>L&#8217;analisi del bilancio all&#8217;interno del business plan</h2>
<p>Come sappiamo,<strong> il business plan è diviso in due parti: <span style="text-decoration: underline;">una descrittiva</span></strong>, all&#8217;interno della quale si racconta cosa si vuole fare dell&#8217;idea nel futuro (e quindi con tutte le analisi di mercato, le analisi della concorrenza, la stima delle vendite eccetera&#8230;). E l&#8217;altra è la <span style="text-decoration: underline;"><strong>parte tecnica</strong></span>, cioè la &#8220;traduzione&#8221; in numeri di quanto è stato raccontato nella parte descrittiva. E, nell&#8217;ambito dei numeri della parte tecnica, è ricompresa l&#8217;analisi del bilancio di previsione perchè non bisogna dimenticare che a una banca (o chi per lei) interessano alcuni dati sulla patrimonializzazione dell&#8217;azienda; interessano alcuni aspetti cruciali relativi alla finanza e, ovviamente, interessano alcuni dati sull&#8217;aspetto economico del business; cioè alla differenza tra ricavi e costi di gestione, di cui abbiamo parlato in vari articoli <strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.businessplanvincente.com/2010/09/gli-indicatori-della-performance-aziendale.html">come questo</a></span></strong>.</p>
<p>E quindi, un finanziatore (che può essere sempre la solita banca, oppure una finanziaria o lo stesso Stato), ha a disposizione alcuni <strong>strumenti di analisi</strong> che vanno dai più semplici a quelli più complessi (anche se, come abbiamo già scritto in <strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.businessplanvincente.com/2011/03/la-finanza-aziendale-e-i-flussi-finanziari.html">questo articolo</a></span></strong>, molto spesso banche e simili non arrivano ad analizzare così a fondo certi aspetti della dinamica finanziaria dell&#8217;azienda). Un pò come un medico, che per controllare lo stato di salute generale del paziente lo sottopone ad alcuni esami&#8230;</p>
<p>L&#8217;analisi del bilancio ha esattamente questa funzione: effettuare una sorta di <strong>check-up</strong> dell&#8217;azienda a tutti i livelli. E per fare questo check-up, l&#8217;economia aziendale ci ha dotato di alcuni strumenti che non tutti conoscono, e che sono molto interessanti soprattutto per la capacità che hanno di scoprire tutto quello che c&#8217;è da scoprire&#8230; Quali sono questi strumenti? Sono i tre tipici livelli di analisi che si possono fare sul bilancio di un&#8217;azienda e sono:</p>
<p>1) l&#8217;analisi patrimoniale</p>
<p>2) l&#8217;analisi finanziaria (per margini e indici)</p>
<p>3) l&#8217;analisi economica</p>
<h2>1) l&#8217;analisi patrimoniale del bilancio:</h2>
<p>Questo tipo di analisi riguarda essenzialmente la <strong>composizione dello Stato Patrimoniale</strong>, sia dal punto di vista dell&#8217;attivo, che dal punto di vista del passivo e consente al valutatore di capire da &#8220;cosa è composto&#8221; il patrimonio dell&#8217;azienda; in tal senso, questa analisi serve per capire se c&#8217;è uno squilibrio tra l&#8217;attivo immobilizzato e il capitale circolante, nonchè serve per studiare il meccanismo di formazione delle fonti di finanziamento. Lo schema a cui fare riferimento è <span style="color: #000000;"><a href="http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-fare-lo-stato-patrimoniale.html">questo</a></span>. Questo tipo di analisi ha a che fare con la struttura dei costi (fissi e variabili) e la struttura dei finanziamenti e riguarda le <strong>analisi del punto di pareggio</strong>, di cui abbiamo parlato <a href="http://www.businessplanvincente.com/2010/03/il-break-even-point.html"><span style="color: #000000;">qui</span></a>.</p>
<p>Questo tipo di analisi serve per conoscere le <strong>percentuali di &#8220;composizione&#8221; del patrimonio</strong>: serve, cioè, per capire se la struttura aziendale è più o meno &#8220;rigida&#8221; o &#8220;elastica&#8221; . Un&#8217;azienda con il 90% del capitale attivo composto da immobilizzazioni, è un&#8217;azienda &#8220;rigida&#8221;. Il che può comportare qualche problema in termini di ricavi necessari per coprire i costi (fissi). Ecco perchè riguarda l&#8217;analisi del Break Even Point (BEP). Se invece l&#8217;analisi patrimoniale evidenzia immobilizzazioni per il 30%, allora la struttura è &#8220;elastica&#8221;, poichè significa che il rimanente 70% del patrimonio attivo è composto da capitale circolante.</p>
