Il controllo di gestione ti salva l’azienda

controllo-di-gestioneIl controllo di gestione è un sistema di controlli operativi che servono a verificare se la gestione aziendale procede nel modo corretto.

Ogni azienda che si rispetti, come ho già avuto modo di argomentare in altri articoli, ha bisogno di un suo business plan che indichi la direzione da intraprendere per ottenere i risultati voluti. Ovviamente, a prescindere dalle nostre buone volontà, una cosa è indicare quali risultati si vogliono raggiungere, un’altra e raggiungerli veramente!

Un business plan è un documento che permette di programmarsi almeno i primi 5 anni di attività e, successivamente, esso viene rinnovato di continuo per seguire l’azienda durante tutto l’arco della vita. Per far sì che si segua la giusta rotta e non ci si perda fra la miriade di problemi che possono intercorrere lungo la gestione aziendale, ci si deve affidare ad una serie di procedure di controllo che ci indicano se stiamo “deragliando” dal percorso che avevamo pianificato.

Il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, serve proprio a farci capire se stiamo divagando un po’, come una bussola aziendale.

Il sistema operativo del controllo di gestione utilizza una serie di indicatori che bisogna controllare per vedere se tutto è ok. Vediamo quali sono.

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Segmentazione del mercato: definizione ed esempi pratici per portare al successo la tua azienda

segmentazione-del-mercatoUn business, per definirsi tale, non può esimersi dall’effettuare una corretta segmentazione del mercato.

La sua importanza deriva dal fatto che permette di concentrare meglio lo sforzo aziendale in modo da facilitare il raggiungimento dei risultati. Spiegato in altri termini, segmentare il mercato è un po’ come un arciere che prendere la mira prima di scoccare la freccia verso il bersaglio.

Perché un arciere prende la mira? Perché questo gli consente di migliorare la probabilità statistica di colpire il bersaglio e, meglio riesce a prenderla, più facile è per lui colpire il bersaglio al centro.

Ritornando al business, l’equivalente di prendere la mira è appunto fare una segmentazione del mercato che, se fatta bene, permette di aumentare la probabilità statistica di ottenere un risultato economico positivo.

Uno degli errori più comuni degli imprenditori che aprono un’attività è quello di non segmentare il mercato per paura di chiudere la porta ad alcune chance di vendita ed iniziano a proporre all’impazzata prodotti che, sulla carta, dovrebbero soddisfare tutti, ma di fatto non soddisfano nessuno!

Diciamo che si comportano come l’arciere che non sa nemmeno dove è piazzato il bersaglio ed inizia a tirare frecce a caso in tutte le direzioni. Magari tirando un milione di frecce una colpirà il bersaglio al centro, ma non la porterei come strategia per vincere l’olimpiade. Allo stesso modo, chi non segmenta il mercato, dopo migliaia e migliaia di tentativi di produzione di prodotti, magari ne troverà uno che sfonderà, tuttavia è facile che l’azienda vada in bancarotta prima.

Ok, ma come si effettua una segmentazione del mercato?

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Business plan startup, il documento con cui portare al successo la tua idea di business

business-plan-startupSe anche tu vuoi partecipare alla grande moda del secolo, cioè aprire la tua piccola attività a misura d’uomo, devi sapere come fare il business plan per startupIl business plan startup è particolare ed è alquanto diverso da quello normalmente utilizzato. Vediamo di cosa si tratta.

Sebbene il business plan sia un documento che serve per andare da un finanziatore esterno a chiedere denaro per l’avvio della startup, in Italia è inutile andare per banche a chiedere soldi, perché tanto non te li daranno mai!

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Il piano di marketing: idee chiare e successo imprenditoriale

piano di marketingIl fulcro di ogni impresa è il suo piano di marketing!

Molti imprenditori, quando avviano un’attività imprenditoriale, pensano a centinaia di problemi da risolvere per entrare nel mercato (cosa di per sé giusta) ma, spesso, dimenticano di “creare” un piano di marketing che coaguli l’idea trasformandola in profitti reali.

