I FONDI EUROPEI PER LA CULTURA: come fare a presentare il progetto (I° Parte)

Fondi EuropeiFondi Europei  per la cultura rappresentano una preziosa opportunità di business per chi opera nel settore della cultura, al fine di ottenere  un sostegno e un contributo  finanziario nella realizzazione di idee e progetti nell’ambito del settore culturale ed artisitco. L’obiettivo di questi Fondi Europei non è soltanto quello di finanziare la realizzazione di un film o di una rassegna di danza, quanto piuttosto quello di divulgare  l’identità culturale nazionale degli stati membri che aderiscono a questi programmi di sviluppo e cooperazione.

I Fondi europei per la cultura su cui oggi vogliamo puntare l’attenzione in questo articolo, sono i cosiddetti FONDI EUROPEI DIRETTI: si tratta  di contributi gestiti direttamente dalla Commissione Europea (o da Agenzie delegate) che vengono distribuiti direttamente alle organizzazioni culturali  che ne fanno richiesta. Questo tipo di Fondi Diretti, a differenza di quelli cosiddetti indiretti, non sono gestiti da autorità nazionali o regionali ma direttamente dalle Direzioni Generali della Commissione Europea ed è a queste istituzioni che i richiedenti devono rivolgersi per la presentazione delle richieste e il deposito dei progetti. Come sempre. c’è un iter burocratico da rispettare per l’approvazione di questi importanti progettualità a livello europeo, ma di questo parleremo nella seconda parte dell’articolo.

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L’ULTIMA IDEA DI BUSINESS…

Eccola qui, l’ultima idea di business basata su niente, ma che ha fatto diventare ricco chi l’ha avuta…

Stiamo parlando delle “fastidiossime” VUVUZELAS, forse le vere protagoniste di questo mondiale di calcio, almeno fino ad ora. Ne parlano tutti, in tutto il mondo! E c’è un motivo.

Queste  VUVUZELAS sono le trombette che suonano ininterrottamente i tifosi durante ogni partita dei mondiali di calcio in Sudafrica, rompendo i timpani (e anche un pò le scatole) a giocatori, allenatori e, ovviamente tifosi stessi che sono vicini a chi le suona…

Non c’è verso: anche in televisione, mentre guardiamo le partite di calcio, il suono di queste trombette caratteristiche del tifo africano (e non solo, pare) in effetti dà un pò fastidio: è una specie di ronzìo perenne che fa da sottofondo a tutta la partita!

Anche quando un giocatore di qualche nazionale segna un goal non si sente il classico, tipico urlo dello stadio, ma si continua a sentire il ronzìo di queste trombette! Ad alcuni può sembrare abbastanza scocciante, ma è una cosa tipica!!

Ma ora che c’entrano le VUVUZELAS con il nostro sito? C’entrano. C’entrano eccome…Premetto che fino a ieri non sapevo nemmeno cosa fossero queste micidiali trombe!

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IL BUSINESS PLAN E GLI STAKEHOLDERS

Business plan e stakeholders

Chi sono gli stakeholders, e cosa c’entrano con il business plan? Questa è una domanda che ci hanno posto alcuni navigatori e alla quale oggi rispondiamo, con ordine.

Quindi: prima diciamo chi sono questi “signori” e poi vediamo cosa c’entrano con il busioness plan.

Gli stakeholders sono tutti quei soggetti, interni ed esterni all’azienda, che mostrano un qualsiasi tipo di interesse nei confronti dell’organizzazione e dell’attività che svolge e che possono in qualche modo influenzarne l’attività, nel bene o nel male. Quando si parla di “interesse” che hanno questi soggetti, non ci si riferisce specificamente (e/o unicamente) a un interesse di carattere economico, finanziario o patrimoniale (cioè strettamenmte connesso con il bilancio e il suo andamento), ma ci si può riferire anche a interessi di tipo diverso, più ampio, che spesso possono avere a che fare anche con l’aspetto sociale dell’attività dell’impresa. Pensiamo, per esempio, a coloro che sono interessati all’aspetto sociale dell’attività di un’organizzazione no-profit: probabilmente, anzi, in questi casi l’interesse principale sicuramente non è quello di tipo economico-finanziario, ma quello più strettamente sociale e questi interessi possono fare si che alcune categorie di stakeholders determinino il successo o l’insuccesso di un’inziativa.

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COME FARE IL BUDGET DI UN RISTORANTE

Fare il budget di un ristoranteFare il budget di un ristorante. Questa è una delle domande che ci è stata posta più frequentemente dai navigatori del nostro sito che vogliono avviare per la prima volta un’attività di ristorazione e non hanno la minima idea di quale dovrebbe essere il loro punto di partenza. Oltre agli “startupper” (cioè coloro che sono in fase di start-up della loro iniziativa) ci sono anche i ristoratori che svolgono questo lavoro da tanto tempo ma hanno poca dimestichezza con i numeri. Ebbene, in questo articolo tentiamo di dare una risposta sia agli uni che agli altri e cerchiamo di chiarire un po’ di idee. Vediamo di cosa si tratta.

