FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

Scritto da il 16 gen 2012 | 9 commenti

Finanziamenti alle donne

Fino al 31 Gennaio 2012 si può  presentare la domanda per ottenere finanziamenti a fondo perduto per idee di business innovative. Più precisamente si tratta del bando “Idea Innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile” della Camera di Commercio dell’Industria e dell’Artigianato di Roma che ha come obiettivo quello di contribuire ad incentivare l’imprenditoria femminile.

Possono partecipare al bando le imprese che operano nel Comune di Roma e nella Provincia di Roma e che hanno questi requisiti:

a) ditte individuali il cui titolare è  una donna

b) società di persone e società cooperative il cui  60% della compagine sociale è formata da donne

c) società di capitali  i cui almeno due terzi delle quote di capitale sociale  devono appartenere a donne e  di cui almeno i due terzi del consiglio di amministrazione deve essere formato da donne.

Per accedere  ai finanziamenti a fondo perduto le imprese devono operare nel settore dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dei servizi. Le imprese che rispondono a questi requisiti e che sono in regola con la denuncia di attività e con  il versamento del diritto camerale negli ultimi 5 anni possono partecipare al presente Bando ”Idea Innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile”.

Il contributo a fondo perduto  può arrivare  a coprire fino al 50% delle spese ammesse e non può superare i 5.000 euro. Il contributo copre sia costi per investimenti che i costi di gestione.  Di seguito riportiamo l’elenco delle spese ammesse  dal bando:

  • costi per impianti
  • costi per spese di ristrutturazione
  • costi per l’acquisto di macchinari
  • costi per l’acquisto di attrezzature
  • costi per l’acquisto  di beni strumentali utili alla realizzazione del progetto
  • costi per registrazione di brevetti internazionali
  • costi per infrastrutture di rete e collegamenti
  • spese per consulenze nel limite del 20% del costo totale del progetto
  • spese per servizi tecnologici e manageriali nel limite del 20% del costo totale del progetto
  • spese per il personale nel limite del 20% del costo totale del progetto
  • spese di marketing e comunicazione nel limite del 10% del costo totale del progetto

Le spese per le quali si richiede il contributo a fondo perduto devono emergere chiaramente dal business plan che deve essere allegato alla domanda di richiesta del contributo. All’interno del progetto di impresa occorre descrivere in modo dettagliato l’idea di business innovativa, l’organizzazione aziendale e la compagine sociale, il mercato in cui si opera, i gusti e le abitudini di acquisto dei clienti, la concorrenza, il piano degli investimenti e la loro copertura finanziaria, la previsione dei costi e dei ricavi.

Per essere ammessi al bando è importante  che l’ idea di business sia innovativa in termini di innovazione di processo, oppure  di innovazione di prodotto e/o servizio offerto, o ancora di innovazione in merito alla commercializzazione e alla fidelizzazione della clientela.

La domanda deve essere inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno entro il 31 gennaio 2012  al seguente indirizzo: Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria Femminile – Camera di Commercio di Roma – Area III Promozione e Sviluppo- Premio ” Idea Innovativa, la nuova imprenditorialità al femminile”- Via dé Burrò 147 – 00186 Roma.

Per altre informazioni puoi scriverci a staff@businessplanvincente.com o chiamare al numero 06.688.91.958 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.

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9 Risposte a“FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE”

  1. Sono responsabile di una cooperativa sociale di tipo A costituita per 80% da donne, registrata a RIMINI. Chiedo informazioni su contributi possibili alla cooperativa nella provincia / comune di RIMINI. Grazie in anticipo.

