Finanziamenti per la riqualificazione delle aree di crisi industriale

Crisi industriale e riqualificazioneFinanziamenti per la riqualificazione delle aree di crisi industriale: il Ministero dello Sviluppo Economico (MI.S.E.) ha stanziato nuovi finanziamenti a favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione di quelle aree che, nel passato, sono state soggette a periodi di crisi produttiva. L’obiettivo dell’azione del Ministero è la promozione ed il rilancio delle aree produttive che sono state investite da crisi e nei confronti delle quali c’è un progetto di riqualificazione e valorizzazione delle eccellenze locali attraverso la valorizzazione della vitalità imprenditoriale e delle potenzialità dei singoli territori. Le aree di crisi industriale soggette ad attività di riqualificazione produttiva sono: Piombino, Trieste, Rieti, Murgia ( che comprende i Comuni di Ferrandina, Matera, Montescaglioso e Pisticci (Provincia di Matera);  Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Modugno, Poggiorsini, Santeramo in Colle (Provincia di Bari);Ginosa e Laterza (Provincia di Taranto)), Campania(le province di Benevento, di Napoli, di Salerno,di Avellino e di Caserta).

 

I soggetti che possono beneficiare del bando per la riqualificazione delle aree di crisi industriale, e quindi accedere alle agevolazioni, sono:

Le società cooperative e le società consortili che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione, siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituite in forma societaria ed iscritte nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrare tra le società’ che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • non rientrare tra coloro che nei due anni precedenti abbiano chiuso la stessa o analoga attività’ nello spazio economico europeo o che abbiano concretamente in programma di cessare l’attività’ entro due anni dal completamento del programma di sviluppo proposto nella zona interessata;

Le imprese che possono essere ammesse alle agevolazioni per la riqualificazione delle aree in crisi industriale sono classificate in piccola, media o grande dimensione.

Sono ammissibili alle agevolazioni previste dal decreto, i programmi di investimento produttivo ed i programmi di investimento per la tutela ambientale che rientrano nell’ambito delle aree in crisi industriale. A completamento dei suddetti programmi sono considerati ammissibili anche i progetti per l’innovazione dell’organizzazione per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti ammissibili.

I programmi di investimento produttivo per la riqualificazione delle aree di crisi industriale devono essere diretti a:

  • la realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
  • l’ampliamento e/o la riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo (innovazione di processo);
  • la realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di unità produttive esistenti;
  • l’acquisizione di asset patrimoniali di uno stabilimento;

Crisi industriale e riqualificazione : i settori economici coinvolti

I programmi di investimento che coinvolgono le aree di crisi industriale devono riguardare i seguenti settori ecnomici:

  • estrazione di minerali da cave e miniere;
  • attività manifatturiere;
  • produzione di energia;
  • attività di servizi alle imprese;
  • attività turistiche;

(Per verificare il settore di appartenenza, puoi consultare il sito dell’ISTAT che riguarda i codici ATECO delle attività cliccando su questo link).

Crisi industriale e riqualificazione: le spese ammissibili

Le spese ammissibili devono riferirsi all’acquisto e realizzazione di immobilizzazioni e devono riferirsi a:

  • suolo aziendale e sue sistemazioni;
  • opere murarie e assimilate, infrastrutture specifiche aziendali;
  • macchinari, impianti ed attrezzature;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT);
  • immobilizzazioni immateriali;

Per le sole PMI che hanno la sede legale e operativa nelle aree di crisi industriale soggette al processo di riqualificazione industriale. sono ammissibili anche le spese relative a consulenze connesse al programma di investimento produttivo (realizzazione del business plan).

Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i programmi e i progetti devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a € 1.500.000,00 .

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato. Quest’ultimo è pari al 50% degli investimenti ammissibili e ha una durata massima di 10 anni; il tasso agevolato di riferimento è pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione delle agevolazioni. Il contributo in conto impianti è determinato in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato.

La somma del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e della eventuale partecipazione al capitale non può essere superiore al 75% degli investimenti ammissibili.

Per qualsiasi informazione relativa all’accesso alle risorse finanziarie e alla stesura del business plan necessario per ottenere i finanziamenti per la riqualificazione dellle aree di crisi industriale, puoi contattarci allo 06-688.91.958 oppure puoi scriverci una e-mail a: staff@businessplanvincente.com

La riclassificazione del conto economico

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