Iniziamo con il dire, forse, la cosa più banale che possiamo dire: per fare il budget del ristorante devi partire dagli obiettivi che hai definito in fase di pianificazione cioè in fase di stesura del tuo business plan. Come abbiamo avuto più volte occasione di scrivere nei nostri articoli, ogni imprenditore dovrebbe, all’interno del suo business plan, definire gli obiettivi di medio-lungo termine  (3-5 anni) che intende raggiungere ed elaborare le strategie per raggiungerli.

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FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER LE PMI DEL LAZIO – FONDO ROTATIVO

Finanziamenti per le PMI
Finanziamenti per le PMI

Dal 28 Novembre c’è una nuova buona notizia! Arrivano i finanziamenti del Fondo Rotativo per tutte le PMI che operano nella Regione Lazio . Il Fondo Rotativo per le PMI mette a disposizione ben 240 milioni di euro per tutti gli imprenditori che vogliono fare nuovi investimenti per migliorare alcuni aspetti del loro business esistente.

Nonostante il  momento economico che sta attraversando l’economia italiana e quella internazionale, questi interventi hanno l’ obiettivo di  sostenere l’accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese che vogliono  sfidare la crisi facendo nuovi investimenti all’interno delle loro imprese.

Il bando è già attivo e rimane aperto fino al 20 dicembre 2009. Noi pensiamo che questa sia davvero un’ottima opportunità per dare nuova linfa agli imprenditori della regione Lazio che, come gli imprenditori di tutto il Paese, stanno tirando la cinghia da un pò troppo tempo.

Leggi l’articolo per conoscere i beneficiari, gli investimenti ammissibili, le procedure e tutto quello che c’è da sapere per partecipare al bando.

Finanziamenti per le PMI: chi può partecipare e cosa viene finanziato?

Possono richiedere i finanziamenti agevolati tutte le micro, piccole e medie imprese, le cooperative e  i consorzi che operano nel settore industriale, artigianale, commerciale e dei servizi con la sede operativa nella Regione Lazio.

Il bando è rivolto al finanziamento dei progetti di investimento che riguardano l’ampliamento, la riconversione, la riqualificazione, l’ammodernamento, la ristrutturazione, la riattivazione e il consolidamento delle PMI con sede operativa nel Lazio.

Inoltre vengono finanziati progetti di innovazione tecnologica, di internazionalizzazione e di  creazione di nuove imprese.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta: acquisto di nuovi  impianti, di nuovi macchinari,   di attrezzature varie, di software; le spese per l’ampliamento, la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali aziendali, e acquisto di beni strumentali vari; acquisto di brevetti, banche dati, know how e licenze d’uso.

 

Finanziamenti per le PMI: come avviene il finanziamento e chi eroga i finanziamenti?

L’importo  ammesso per ogni progetto  va da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 1.000.000 euro. Il progetto è finanziato al 100% con un finanziamento a medio termine (durata di 5 anni) in questo modo:  un 50% dell’investimento è finanziato ad un tasso agevolato dello 0,5% annuo da parte del Fondo Rotativo; il restante 50% dell’investimento viene finanziato  ad un tasso ordinario con la copertura di garanzia regionale pubblica prestata da BIL, Banca Impresa Lazio.

Il Fondo è gestito da Sviluppo Lazio  che concede, tramite le banche convenzionate, i finanziamenti sotto forma di mutui, agevolati e garantiti da Banca Impresa Lazio. Le banche convenzionate sono: Banca di Credito Cooperativo di Roma, Banca Popolare di Roma, BNL Gruppo BNP Paribas, UGF Banca, Unicredit Banca di Roma, Unicredit Corporate Banking.

La domanda per beneficiare delle agevolazioni proposte va presentata in un primo momento telematicamente  tramite il sito di Sviluppo Lazio; in una fase successiva  occorre inviare con raccomandata  la domanda in formato cartaceo con gli allegati.

Ovviamente, le domande per potere ottenere le agevolazioni di cui al presente articolo vanno corredate dalla presentazione di un business plan che spieghi in cosa consiste l’investimento e che dimostri il possesso dei requisiti di fattibilità economico-finanziaria del progetto. Alla presentazione, seguirà l’istruttoria da parte dell’Ente proponente per la verifica di legittimità formale e sostanziale del  progetto.