<h2>2) L&#8217;analisi finanziaria del bilancio: margini e indici</h2>
<p>L&#8217;analisi finanziaria, invece, serve per capire come sta messa la situazione complessiva dell&#8217;azienda, dal punto di vista finanziario. Questa analisi viene solitamente effettuata per <strong>Margini e Indici finanziari</strong> i quali forniscono indicazioni essenziali per capire se la finanza dell&#8217;azienda versa in condizioni preoccupanti, oppure no. L&#8217;analisi finanziaria serve anche per indagare sui livelli più o meno ottimali dell<a href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/lindebitamento-dellazienda">&#8216;indebitamento dell&#8217;azienda</a> e usa indicatori come il <strong>LEVERAGE </strong>o l&#8217;<strong>INDICE DI INDEBITAMENTO</strong>, di cui abbiamo parlato in <span style="color: #000000;">questo </span>articolo. I Margini finanziari sono degli indicatori che danno notizia sulle differenze che ci sono tra le grandezze dell&#8217;attivo e del passivo dello stato patrimoniale. Se i tre margini (di Struttura, Di CCN e di Tesoreria) sono positivi, allora significa che l&#8217;azienda è finanziariamente equilibrata. E quindi anche molto affidabile&#8230; Se, al contrario, i margini sono negativi, allora iniziano a suonare le campane di allarme!! E questo è uno dei motivi per i quali tantissimi imprenditori trovano difficoltà a farsi finanziare qualche idea di business: cè troppo alto il <strong>rischio finanziario</strong>!</p>
<h2>3) L&#8217;analisi economica del bilancio</h2>
<p>In questo caso, entriamo a pieno titolo nell&#8217;ambito della valutazione relativa alla <strong>fattibilità economica</strong> di un&#8217;idea di business, cioè la valutazione al quanto i RICAVI sono maggiori dei COSTI. Perchè non basta che i ricavi siano maggiori dei costi, ma devono esserlo anche per un certo valore!!  Quando parliamo di fattibilità economica, intendiamo riferirci a quello che abbiamo scritto in alcuni articoli che abbiamo scritto. Nella prassi ci sono alcuni indicatori maggiormente utilizzati, che sono i soliti<a href="http://www.businessplanvincente.com/business-plan/analisi-economica-gli-indici-di-redditivita"> <strong>ROI, ROE, ROS e CTO</strong></a>, di cui abbiamo già parlato. In linea di massima, questi quattro indici economici sono sufficienti per capire la situazione economica (anche previsionale) di un&#8217;azienda e sono, tra l&#8217;altro, gli indici maggiormente utilizzati nella prassi, anche se ve ne sono tantissimi altri molto più importanti che sono praticamente sconosciuti (anche alle banche!).</p>
<p>Quando l&#8217;analisi economica evidenzia che gli indici sopra menzionati vanno bene, allora il giudizio complessivo sull&#8217;azienda assume un altro valore.  Ma attenzione: non è detto che se l&#8217;analisi economica dice che va tutto bene (e che quindi gli indici economici danno delle percentuali soddisfacenti), allora automaticamente il finanziatore mette mani al portafogli ed eroga!!</p>
<p>Assolutamente NO!! Perchè l&#8217;analisi del bilancio viene effettuata a tutti e tre i livelli di cui abbiamo parlato: è sufficiente che una delle tre analisi fornisca risposte poco soddisfacenti per far cadere tutto il catsello che è stato costruito!! Ecco perchè, soprattutto in fase previsionale (e quindi relativa ai contenuti del business plan, che è lo strumento della pianificazione e della programmazione), è importante fare in modo che i risultati dei numeri scritti siano in equilibrio: sia dal punto di vista patrimoniale, ceh d quello finanziario che da quello economico.</p>
<p>Ed ecco, ancora una volta, perchè il business plan ha tutta questa importanza nell&#8217;ambito della gestione di un business: consente di conoscere a priori le macro-grandezze che ci saranno in futuro!</p>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 09:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
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<p>Lo  introduciamo, semplicemente, perchè parlare di analisi<a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2010/06/analisi-del-bilancio1.jpg"><br />
</a> del bilancio in un articolo di un blog, o in una pagina del sito, è un pò complicato: si tratta, infatti, di una materia abbastanza vasta e anche abbastanza complessa, ed esaurire gli argomenti in così poco spazio è difficile.</p>
