CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IL FRANCHISING

Contributi al franchisingContributi al Franchising: in questo articolo parliamo dei nuovi contributi a fondo perduto e delle nuove agevolazioni che sono state messe  a disposizione da parte di INVITALIA per le persone fisiche o le società di persone o le società di  capitali  di nuova costituzione che vogliono avviare un’attività imprenditoriale in franchising.

Per poter beneficiare di questi fondi il franchisor deve essere convenzionato con INVITALIA o deve accreditarsi con l’Ente.

Ci sono una serie di requisiti che debbono essere rispettati al fine di poter partecipare al bando e di potere ottenere i finanziamenti. vediamo di seguito quali sono:

 

Contributi al Franchising: cosa viene finanziato e cosa no?

Iniziamo con il dire che per ottenere i contributi al Franchising occorre avere i seguenti requisiti:

  • il titolare della ditta individuale deve essere maggiorenne alla data di presentazione della domanda
  • la maggioranza dei soci (nel caso di società) deve essere maggiorenne alla data di presentazione della domanda
  • il titolare della ditta individuale deve essere non occupato alla data di presentazione della domanda
  • la maggioranza dei soci (nel caso di società) deve  essere non occupato alla data di presentazione della domanda
  • il titolare della ditta individuale deve essere residente nel territorio nazionale a almeno 6 mesi al momento della presentazione della domanda
  • la maggioranza dei soci (nel caso di società) deve essere residente nel territorio nazionale a almeno 6 mesi al momento della presentazione della domanda
  • la  sede legale e operativa della ditta individuale e /o della società deve essere ubicata nel territorio nazionale
  • le ditte individuali devono essere costituite dopo la presentazione della domanda
  • le società devono essere già costituite al momento della presentazione della domanda
I contributi a fondo perduto sono per i progetti di impresa che hanno come obiettivo la commercializzazione di beni e di servizi mediante la formula dell’affiliazione in Franchising.

Le agevolazioni coprono:

  • le spese per gli investimenti con  il contributo a fondo perduto e con il mutuo a tasso agevolato, che possono anche arrivare a coprire il 100% degli investimenti
  • le spese per la gestione con il  contributo a fondo perduto

Le spese per gli  investimenti ammesse dal bando sono:

  • acquisto di attrezzature
  • acquisto di macchinari
  • acquisto di  impianti
  • spese per allacciamenti
  • acquisto di beni immateriali a utilità pluriennale
  • ristrutturazione di immobili (entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti)

Le spese per i costi di gestione ammesse sono:

  • spese per materiale di consumo
  • spese per acquisto di semilavorati e prodotti finiti
  • spese per altri costi inerenti al processo produttivo
  • spese per le utenze
  • spese per i canoni di locazione
  • spese per gli oneri finanziari
  • spese per le prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati
  • spese per prestazione di servizi
Per la richiesta delle agevolazioni,  l’imprenditore deve per prima cosa scegliere il franchisor, tra quelli accreditati da Invitalia, e, successivamente, deve presentare la domanda con allegato il business plan relativo al l’iniziativa imprenditoriale.
La domanda deve essere compilata on line sul sito di Invitalia e successivamente inviata in formato cartaceo a mezzo raccomandata a INVITALIA AUTOIMPIEGO
via Pietro Boccanelli 30 -00138 Roma.

L’ erogazione delle risorse  avviene in due modi:

  • per quanto riguarda gli investimenti, al momento della stipula del contratto di finanziamento, si può chiedere  un anticipo sulla base dello stato di avanzamento dei lavori (SAL) in misura compresa tra il 30 ed il 60% del totale delle agevolazioni concesse per gli investimenti.Il saldo è  erogato in un’unica soluzione,al termine del  completamento degli investimenti.
  • per quanto riguarda le spese di gestione: si può chiedere un anticipo del 30% delle spese previste; il saldo è erogato, al momento della presentazione delle fatture quietanzate

Per redigere il business plan da presentare per accedere alle agevolazioni,  puoi seguire il modello di business plan che è qui:

http://www.businessplanvincente.com/business-plan

http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

oppure se vuoi assistenza nella stesura del business plan scrivi a staff@businessplanvincente.com  oppure telefona allo 06.688.91.958 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18 e fissa un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

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37 thoughts on “CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER IL FRANCHISING

