Finanziamenti startup: è possibile ottenerli?

Finanziamenti startup
Finanziamenti startup
Finanziamenti startup: “Ci sono finanziamenti per la mia azienda in fase di startup? Questa è una delle domande che ci viene posta più frequentemente dai navigatori del nostro sito che vogliono sapere se esistono finanziamenti in grado di sostenere l’avvio di un’azienda in startup oppure no tenendo presente che la fase di avvio di un’azienda è, di solito, quella più delicata. Dopo avere risposto, solitamente, di “SI” a questa domanda (e cioè affermando che il panorama finanziario nazionale offre possibilità interessanti in tal senso), immediatamente dopo ci viene posta la seconda domanda cruciale: “Cosa devo fare per ottenere i finanziamenti per una startup?“. Continue reading “Finanziamenti startup: è possibile ottenerli?”

Cos’è il bilancio consolidato e quando ti può essere utile

il-piano-di-marketingIl bilancio consolidato è un documento consuntivo d’esercizio che serve a rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un intero gruppo di imprese. Esso viene redatto dalla società capogruppo che sta al vertice, quindi da una holding, ed è in pratica il bilancio di esercizio dell’intero gruppo, considerato come fosse un’unica e sola impresa. Il motivo per cui si redige il bilancio consolidato deriva dal fatto che le singole imprese del gruppo possiedono l’autonomia giuridica e patrimoniale perfetta e quindi singolarmente possono andare in perdita senza inficiare gli attivi delle altre società del gruppo. Continue reading “Cos’è il bilancio consolidato e quando ti può essere utile”

La finanza aziendale: i criteri per gestirla in maniera corretta

finanza-aziendaleLa finanza aziendale, detta anche finanza d’impresa oppure corporate finance, è un’area specifica della finanza che si occupa delle decisioni e delle scelte che le aziende prendono in materia finanziaria, inclusi le tecniche, gli strumenti e le logiche su cui basano le varie decisioni. L’obiettivo principale che l’azienda si prefigge di raggiungere mediante l’uso degli strumenti di finanza aziendale è sicuramente quello di migliorare il valore complessivo dell’azienda. A questo risultato in genere si arriva migliorando due parametri:
  1. Abbassando il più possibile il tasso di interesse sul debito aziendale
  2. Migliorando le performance degli investimenti, al fine di ottenere un tasso di interesse maggiore rispetto a quello da pagare sui debiti.
Maggiore è la differenza positiva fra il tasso di interessi attivo rispetto a quello passivo, maggiore è l’aumento di valore complessivo dell’azienda! Qualcuno potrebbe obiettare che, se l’azienda ha soldi da investire per farli fruttare, potrebbe per prima cosa togliersi il debito in modo da non pagare interessi passivi su quel capitale e, se avanzano soldi, investirli e puntare al profitto. Il problema è che in una gestione di impresa si devono tenere d’occhio diversi elementi. Continue reading “La finanza aziendale: i criteri per gestirla in maniera corretta”

REGIONE LAZIO: CONTRIBUTI ALLE RETI DI IMPRESE

Regione Lazio: contributi alle reti di imprese   La Regione Lazio concede contributi a fondo perduto alle reti di imprese. Ciò vuol dire che le imprese con sede operativa nella Regione Lazio che vogliono fare un contratto di rete possono beneficiare di contributi a fondo perduto. Per poter accedere ai contributi le imprese devono essere iscritte al  Registro delle Imprese, essere in regola con il DURC e non trovarsi in situazioni di amministrazione controllata e/o di fallimento.

Le imprese possono dar vita ai contratti di rete  per la condivisione delle conoscenze, per  la razionalizzazione dei costi  e per la capacità di innovazione.

I contributi a fondo perduto della Regione Lazio finanziano: progetti per la creazione di contratti di  reti tra almeno 3 PMI con sede nella Regione Lazio: sono finanziati progetti di  investimenti di minino 50.000  euro fino a 200.000 euro;progetti per investimenti di innovazione da parte di imprese già in rete: sono finanziati progetti di investimenti di minimo 250.000 euro;progetti per investimenti in Ricerca & Sviluppo da parte di imprese già in rete: sono finanziati progetti di investimento di minimo 2 milioni di euro.

