REGIONE LAZIO: INCENTIVI ALLE IMPRESE

regione lazio incentivi alle impreseRegione Lazio: incentivi alle imprese che hanno sede legale e operativa nel territorio laziale. Gli incentivi concessi sono sotto forma di contributi a fondo perduto. Possono fare richiesta di questi contributi a fondo perduto le persone fisiche residenti nella Regione Lazio che al momento della presentazione della domanda sono disoccupate, oppure sono in mobilità, oppure sono in cassa integrazione, oppure sono occupate con contratti di lavoro NON a tempo indeterminato e con un reddito inferiore a 30.000 euro/annuo.

Per poter accedere a questi incentivi della Regione Lazio occorre fare nuovi investimenti per:

  1. la creazione di nuove imprese (che al momento della presentazione della domanda devono essere NON costituite)
  2. la creazione di spin off aziendali
  3. il subentro in attività già esistenti (la cui cessione deve avvenire tra parenti entro in sendo grado in modo gratuito)

I contributi  a fondo perduto vanno da un minimo di 30.000 euro ad un massimo di 75.000 euro a seconda che a farne richiesta sono uno, due o tre persone. Queste agevolazioni riguardano tutti i settori economici ad eccezione del settore dell’agricoltura, della pesca e dell’esportazione.

I contributi coprono le spese per gli investimenti e alcune spese di gestione (per esempio: spese per consulenze, spese notarili per avvio attività, spese per l’affitto dei locali, spese per la pubblicità, etc) previsti nel business plan. Per poter accedere agli incentivi occorre presentare la domanda e allegare il business plan in cui viene descritta l’idea imprenditoriale.

Il bando è aperto da oggi per 30 giorni. Le domande devono essere inviate tramite posta certificata all’indirizzo generazionelavoro2@pec.biclazio.it

Per scrivere il business plan per accedere agli incentivi della Regione Lazio puoi seguire questo modello:

http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

Per assistenza nella redazione del business plan  telefona allo 06.688.91.958 o scrivi a staff@businessplanvincente.com e fissa un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

 

REGIONE LAZIO: CONTRIBUTI ALLE RETI DI IMPRESE

Regione Lazio: contributi alle reti di imprese

 

La Regione Lazio concede contributi a fondo perduto alle reti di imprese. Ciò vuol dire che le imprese con sede operativa nella Regione Lazio che vogliono fare un contratto di rete possono beneficiare di contributi a fondo perduto.

Per poter accedere ai contributi le imprese devono essere iscritte al  Registro delle Imprese, essere in regola con il DURC e non trovarsi in situazioni di amministrazione controllata e/o di fallimento.

Le imprese possono dar vita ai contratti di rete  per la condivisione delle conoscenze, per  la razionalizzazione dei costi  e per la capacità di innovazione.

I contributi a fondo perduto della Regione Lazio finanziano: progetti per la creazione di contratti di  reti tra almeno 3 PMI con sede nella Regione Lazio: sono finanziati progetti di  investimenti di minino 50.000  euro fino a 200.000 euro;progetti per investimenti di innovazione da parte di imprese già in rete: sono finanziati progetti di investimenti di minimo 250.000 euro;progetti per investimenti in Ricerca & Sviluppo da parte di imprese già in rete: sono finanziati progetti di investimento di minimo 2 milioni di euro.

Possono accedere alle agevolazioni della Regione Lazio  le imprese che operano in tutti i settori economici ad eccezione del settore dell’agricoltura, della pesca, del commercio, della riparazione di autoveicoli, del trasporto e del magazzinaggio, della ristorazione, dell’alloggio, assicurativo-finanziario, immobiliare, noleggio, agenzie di viaggio e istruzione.

Le  spese coperte dal contributo sono:

  • spese per le  attività di consulenza
  • spese per l’acquisto e la sistemazione del suolo aziendale (nel limite del 10%)
  • spese per le opere murarie (nel limite del 30%)
  • spese per acquisto di macchinari
  • spese per acquisto di impianti
  • spese per acquisto di attrezzature
  • spese per brevetti
  • spese per programmi informatici
  • spese per il personale (solo per i progetti di Ricerca & Sviluppo)

Per accedere ai contributi a fondo perduto occorre predisporre il business plan e allegarlo alla domanda da spedire in via telematica a  Sviluppo Lazio. Il bando è a sportello ed è aperto da oggi fino al 30 giugno 2014 salvo esaurimento delle risorse finanziarie prima della scadenza.