  1. Salve mi chiamo Riccardo vorrei aprire una lavanderia a gettoni in Piacenza come posso cominciare ad orientarmi su tutto il percorso per sentito dire ce la possibilità di un prestito a fondo perduto di 30.000 euro

    1. Ciao Silvia,

      non so cosa sia un “euromania” ma se si tratta di un’attività economica che, in qualche modo, rientra nell’ambito di quelle finanziabili, credo si possa fare tranquillamente.
      Contattaci allo 06-688.91.958 oppure mandaci una mail a: staff@businessplanvincente.com e proviamo a verificare insieme se c’è fattibilità per la tua idea. di business.
      Ciao

  2. ho fatto domanda per un finanziamento agevolato + contributo a fondo perduto, mi è arrivato l’esito favorevole di legittimità, ma nel frattempo mi hanno anche detto che i fondi per il contributo a fondo perduto sono esauriti. Cosa succederà a questo punto? perdo il diritto al contributo più pur avendomi riconosciuto il diritto ad averlo perchè ormai son finiti i fondi, oppure me li daranno non appena ci sarà un nuovo stanziamento di fondi?
    grazie a chi saprà rispondermi.

    1. Ciao Silvia,

      per sapere che fine farà il tuo contributo credo sia il caso che ti rivolgi direttamente all’amministrazione competente che ha indetto il bando e che ha gestito le istruttorie e le relative graduatorie. Non è che non voglio risponderti ma quando c’è di mezzo la Pubblica Amministrazione è sempre meglio chiedere a loro le informazioni poiché sono loro i responsabili di certi processi e non noi.

  3. ciao ,
    sto aprendo un ufficio postale privato.
    Ho qualche speranza di avere qualche cosa? costi circa 10000 euro
    grazie

    1. Ciao Claudio,
      per poter dare una risposta alla tua domanda è necessario fare un’analisi di pre-fattibilità dell’iniziativa imprenditoriale.
      Dei nostri clienti hanno avviato iniziative imprenditoriali simili alla tua ed hanno ottenuto finanziamenti poiché scrivendo il business plan è emerso che l’avvio dell’attività era “fattibile” da un punto di vista di:
      1) mercato: c’erano cioè dei potenziali clienti interessati ad utilizzare il servizio offerto;
      2) finanziario: c’erano un pò di risorse finanziarie iniziali per dare avvio all’attività; il resto delle risorse sono state individuate facendo a agevolazioni pubbliche;
      3) economico: l’attività era in grado di generare ricevi tali da coprire i costi di gestione
      Pertanto suggerisco anche a te di scrivere il business plan e poi in un secondo momento puoi presentare il documento ai finanziatori della tua idea di business.

  4. salve, sono una ragazza di 33 anni sono casalinga e vorrei aprire un negozio tutto 1 euro,si tratta di una franchising euro mania.Volevo sapere se si puo ottenere la somma di 45.000 euro a fondo perduto e come posso fare GRAZIE.

    1. Ciao Erica,

      se entri nel sito di INVITALIA e cerchi il bando “Franchising” trovi tutte le informazioni che ti possono essere utili per aprire il tuo negozio. Soprattutto, la prima cosa che devi fare è verificare se il codice ATECO della tua attività rientra tra quelli finanziabili; se è finanziabile, verifica anche tutti gli altri requisiti di ammissibilità e se sono tutti OK non ti resta che iniziare a scrivere il business plan della tua idea e per poi presentarlo insieme alla domanda di finanziamento.

      Se non sai come fare per scrivere un piano di impresa, clicca qui:

      http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

      é la GUIDA PRATICA che sta aiutando tantissimi imprenditori a scrivere il piano di impresa in modo semplice, chiaro e professionale.

  5. Salve, ho realizzato nel 2013 un franchisor nel settore dei compro oro, ho già sostenuto tutte le spese, alcune rateizzate. Ho la possibilità di poter fare domanda per ricevere un finanzaimento delle spese sostenute? Grazie

    1. Ciao Antonio,

      purtroppo per accedere ai contributi a fondo perduto occorre presentare la domanda e il business plan PRIMA di effettuare l’investimento. Mi dispiace!

