LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELL’AZIENDA

Ristrutturazione finanziaria dell’azienda

Ristrutturazione finanziaria dell’azienda: cos’è e come si può fare? Oggi cerchiamo di  entrare un po’ nell’ambito di alcune operazioni che, nella prassi aziendale, rappresentano la norma pur essendo poco conosciute e poco utilizzate da molti imprenditori: ci stiamo riferendo a tutte quelle operazioni  che prevedono la variazione dei tempi di scadenza dei debiti che fa un imprenditore per tenere aperta la sua attività. Ogni volta che si variano le scadenze temporali dei debiti, si può parlare di ristrutturazione finanziaria dell’azienda. vediamo di cosa si tratta.

Torniamo a parlare, ancora una volta, di finanza aziendale perchè, come abbiamo avuto modo di specificare più volte in tantissimi articoli, l’aspetto della gestione finanziaria aziendale è probabilmente quello più importante nell’ambito della gestione di una qualsiasi attività economica. Infatti, la finanza aziendale è il fulcro intorno al quale gira tutta l’attività. E questo, accade per un motivo estremamente semplice: si può avere un’idea di business meravigliosa, che ha un mercato potenziale molto ampio, con dati e proiezioni che possono lanciare l’imprenditore nell’olimpo degli imprenditori ma, se mancano i soldi per attuarla, è come un treno fermo alla stazione.

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COSA LEGGERE NEL BILANCIO AZIENDALE

Bilancio aziendale
Bilancio aziendale

Il bilancio aziendale, spesso, nasconde alcuni numeri e alcune informazioni che non tutti sono in gradi di vedere. Alcuni navigatori ci hanno chiesto quali sono le voci più importanti che occorre controllare e valutare quando si legge un bilancio aziendale e ci hanno chiesto di approfondire questa questione.

Partiamo da un presupposto di carattere generale: non ci sono voci del bilancio aziendale che sono più importanti di altre, ma ci sono voci alle quali occorre dare maggiore attenzione rispetto ad altre.

Il più delle volte l’imprenditore si concentra solo su alcuni “numeri” come, per esempio, quelli relativi al fatturato. Poi confronta il fatturato attuale con quello degli esercizi precedenti, oppure lo confronta con il budget definito all’inizio dell’anno, e poi emette il verdetto:”Buono!”, oppure “poco buono!”.

Non ci sembra il caso di dire che il fatturato non è una dato rilevante, anzi! (e soprattutto se teniamo in considerazione il fatto che, in linea di massima, è il dato più rilevante a cui fa caso una banca prima di concedere eventuali prestiti…). Ma ci permettiamo di dire che non è il dato più importante, questo si, lo diciamo e lo scriviamo anche! E, in questo articolo, vogliamo svelare il motivo per il quale sosteniamo che non tutti i numeri contenuti nel bilancio aziendale sono effettivamente quello che sembrano..

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COME FARE L’ANALISI DEGLI INVESTIMENTI

Come fare l'analisi degli investimenti
Come fare l’analisi degli investimenti

“Come fare l’analisi degli investimenti?”. Questa è una delle domande che ci viene posta più frequentemente dagli imprenditori. Perché? E’ presto detto. Ogni imprenditore ha un dilemma che lo attanaglia: vuole sapere se e quanto i soldi investiti gli frutteranno. 

Quindi, questa domanda è molto importante e la risposta alla domanda è di importanza cruciale. Infatti, si tratta di una domanda che chiunque si dovrebbe porre prima di mettere i suoi soldi in un’iniziativa economica.

Vediamo insieme il perché.

Per fare l’analisi degli investimenti devi conoscere alcuni fondamenti della finanza aziendale. Non stiamo parlando di cose complicatissime e incomprensibili ma solamente dell’ABC della finanza che ogni imprenditore dovrebbe conoscere.

Ma vediamo di cosa stiamo parlando. Innanzi tutto dobbiamo dirti che cosa vuol dire fare l’analisi degli investimenti e, soprattutto, a cosa serve. Con questa analisi un imprenditore può valutare in anticipo se l’investimento  che intende effettuare può fargli guadagnare soldi oppure no.