Possono accedere alle agevolazioni della Regione Lazio  le imprese che operano in tutti i settori economici ad eccezione del settore dell’agricoltura, della pesca, del commercio, della riparazione di autoveicoli, del trasporto e del magazzinaggio, della ristorazione, dell’alloggio, assicurativo-finanziario, immobiliare, noleggio, agenzie di viaggio e istruzione.

Le  spese coperte dal contributo sono:
  • spese per le  attività di consulenza
  • spese per l’acquisto e la sistemazione del suolo aziendale (nel limite del 10%)
  • spese per le opere murarie (nel limite del 30%)
  • spese per acquisto di macchinari
  • spese per acquisto di impianti
  • spese per acquisto di attrezzature
  • spese per brevetti
  • spese per programmi informatici
  • spese per il personale (solo per i progetti di Ricerca & Sviluppo)
Per accedere ai contributi a fondo perduto occorre predisporre il business plan e allegarlo alla domanda da spedire in via telematica a  Sviluppo Lazio. Il bando è a sportello ed è aperto da oggi fino al 30 giugno 2014 salvo esaurimento delle risorse finanziarie prima della scadenza.  

FONDO CREATIVITA’ PROVINCIA DI ROMA

Fondo creatività Fondo creatività provincia di Roma : da oggi fino al 9 Marzo 2012 è possibile  presentare  la domanda per accedere ai finanziamenti pubblici del FONDO CREATIVITA‘ . Si tratta di contributi pubblici messi a disposizione dalla Provincia di Roma e dalla Camera di Commercio di Roma per tutte le Piccole e Medie Imprese  che operano nell’area della provincia di Roma e che si contraddistinguono per  creatività ed innovazione. Per sostenere questo tipo di iniziative imprenditoriali sono stati messi a disposizione ben 500.000 euro, finalizzati a sostenere imprese in start up e aspiranti imprenditori. Infatti possono accedere questi finanziamenti pubblici:le  imprese già costituite da non più di 2 anni (alla data del 12/01/2012) e le imprese da costituire cioè gli aspiranti imprenditori che operano o che intendono operare in uno di questi settori economici: Continue reading “FONDO CREATIVITA’ PROVINCIA DI ROMA”

LA SOLVIBILITA’ DELL’AZIENDA

la solvibilità dell’azienda
Qualche giorno fa un navigatore ci ha chiesto per e-mail che cos’è la solvibilità dell’azienda, a cosa serve tenerla sempre sotto controllo e perchè è così importante. Era appena uscito da una banca, aveva chiesto un prestito e gli è stato negato… Non sappiamo per quale motivo è andato in banca a chiedere il prestito, ma sappiamo di sicuro perchè glielo hanno negato! Prima di dire che cos’è la solvibilità dell’azienda è necessario specificare che l’argomento è legato alla finanza aziendale, di cui abbiamo parlato in tantissime occasioni nei nostri articoli e per la quale abbiamo realizzato un prodotto specifico, dietro richiesta dei navigatori. Non ci stanchiamo mai di trattare la finanza perchè (e lo abbiamo detto più volte) è l’asse su cui si costruisce tutta l’azienda. Continue reading “LA SOLVIBILITA’ DELL’AZIENDA”

BUSINESS PLAN E FLUSSI FINANZIARI

business plan e flussi finanziari
Il Business Plan e i flussi finanziari: oggi parliamo di un aspetto della gestione aziendale  “abbastanza” complicato, sconosciuto alla maggior parte delle persone (imprenditori e alcuni direttori di banca compresi…) ma che, inserito correttamente nell’ambito della parte “tecnica” del piano d’impresa, incrementa la possibilità di conoscere alcuni aspetti rilevanti del business. Ancora una volta, e speriamo non ce ne vogliate, parliamo di finanza aziendale come abbiamo già fatto in tantissimi altri articoli di questo blog (come questo, oppure questo). Continue reading “BUSINESS PLAN E FLUSSI FINANZIARI”