  6. Ciao sono una ragazza di 22 anni e io e mia sorella vorremmo aprire un franchising di “io bimbo” a Marina Di Ravenna (RA), e’ possibile? Siamo entrambe disoccupate. Somo interessata al finanziamento a fondo perduto! Grazie.

    1. Ciao Loredana,

      dovresti fare una telefonata ad INVITALIA per sapere se il franchisor che hai nominato (“io Bimbo”) è tra quelli iscritti nella lista dei franchisor accreditati presso INVITALIA. Se non lo è, puoi sempre chiedere al franchisor stesso di accreditarsi presso INVITALIA (ne traggono anche dei vantaggi…) e poi, dopo che il franchisor si è iscritto, puoi chiedere i finanziamenti a INVITALIA.

      Per sapere se tu e tua sorella siete “soggetti finanziabili”, dovresti andare nel sito (sempre di INVITALIA) e verificare nel bando “FRANCHISING” se avete tutti i requisiti di ammissibilità, primo tra tutti il codice ATECO della vostra attività. Se avete tutti i requisiti (e anche una parte dei finanziamenti necessari, circa il 30-35% del totale necessario) allora non vi resta che scrivere il business plan per poi presentralo a INVITALIA insieme alla domanda di finanziamento.

      Se non sai come fare per scrivere un piano di business chiaro, semplice e convincente, clicca qui:

      http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

      E’ la GUIDA PRATICA che sta aiutando tantissime imprenditori e aspiranti imprenditori a scrivere un piano d’impresa in modo semplice e professionale e con un notevole risparmio sui costi della consulenza.

  7. Salve,
    vorrei aprire un franchising che richiede 500 mila euro.
    Invitalia prevede un finanziamento, qualora il franchisor si accreditasse, di tale portata?
    Grazie in anticipo

    1. Ciao Dario,

      se il franchisor è accreditato da Invitalia le spese per aprire in franchising vengono interamente coperte dalle agevolazioni. Se il franchisor non è accreditato ad Invitalia può intraprendere la strada per farlo e se si giustifica un tale importo (500.000 euro) di investimenti, Invitalia stanzia tale cifre per i franchisee che hanno i requisiti.

  8. Buongiorno,
    io e una mia amica stiamo pensando di aprire un franchising, è da un pò di tempo che spulciamo il sito di INVITALIA, e ci stiamo basando sulla yogurteria : yogurtlandia … ma il fondo perduto è del 100% se è accreditato INVITALIA? grazie mille

    1. Ciao Annalisa,

      il contributo complessivo (fondo perduto + mutuo agevolato) può arrivare anche al 100%, ma il fondo perduto solamente no. In ogni caso, il Franchisor deve essere tra quelli accreditati presso INVITALIA e se non è accreditato, il franchisor stesso può richiedere l’accreditamento. Ci vuole un pò di tempo, ma se tutti i requisiti che chiede INVITALIA sono OK, allora si può fare.

  9. Salve , ho 26 anni , ho una laurea e sono disoccupata, vorrei aprire un franchising primadonna, ma non rientra tra i franchisor accreditati da Invitalia, non ho nessuna possibilità di ricevere nessun tipo di agevolazione?

    1. Ciao Serena,
      potresti chiedere al franchisor Primadonna di accreditarsi a Invitalia: Solo in questo modo puoi attingere ai contributi per il franchising.
      Per accreditarsi ad Invitalia Primadonna deve presentare il business plan dell’iniziativa imprenditoriale.

        1. Ciao Enrico,

          non mi è chiara la domanda. INVITALIA (giusto o sbagliato che sia, tant’è…) ha una lista di franchisor accreditati presso di lei. Se qualcuno vuole aprire un’azienda in franchising e il franchisor non è accreditato, il franchisor stesso deve effettuare l’accreditamenteo presso INVITALIA, dopo di che il franchisee può fare domanda per ottenere i finanziamenti.

          E’ come andare in discoteca “in lista” di un amico: se sei in lista entri. Se non sei in lista non entri. Se non sei in lista, chiami il tuo amico per farlo parlare con il buttafuori al fine di farti entrare dentro. Il buttafuori ha avuto l’accredito dal tuo amico e tutto fila liscio. Abbastanza semplice, come concetto.

          Nessuna primadonna, quindi: solamente regole di ingresso. Più o meno condivisibili, ma sempre di regole di ingresso si tratta. E ognuno, a casa sua, decide chi fare entrare, come farlo entrare e se farlo entrare.