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LE REGOLE DELLA FINANZA AZIENDALE PER SCRIVERE IL BUSINESS PLAN

Regole della finanza aziendaleLa conoscenza di alcune regole della finanza aziendale è indispensabile per scrivere un   business plan efficace, poiché la finanza aziendale  è la base su cui poggia l’avvio e la continuazione di ogni iniziativa economica, dato che la finanza aziendale riguarda i soldi…

Questo è il motivo per il quale all’interno del business plan c’è una sezione in cui viene richiesto all’imprenditore di dimostrare la  “fattibilità finanziaria” dell’ idea di business: anche se l’idea di business è eccellente, senza i soldi non si possono realizzare le idee imprenditoriali e fare nuovi investimenti (come accade in tantissimi casi).

Un’impresa, per potere sopravvivere nel tempo, deve effettuare investimenti in stabilimenti produttivi, in attrezzature, in impianti e macchinari, in altre attività e in capitale circolante. Per poter pagare l’acquisto di questi beni, l’imprenditore deve possedere denaro liquido o al più deve essere in grado  di ottenerlo da qualche finanziatore esterno. Ma sempre di un aspetto finanziario si tratta…

Sono molte le testimonianze di chi ha  avuto delle “belle idee” e che sono rimaste tali perché non c’erano i soldi per poterle realizzare. Questo è quello che accade ogni volta che senti dire  “è un’idea di business economicamente conveniente, ma finanziariamente irrealizzabile. Il che, tradotto, significa “l’idea è buona ma mancano i soldi per realizzarla”! Ecco perché la finanza è la linfa vitale di ogni azienda e la conoscenza delle regole della finanza aziendale dovrebbero essere conosciute da tutti coloro i quali si mettono a fare impresa!

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COME FARE IL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO

Piano economico finanziarioIl piano economico-finanziario: forse la cosa più difficile da fare all’interno del business plan! Tantissimi navigatori ci hanno chiesto di dare qualche altra delucidazione sull’aspetto (sicuramente) più difficile e allo stesso tempo delicato dell’intero business plan. Avevamo già scritto qualche cosa in proposito in questo articolo (che tra l’altro è il più commentato di tutti) qualche tempo fa, pochi giorni dopo avere aperto il sito.

Ma, evidentemente, quanto avevamo scritto all’epoca, non è stato sufficiente. E quindi riprendiamo il discorso in questo nuovo articolo, con qualcosa di “più tecnico” rispetto a quanto detto in passato. In questo nuovo articolo vogliamo svelarti quali sono le tecniche “giuste” per fare il piano economico-finanziario in modo che il tuo business plan sia credibile.

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LA GESTIONE FINANZIARIA DELL’AZIENDA

La gestione finanziaria
La gestione finanziaria

La gestione finanziaria in un’azienda riguarda la gestione del denaro, che è la linfa vitale  per ogni attività. Per un’impresa è importante disporre di denaro perché solo così può acquisire beni e fare investimenti.

Ciò significa che solo se un imprenditore dispone di denaro può acquistare stabilimenti produttivi, attrezzature, automezzi, e tutti gli altri beni necessari per lo svolgimento dell’attività.

Quando diciamo che un imprenditore deve possedere denaro  per acquistare i beni, vogliamo dire che l’impresa deve disporre di denaro liquido (anche detto “liquidità aziendale“). In alternativa, l’azienda deve essere in grado di ottenere questo denaro rivolgendosi a qualche banca, a società finanziarie o altri finanziatori.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

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INVESTIMENTO E RENDIMENTO DI UN BUSINESS


Investimento e rendimentoOggi parliamo di investimento e rendimento di un business, uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si vuole effettuare un’attività.

Pochissimi giorni fa ci è capitata la seguente situazione: c’è un inventore da una parte, e dall’altra un potenziale imprenditore/finanziatore.

I fatti sono i seguenti. Tre anni fa l’inventore ha scoperto un nuovo prodotto nell’ambito dei materiali di restauro, arredo interni, ristrutturazione interni/esterni e simili. Questo materiale può essere utilizzato per appartamenti, per uffici per monumenti e varie altre applicazioni. Quindi, un mercato abbastanza ampio e con ottime possibilità di sviluppo del business (dati di mercato alla mano).

In questo settore, ovviamente, ci sono competitor tra cui alcuni “giganti” con nomi internazionali e che sono leader indiscussi. Unico neo di questi colossi: non hanno il brevetto di questo materiale, nonostante gli ingenti capitali destinati alla ricerca e sviluppo.

