LA DITTA INDIVIDUALE o IMPRESA INDIVIDUALE

La ditta individuale è la forma giuridica più semplice e meno onerosa  poichè per la sua costituzione non sono richiesti particolari adempimenti: l’unica cosa da fare, è l’apertura di un numero di partita IVA. La ditta individuale è quel tipo di impresa che fa riferimento a un solo titolare (cioè l’imprenditore) il quale  è quindi l’unico responsabile e anche l’unico promotore della sua iniziativa imprenditoriale. All’imprenditore non si impone una quantità  minima di capitale iniziale da investire. Essendo lui l’unico “responsabile” di tutto il processo imprenditoriale, è chiaro che il rischio d’impresa ricade tutto su di lui. Ciò significa che tutto il patrimonio dell’imprenditore individuale è soggetto al rischio d’impresa. In caso di insolvenza dei debiti della ditta individuale, egli risponde nei confronti dei terzi con tutti i suoi beni, anche personali.

Facciamo un esempio: io mi occupo di trasporto di persone e ho scelto come forma giuridica la ditta individuale. Svolgo la mia attività con un pullman che ho comprato con un prestito della banca. Per qualche tempo la mia attività è andata bene e sono riuscito a comprarmi una casa, una Ferrari e una villetta al mare in Sardegna! Ad un certo punto gli affari iniziano ad andare male fino al punto in cui accumulo debiti per 500.000 euro e fallisco. Bene (anzi, male!!!): a questo punto vengono a sequestrare la casa, la Ferrari e la casa al mare fino a che il mio patrimonio personale non riesce a coprire tutti i debiti accumulati. Praticamente, rimango senza niente. Forse sarebbe stato meglio costituire una società con forma giuridica di società di capitali e tutelare il mio patrimonio personale!

Per questo motivo, la ditta individuale viene solitamente preferita, come forma giuridica, quando si devono svolgere attività che non richiedono grandi investimenti e che comportano rischi abbastanza limitati.

La denominazionde della ditta individuale deve comprendere il cognome del titolare o le iniziali del suo nome e del suo cognome.

La ditta individuale può essere svolta anche nella forma di impresa familiare o di impresa coniugale.

E’ il caso in cui il titolare si avvale dell’aiuto delle prestazioni dei suoi familiari .Infatti, nel caso di impresa familiare  oltre al titolare possono partecipare alla ditta individuale anche il coniuge e i parenti entro il terzo grado, e gli affini entro il secondo ( art.230 bis CC). Tutti i partecipanti all’impresa familiare hanno diritto alla ripartizione degli utili e il titolare resta comunque l’unico responsabile dell’impresa.

Per l’ impresa coniugale, occorre dire che ci sono delle condizioni da rispettare: la prima è che deve essere costituita dopo il matrimonio; la seconda è che i coniugi devono essere in regime di comunione legale dei beni; la terza è che entrambi i coniugi devono gestire l’impresa nella parità delle condizioni, ossia senza vincoli di subordinazione.

La scelta della ditta individuale  e dell’impresa familiare come forma societaria viene fatta tenendo presente  vantaggi e svantaggi.

I vantaggi sono:

a) facilmente realizzabile: semplice iscrizione alla C.C.I.A.A. (Camera di Commercio, Industria e Artigianato) della provincia in cui è la sede della ditta individuale

b) rapidità delle tempistiche di costituzione

c) ridotte spese per la costituzione

d) tenuta della contabilità aziendale estremamente semplice: minori oneri amministrativi, cintabili e fiscali

e) accentramento decisionale dell’imprenditore

f)  velocità, flessibilità e rapidità decisionale

g) minori costi di gestione

h) assenza dell’obbligo di redigire il  bilancio a fine anno

Gli svantaggi, invece sono:

a) responsabilità illimitata nei confronti dei terzi creditori. In particolare, in caso di obbligazioni sociali, l’imprenditore risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti e non pagati

b) apporto delle sole risorse dell’imprenditore

c) assenza di soci con cui confrontarsi

d) limitata affidabilità creditizia

e) svantaggi fiscali: in caso di utili netti cospicui, questi si traslano sui redditi complessivi del titolare il quale poi paga le tasse anche in base a quanto dichiarato come reddito di ditta individuale.

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