<p>Partiamo come al solito, dall&#8217;inizio: cioè proprio dal <strong>bilancio di esercizio</strong>, il quale è il documento che <strong>rappresenta la realtà aziendale</strong> (e questo è il motivo per cui assume così tanta rilevanza all&#8217;interno dell&#8217;azienda). Senza entrare nei meandri della contabilità, diciamo che il bilancio di esercizio è composto da due prospetti contabili che sono lo <a href="http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-fare-lo-stato-patrimoniale.html" target="_self"><strong>stato patrimoniale</strong></a> ed il <strong><a href="http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-si-forma-il-conto-economico.html" target="_self">conto economico</a>, </strong>e da un documento che &#8220;spiega&#8221; cosa è accaduto neglialtri due prospetti, che si chiama <strong>nota integrativ</strong>a (nel senso che &#8220;integra&#8221; le informazioni dei due prospetti contabili). I dati contenuti nel bilancio possono essere letti o interpretati al fine di comprendere con maggiore consapevolezza alcuni aspetti particolarmente rilevanti della gestione aziendale nel suo complesso, e in particolare.</p>
<p><span id="more-3573"></span>Interpretare i dati di un bilancio richiede, però, un pò di conoscenza della tecnica contabile: questo è il motivo per cui in un  articolo (leggi <a href="http://www.businessplanvincente.com/2010/02/partita-doppia-e-finanza-aziendale.html" target="_self"><strong>qui</strong></a>), abbiamo parlato di partita doppia. Infatti, l&#8217;analisi del bilancio tende ad ottenere informazioni significative relative a vari aspetti  della realtà aziendale effettuando delle rielaborazioni dei due prospetti contabili secondo alcuni criteri.</p>
<p>Queste rielaborazioni sono necessarie per poter confrontare i dati ottenuti nel tempo, ovviamente riferiti alla stessa impresa. Perchè si rendono necessarie queste analisi? Per avere<strong> informazioni aggiuntive</strong> (e complementari a quelle fornite da due prospetti contabili) utili a studiare alcuni aspetti della gestione che non sono solo quelli relativi alla formazione del reddito di esercizio, ma che vanno ben al di là&#8230;</p>
<p>Questo, infatti, è uno degli errori più frequentemente commessi dagli imprenditori: osservare il conto economico, dare un&#8217;occhiata alla differenza RICAVI &#8211; COSTI, verificare che i primi siano quanto più possibile maggiori dei secondi e tirare un sospiro di sollievo una volta verificato che la gestione economica ha emesso il suo verdetto: UTILE DI ESERCIZIO!!! Se fosse stato sufficiente avere questa semplice informazione, di certo non ci sarebbe stato bisogno che qualcuno si spremesse le meningi per sapere qualcosa in più, anche più importante, a proposito di quello che accade nell&#8217;impresa!!</p>
<p>Proprio per questa ragione, la semplice lettura del bilancio viene spesso chiamata &#8220;<strong>analisi formale</strong>&#8220;: si chiama in questo modo perchè ha come obiettivo la verifica della correttezza dei valori scritti nei due prospetti contabili. A questa analisi &#8220;formale&#8221; si contrappone l&#8217;&#8221;<strong>analisi operativa</strong>&#8221; perchè la sua implementazione è destinata ad ottenere informazioni ben più importanti di quelle che si ottengono con l&#8217;analisi formale, e che servono ai soggetti esterni ed interni all&#8217;azienda (i c.d. stakeholders, leggi <a href="http://www.businessplanvincente.com/2010/04/il-business-plan-e-gli-stakeholders.html" target="_self"><strong>qui</strong></a> chi sono)  per prendere decisioni di carattere operativo: è come indossare un paio di occhiali per vedere meglio (molto meglio) quello che accade veramente.</p>
<h2>L&#8217;ANALISI DEL BILANCIO: OBIETTIVI</h2>
<p>Gli obiettivi che persegue questo tipo di analisi sono vari, e di vario tipo: si passa da <strong>analisi</strong> di carattere <strong>reddituale</strong>, ad analisi di tipo <strong>patrimoniale</strong> e <strong>finanziarie</strong> per verificare che ci sia un equilibrio in tutti e tre questi aspetti fondamentali della gestione d&#8217;impresa. Ognuna di queste analisi fornisce informazioni sintetiche sugli aspetti fondamentali della gestione. Infatti, partendo dalla considerazione secondo cui la gestione aziendale è un tutt&#8217;uno unitario, non è possibile &#8220;sganciare&#8221; una valutazione di carattere economico da una di tipo finanziario e patrimonale. Ecco perchè leggere che il conto economico ha emesso il verdetto di fine gestione con un bel &#8220;UTILE DI ESERCIZIO&#8221; non è sufficiente per esprimere un parere positivo, complessivo, sulla gestione nel suo complesso.&#8221;UTILE DI ESERCIZIO&#8221; significa tutto, ma significa anche niente.</p>