Spesso, come sappiamo e come ripetiamo spesso, le idee di business nascono dalla testa geniale, dalla passione e dall’impegno di qualcuno che dedica la sua vita allo sviluppo di una nuova idea, di un nuovo prodotto o di un nuovo settore. E in qualche caso, ci si trova di fronte all’idea del decennio! Questa idea, spesso, rende ricco chi l’ha avuta e risolve i problemi di chi la acquista e la utilizza. Solo che, poi, ogni tanto alcune cose non girano come dovrebbero…

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IL FATTURATO E L’UTILE NETTO

Il fatturato e l'utile netto
Il fatturato e l’utile netto

Qualche giorno fa un navigatore ci chiedeva che rapporto c’è tra il fatturato e l’utile netto. Più specificamente, ci poneva prima una domanda, e poi un’altra.

Iniziamo con la prima domanda. Chiedeva, il navigatore: “Perchè, spesso, all’incremento del fatturato, segue una diminuzione dell’utile netto?”. Poi, ha specificato che questo è quanto gli stava capitando nella sua azienda. E dato che stava iniziando a scrivere il business plan per fare nuovi investimenti, non si spiegava il perché di una cosa del genere.

Le cause che determinano un andamento inversamente proporzionale tra fatturato ed utile netto possono essere varie. Forse, quella più comune è legata al fatto che l’incremento del fatturato significa impegnare una maggior quantità di risorse, non solo finanziarie. Vediamo di cosa si tratta.

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CAPITALE PROPRIO E INDEBITAMENTO: IL LEVERAGE

capitale proprio e indebitamento
capitale proprio e indebitamento

Quale è il rapporto ottimale tra il capitale proprio e l’indebitamento da inserire nel business plan? Questa è una domanda che ci è stata posta nel sondaggio on line da qualche navigatore, e alla quale rispondiamo qui nel blog. Ci scusiamo per la tardiva risposta, ma di domande ce ne avete fatte davvero tante!

Iniziamo con il dire che capitale proprio e indebitamento sono le due voci dello stato patrimoniale che costituiscono la struttura finanziaria dell’azienda, della quale abbiamo già parlato in questo articolo. La struttura finanziaria è costituita dal capitale proprio (che è quella parte dei finanziamenti che l’imprenditore o i soci dell’azienda “mettono” di tasca propria sotto forma di conferimenti, o sotto forma di successivi versamenti) e dai debiti, che possono essere di breve termine e/o di lungo termine. I debiti sono rappresentati da tutti i finanziamenti che l’imprenditore attinge da terzi come: banche, fornitori, finanziarie e altri, e che possono assumere varie forme.

Bisogna specificare anche una cosa: gli stessi debiti per TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che l’azienda contrae nei confronti dei lavoratori, fanno parte della struttura finanziaria, perchè rappresentano una voce del c.d. “autofinanziamento” che serve all’impresa per finanziare la sua attività. Ma debiti sono, e debiti restano, poichè prima o poi questi soldi devono essere dati ai lavoratori…

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PARTITA DOPPIA E FINANZA AZIENDALE

Partita doppia
Partita doppia

Qualche navigatore ci ha chiesto se potevamo approfondire il rapporto tra partita doppia e finanza aziendale poiché qualche punto è “un po’” oscuro. Partiamo come al solito dall’inizio dicendo, per onestà del vero, che è poco probabile riuscire a comprendere e (soprattutto) gestire i meccanismi della finanza d’azienda, se prima non si hanno delle solide basi di contabilità, cioè di partita doppia.

Attenzione!! Questo non significa che dobbiamo diventare tutti commercialisti, oppure che dobbiamo frequentare un corso universitario, o andare a fare tre anni di praticantato da un professionista, per capirci qualcosa!!! Assolutamente no…Noi stessi non siamo commercialisti e infatti ne paghiamo uno. Solo che, sempre a onor del vero, per gestire un’azienda e per non deragliare dai binari di una corretta gestione aziendale, la comprensione della finanza è una specie di “conditio sine qua non“. Tutto ciò parte da lontano, più precisamente dalla formazione scolastica.

E adesso cosa c’entra la scuola? C’entra, e anche tanto. Infatti, fatta esclusione per gli istituti professionali e tecnici che suppliscono in minima parte, a scuola nessuno insegna la cultura finanziaria, dove per cultura finanziaria si intende proprio la comprensione del meccanismo sottostante il rapporto che c’è tra lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, da cui deriva la conoscenza della finanza d’azienda e delle sue regole.

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