FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO LEGGE 266 COMUNE DI ROMA – 2012

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di RomaFinanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di Roma per il 2012 per le imprese già esistenti e/o per le imprese da costituire. Da oggi fino al 15 gennaio 2013 è possibile presentare il business plan per accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese che vogliono fare nuovi investimenti e/o per chi vuole avviare un’attività in proprio nell’ambito del Comune di Roma.

Sono ammessi al bando business plan con piani di investimento che vanno da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 150.000 euro. L’agevolazione concessa sotto forma di contributo a fondo perduto copre fino al 50% dell’investimento: ciò vuol dire che un imprenditore che deve fare nuovi investimenti per 150.000 euro può ottenere fino a 75.000 euro di contributo a fondo perduto.

Possono partecipare al bando  le imprese da costituire e/o le imprese già costituite al momento della presentazione della domanda. Le imprese già costituite possono partecipare solo se sono in regola con gli adempimenti amministrativi (versamento regolare del diritto camerale; DURC in regola).

Le imprese beneficiare dell’intervento devono avere la sede legale e la sede operativa nel Comune di Roma e avere la forma giuridica di: ditta individuale, o di società di persone, o di società di capitali, o di cooperative sociali di tipo A e B ((ai sensi della legge 381/91), o di  cooperative di produzione e lavoro, o di consorzi.

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di Roma: le modalità di accesso

I finanziamenti a fondo perduto coprono le spese per l’acquisto di beni strumentali utili allo svolgimento dell’attività (non è ammesso il leasing). Per partecipare al bando occorre presentare il business plan dell’idea di business in cui si descrive :

  1. la compagine sociale e le relative competenze utili a svolgere l’attività
  2. il mercato di riferimento in termini di clienti e concorrenti
  3. il piano degli investimenti
  4. la copertura finanziaria dell’investimento
  5. la definizione degli obiettivi di vendita
  6. la stima dei costi di gestione

La domanda con allegato il piano di business redatto in ogni sua parte deve essere inviata entro il 31/12/2012 con posta certificata all’indirizzo e.mail protocollo.periferie@pec.comune.roma.it.

Per assistenza nella compilazione della domanda e nella redazione del business plan per l’accesso al contributo puoi fissare un appuntamento con uno dei nostri consulenti telefonando allo 06.688.91.958 oppure scrivendo a staff@businessplanvincente.com

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 comune di Roma

I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE: come scegliere?

I finanziamenti alle imprese

I finanziamenti alle imprese rappresentano la linfa vitale per qualsiasi azienda che vuole operare nel suo mercato e che vuole sopravvivere nel tempo. Infatti, quando si parla di “finanziamenti alle imprese”, ci si riferisce a tutto ciò che ha a che fare con la struttura finanziaria dell’azienda (di cui abbiamo parlato in questo articolo) e con le varie modalità di finanziamento a cui può fare ricorso un imprenditore per finanziare gli investimenti che intende effettuare.

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I FINANZIAMENTI AGEVOLATI e i CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO di INVITALIA

finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto di INVITALIA

I finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto di INVITALIA sono le forme di aiuto con le quali lo Stato incentiva la nascita di nuove iniziative economiche (cioè nuove aziende) per lo sviluppo dell’imprenditoria nazionale.

La prima cosa da specificare è la differenza tra queste due forme di aiuto finanziario poichè, fin troppo spesso, queste due agevolazioni vengono usate come sinonimi, mentre sinonimi non sono. Partiamo dalla prima considerazione: di solito, queste due forme di agevolazione vengono concesse contemporaneamente nell’ambito di un c.d. “mix finanziario“. “Mix finanziario”  significa che quando lo Stato concede i contributi, solitamente lo fa usando queste due diverse forme di finanziamento nell’ambito dello stesso progetto.

Infatti, “contributi a fondo perduto” sifgnifica che lo Stato “regala” una parte del finanziamento all’imprenditore che ne fa richiesta. Quindi, la parte del finanziamento concessa in questo modo  non deve essere restituita; lo Stato decide di “investire” su un imprenditore (perchè la sua idea è buona e redditiva) e crede talmente tanto all’idea che una parte dei soldi che concede a finanziamento non deve essere restituita. Ciò significa, quindi, che lo Stato considera un imprenditore meritevole di essere finanziato fino al punto di dirgli: “..Questi soldi che ti servono per i tuoi investimenti, te li regalo io..”.