    • Paola De Marinis says:

      Ciao,
      nell’ambito del POR FESR EMILIA ROMAGNA al momento c’è la possibilità di accedere per le piccole, medie e grandi imprese, Università, istituzioni e centri di ricerca, all’ ASSE I che riguarda la RICERCA INDUSTRIALE E IL TRASFERIMENTO TECNOLOGICO L’obiettivo di questo POR è quello di consolidare la trasformazione del sistema produttivo verso l’affermazione di una “nuova industria” sempre più spostata verso l’alta tecnologia, e sempre incentrata sulle competenze specialistiche.
      La cooperativa di cui sei responsabile non rientra tra i soggetti beneficiari previsti dal POR della Regione Emilia Romagna.
      Puoi rivolgerti alla CCIAA di Rimini e nell’ambito del settore della cosiddetta “Altra Economia” verificare se c’è qualche strumento finanziario per chi opera nel Terzo Settore.

  2. Marlene says:

    Ciao, stò creando una cooperativa sociale di tipo A, di sole donne. Vorrei cercare se vi sono dei contributi a fondo perduto per riuscire ad aprire un asilo nido.
    Sono delle marche, provincia di fermo.
    La ringrazio anticipatamente

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Marlene,
      per il terezo settore a livello nazionale c’è la possibilità di accedere a contributi a fondo perduto e/o a mutuo agevolato ma solo per le cooperative sociali di tipo B.
      Infatti i destinatari di questi interventi sono le cooperative sociali di tipo B con il seguente requisito: il 30% dei lavoratori della cooperativa deve essere rappresenato da persone svantaggiate.
      Possono presentare domanda di agevolazione:
      a) sia le cooperative di nuova costituzione
      b) sia le cooperative già esistenti ed operative
      Sono finanziati progetti di impresa che prevedano investimenti:
      a) fino a 516.000 euro per le cooperative sociali di nuova costituzione
      b) fino a 258.000 euro per le cooperative sociali già avviate
      Queste agevolazioni sono sotto forma di contributi a fondo perduto e di mutui a tasso agevolato. Modulando opportunamente l’ammontare del contributo a fondo perduto e del mutuo agevolato, la copertura finanziaria può arrivare a coprire:
      a) l’80-90% dell’investimento per i progetti che si realizzano nel Sud Italia
      b) l’60-70% dell’investimento per i progetti che si realizzano nel Centro- Nord dell’ Italia

  3. Debora says:

    Salve,
    una domanda… e se si dovesse finanziare un asilo nido privato in emilia romagna, in cui la maggioranza delle dipendenti e titolari fossero donne?
    Comunque il bando scadeva a gennaio quindi per quest’anno è inutile…
    Grazie per l’attenzione

  4. Salve sono una ragazza di 23anni vorrei presentare un business plan che comprende la rilevazione di un erogatore di carburante, autolavaggio e gommista e la realizzazione di un bar tabacchi il tutto nella provincia di frosinone è vero che dovrei essere disoccupata da almeno sei mesi per richiedere un finanziamento a fondo perduto..?? ringrazio in anticipo per una risposta

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Elisa,
      non necessariamente per accedere ai contributi a fondo perduto occorre essere “disoccupati”:dipende da tipo di bando pubblico.
      Ci sono bandi in cui il requisito d’accesso è il fatto che il progetto di impresa si realizzi ad esempio in una determinata area geografica, oppure che si inserisca nell’ambito di un determinato settore economico.

      • Lei gentilmente sa indicarmi qualche bando in corso nella mia provincia per il tipo di settore che le ho precedentemente indicato??

        • Giancarlo Barbarisi says:

          Anche in questo caso, Elisa, la scelta del bando “ad hoc” dipende da una serie di variabili quali:

          1) ammontare investimenti (ci sono bandi che finanziano fino a 30.000/100.000/300.000/500.000/1 ml e più di euro);

          2) codice ATECO di riferimento (ci sono bandi che finanziano alcune attività e altri che non le finanziano, pur nello stesso territorio);

          3)territorio: “Provincia di Frosinone” potrebbe essere un pò troppo ampio poichè ci sono bandi che finanziano Frosinone città, ma magari non il paese che sta a 15 km di distanza.

          4) requisiti patrimoniali minimi di partecipazione (per esempio: il proponente deve investire, di tasca sua, almeno il 10-20-30-40 o più percento degli investimento).

          Insomma (e ci scusiamo): la situazione andrebbe studiata un pò più approfonditamente…

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