 

FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO LEGGE 266 COMUNE DI ROMA – 2012

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di RomaFinanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di Roma per il 2012 per le imprese già esistenti e/o per le imprese da costituire. Da oggi fino al 15 gennaio 2013 è possibile presentare il business plan per accedere ai contributi a fondo perduto per le imprese che vogliono fare nuovi investimenti e/o per chi vuole avviare un’attività in proprio nell’ambito del Comune di Roma.

Sono ammessi al bando business plan con piani di investimento che vanno da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 150.000 euro. L’agevolazione concessa sotto forma di contributo a fondo perduto copre fino al 50% dell’investimento: ciò vuol dire che un imprenditore che deve fare nuovi investimenti per 150.000 euro può ottenere fino a 75.000 euro di contributo a fondo perduto.

Possono partecipare al bando  le imprese da costituire e/o le imprese già costituite al momento della presentazione della domanda. Le imprese già costituite possono partecipare solo se sono in regola con gli adempimenti amministrativi (versamento regolare del diritto camerale; DURC in regola).

Le imprese beneficiare dell’intervento devono avere la sede legale e la sede operativa nel Comune di Roma e avere la forma giuridica di: ditta individuale, o di società di persone, o di società di capitali, o di cooperative sociali di tipo A e B ((ai sensi della legge 381/91), o di  cooperative di produzione e lavoro, o di consorzi.

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 Comune di Roma: le modalità di accesso

I finanziamenti a fondo perduto coprono le spese per l’acquisto di beni strumentali utili allo svolgimento dell’attività (non è ammesso il leasing). Per partecipare al bando occorre presentare il business plan dell’idea di business in cui si descrive :

  1. la compagine sociale e le relative competenze utili a svolgere l’attività
  2. il mercato di riferimento in termini di clienti e concorrenti
  3. il piano degli investimenti
  4. la copertura finanziaria dell’investimento
  5. la definizione degli obiettivi di vendita
  6. la stima dei costi di gestione

La domanda con allegato il piano di business redatto in ogni sua parte deve essere inviata entro il 31/12/2012 con posta certificata all’indirizzo e.mail protocollo.periferie@pec.comune.roma.it.

Per assistenza nella compilazione della domanda e nella redazione del business plan per l’accesso al contributo puoi fissare un appuntamento con uno dei nostri consulenti telefonando allo 06.688.91.958 oppure scrivendo a staff@businessplanvincente.com

Finanziamenti a fondo perduto legge 266 comune di Roma

I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE: come scegliere?

I finanziamenti alle imprese

I finanziamenti alle imprese rappresentano la linfa vitale per qualsiasi azienda che vuole operare nel suo mercato e che vuole sopravvivere nel tempo. Infatti, quando si parla di “finanziamenti alle imprese”, ci si riferisce a tutto ciò che ha a che fare con la struttura finanziaria dell’azienda (di cui abbiamo parlato in questo articolo) e con le varie modalità di finanziamento a cui può fare ricorso un imprenditore per finanziare gli investimenti che intende effettuare.

Continue reading “I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE: come scegliere?”

I FINANZIAMENTI AGEVOLATI e i CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO di INVITALIA

finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto di INVITALIA

I finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto di INVITALIA sono le forme di aiuto con le quali lo Stato incentiva la nascita di nuove iniziative economiche (cioè nuove aziende) per lo sviluppo dell’imprenditoria nazionale.

La prima cosa da specificare è la differenza tra queste due forme di aiuto finanziario poichè, fin troppo spesso, queste due agevolazioni vengono usate come sinonimi, mentre sinonimi non sono. Partiamo dalla prima considerazione: di solito, queste due forme di agevolazione vengono concesse contemporaneamente nell’ambito di un c.d. “mix finanziario“. “Mix finanziario”  significa che quando lo Stato concede i contributi, solitamente lo fa usando queste due diverse forme di finanziamento nell’ambito dello stesso progetto.