Per “finanziamenti agevolati“, invece, si intende quella parte di aiuto che lo Stato concede e che deve essere restituita (sempre allo Stato), ma con dei tassi di interesse che sono ben al di sotto del tasso di interesse vigente sul mercato (che, di solito, è quello applicato all’interno del circuito creditizio tradizionale da banche, finanziarie & simili). Spesso, il tasso di interesse sui finanziamenti agevolati è dello 0,5% + spread, il che colloca questa forma di finanziamento in una posizione abbastanza “appetibile” all’imprenditore che ne fa richiesta.

Infatti, quando un imprenditore beneficia di finanziamenti agevolati, paga un tasso di interesse “agevolato”  nel senso che viene concesso uno “sconto” sul tasso di interesse. Così operando, è facile capire che un conto è pagare il tasso di interesse vigente sul mercato (e che può andare da un 8% fino anche al 12% sui finanziamenti concessi da un banca), altro conto è pagare, sullo stesso ammontare di finanziamento, un tasso del 4,5% o poco di più (o, in qualche caso, anche poco meno). Quando si parla di centinaia di migliaia di euro di finanziamenti, un risparmio del 5% sugli oneri finanziari significa decine di migliaia di euro risparmiati nell’ambito dei costi del conto economico.

Quindi, considerato il “mix finanziario” di cui sopra, il tutto si traduce in un risparmio netto di interessi passivi e di oneri finanziari abbastanza cospicuo e che invoglia l’imprenditore ad effettuare investimenti (e a chiedere relativi finanziamenti) per il miglioramento dell’efficienza della sua azienda nel complesso considerata.

I finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto di Invitalia: come funzionano?

Quando si parla di finanziamenti agevolati e di contributi a fondo perduto bisogna specificare che le percentuali dell’una e dell’altra forma di finanziamento variano al variare di alcuni parametri nell’ambito del “mix finanziario”. Infatti, nella valutazione complessiva, incidono elementi come:

  • location dell’iniziativa (alcune regioni del nostro Paese sono più “agevolate” di altre e quindi il “fondo perduto” arriva anche a coprire il 60% degli investimenti a programma);
  • tipologia di iniziativa economica (alcune iniziative vengono agevolate più di altre, e quindi le percentuali di “fondo perduto” sul totale sono maggiori)
  • caratteristiche del proponente
  • tipologia degli investimenti
  • ammontare degli investimenti (e relativo contributo concesso nell’ambito del “mix finanziario”
  • ammontare del patrimonio netto rispetto al totale dell’indebitamento
  • valore del LEVERAGE

Quando INVITALIA esamina un’idea di business, analizza tutti gli aspetti dell’idea proposta e poi, in base a una serie di parametri (come quelli sopra indicati), decide fino a che punto percentuale deve arrivare la concessione del “fondo perduto” e dell’agevolato nell’ambito del “mix”.

Un semplice esempio aiuta a capire meglio:

I finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto di INVITALIA

In questo semplice esempio, se l’imprenditore deve effettuare investimenti per 100.000 euro e viene finanziato dallo Stato (tramite INVITALIA o chi per lei) può arrivare ad ottenere fino a 39.000 euro di finanziamenti a fondo perduto: ciò significa che lo Stato gli “regala” 39.000 euro per attuare la sua idea di business mentre la parte dei finanziamenti agevolati è costituita dal mutuo (agevolato) per 26.000 euro.

Ovviamente, INVITALIA (o chi per lei) vuole sapere per filo e per segno tutto quello che l’imprenditore vuole fare e come lo vuole fare: e questo è il motivo per cui chiede sempre al “proponente” di scrivere il Business Plan dell’iniziativa. Il piano di business è la spiegazione di tutto quello che l’imprenditore vuole fare in un arco temporale di 3-5 anni e serve (in buona sostanza) per “vendere” l’idea a potenziali finanziatori (come lo Stato, per esempio).