I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Seconda Parte]

I costi di una cooperativa
I costi di una cooperativa

I costi di una cooperativa, come abbiamo scritto in questo articolo , comprendono sia i costi fissi che i costi variabili. Dei costi fissi ne abbiamo già parlato. Vediamo ora di capire cosa sono i costi variabili.

I costi variabili di una cooperativa sono invece tutti quei costi che variano in relazione al volume di produzione cioè dalle quantità di camere e che la cooperativa riesce ad occupare. Questi costi variabili quindi li sostieni solo e soltanto se produci il prodotto o eroghi il servizio. I costi variabili per una cooperativa che gestisce un albergo sono per esempio: i costi per il cambio della biancheria, i costi per il set di cortesia, costi per energia e acqua nelle camere, costi per le provvigioni alle agenzie di viaggio.

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I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Prima Parte]

I costi di una cooperativa
I costi di una cooperativa

I costi di una  cooperativa sono tanti e di diversa natura. E  sono soprattutto i costi che hanno “un peso” quando vai a  calcolare e  determinare il prezzo di vendita finale del prodotto o servizio. E non solo. Perchè oltre a voler conoscere i costi per stabilire il prezzo di vendita, essi ti possono essere utili per verificare, per esempio, se il tuo processo produttivo è efficiente (cioè non spreca soldi e risorse).

In molte cooperative ed organizzazioni del Terzo Settore, spesso, le decisioni sui costi  da sostenere  si prendono sulla base dell’esperienza e delle capacità e competenze dei vari operatori. Queste decisioni se sotto l’aspetto  tecnico risultano essere perfette, può accadere che da un punto di vista economico sono un disastro.

Quando esamini i costi della gestione tieni conto che non sono tutti uguali,  perchè al di là della loro diversa nomenclatura, i costi si comportano in modo diverso.  E’ evidente che il costo del personale è diverso dal costo per l’acquisto del materiale, o dal costo per le utenze o dal costo dell’affitto del locale: perchè si tratta dell’acquisizione di risorse di natura diversa. Ma in merito al comportamento, devi sapere che  ci sono costi che possono variare nel tempo e nelle quantità prodotte; per esempio, il  costo che sostengo oggi per acquistare 1 litro di benzina è sicuramente diverso dal costo che ho sostenuto 10 giorni fa e anche dal costo che sosterrò tra 15 giorni. Inoltre la variabilità dei costi può dipendere oltre che dal tempo anche dalla quantità perchè ci sono dei costi che aumentano o diminuiscono in base anche alle quantità prodotte.

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COME FARE IL BILANCIO DI UNA COOPERATIVA [seconda parte]

Come fare il bilancio di una cooperativa
Come fare il bilancio di una cooperativa

Per fare il bilancio di una coperativa, come abbiamo scritto nell’articolo precedente, servono 3 documenti: il Conto Economico, lo Stato Patrimoniale e la Nota Integrativa. In questo articolo vediamo come puoi anche tu  leggere ed interpretare le voci del Conto Economico.

Partiamo con un esempio qualsiasi: una cooperativa che svolge l’attività di asilo nido e ludoteca. Per iniziare ha bisogno di acquistare o prendere in affitto: locali, attrezzature didattiche, cucina, impianti di riscaldamento e di condizionamento, mobili ed arredi, generi alimentari per i pasti, materiale di consumo, educatori, personale amministrativo, servizi di luce, gas, acqua, telefono, assicurazioni, pulizie, consulenza, manutenzioni ed altro.

Per procurarsi tutto ciò la cooperativa sostiene dei costi. Ogni volta che la cooperativa eroga il suo servizio di assistenza e di animazione nei confronti dei bambini consegue dei ricavi. Quindi nel Conto Economico c’è la sintesi di tutti i costi d’esercizio (cioè tutti questi costi che vengono sostenuti ogni mese) e di tutti i ricavi della cooperativa a partire dal 1°gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

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IL CONTROLLO DEI COSTI: PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE IN AZIENDA?

Il controllo dei costi Il controllo dei  costi è una delle funzioni più importanti nell’ambito della gestione dell’impresa ed è anche una delle funzioni meno presenti, considerando i vantaggi che porta a chi lo utilizza. Infatti, avere un sistema di controllo dei costi ti permette di sapere come si creano i costi all’interno della tua azienda e quindi di poterli controllare per aumentare i profitti.

Ma non è solo questo il ruolo del sistema di controllo dei costi: infatti, esso fornisce anche elementi utili per stabilire i prezzi di vendita dei tuoi prodotti e servizi. Inoltre, consente di tenere sotto controllo l’andamento economico della tua azienda poichè ti permette di avere numeri esatti che ti sono necessari per valutare con maggior precisione e cura cosa sta realmente accadendo nella tua azienda.