Mi riferisco al fatto che l’imprenditore medio pensa sempre a:

  • Cercare una location (un posto) dove avviare la propria azienda
  • Procurarsi gli impianti necessari a produrre
  • Migliorare l’efficienza produttiva per aumentare i profitti e diminuire i costi di esercizio
  • Selezionare i migliori fornitori per materie prime e semilavorati di qualità
  • Selezionare le cosiddette risorse umane (i dipendenti)
  • Ottenere un buon apparato di distribuzione e assistenza
  • Raggiungere i clienti finali

Tuttavia quasi tutti dimenticano di avviare un piano marketing adeguato!

A questo punto ti starai ponendo alcune domande: “Ma cos’è questo piano marketing? È per caso la pubblicità? Perché io ho una piccola azienda e non me la posso permettere…”.

NO! Il piano marketing non è, come pensano in molti, l’attività di pubblicizzarsi in TV o nelle riviste e neanche la struttura di vendita, come pensano altri.

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CONSULENZA AZIENDALE, DIREZIONALE E MANAGERIALE A ROMA

Consulenza aziendale, direzionale e manageriale a Roma

 

Con Consulenza aziendale, direzionale e manageriale solitamente ci si riferisce a quelle attività che vengono svolte da professionisti (o da aziende) che stanno all’esterno dell’azienda e che riguardano alcuni aspetti particolari della gestione aziendale come, per esempio, la redazione del business plan.

In particolare, queste attività solitamente riguardano la gestione strategica dell’impresa dove per “gestione strategica” si intende tutto ciò che riguarda l’impresa nel suo aspetto economico, patrimoniale e finanziario, passando attraverso il marketing e il controllo della gestione nel suo complesso.

Infatti il panorama imprenditoriale italiano è costituito per circa l’80% da aziende di Piccole e Medie dimensioni (PMI) le quali, nella stragrande maggioranza dei casi, sono aziende nate dall’intuito imprenditoriale dei loro fondatori i quali, spesso, sono uomini e donne che hanno deciso di mettersi “in proprio” partendo da zero e che hanno scelto di dare una svolta diversa alla loro vita. Non mancano, ovviamente, anche i casi di aziende ereditate da una tradizione più o meno “familiare” e che sono diventate, grazie agli eredi, dei veri e propri casi di successo.

In moltissime di queste aziende manca una vera e propria “cultura aziendale” una cultura, cioè, volta all’utilizzo degli strumenti più moderni messi a disposizione dall’economia aziendale e che sono utili per il miglioramento complessivo della performace aziendale. E’ il caso, per esempio, della finanza aziendale: moltissimi imprenditori, infatti, nel momento in cui devono finanziare nuove idee di business o nuovi investimenti per attività già esistenti, si rivolgono a una banca con un unico obiettivo: ottenere il tasso di interesse più basso possibile! Ecco, allora, che un intervento di consulenza aziendale, direzionale e manageriale risulta utile nel momento in cui è necessario andare dalla banca per “contrattare” qualcosa di più importante del tasso di interesse.

Infatti, il tasso di interesse non è la cosa più importante da valutare nel momento in cui ci si rivolge alla banca per ottenere dei finanziamenti, ma ci sono molti altri aspetti da considerare come, ad esempio,  la correlazione temporale tra investimenti e finanziamenti  di cui abbiamo parlato qui.

Consulenza aziendale, direzionale e manageriale: qualcosa in più

Allo stesso modo, si possono fare delle considerazioni a proposito del marketing: fin troppo imprenditori, quando si nomina questa parola(ccia) sono soliti affermare che si tratta delle attività che riguardano la “vendita”: ma la vendita è solo la parte finale del processo di marketing il quale è, invece, è tutto ciò che l’imprenditore deve (o dovrebbe sapere) a proposito del suo mercato ben prima di entrarci dentro e servirlo. Addirittura, potremmo dire che “MARKETING” è tutto ciò che dovrebbe spingere un imprenditore a fare o non fare impresa! Una consulenza aziendale, direzionale e manageriale rivolta in tal senso, molto spesso porta benefici che si riflettono sulla performance aziendale sotto forma di maggiori fatturati e redditività aziendale.