<p>Si può verificare una situazione di equilibrio economico ottimale (Utile di esercizio del conto economico), e contemporaneamente una situazione finanziaria disastrosa!! Qualcuno, forse, potrà obiettare che &#8220;non è possibile avere il conto economico in perfetto ordine, ed avere una situazione finanziario-monetaria squilibrata, ai limiti del collasso&#8221;. E invece è possibile.</p>
<p>Facciamo un esempio semplice, aiutandoci con un&#8217;immagine che, per questioni di esposizione, è sintetizzata al massimo. Supponiamo che il conto economico ci dia questa informazione:</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2010/06/analisi-del-bilancio-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3575" title="l'analisi del bilancio " src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2010/06/analisi-del-bilancio-2.jpg" alt="" width="576" height="215" /></a></p>
<p>In questo caso, un utile netto di 400.000 euro è indubbiamente un discreto risultato, e ci sarebbe di che essere contenti. Quindi, la situazione economica è OK! Poi, però, l&#8217;imprenditore ci dice che di questi € 1.400.000 ne ha incassati € 500.000 mentre gli altri € 900.000 sono in attesa di essere incassati, e di questi € 900.000, ce ne sono € 500.000 dal legale, perchè magari chi glieli deve dare sta fallendo (e quindi non li vedrà mai&#8230;).</p>
<p>Ecco che, immediatamente, l&#8217;<strong>analisi della situazione finanziario-monetaria</strong> mette in evidenza un forte squilibrio, poichè mancano in cassa dei soldi. Soldi veri, non ipotetici.E anche nella redazione del business plan è sempre consigliabil effettuare le analisi operative di quello che sarà il business futuro.</p>
<p>Questo spiega il perchè osservare un conto economico da un punto di vista formale serve a poco, ed è uno degli errori maggiormente commessi da molti imprenditori. Non si deve pensare che quella descritta qui sopra sia una cosa ai limiti della realtà: in più di un&#8217;occasione ci è capitato di incontrare imprenditori che ci hanno orgogliosamente mostrato i conti economici in ottima &#8220;forma&#8221; per poi domandarci: &#8220;Ma se ho aumentato il fatturato e migliorato l&#8217;utile netto, come è possibile che in banca non ho più un euro?&#8221;.</p>
<p>E&#8217; possibile, è possibile&#8230;</p>
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		<title>IL BUSINESS PLAN E L&#8217;ANALISI DEL BILANCIO</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giancarlo Barbarisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi economica]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2753" class="wp-caption alignleft" style="width: 349px"><img class="size-full wp-image-2753" title="Business Plan e analisi del bilancio" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/12/analisi-di-bilancio2.jpg" alt="Business Plan e analisi di bilancio" width="339" height="226" /><p class="wp-caption-text">Business Plan e analisi del bilancio</p></div>
<p>Uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si scrive <strong>il Business Plan è l&#8217;analisi del bilancio</strong> <strong>previsionale</strong>. Infatti, come abbiamo scritto da più parti, il piano d&#8217;impresa è composto da due parti fondamentali: la prima, quella descrittiva, è quella in cui si &#8220;raccontano&#8221; i dati relativi al business che si vuole fare; in cui si parla dei potenziali clienti, dei potenziali concorrenti, delle strategie che si vogliono usare per penetrare e servire il segmento prescelto, del ciclo produttivo.</p>
<p>La seconda parte, quella &#8220;tecnica&#8221;, è quella in cui si sintetizzano i dati racccolti nella parte descrittiva e si trasfromano in numeri. In questa seconda parte, le previsioni fatte vengono sintetizzate all&#8217;interno di un bilancio di previsione al fine di valutare in anticipo la fattibilità economico-finanziaria dell&#8217;idea. Infatti, <strong>non è detto che un&#8217;idea economicamente conveniente sia anche finanziariamente fattibile</strong>. E questo dipende da una serie di variabili che escono fuori proprio facendo l&#8217;analisi del bilancio previsionale di cui si sostanzia la parte tecnica del piano di business.</p>