Infatti, “contributi a fondo perduto” sifgnifica che lo Stato “regala” una parte del finanziamento all’imprenditore che ne fa richiesta. Quindi, la parte del finanziamento concessa in questo modo  non deve essere restituita; lo Stato decide di “investire” su un imprenditore (perchè la sua idea è buona e redditiva) e crede talmente tanto all’idea che una parte dei soldi che concede a finanziamento non deve essere restituita. Ciò significa, quindi, che lo Stato considera un imprenditore meritevole di essere finanziato fino al punto di dirgli: “..Questi soldi che ti servono per i tuoi investimenti, te li regalo io..”.

Per “finanziamenti agevolati“, invece, si intende quella parte di aiuto che lo Stato concede e che deve essere restituita (sempre allo Stato), ma con dei tassi di interesse che sono ben al di sotto del tasso di interesse vigente sul mercato (che, di solito, è quello applicato all’interno del circuito creditizio tradizionale da banche, finanziarie & simili). Spesso, il tasso di interesse sui finanziamenti agevolati è dello 0,5% + spread, il che colloca questa forma di finanziamento in una posizione abbastanza “appetibile” all’imprenditore che ne fa richiesta.

Infatti, quando un imprenditore beneficia di finanziamenti agevolati, paga un tasso di interesse “agevolato”  nel senso che viene concesso uno “sconto” sul tasso di interesse. Così operando, è facile capire che un conto è pagare il tasso di interesse vigente sul mercato (e che può andare da un 8% fino anche al 12% sui finanziamenti concessi da un banca), altro conto è pagare, sullo stesso ammontare di finanziamento, un tasso del 4,5% o poco di più (o, in qualche caso, anche poco meno). Quando si parla di centinaia di migliaia di euro di finanziamenti, un risparmio del 5% sugli oneri finanziari significa decine di migliaia di euro risparmiati nell’ambito dei costi del conto economico.

Quindi, considerato il “mix finanziario” di cui sopra, il tutto si traduce in un risparmio netto di interessi passivi e di oneri finanziari abbastanza cospicuo e che invoglia l’imprenditore ad effettuare investimenti (e a chiedere relativi finanziamenti) per il miglioramento dell’efficienza della sua azienda nel complesso considerata.

I finanziamenti agevolati e i contributi a fondo perduto di Invitalia: come funzionano?

Quando si parla di finanziamenti agevolati e di contributi a fondo perduto bisogna specificare che le percentuali dell’una e dell’altra forma di finanziamento variano al variare di alcuni parametri nell’ambito del “mix finanziario”. Infatti, nella valutazione complessiva, incidono elementi come:

  • location dell’iniziativa (alcune regioni del nostro Paese sono più “agevolate” di altre e quindi il “fondo perduto” arriva anche a coprire il 60% degli investimenti a programma);
  • tipologia di iniziativa economica (alcune iniziative vengono agevolate più di altre, e quindi le percentuali di “fondo perduto” sul totale sono maggiori)
  • caratteristiche del proponente
  • tipologia degli investimenti
  • ammontare degli investimenti (e relativo contributo concesso nell’ambito del “mix finanziario”
  • ammontare del patrimonio netto rispetto al totale dell’indebitamento
  • valore del LEVERAGE

Quando INVITALIA esamina un’idea di business, analizza tutti gli aspetti dell’idea proposta e poi, in base a una serie di parametri (come quelli sopra indicati), decide fino a che punto percentuale deve arrivare la concessione del “fondo perduto” e dell’agevolato nell’ambito del “mix”.

Un semplice esempio aiuta a capire meglio:

I finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto di INVITALIA

In questo semplice esempio, se l’imprenditore deve effettuare investimenti per 100.000 euro e viene finanziato dallo Stato (tramite INVITALIA o chi per lei) può arrivare ad ottenere fino a 39.000 euro di finanziamenti a fondo perduto: ciò significa che lo Stato gli “regala” 39.000 euro per attuare la sua idea di business mentre la parte dei finanziamenti agevolati è costituita dal mutuo (agevolato) per 26.000 euro.

Ovviamente, INVITALIA (o chi per lei) vuole sapere per filo e per segno tutto quello che l’imprenditore vuole fare e come lo vuole fare: e questo è il motivo per cui chiede sempre al “proponente” di scrivere il Business Plan dell’iniziativa. Il piano di business è la spiegazione di tutto quello che l’imprenditore vuole fare in un arco temporale di 3-5 anni e serve (in buona sostanza) per “vendere” l’idea a potenziali finanziatori (come lo Stato, per esempio).