L’AUTOFINANZIAMENTO DELL’AZIENDA

autofinanziamento
L’autofinanziamento dell’azienda; un argomento apparentemente complicato ma, in realtà, abbastanza semplice. Vediamo di cosa si tratta. La settimana scorsa, in questo articolo, abbiamo fatto riferimento all’ammortamento quale elemento che concorre alla determinazione dell’autofinanziamento e, puntualmente, alcuni navigatori ci hanno chiesto di spendere qualche parola su questo concetto mediamente abbastanza sconosciuto dalla stragrande maggioranza degli operatori aziendali. In parole semplici (e senza complicare troppo il concetto), l’autofinanziamento è la capacità che ha l’azienda di produrre al suo interno le risorse finanziario-monetarie che servono per la gestione, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento, oppure riducendo quanto più possibile il ricorso ai finanziamenti esterni. Messa così, la cosa è decisamente semplice, e di fatto lo è. Ancora una volta, ci troviamo in presenza di aspetti legati alla finanza aziendale, di cui parliamo spesso nei nostri articoli, visto che la finanza è l’aspetto principale da cui dipendono tutti gli altri.

Autofinanziamento e gestione finanziario-monetaria

Infatti, la gestione aziendale chiede continuamente risorse finanziarie per potere “funzionare” sia dal punto di vista economico (per il sostenimento dei costi di esercizio) che dal punto di vista patrimoniale (per l’acquisto degli investimenti); e se questi soldi non ci sono, non si va da nessuna parte. Ma attenzione: in questo caso, più di ogni altro, occorre fare una netta distinzione tra risorse finanziarie e risorse monetarie, poiché la differenza tra le due è assolutamente sostanziale, nonostante la maggior parte degli imprenditori non la conosca. Infatti, un conto è un’entrata finanziaria, altro conto è un’entrata monetaria. In modo semplice possiamo affermare che un’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria nel momento in cui  si trasforma in denaro contante. Un credito, per esempio, è un’entrata finanziaria, ma fino a che non viene incassato, rimane tale: cioè un “pezzo di carta”. Solo nel momento in cui il credito viene incassato, allora l’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria, cioè soldi cash, per essere chiari. La mancata comprensione di questa differenza è una delle cause che determinano il fallimento delle aziende che si trovano con alti ammontari di entrate finanziarie che però non si trasformano in altrettante entrate monetarie. Se un’azienda ha nell’attivo dello stato patrimoniale 10 Ml di euro di crediti ma non li incassa, si trova “scoperta” dal punto di vista monetario, cioè non ha soldi, anche se finanziariamente appare sana. Ciò premesso, torniamo all’autofinanziamento che è il fenomeno tramite il quale l’impresa copre il suo fabbisogno finanziario senza aumentare (o aumentando in misura ridotta) l’indebitamento, o facendo ricorso a versamento di nuovi capitali da parte dei soci. Facciamo un semplice esempio per capire meglio. Supponiamo che si debbano fare investimenti per 150.000 euro e che questi investimenti vengano finanziati con un incremento dei debiti per € 100.000 e con versamento da parte dei soci per altri 50.000 euro. La situazione sarebbe la seguente: Al di là di considerazioni legate all’equilibrio finanziario (che in questa fase non ci interessano e quindi non le facciamo), è evidente che gli investimenti vengono finanziati senza ricorso all’autofinanziamento ma aumentando i debiti e chiedendo ai soci di versare nuovo capitale. Questa situazione non necessariamente denota scarsa potenza finanziaria dell’impresa oppure mancanza di liquidità autogenerata dall’azienda, ma è sicuramente diversa da una situazione come la seguente:   In questa seconda situazione, come si nota, gli investimenti vengono finanziati per 120.000 euro con risorse finanziario-monetarie prodotte dalle gestione stessa e per i rimanenti 30.000 da incremento debiti. Inutile specificare che, in questo secondo caso, la potenza finanziaria dell’azienda è un po’ diversa da quella del primo caso.  Ma, soprattutto, ciò che è diversa è proprio la capacità di fare ricorso all’autofinanziamento.

Autofinanziamento: come si calcola?