Quando poi si scende ad analizzare aspetti della gestione molto più specifici (quali ad esempio il controllo della gestione, l’analisi dei flussi finanziari prodotti o assorbiti dalla gestione stessa) ecco che quasi tutti gli imprenditori brancolano nel buio e iniziano a chiedere “la consulenza aziendale, direzionale o manageriale” a qualche consulente …

Una delle domande che ci poniamo di frequente è: “E se le imprese (cioè gli imprenditori) avessero a disposizione gli strumenti dell’economia aziendale per gestire le loro aziende, cosa sarebbero capaci di fare?”. Questa non è una domanda retorica nè tantomeno polemica: è una domanda che nasce dalla consapevolezza che le “nostre” aziende, in tanti casi, sono gestite con il solo intuito imprenditoriale mentre dovrebbero essere gestite con strumenti razionali e “sicuri”.

IMPRESA SVILUPPO & MANAGEMENT opera nel settore della consulenza aziendale, direzionale e manageriale e della pianificazione del business (business planning) da più di dieci anni e ha scelto come target di riferimento proprio quegli imprenditori che, con opportune competenze strategiche e conoscenze tecniche, potrebbero gestire le loro aziende in modo più efficace ed efficiente e ottenere  risultati più performanti dal punto di vista generale.

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PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione e controllo di gestione

Oggi parliamo di pianificazione e controllo di gestione perchè si tratta di due delle principali attività che un imprenditore o un aspirante imprenditore deve effettuare prima di darsi a qualsiasi tipo di investimento e di cui deve avere massima consapevolezza nell’ambito del Business Plan.

Infatti,  come abbiamo avuto modo di dire più volte, nel business plan vengonosintetizzate tutte le informazioni sullo sviluppo futuro dell’attività: anzi, il piano di business è proprio lo strumento principale con il quale si esprime la sintesi della pianificazione di quanto si è ideato.

Partiamo da una prima considerazione: la distinzione tra due concetti fondamentali come la PIANIFICAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE. Molti usano questi due termini come se fossero dei sinonimi, ma così non è. Infatti, mentre la pianificazione prende in considerazione un arco temporale di riferimento ampio (dai tre ai cinque anni, di solito), la programmazione considera archi temporali molto più ristretti (massimo un anno).

Più precisamente: mentre la pianificazione è un processo tramite il quale si stabilisce uno scenario futuro desiderabile, si stabiliscono le azioni da compiere per conseguirlo e si quantificano le risorse disponibili per attuare le azioni, la programmazione è il processo di attuazione nel breve termine di quanto pianificato.

La fase della pianificazione è probabilmente quella più delicata poichè obbliga l’imprenditore ad immaginare scenari futuri per il suo business. E, ovviamente, questi scenari futuri  devono essere il frutto di analisi e ricerche di mercato, reali e obiettive. Quindi il primo “obiettivo” che si deve dare l’imprenditore è pensare a dove vuole e cosa vuole essere nel futuro, cioè darsi obiettivi!

Pianificazione e controllo di gestione: le due facce della stessa medaglia

Quando si parla di definizione degli obiettivi ci si rifersice ad obiettivi di ampia portata come la VISION e la MISSION i quali, di solito, non vengono presi in considerazione. Ma anche quando ci si riferisce ad obiettivi di portata “inferiore”, essi devono essere definiti in modo preciso poichè più essi sono definiti, più incisiva  e precisa sarà l’azione imprenditoriale. Infatti, pianificare serve per pensare al futuro; decidere; coordinare le azioni e per razionalizzare i comportamenti.

Ovviamente, una volta definito l’obiettivo, e cioè dove si vuole arrivare, è necessario fermarsi a pensare al come arrivarci: questa è una fase della pianificazione alquanto delicata, poichè solitamente la difficoltà che si incontra è legata alla molteplicità di vie a disposizione  per raggiungere un obiettivo. E’ un pò come decidere di partire da Roma per arrivare a Milano il giorno X alle ore TOT, nel posto Z  (obiettivo definito, chiaro, possibile, identificabile, raggiungibile e controllabile).

Ci possono essere vari modi (strategie) per arrivare a Milano partendo da Roma: posso prendere un aereo, un treno o posso andare in macchina.  Oppure, posso andare a Napoli per prendere un traghetto, farmi portare a Genova e poi proseguire per Milano. Oppure, posso andare in bicicletta, in motorino oppure a piedi, magari facendo l’autostop! Al limite, potrei anche decidere di prendere un aereo che da Roma fa scalo a New York e poi torna a Milano… Sono tutte ipotesi valide, per conseguire l’obiettivo. Ma sono tutte diverse poichè ognuna di esse deve fare i conti con l’altro aspetto fondamentale della pianificazione (strategica): le RISORSE A DISPOSIZIONE!! 