Ovviamente, un piano d’impresa scritto come si deve e che sia credibile fa aumentare le possibilità di ottenere sia i finanziamenti agevolati che i contributi a fondo perduto. E questo è il motivo per il quale consigliamo sempre di dedicare una certa quantità di tempo per la redazione del piano di business, poichè da quello che si scrive al suo interno dipendono una serie di cose tra cui la possibilità di ottenere o meno le due forme di finanziamento.

Se non sai come fare il piano di impresa, clicca qui:

Se hai bisogno della nostra consulenza, scrivi una mail a:

staff@businessplanvincente.com oppure chiamaci allo 06-688.91.958

REGIONE LAZIO: CONTRIBUTI ALLE IMPRESE SOCIALI

Regione lazio: contributi alle  imprese socialiLe imprese sociali della Regione Lazio possono beneficiare di contributi a fondo perduto per la realizzazione di progetti di impresa che hanno come obiettivo quello di sostenere i servizi domiciliari  per le persone non autosufficienti (anziani e disabili gravi); di rafforzare i diritti dei minori; di favorire le pari opportunità e l’inclusione degli immigrati;di prevenire i fenomeni di dipendenza da droga, alcol e sostanze psicotrope; di  incrementare l’occupazione e favorire l’inserimento sociale e/o lavorativo delle persone svantaggiate.

Questi contributi sono concessi sulla base della Legge Regionale 17 febbraio 2005, n.9, Art. 13, comma 7 lett. a). Possono accedere a queste agevolazioni:

  1. le cooperative sociali di tipo A e B (ai sensi della legge 381/91) già costituite al momento di presentazione della domanda di agevolazioni
  2. le cooperative di produzione e lavoro già costituite al momento di  presentazione della domanda di agevolazioni

che hanno la sede legale ed operativa nella Regione Lazio e che operano in uno di questi settori: assistenza sociale; assistenza sanitaria e socio-sanitaria;educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (sono escluse le attività di raccolta e di riciclaggio dei rifiuti urbani: speciali e pericolosi); valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; ricerca ed erogazione di servizi culturali.

I contributi a fondo perduto sono rivolti alla copertura delle spese per beni strumentali quali:

  • Spese per il progetto di fattibilità :studi di fattibilità, servizi di consulenza e assistenza finalizzati alla redazione del business plan;
  • spese per l’implementazione e per la certificazione di Sistemi aziendali di qualità ISO 9001 e/o di Responsabilità Sociale SA 8000
  • spese per la registrazione di brevetti
  • spese per la  realizzazione del marchio aziendale
  • spese per la realizzazione del sito WEB
  • spese  per impianti
  • spese per opere murarie di ristrutturazione
  • spese per l’acquisto di impianti specifici, macchinari e attrezzature
  • spese per l’acquisto degli arredi
  • spese per l’acquisto dei sistemi informativi integrati per l’automazione
  • spese per l’acquisto di  impianti automatizzati o robotizzati
  • spese per l’  acquisto di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa

Inoltre i contributi a fondo perduto  coprono una parte anche di costi di gestione (per un massimo di 50.000 euro) quali:

  • spese per l’ affitto
  • spese per il personale
  • spese per le utenze
  • spese per il materiale di consumo
  • spese per le materie prime

Sono finanziati i progetti di investimento che riguardano:

  • la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema
  • la realizzazione di fattorie sociali
  • la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico
  • il turismo sociale
  • l’inserimento lavorativo di lavoratori svantaggiati: giovani di età inferiore ai 25 anni; giovani dispoccupati che hanno completato gli studi da non più di 2 anni; donne iscritte al centro per l’impiego; ex detenuti; ex tossicodipendenti
  • l’inserimento lavorativo di lavoratori disabili

I contributi a fondo perduto possono arrivare a coprire fino al 75 % del costo del progetto fino ad un massimo di 150.000 euro: di cui fino a 100.000 euro per la copertura dei costi per i  beni strumentali  e 50.000 euro per la copertura di una parte dei costi di gestione.

