Venture Capitalist: chi sono come operano e cosa finanziano?

Venture Capitalist: chi sono come operano e cosa finanziano?Venture Capitalist: chi sono, come operano e cosa finanziano? L’economia riparte anche grazie all’aiuto di particolari figure di investitori, capaci di impiegare ingenti somme di denaro per finanziare idee brillanti e di sicuro successo. Ma chi sono questi investitori?

Venture Capitalist, rappresentano le nuove figure finanziarie dei giorni nostri: i loro investimenti riescono a dar fiducia e speranza a progetti imprenditoriali che mostrano di possedere la stoffa per risultare vincenti e far fruttare il capitale di investimento.

I venture capitalist sono specializzati nel finanziamento di imprese con forti potenzialità di sviluppo e con forti margini di reddditività. Sono organizzazioni partecipate principalmente da fondi pensione, istituzioni finanziarie, o individui con numerose esperienze in settori specifici e di management aziendale.

Generalmente sottoscrivono capitale di rischio delle imprese, diventando soci (solitamente di minoranza) e vendendo le partecipazioni ad altre aziende o in caso di una IPO (Initial Public Offering) collocandole in borsa se l’azienda viene quotata.

I venture capitalist valutano continuamente strategie e business plan di aziende consolidate e start-up in settori innovativi, in particolare tecnologici, concentrandosi sulla qualità imprenditoriale dell’iniziativa, controllando la storia di chi la promuove, la qualità del team in termini di competenze tecniche e manageriali, e il vantaggio competitivo che ne posso trarre (assicurandosi che non sia facilmente replicabile da altri), l’innovazione del prodotto/servizio, la capacità dell’imprenditore e la strategia competitiva.

Venture Capitalist: le modalità operative

Tali fondi vengono costituiti a tempo determinato, fino a quindici anni. Durante questo periodo, essi investono in media in 30-50 iniziative con l’obiettivo di uscirne ottenendo elevati rendimenti, di circa 5-10 volte l’investimento iniziale. A fine mandato, sciolgono il fondo e ridistribuiscono il patrimonio ai soci fondatori con possibili consistenti ritorni a causa dell’elevato rischio assunto.

All’interno de panorama europeo, per operare una Venture Capitalist è necessario disporre di un capitale sociale che non sia inferiore a due milioni di euro: inoltre, tale capitale deve essere indicizzato in società per azioni o in accomandita per azioni. Per operare nel settore del Venture Capitalist è necessario, altresì, presentare una richiesta presso la Banca d’Italia e, una volta acquisita l’autorizzazione, si è sottoposti ad un controllo da parte della Consob, della commissione di Borsa Italiana e dell’antitrust italiano e europeo. Chi riceve un finanziamento economico oppure organizzativo deve stimare la proprietà patrimoniale, attivare le fideiussioni creditizie bancarie e assicurative per prestare le garanzie idonee.

Negli Stati Uniti d’America (USA) la più importante associazione di fondi di venture capitalist è la National Venture Capital Association (N.V.C.A.) che raggruppa circa 450 fondi. Essa ha il compito di mantenere standard professionali di alto livello, di costruire sistemi di network e di fornire informazioni e dati relativi ai settori e all’evoluzione dei mercati.

In Italia la più importante associazione è l’AIFI, Associazione Italiana dei Private Equity e Venture Capital , che ha il compito di coordinare i soggetti attivi sul mercato italiano dell’investimento in capitale di rischio. Le società di venture capitalist sono tipicamente strutturate come società di persone; i soci accomandatari sono come i responsabili dell’azienda e servono come consulenti d’investimento per i fondi di venture capital.

Negli USA possono anche essere strutturate come società a responsabilità limitata; in questo caso i responsabili della “Company” sono noti come “GESTIONE MEMBRI”. Gli investitori in fondi di Venture Capital sono conosciuti come soci accomandanti. Questo collegio comprende le gradi istituzioni con grandi quantità di capitale disponibile.

Questo modello di venture capitalist è stato lanciato da fondi di successo nella Silicon Valley nel 1980 per investire in trend tecnologici in generale; questi interventi sono stati limitati al solo periodo di crescita delle start-up finanziate allo scopo di ridurre l’esposizione a rischi di gestione e commercializzazione di ogni singola impresa o il suo prodotto. In tale fondo, gli investitori hanno un impegno fisso per esso che è inizialmente finanziato e successivamente “chiamato giù” dal fondo di venture.

Ci sono sanzioni sostanziali per un socio accomandante (o investitore) che non riesce a partecipare al contributo nel capitale. Nel momento in cui tutto il denaro è stato raccolto, il fondo viene chiuso, e inizia il ciclo di vita di 10 anni. Alcuni fondi subiscono una chiusura parziale quando una metà (o qualche altro importo) del fondo è stata sollevata. L’annata si riferisce generalmente all’anno in cui il fondo è stato chiuso e può servire come un mezzo per stratificare i fondi di capitale di rischio per il confronto. Questo mostra la differenza tra una società di gestione di fondi di venture capitalist e fondi di venture capitalist gestiti da loro. Dal punto di vista degli investitori, i fondi possono essere:

  • tradizionali, in cui tutti gli investitori possono investire con un piano di parità
  • asimmetrici, dove diversi investitori hanno termini diversi.

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