Business plan startup, il documento con cui portare al successo la tua idea di business

business-plan-startupSe anche tu vuoi partecipare alla grande moda del secolo, cioè aprire la tua piccola attività a misura d’uomo, devi sapere come fare il business plan per startupIl business plan startup è particolare ed è alquanto diverso da quello normalmente utilizzato. Vediamo di cosa si tratta.

Sebbene il business plan sia un documento che serve per andare da un finanziatore esterno a chiedere denaro per l’avvio della startup, in Italia è inutile andare per banche a chiedere soldi, perché tanto non te li daranno mai!

In realtà puoi anche riceverli, a patto che ti presenti da loro con garanzie almeno pari, meglio se superiori, ai soldi che chiedi. Si chiama prestito.

Allora perché fare un business plan startup se non hai speranza di farti finanziare l’impresa?

Perché esso è di grande aiuto nel valutare la fattibilità dell’idea e giungere, quindi, al business model, cioè all’idea di impresa focalizzata attorno al cliente.

Ultimamente, in TV o nei giornali, vengono proposte un sacco di storie “romantiche” su questo e quell’imprenditore che da zero ha avviato la sua startup. C’è il tizio che l’ha progettata letteralmente su due piedi, mentre aspettava la metro. Poi c’è il Caio che si è illuminato mentre stava passeggiando in una capitale estera. E poi c’è quell’altro che, in vacanza ai Caraibi, ha avuto l’idea vincente.

Altri hanno messo nero su bianco su un tovagliolo mentre mangiavano in un qualche fast food; altri ancora hanno avuto un’idea mentre guidavano o camminavano a piedi per strada ed hanno preso appunti con il registratore vocale del proprio iPhone.

Poi, con 100 dollari, tanta passione e qualche mese di lavoro in uno scantinato “BAAM!”, arrivano i milioni e le soddisfazioni.

Non è che non credo ai successi strepitosi, la bibliografia mondiale è piena di casi come questi. Come non pensare ad Apple, Microsoft, tutti i grandi successi dell’IT ed anche di vari altri settori.

Quello che non credo è che sia bastata l’idea e un po’ di lavoro per avere successo. Mi pare troppo semplicistico e romanzato per essere vero: insomma una americanata, per dirla all’italiana.

La verità è che tutti questi casi miracolosi non erano affatto casuali ma tutte queste aziende sono nate come startup con alle spalle un business plan fatto molto bene, da cui successivamente è nato un modello di business valido ed efficace.

Non voglio ripetere l’iter sulla stesura di tale documento, visto che ne avevo già parlato sull’articolo dei business plan, oltre a fare degli esempi pratici in un altro articolo.

Quello che farò oggi, sarà parlarti delle specificità del business plan startup.

Teoricamente, per la disciplina dell’organizzazione aziendale, si può definire startup qualunque impresa nascente nei primi 3 anni di vita, tuttavia, in questi ultimi anni, il termine ha assunto un significato diverso, o meglio, più specifico. In particolare viene utilizzato in questi due casi:

  • un’impresa di piccolissime dimensioni
    Cioè quelle aziende che rientrano nel campo delle società uni-personali, oppure anche a più soci, che tuttavia stanno avviando un’impresa con un business model facile da realizzare e che non necessita di molti soldi.

Fanno parte di questa tipologia di business attività come aprire un Bed & Breakfast, una pizzeria, un’impresa per la vendita ed il montaggio di pannelli solari, un e-commerce, un blog tematico, una semplice società fra professionisti, una fondazione, eccetera.

  • un’impresa tecnologica
    Stiamo parlando di un’azienda che come core business ha quello di produrre tecnologia di vario tipo, dai semiconduttori alle nanotecnologie, passando per il settore biomedico per arrivare a quello dei software.

Insomma, tutti settori che in genere hanno bisogno di competenze e know-how di base enormi.

Su tale tipo di startup innovativa sono state create delle leggi ad hoc, inserite all’interno del cosiddetto decreto crescita 2.0, che prevede una serie di requisiti in cambio di vantaggi di tipo fiscale e quant’altro.

In questi casi specifici il business plan startup deve mettere in luce, in modo particolare, le caratteristiche specifiche della nostra idea rispetto alla concorrenza già esistente.

Mi spiego meglio: visto che nel primo caso, quelle delle piccole imprese, le attività tipiche che si possono avviare sono tutte attività già esistenti da decenni, se non da secoli, è importante sapere perché pensiamo che la nostra impresa dovrebbe collocarsi bene nel mercato.

In pratica: perché siamo convinti che la nostra impresa andrà bene e non pensiamo che finirà invece a sgomitare e scannarsi con altre imprese per spartirsi in fette più piccole la medesima torta? Daremo un servizio particolare che non fornisce nessun’altro? Siamo in grado di piazzare in modo strategico i locali del nostro esercizio? Oppure abbiamo in mente un marketing innovativo?

Nel secondo caso, quello dell’impresa innovativa, andremo ad inventare o creare un prodotto tecnologico, che magari non ha concorrenti, appunto perché è qualcosa di innovativo. Tuttavia questo non basta ad avere successo.

Il mondo è pieno di aziende che hanno creato cose innovative che nessuno si è mai filato neanche di striscio, prodotti e servizi magari geniali, ma che il mercato rifiuta e snobba.

Perché il prodotto che andrai ad immettere nel mercato dovrebbe avere successo? Hai già un modo per posizionarlo nel mercato?

Può sembrare una cosa banale ma, molte delle invenzioni che hanno cambiato il mondo, sono state create da aziende quasi del tutto sconosciute oppure che oggi non esistono più, mentre l’invenzione ha fatto arricchire altre imprese.

Il videoregistratore, ad esempio, è stato inventato dalla Ampex. L’hai mai sentita nominare?

Appunto. E’ un’azienda statunitense specializzata in prodotti per trasmissioni televisive. Tuttavia, considerando il numero di videoregistratori che sono stati venduti nel pianeta, si sarebbe potuto pensare ad un’impresa ricchissima, invece galleggia a stento, mentre tutte le altre aziende che vendevano tale prodotto si sono fatte i miliardi!

In parole povere, inventare qualcosa di innovativo non basta. Avere un’idea interessante non basta. Quello che serve è fare successo nel mercato e per farlo devi farti un business plan convincente.

Quindi, nel business plan startup, inteso come azienda vista sopra, quello che devi fare è mettere l’enfasi soprattutto su come hai intenzione di piazzare la merce e non su tutte le voci classiche del know-how interno, dei collaboratori, eccetera.

Questo perché, come dicevo all’inizio dell’articolo, tanto nessuno ti darà finanziamenti in Italia e quindi fare tutta questa pubblicità ai meccanismi interni dell’organizzazione è inutile.

Il business plan ti serve soprattutto per mettere in evidenza, ad uso personale, il modello di business.

In conclusione, creerai un business plan startup per sapere in anticipo dove andrai a parare e per evitare errori grossolani che ti potrebbero costare cari.

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