Per accedere ai contributi occorre allegare alla domanda il business plan relativo al piano degli investimenti. All’interno del business plan occorre descrivere la compagine sociale, l’organizzazione delle risorse umane, il mercato di riferimento in termini di clienti e di concorrenza, la stima degli obiettivi di vendita, la stima dei costi, il piano degli investimenti e la relativa copertura finanziaria.

Per assistenza nella redazione del business plan puoi scrivere a staff@businessplanvincente.com oppure telefonare allo 06.688.91.958 e fissare un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

 

CONSULENZA AZIENDALE, DIREZIONALE E MANAGERIALE A ROMA

Consulenza aziendale, direzionale e manageriale a Roma

 

Con Consulenza aziendale, direzionale e manageriale solitamente ci si riferisce a quelle attività che vengono svolte da professionisti (o da aziende) che stanno all’esterno dell’azienda e che riguardano alcuni aspetti particolari della gestione aziendale come, per esempio, la redazione del business plan.

In particolare, queste attività solitamente riguardano la gestione strategica dell’impresa dove per “gestione strategica” si intende tutto ciò che riguarda l’impresa nel suo aspetto economico, patrimoniale e finanziario, passando attraverso il marketing e il controllo della gestione nel suo complesso.

Infatti il panorama imprenditoriale italiano è costituito per circa l’80% da aziende di Piccole e Medie dimensioni (PMI) le quali, nella stragrande maggioranza dei casi, sono aziende nate dall’intuito imprenditoriale dei loro fondatori i quali, spesso, sono uomini e donne che hanno deciso di mettersi “in proprio” partendo da zero e che hanno scelto di dare una svolta diversa alla loro vita. Non mancano, ovviamente, anche i casi di aziende ereditate da una tradizione più o meno “familiare” e che sono diventate, grazie agli eredi, dei veri e propri casi di successo.

In moltissime di queste aziende manca una vera e propria “cultura aziendale” una cultura, cioè, volta all’utilizzo degli strumenti più moderni messi a disposizione dall’economia aziendale e che sono utili per il miglioramento complessivo della performace aziendale. E’ il caso, per esempio, della finanza aziendale: moltissimi imprenditori, infatti, nel momento in cui devono finanziare nuove idee di business o nuovi investimenti per attività già esistenti, si rivolgono a una banca con un unico obiettivo: ottenere il tasso di interesse più basso possibile! Ecco, allora, che un intervento di consulenza aziendale, direzionale e manageriale risulta utile nel momento in cui è necessario andare dalla banca per “contrattare” qualcosa di più importante del tasso di interesse.

Infatti, il tasso di interesse non è la cosa più importante da valutare nel momento in cui ci si rivolge alla banca per ottenere dei finanziamenti, ma ci sono molti altri aspetti da considerare come, ad esempio,  la correlazione temporale tra investimenti e finanziamenti  di cui abbiamo parlato qui.

Consulenza aziendale, direzionale e manageriale: qualcosa in più

Allo stesso modo, si possono fare delle considerazioni a proposito del marketing: fin troppo imprenditori, quando si nomina questa parola(ccia) sono soliti affermare che si tratta delle attività che riguardano la “vendita”: ma la vendita è solo la parte finale del processo di marketing il quale è, invece, è tutto ciò che l’imprenditore deve (o dovrebbe sapere) a proposito del suo mercato ben prima di entrarci dentro e servirlo. Addirittura, potremmo dire che “MARKETING” è tutto ciò che dovrebbe spingere un imprenditore a fare o non fare impresa! Una consulenza aziendale, direzionale e manageriale rivolta in tal senso, molto spesso porta benefici che si riflettono sulla performance aziendale sotto forma di maggiori fatturati e redditività aziendale.

Quando poi si scende ad analizzare aspetti della gestione molto più specifici (quali ad esempio il controllo della gestione, l’analisi dei flussi finanziari prodotti o assorbiti dalla gestione stessa) ecco che quasi tutti gli imprenditori brancolano nel buio e iniziano a chiedere “la consulenza aziendale, direzionale o manageriale” a qualche consulente …

Una delle domande che ci poniamo di frequente è: “E se le imprese (cioè gli imprenditori) avessero a disposizione gli strumenti dell’economia aziendale per gestire le loro aziende, cosa sarebbero capaci di fare?”. Questa non è una domanda retorica nè tantomeno polemica: è una domanda che nasce dalla consapevolezza che le “nostre” aziende, in tanti casi, sono gestite con il solo intuito imprenditoriale mentre dovrebbero essere gestite con strumenti razionali e “sicuri”.