A questo punto entra in gioco l’altro aspetto fondamentale della pianificazione: valutare le risorse disponibili. Quando si parla di “risorse disponibili” non ci si riferisce solamente alle risorse finanziarie necessarie per attuare un piano strategico senza le quali ogni obiettivo diventa ben poca cosa,  ma ci si riferisce  anche ad altri tipi di risorse come quelle organizzative, quelle tecniche, quelle relative al mercato, quelle sul know how e altre ancora. Il possesso delle risorse finanziarie (cioè i soldi) potrebbe non essere sufficiente per conseguire un obiettivo lì dove mancassero risorse organizzative, e viceversa. Quindi, la scelta di una strategia al posto di un’altra deve essere effettuata nell’ambito della valutazione dell’intero contesto in cui si muove l’azienda.

Alla fine del processo di valutazione delle risorse, si pongono in essere le AZIONI. Devo andare a Milano partendo da Roma: l’AZIONE che faccio è prendere l’aereo! “Devo raggiungere 16 milioni di fatturato entro tre anni”, l’azione che faccio è rinforzare la forza di vendita su territorio, oppure inizio a vendere sotto costo (ma in questo caso ci sarebbero problemini di carattere finanziario, nonostante il raggiungimento dell’obiettivo!!!), oppure qualcos’altro.

Al termine di tutto questo processo, c’è il controllo di gestione ossia l’attività necessaria per verificare se quanto stabilito all’inizio (cioè pianificato) è stato conseguito. Questa attività altro non è che la banale verifica della congruenza tra quanto pianificato e quanto ottenuto. Se i risultati sono “in linea” con gli obiettivi, allora ci sarà il semaforo verde. In caso contrario, occorre verificare perchè gli obiettivi non sono stati conseguiti. E qui le cause potrebbero essere molteplici e possono spaziare da errori nella definzione degli obiettivi (sopra o sottovalutazione dell’obiettivo); errori nell’attribuzione delle responsabilità; errori nella valutazione delle risorse; errori di valutazione del potenziale di mercato; errori nella scelta delle strategie e altri ancora. Ad ogni modo, quello che conta è effettuare un adeguato controllo di gestione raffrontando obiettivi e risultati.

Il controllo di gestione non è, quindi, mettere “un voto” all’azione imprenditoriale, quanto piuttosto la verifica del fatto che “tutto è andato bene oppure no” e apportare le azioni correttive per conseguire gli obiettivi.

E, come al solito, lo strumento per verificare se l’azione imprenditoriale è in linea con gli obiettivi che lo stesso imprenditore (o chi per lui) si è dato, è sempre il Business Plan: il quale è, e rimane, lo strumento principale del processo di pianificazione e di controllo di gestione.

Se vuoi avere una consulenza di pianificazione e di controllo di gestione per la tua azienda, scrivi a:

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Il business plan e lo sviluppo dell’impresa

Il business plan e lo sviluppo dell’impresa

Il business plan e dello sviluppo dell’impresa è un argomento che scegliamo per dare una risposta ad alcune domande che ci sono state poste da molti navigatori negli ultimi tempi. In tal senso, la domanda più frequente è sempre stata:” Ma quando arriva il momento di sviluppare il business?”.

In linea di massima, possiamo dire che non esiste un “momento preciso” in cui l’impresa cresce (o deve crescere); non si tratta, cioè, di dire :”…Ok, siamo aperti da cinque anni, è arrivato il momento di assumere qualcuno e di prendere un manager…”, o cose del genere. Solitamente, ci sono varie ragioni per cui arriva il momento di far crescere l’impresa e il business plan serve proprio per descrivere tutti i momenti di cambiamento che attraversa l’impresa.