  10. Salve sto provando ad aprire un lavaggio a domicilio in franchising la società si chiamo limpo vorrei sapere se è possibile accedere al contributo a fondo perduto

    1. Ciao Antonio,
      possono accedere a questi contributi per il franchising solo i franchisor accreditati da Invitalia che è l’ente che eroga le risorse finanziarie.
      Pertanto per sapere se il franchisor di tuo interesse è accreditato o meno devi contattare direttamente gli uffici di Invitalia.
      Una volta che hai verificato l’accreditamento del franchisor scrivi il business plan dell’autolavaggio e presenti la domanda.
      Per scrivere il business plan puoi seguire il modello che è nel BLOG:
      http://www.businessplanvincente.com/business-plan

  11. Buongiorno,

    sono della provincia di Alessandria ho 35 anni e avrei intenzione di aprire in Piemonte un ufficio posta privata nazionale,mi hanno specificato che non sono consideati franchising ma bensi networking.
    Mi hanno detto che comunque puoi presentare domanda per contributo.

    Secondo ci sono dei contributi e se potete darmi delle dritte dove cercare.

  12. Ti ringrazio per la pronta risposta.
    E’ ovvio che il rischio d’impresa se lo prenda l’imprenditore (benchè con l’aiuto di Stato), ma trovo alquanto illusorio, se non subdolo, far fare tante pratiche (business plan, costituzione società, partita iva, ecc.) con i relativi oneri e costi… e far sapere solo a posteriori: “Ci dispiace i fondi son finiti, s’aggiusti!”
    Non si tutela così chi vuol davvero fare impresa. Ci vorrebbe un minimo di garanzia. Tutto ciò lascia l’amaro in bocca…

    1. Lo so, Rosanna, che è abbastanza “noioso” (per non dire altro) questo tipo di approccio. Ma, purtroppo, la storia dei finanziamenti pubblici italiana è piena delle famose “cattedrali nel deserto”; progetti di business meravigliosi e fantasmagorici che poi si sono risolti in una “rapina” di denaro pubblico. E lo Stato ha deciso di stringere le maglie..

      Considera che, di questo atteggiamento dello Stato, paghiamo un prezzo salato anche noi in termini di potenziali clienti che si rivolgono a noi e poi, dopo avere ricevuto i dovuti chiarimenti in merito, decidono di NON investire a queste condizioni e quindi decidono di NON redigere il business plan necessario per presentare la domanda.

      Qualcuno si riempie la bocca con parole come “sviluppo dell’economia” e scemenze del genere. Ma così facendo, si blocca solamente la libera intrapresa da parte di chi,come te e con serietà, vorrebbe migliorare le proprie condizioni esistenziali oltre che partecipare in modo più fattivo alla creazione del tanto famigerato PIL (Prodotto Interno Lordo, la misura della “ricchezza” di una nazione)…

      1. Purtroppo…
        Dopotutto si chiede solo la certezza che una volta avviata la procedura di richiesta fondi, questa venga accettata “prima” che lo stesso neo-imprenditore s’incammini sull’accidentto e impegnativo percorso burocratico-fiscale-legale.
        E’ quindi vero che di fronte a questo “rischio” tanti rinuncino… ed io sono piena di dubbi proprio per questa incertezza… ho visto troppe attività avviarsi con entusiasmo e morire dopo poco tempo!
        Eppure ci vorrebbe poco per verificare le buone intenzioni di un imprenditore: gli strumenti e le regole esistono, basta applicarle. Ma qui parliamo di un altro Stato… ed è l’alternativa che sto valutando.

    2. Invitalia è un vero “ammazza imprenditori”. E’ la classica storia all’italiana che favorisce chi già ha i capitali e può comunque aprire l’attività in attesa dell’erogazione del contributo. Vi basti pensare che Invitalia chiede di essere già proprietari dell’immobile dove svolgere l’attività o di avere già un contratto di affitto al momento della domanda! il che vuol dire sborsare a vuoto i soldi per l’affitto per un anno (i tempi medi di attesda per l’erogazione) con il rischio di vedersi rifiutato il finanziamento. immaginate gli affitti di Roma: mediamente un locale è affittato a 2000-3000 euro mensili….
      Capisco l’obiettivo d evitare un uso distorto dei finanziamenti pubblici ma l’esito è altrettanto distorto perchè fa confluuire i soldi verso imprenditori già avviati o comunque verso chi è già in possesso di capitali…
      ..che delusione…

      1. Ciao Leo,

        credo che tu parli per esperienza diretta e la delusione si legge bene. E, ovviamente, mi dispiace.