Ovviamente, un piano d’impresa scritto come si deve e che sia credibile fa aumentare le possibilità di ottenere sia i finanziamenti agevolati che i contributi a fondo perduto. E questo è il motivo per il quale consigliamo sempre di dedicare una certa quantità di tempo per la redazione del piano di business, poichè da quello che si scrive al suo interno dipendono una serie di cose tra cui la possibilità di ottenere o meno le due forme di finanziamento.

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REGIONE LAZIO: CONTRIBUTI ALLE IMPRESE SOCIALI

Regione lazio: contributi alle  imprese socialiLe imprese sociali della Regione Lazio possono beneficiare di contributi a fondo perduto per la realizzazione di progetti di impresa che hanno come obiettivo quello di sostenere i servizi domiciliari  per le persone non autosufficienti (anziani e disabili gravi); di rafforzare i diritti dei minori; di favorire le pari opportunità e l’inclusione degli immigrati;di prevenire i fenomeni di dipendenza da droga, alcol e sostanze psicotrope; di  incrementare l’occupazione e favorire l’inserimento sociale e/o lavorativo delle persone svantaggiate.

Questi contributi sono concessi sulla base della Legge Regionale 17 febbraio 2005, n.9, Art. 13, comma 7 lett. a). Possono accedere a queste agevolazioni:

  1. le cooperative sociali di tipo A e B (ai sensi della legge 381/91) già costituite al momento di presentazione della domanda di agevolazioni
  2. le cooperative di produzione e lavoro già costituite al momento di  presentazione della domanda di agevolazioni

che hanno la sede legale ed operativa nella Regione Lazio e che operano in uno di questi settori: assistenza sociale; assistenza sanitaria e socio-sanitaria;educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (sono escluse le attività di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti urbani: speciali e pericolosi); valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; ricerca ed erogazione di servizi culturali.

I contributi a fondo perduto sono rivolti alla copertura delle spese per beni strumentali quali:

  • Spese per il progetto di fattibilità :studi di fattibilità, servizi di consulenza e assistenza finalizzati alla redazione del business plan;
  • spese per l’implementazione e per la certificazione di Sistemi aziendali di qualità ISO 9001 e/o di Responsabilità Sociale SA 8000
  • spese per la registrazione di brevetti
  • spese per la  realizzazione del marchio aziendale
  • spese per la realizzazione del sito WEB
  • spese  per impianti
  • spese per opere murarie di ristrutturazione
  • spese per l’acquisto di impianti specifici, macchinari e attrezzature
  • spese per l’acquisto degli arredi
  • spese per l’acquisto dei sistemi informativi integrati per l’automazione
  • spese per l’acquisto di  impianti automatizzati o robotizzati
  • spese per l’  acquisto di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa

Inoltre i contributi a fondo perduto  coprono una parte anche di costi di gestione (per un massimo di 50.000 euro) quali:

  • spese per l’ affitto
  • spese per il personale
  • spese per le utenze
  • spese per il materiale di consumo
  • spese per le materie prime

Sono finanziati i progetti di investimento che riguardano:

  • la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema
  • la realizzazione di fattorie sociali
  • la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico
  • il turismo sociale
  • l’inserimento lavorativo di lavoratori svantaggiati: giovani di età inferiore ai 25 anni; giovani dispoccupati che hanno completato gli studi da non più di 2 anni; donne iscritte al centro per l’impiego; ex detenuti; ex tossicodipendenti
  • l’inserimento lavorativo di lavoratori disabili

I contributi a fondo perduto possono arrivare a coprire fino al 75 % del costo del progetto fino ad un massimo di 150.000 euro: di cui fino a 100.000 euro per la copertura dei costi per i  beni strumentali  e 50.000 euro per la copertura di una parte dei costi di gestione.

Per accedere ai contributi occorre allegare alla domanda il business plan relativo al piano degli investimenti. All’interno del business plan occorre descrivere la compagine sociale, l’organizzazione delle risorse umane, il mercato di riferimento in termini di clienti e di concorrenza, la stima degli obiettivi di vendita, la stima dei costi, il piano degli investimenti e la relativa copertura finanziaria.

Per assistenza nella redazione del business plan puoi scrivere a staff@businessplanvincente.com oppure telefonare allo 06.688.91.958 e fissare un appuntamento con uno dei nostri consulenti.