Ma da cosa è formato l’autofinanziamento? Le componenti di questo importantissimo aspetto della gestione, sono varie ma c’è una formula abbastanza semplice che consente di calcolarlo rapidamente. Questa formula è:   Il calcolo dell’autofinanziamento prende in considerazione alcune COMPONENTI NON MONETARIE che si trovano all’interno del conto economico, come l’ammortamento di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. Ma perché queste componenti non monetarie entrano nel calcolo dell’autofinanziamento? Per un motivo molto semplice, anche se è difficile da vedere a un occhio poco esperto: se nel conto economico ci sono dei costi non monetari che “entrano” comunque nel calcolo finale del reddito netto (come, ad esempio, proprio l’ammortamento) è evidente che il reddito netto dal  punto di vista monetario risulta minore di quello che è effettivamente, proprio a causa di questi costi che vengono tolti dalla gestione, ma che non hanno avuto manifestazione finanziario-monetaria. Ciò significa che (sempre usando il solito esempio) i costi di ammortamento sono inseriti nel conto economico, ma l’imprenditore non ha tirato fuori dalla gestione monetaria i soldi cash per pagare le quote di ammortamento. Il che significa, in ultima analisi, che se la quota di ammortamento è di 20.000 euro, allora questi 20.000 euro sono effettivamente nella disponibilità monetaria dell’impresa, e quindi entrano a pieno titolo nel calcolo dell’autofinanziamento; e quindi l’imprenditore può usare questi 20.000 euro per finanziare investimenti o l’attività in generale, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento (come l’indebitamento). Comprendiamo che la questione non è delle più semplici, ma una volta compresa l’effettiva differenza tra aspetto finanziario, aspetto monetario, e aspetti non monetari della gestione, le cose risultano essere più chiare. L'autofinanziamento dell'azienda

FLUSSI FINANZIARI e finanza aziendale: la dinamica finanziaria dell’azienda

Flussi finanziari e finanza aziendale
Oggi parliamo di  flussi finanziari e finanza aziendale per introdurre uno degli argomenti più “ostici” della gestione di un’attività economica. Ci riferiamo alla “dinamica” dei flussi di denaro che caratterizzano  la gestione i quali rappresentano uno degli aspetti meno conosciuti nell’ambito della gestione. Solitamente, quando si parla di finanza aziendale, ci troviamo di fronte a un generale “brancolare” nel buio da parte di imprenditori, neo-imprenditori e aspiranti imprenditori, poiché la finanza è una delle materie considerate “più difficili” in assoluto, quando invece non lo è. Inoltre, i pochi che sanno l’ABC della finanza, di solito non si spingono mai oltre  la pentaripartizione dello stato patrimoniale, come abbiamo mostrato in questo articolo. Continue reading “FLUSSI FINANZIARI e finanza aziendale: la dinamica finanziaria dell’azienda”

LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELL’AZIENDA

Ristrutturazione finanziaria dell’azienda
Ristrutturazione finanziaria dell’azienda: cos’è e come si può fare? Oggi cerchiamo di  entrare un po’ nell’ambito di alcune operazioni che, nella prassi aziendale, rappresentano la norma pur essendo poco conosciute e poco utilizzate da molti imprenditori: ci stiamo riferendo a tutte quelle operazioni  che prevedono la variazione dei tempi di scadenza dei debiti che fa un imprenditore per tenere aperta la sua attività. Ogni volta che si variano le scadenze temporali dei debiti, si può parlare di ristrutturazione finanziaria dell’azienda. vediamo di cosa si tratta. Torniamo a parlare, ancora una volta, di finanza aziendale perchè, come abbiamo avuto modo di specificare più volte in tantissimi articoli, l’aspetto della gestione finanziaria aziendale è probabilmente quello più importante nell’ambito della gestione di una qualsiasi attività economica. Infatti, la finanza aziendale è il fulcro intorno al quale gira tutta l’attività. E questo, accade per un motivo estremamente semplice: si può avere un’idea di business meravigliosa, che ha un mercato potenziale molto ampio, con dati e proiezioni che possono lanciare l’imprenditore nell’olimpo degli imprenditori ma, se mancano i soldi per attuarla, è come un treno fermo alla stazione. Continue reading “LA RISTRUTTURAZIONE FINANZIARIA DELL’AZIENDA”