        Non esprimo pareri favorevoli o contrari, pro o contro INVITALIA, perchè conosco bene alcune delle difficoltà di cui parli; però conosco anche persone che ce l’hanno fatta con pochissimi capitali e con l’aiuto di INVITALIA. Il fatto che INVITALIA, in alcuni casi, chieda di costituire la snc o la sas PRIMA del deposito del business plan con allegata la domanda di contributo, rappresenta un costo (il notaio) per il cliente; a questo costo vanno aggiunti altri costi (es: le consulenze di chi redige il piano di business) che sono indubbiamente una difficoltà, in lacuni casi insormontabile.

        In merito all’affitto, quando chiedemmo alcune delucidazioni direttamente a INVITALIA, ci fu detto che era necessaria (e sufficiente) una “lettera di intenti” del locatore che si impegnava a locare il tale spazio al locatario (il richiedente del contributo): una lettera di intenti non è un contratto e non impegna al pagamento dell’affitto (che, come hai detto bene tu, a Roma si aggira sui 2-3000 euro minimo..), ma è semplicemente una lettera con cui il locatore dice al locatario: “OK, sono disponibile a locarti questo spazio alla cifra di TOT euro al mese”. “Sono disponibile” non implica, poi, la stipula di un contratto nè, tantomeno, il pagamento di un canone di locazione.

        La lettera di intenti serve a INVITALIA (ma anche a qualsiasi altra Pubblica Amministrazione che concede finanziamenti) per avere la certezza che l’imprenditore sta “facendo sul serio” ossia che ha previsto tutto quello che doveva prevedere; ha messo in conto economico anche i costi della locazione e ha fatto tutte le previsioni del business plan in modo corretto, senza dimenticare niente. Infatti, per avere questa certezza, INVITALIA (o qualsiasi altra P.A.) dice anche che una parte dei finanziamenti deve essere messa di tasca propria dall’imprenditore (più o meno il 30-35% dell’ammontare complessivo degli investimenti). Questa RATIO a me sembra corretta: INVITALIA (o chi per lei) eroga soldi pubblici. E se è vero che in tantissimi casi i soldi pubblici finiscono dove non dovrebbero, è altrettanto vero che INVITALIA (o chi per lei) vuole delle rassicurazioni circa le vere intenzioni del proponente, a partire dai soldi che il proponente stesso intende mettere di tasca propria per avviare il suo business, rischiandoli.

        Perchè quando si parla di impresa, si parla in automatico anche del “rischio d’impresa”, anche se non viene mai menzionato e anche se è il normalissimo rischio che corre chiunque voglia fare qualcosa in proprio (in caso contrario, un lavoro dipendente va benissimo). Inoltre, per “essere imprenditori” servono anche altre qualità, oltre ai soldi: parlo della capacità di assumere rischi; della capacità di affrontare situazioni difficili; della capacità di gestire momenti di crisi e cose del genere.

        Lungi da me l’idea di difendere INVITALIA (o chi per lei), anche io, quando ho iniziato questa attività in forma imprenditoriale, ho venduto la mia moto perchè non avevo nemmeno i soldi per pagare il notaio. Però, ho conosciuto persone (aspiranti imprenditori) che, per avviare la loro attività, non sono stati disposti a cedere nulla di quello che avevano (la macchina? La moto? La casa?). Non è sicuramente il tuo caso (e mi scuso se ti è arrivato questo messaggio..), ma a fare gli imprenditori addossando il rischio d’impresa e a far tirare fuori TUTTI i soldi a qualcun altro, sono capaci più o meno tutti.
        E questo è esattamente quello che vuole evitare INVITALIA (o chi per lei).

        Se, poi, devo iniziare a fare considerazioni relative alla serietà di molti “imprenditori” che nel passato (remoto e prossimo) e nel presente hanno RUBATO e RUBANO i soldi allo Stato con le famosissime “cattedrali nel deserto”, costringendo le Pubbliche Amministrazioni a stringere le viti e a chiudere i rubinetti, credo che non mi basti tutto lo spazio web che ho disponibile per scrivere nel mio sito…

        E, per colpa di questi signori, ci rimettono le persone serie e perbene quali certamente tu sei.