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LE STRATEGIE DI MARKETING

In questo articolo parliamo delle  strategie di marketing e del perchè devono essere specificate all’interno del Business Plan. Le  strategie di marketing  comprendono “le linee”  lungo le quali  la TUA azienda, nel medio-lungo periodo, vuole procedere per conseguire e raggiungere gli obiettivi che ti sei posto nella fase della pianificazione.

Ricordati sempre,  che la tua  strategia di marketing per essere efficace deve avere alcune caratteristiche, quali: l’ orientamento al cliente la visione di lungo termine la differenziazione rispetto alla concorrenza l’essere “flessibile”

Le strategie di marketing si compongono di alcuni elementi quali: la segmentazione, il posizionamento ed il marketing mix che tu dovrai descrivere nel BUSINESS PLAN. Che cos’è la segmentazione del mercato? La segmentazione è la suddivisione del mercato  in gruppi distinti di potenziali clienti e consumatori che hanno, al loro interno,  un elevato grado di omogeneità; Più semplicemente ancora, il mercato  del tuo prodotto /servizio può essere segmentato in base a:

  1. variabili  generali quali: età, sesso, luogo di residenza,  stato civile, ciclo di vita familiare,  classe sociale dei tuoi potenziali clienti
  2. variabili comportamentali quali: occasione d’acquisto, status del cliente,  intensità di uso, livello di fedeltà dei tuoi potenziali clienti

La segmentazione di mercato, ad esempio,  di un’atelier di moda  può essere fatta sulla base delle seguenti variabili:

 

 

Dopo aver segmentato il mercato,  devi decidere su quale segmento di mercato puntare.  Successivamente devi occuparti del posizionamento sul mercato  cioè devi differenziarti rispetto ai tuoi concorrenti: quindi il posizionamento sul tuo mercato consiste nel fatto che  il tuo prodotto/servizio deve avere delle  caratteristiche diverse rispetto a quelle della concorrenza. Solo dopo che hai segmentato il mercato e posizionato il prodotto/servizio, puoi far ricorso alle leve del marketing mix ( o cosiddette 4 P). Ciò significa che  solo ora  puoi decidere il genere e le caratteristiche del prodotto/ servizio che vuoi offrire, stabilirne il prezzo, scegliere le modalità di distribuzione nonchè le sue modalità di promozione.

 

Le 4 leve del marketing mix

Le cosidette leve del marketing mix sono  la combinazione di  strumenti commerciali che puoi utilizzare per agire sul tuo mercato obiettivo e per influenzare i tuoi clienti. Le 4 P sono:

  1. PRODOTTO: è sicuramente il primo ed il più importante tra gli elementi del marketing mix.  Alla base di ogni attività di impresa vi è un prodotto, ovvero un’offerta. Quando si parla  di PRODOTTO  devi far riferimento non solo al prodotto in senso fisico e concreto  che offri al mercato,  ma anche  alle sue  qualità, alla sua linea, al colore, alla confezione, al servizio post vendita, alla garanzia, etc;
  2. PREZZO: il  prezzo di vendita  del prodotto  che intendi offrire al mercato,   deve tenere in considerazione i costi aziendali, i prezzi praticati dalla concorrenza, le politiche di prezzo, gli sconti, le modalità ed i tempi di pagamento;
  3. PUNTO VENDITA (DISTRIBUZIONE): devi scegliere le modalità in cui pensi di distribuire il tuo prodotto. Puoi decidere  di avere un punto vendita diretto, oppure di avvalerti  di un intermediario come ad esempio un grossista. La scelta  del canale di distribuzione  dipende dalle risorse finanziarie che hai a disposizione e dagli obiettivi che hai pianificato
  4. PROMOZIONE:  comprende tutte le attività  di pubblicità, comunicazione e pubbliche relazioni che fai per far cononscere il tuo prodotto al mercato

E’ chiaro che le 4 P  esprimono  una visione del mercato secondo l’interesse del “venditore” e non del cliente. Questo perchè il cliente  nel valutare l’ offerta può avere un’idea diversa da quella  del venditore. Pertanto le 4P del venditore  possono essere sostituite  dalle 4C che descrivono il punto di vista del cliente:

  1. CUSTUMER VALUE cioè “valore per il cliente”
  2. COSTO per il cliente
  3. CONVENIEZA
  4. COMUNICAZIONE

Ques’impostazione delle 4 C pone  l’attenzione sul fatto che  il cliente punta ad aquisire “VALORE”  e che, quindi, ricerca la soluzione ad un suo problema o meglio cerca la soddisfazione ad un suo bisogno o desiderio. Da ciò consegue che l’impresa  dovrebbe sovvertire completamente ciò che ha praticato fino ad ora  e farebbe bene a pensare prima in termini di “valore” ricercato dal cliente, cioè le 4 C, e poi in termini di 4P.