<p>Cosa significa fare l&#8217;analisi del bilancio? Significa andare a verificare se alcuni dati &#8220;stanno in piedi&#8221; e possono garantire la sostenibilità dell&#8217;iniziativa nel medio-lungo periodo.</p>
<p><span id="more-2752"></span><strong>L&#8217;analisi del bilancio</strong> che si fa all&#8217;interno del business plan (e quindi si tratta di un&#8217;analisi prospettica) è praticamente uguale all&#8217;analisi che si fa su un bilancio passato: i dati da analizzzare e valutare sono gli stessi, le informazioni che si possono avere sono le stesse, le valutazioni sulla struttura patrimoniale e finanziaria dell&#8217;azienda sono le stesse e le valutazioni di carattere economico sono le stesse.</p>
<p>L&#8217;unica differenza  è data dal fatto che un&#8217;analisi si riferisce a quello che è successo nel recente passato, e l&#8217;altra si riferisce a quello che potrebbe accadere in un prossimo  futuro se tutte le condizioni ipotizzate si verificano. <strong>Questo è il motivo per cui insistiamo sempre nel non &#8220;dare i numeri&#8221; quando si fanno le previsioni nel business plan</strong>:  i numeri sparati alle stelle devono essere oggetto di analisi e se una previsione si basa su un eccessivo ottimismo, la relativa analisi ne risente in modo determinante.Questo accade perchè i dati oggetto di analisi sono proprio quelli contenuti nel bilancio di previsione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il Business Plan e l&#8217;analisi di bilancio: diamo i numeri!</h2>
<p>In passato abbiamo assistito ad un &#8220;fenomeno&#8221; abbastanza interessante: in qualche business plan sono stati mossi dei rilievi per &#8220;<strong>eccessiva <a href="http://www.businessplanvincente.com/2009/04/business-plan-e-redditivita-dimpresa/" target="_blank">redditività</a></strong>&#8221; dell&#8217;idea. Cosa significa &#8220;eccessiva redditività?&#8221;. Significa che chi ha studiato la fattibilità del business proposto in sede di istruttoria per l&#8217;approvazione o per la concessione di finanziamenti, si è trovato davanti ad alcuni dati un pò &#8220;strani&#8221;:  <strong>ROI</strong> del 60% o <strong>ROE</strong> del 50% più altri indicatori di bilancio un pò esagerati rispetto a qualche media!. Ora: non è detto che questi siano valori in assoluto impossibili, anzi.</p>
<p>Ma occorre dimostrarlo non solo con una serie di belle parole ma con alcuni fatti. In Italia ci sono delle pubblicazioni in cui sono riportati i dati di bilancio  medi complessivi delle prime 1500 aziende italiane, divise per settore. Questi sono dati di carattere generale, che prendono in considerazione vari aspetti dei vari business: aspetti patrimoniali, economici e finanziari e un&#8217;altra serie di dati,<strong> cioè quelli che escono fuori dall&#8217;analisi del bilancio</strong>.</p>
<p>Se i dati di medi dicono che nel settore &#8220;X&#8221; la redditività media di ROI è del 9,1% e quella di ROE è il 10,7%, è poco credibile il fatto che io arrivo e dico: &#8220;Cari Signori, fino ad oggi Voi non avete capito niente e avete fatto male le Vostre analisi! Io ho inventato il sistema più innovativo e più economico per ottenere tassi di redditività molto, molto più alti!&#8221;.</p>
<p>Ora: può anche darsi che nel settore preso in considerazione ci siano effettivamente tassi di redditività più alti della media (proprio perchè si tratta di una media che considera valori alti e valori bassi), ma dire che io ho inventato un sistema che migliora del 500% un tasso medio, risulta poco credibile. E quindi il Business Plan viene valutato poco credibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Una volta fatte le dovute ricerche sul mercato di riferimento e assemblati i dati, occorre costruire un bilancio di previsione basato quanto più possibile su dati &#8220;credibili&#8221;. Noi consigliamo sempre di fare le stime al ribasso e verificare che la successiva analisi garantisca tassi di ritorno economico e indicatori di equilibrio finanziario accettabili. Poi, se le cose &#8220;girano&#8221; per il verso giusto, tutto quello che viene in più può essere tranquillamente considerato unn regalo di Natale!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/12/Giancarlo-Barbarisi1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6565" title="Giancarlo Barbarisi" src="http://www.businessplanvincente.com/wp-content/uploads/2009/12/Giancarlo-Barbarisi1-300x62.jpg" alt="" width="300" height="62" /></a></p>
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