  13. Savle, ricollegandomi alla domanda/risposta precedente, può risultare utile a molti lettori conoscere quanto segue.

    Ho letto che per la microimpresa occorre aprire una società di persone (sas o snc), ma essendo l’unica ad investire in questa impresa (non ho un socio), quale soluzione mi si prospetta?
    Inoltre, si chiede di costituire la società prima di fare domanda di accesso ai contributi: ma se poi i contributi risultano esauriti, cosa succede, non potendo procedere con gli investimenti personali?

    Grazie per il prezioso supporto e saluti.

    1. Ciao Rosanna,

      quello che scrivi a proposito della necessità di aprire una sas o una snc è corretto. Così come è altrettanto corretta la considerazione relativa all’apertura di questa società PRIMA del deposito della domanda, che ti lascia un pò perplessa.. In effetti, ha lasciato un pò perplessi anche noi (e qualche nostro cliente) proprio in virtù della considerazione in base alla quale il “microimpresa” è rivolto a inoccupati e/o disoccupati i quali, si presume, non hanno grandi risorse a disposizione (visto che, tra le altro cOse, le chiedono proprio a INVITALIA…).

      Solitamente, la RATIO di ogni bando è data dal fatto che se lo Stato vuole prestare (e regalare) soldi a qualcuno per lo sviluppo di un nuovo business, vuole avere una sorta di “garanzia” di serietà da parte del proponente. Per la serie: “Caro proponente, se TU non sei disposto a rischiare i tuoi soldi per la TUA idea, perchè li dovrei rischiare IO (Stato)?”. Capiamo alla perfezione la tua (e quella di tanti altri) perplessità, ma lo Stato (di cui INVITALIA è emanazione diretta) vuole della garanzie di serietà. Non basta scrivere solo un bel business plan (secondo lo Stato), ma vuole qualcosa di più. INVITALIA, poi, respinge la domanda dopo che hai dato 2.000 euro al notaio per aprire la snc o la sas? Affari tuoi, fa parte del rischio d’impresa (dice INVITALIA, e lo Stato per sua bocca…). E se non sei disposto a rischiare 2.000 euro per la TUA idea, IO non ci posso fare niente (dice sempre INVITALIA…).

  14. Buondì,
    ho intenzione di aprire un negoio di lavanderia a gettoni in franchising. Il franchisor è Lav@sciuga. Io ho 53 anni e abito in Liguria (SV).
    Vorrei sapere se posso accedere al contributo a fondo perduto e il suo ammontare, ed eventualmente a quelli a tasso agevolato.
    Il business plan verrà redatto anche a seguito della valutazione del franchisor.
    Ringrazio.

  15. Salve
    Una cortesia
    Sto valutando di subentrare ad un FRANCHISING già avviato a Brescia
    L’investimento previsto è di circa 35000€ e le spese di gestione annue circa 12000€
    Trattasi di ECOSTORE che non appartiene alla lista di Invitalia
    La licenza del negozio comprende però anche la possibilità di vendere altro come cartoleria,computer, ecc
    Mi potreste dire se ce la possibilità di accedere a qualche contributo a fondo perduto ed eventuale tasso agevolato?
    Vi ringrazio tantissimo per la disponibilità

    1. Ciao Paolo,
      puoi eventualmente accedere ai contributi a fondo perduto per la microimpresa o per le ditte individuali; di entrambi questi contributi ti invio il link:
      a) microimpresa: contributi fino a 129.000 euro:
      http://www.businessplanvincente.com/2012/03/contributi-a-fondo-perduto-per-la-microimpresa.html

      b) ditte individuali: contributi fino a 25.000 euro:
      http://www.businessplanvincente.com/2012/04/ditta-individuale-contributi-a-fondo-perduto.html

      Tieni presente però che le spese per il franchising da questi due bandi non sono ammessi. E’ possibile far accreditare Ecostore a Invitalia e così accedere ai contributi specifici per il franchising.
      Per accedere ai contributi a fondo perduto alla domanda devi allegare il business plan in cui descrivi in modo dettagliato la tua idea di business.