Partiamo da un presupposto, e cioè che la vita di un’impresa è caratterizzata dalla capacità che hanno i titolari di “cambiare” nel corso del tempo. Infatti, all’inizio la nascita dell’azienda è solitamente caratterizzata da un forte entusiasmo da parte di chi l’ha creata. Ma un’azienda è una specie di organismo vivente che cresce di giorno in giorno, passando attraverso dei momenti positivi e altri momenti negativi.

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LA BALANCED SCORECARD (o “scheda di valutazione bilanciata”)

Diciamo subito che si tratta dell’evoluzione dei sistemi informativi aziendali a supporto del management il quale, sempre di più, necessita di informazioni di sintesi per prendere decisioni aziendali. Non bisogna pensare, però, (e come spesso accade)  che si tratta di uno strumento di gestione utile solo alle grandi aziende; questo strumento  si può adattare benissimo anche alle esigenze di  imprese di più piccole dimensioni.

Infatti, quando si utilizza il termine “management” solitamente si è portati ad immaginare una struttura aziendale complessa, organizzata gerarchicamente (o in altri modi), composta da decine, o centinaia, di persone, che opera su mercati internazionali e che fattura decine di milioni di euro. Al contrario, il “management” è presente anche in un’azienda di più modeste dimensioni, con pochi addetti, che fattura da qualche decina di migliaia a qualche milione di euro. Management ‘è il processo di gestione di un’impresa presente anche in un’azienda composta dal titolare e pochi altri collaboratori. E quindi “management” riguarda qualsiasi organizzazione aziendale.

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IL BUSINESS PLAN E L’AVVIAMENTO DELL’AZIENDA

L'avviamento dell'azienda L’avviamento dell’azienda è stato sempre oggetto di innumerevoli definizioni, analisi, ricerche e valutazioni rivolte soprattutto alla possibilità di dargli una collocazione ben precisa all’interno della vita aziendale.

Senza metterci anche noi a  dibattere sulle varie definizioni più o meno accademiche e dotte che gli vengono attribuite, e decidere successivamente quella che più gli si addice in base a questo o a quell’altro criterio, ci limitiamo a dire una cosa sola,  anche molto semplice da intuire la quale, forse, farà storcere un po’ il naso ai titolari di cattedre universitarie: l’avviamento dell’azienda è una delle qualità più importanti. Poi, dopo, sicuramente possiamo dibattere a proposito di quali sono gli elementi che concorrono a determinare questo avviamento. Ma, per ora, limitiamoci ad accettare il fatto che è una semplice qualità dell’azienda, anche se un po’ particolare …

Infatti, la particolarità dell’avviamento risiede nel fatto che è impossibile da vendere separatamente dall’azienda, come avviene per tutti gli altri beni. Quando un bene pluriennale (impianto, macchinario, automezzo o qualsiasi altro) ha cessato di dare il suo contributo all’attività d’impresa, può essere tranquillamente venduto. L’avviamento no…

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INVESTIMENTO E RENDIMENTO DI UN BUSINESS


Investimento e rendimentoOggi parliamo di investimento e rendimento di un business, uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si vuole effettuare un’attività.

Pochissimi giorni fa ci è capitata la seguente situazione: c’è un inventore da una parte, e dall’altra un potenziale imprenditore/finanziatore.

I fatti: tre anni fa l’inventore ha scoperto un nuovo prodotto nell’ambito dei materiali di restauro, arredo interni, ristrutturazione interni/esterni e simili. Questo materiale può essere utilizzato per appartamenti, per uffici per monumenti e varie altre applicazioni. Quindi, un mercato abbastanza ampio e con ottime possibilità di sviluppo del business (dati di mercato alla mano).

In questo settore, ovviamente, ci sono competitor tra cui alcuni “giganti” con nomi internazionali, leader indiscussi, ma che non hanno il brevetto di questo materiale, nonostante gli ingenti capitali destinati alla ricerca e sviluppo.

Spesso, come sappiamo e come ripetiamo spesso, le idee di business nascono dalla testa geniale, dalla passione e dall’impegno di qualcuno che dedica la sua vita allo sviluppo di una nuova idea, di un nuovo prodotto o di un nuovo settore. E in qualche caso, ci si trova di fronte all’idea del decennio, che rende ricco chi l’ha avuta e risolve i problemi di chi la acquista e la utilizza. Solo che, poi, ogni tanto alcune cose non girano come dovrebbero…

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