IMPRESA SVILUPPO & MANAGEMENT opera nel settore della consulenza aziendale, direzionale e manageriale e della pianificazione del business (business planning) da più di dieci anni e ha scelto come target di riferimento proprio quegli imprenditori che, con opportune competenze strategiche e conoscenze tecniche, potrebbero gestire le loro aziende in modo più efficace ed efficiente e ottenere  risultati più performanti dal punto di vista generale.

Se vuoi avere una consulenza scrivi a:

staff@businessplanvincente.com

oppure chiamaci ai numeri che trovi nella pagina “CONTATTI” per fissare un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

 

ABRUZZO: CONTRIBUTI ALLE NUOVE IMPRESE

Abruzzo:contributi alle nuove impreseLa Regione Abruzzo, nell’ambito del POR 2007-2013, mette a disposizione più di 8 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto per le nuove imprese.  Infatti l’obietto della Regione Abruzzo è quello di favorire l’avviamento e la nascita di imprese attraverso il finanziamento di nuove attività imprenditoriali.

Possono accedere a queste agevolazioni tutte le attività economiche riconducibili ai CODICI ATECO 2007. La domanda può essere presentata da  PMI ( ditte individuali, Sas, Snc, Srl, SpA, Sapa, società cooperative) che al momento della presentazione della domanda hanno i seguenti requisiti:

  1. iscrizione al Registro delle Imprese della CCIAA
  2. atto costitutivo e statuto
  3. attribuzione P.IVA
  4. assenza della dichiarazione di inizio di attività (ciò vuol dire che al momento della presentazione della  domanda NON devono aver conseguito  RICAVI)
  5. sede operativa nella Regione Abruzzo
  6. assenza di spese per investimenti (ad eccezione delle spese per la costituzione e per le spese per la redazione del business plan)

Il contributo a fondo perduto finanzia fino al 75% del  piano degli investimenti e non può superare gli 80.000 euro. Il contributo copre le spese per investimenti (immobilizzazioni materiali e immateriali).

La domanda con allegato il business plan deve essere spedita con raccomandata con ricevuta di ritorno  a Regione Abruzzo- Direzione Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche sociali- Via Rieti 45- Pescara, entro il 30 novembre 2012.

Per redigere il business plan da presentare per l’accesso ai contributi a fondo perduto,  puoi seguire il modello di business plan che trovi qui:

http://www.businessplanvincente.com/business-plan

Se vuoi realizzare il tuo piano di impresa in modo autonomo e con notevole risparmio sui costi della consulenza, vai qui:

http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

Se, invece, vuoi assistenza nella stesura del business plan scrivi a:

staff@businessplanvincente.com

oppure telefona allo 06.688.91.958 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18 e fissa un appuntamento con uno dei nostri consulenti.

 

 

 

PROVINCIA DI ROMA: FINANZIAMENTI ALLE PMI

Finanziamenti provincia di RomaFinanziamenti per la provincia di Roma in arrivo per gli imprenditori della Capitale; stavolta ci sono i Confidi che, in stretta collaborazione con la camera di Commercio di Roma e Provincia (clicca qui per le informazioni sulla CCIAA di Roma e Provincia), si trasformano in “garanti” del prestito concesso all’impresa; in tal senso, sia la CCCIAA che i Confidi coinvolti garantiscono fino al 75% dell’importo complessivo del finanziamento richiesto agli istituti bancari.

Cosa significa e cosa comporta per l’imprenditorie? E’ molto semplice: ciò vuol dire che se un imprenditore deve fare nuovi investimenti per un valore pari a 100.000 euro, i Confidi e la C.C.I.A.A. di Roma  fanno da fidejussiori a garanzia  del prestito concesso dalla banca per un importo pari al 75% e cioè 75.000 euro .

Possono richiedere le garanzie dei Confidi e della CCIAA di Roma, le imprese che hanno i seguenti requisiti:

Continue reading “PROVINCIA DI ROMA: FINANZIAMENTI ALLE PMI”

REGIONE LAZIO: CONTRIBUTI AGLI ENTI LOCALI

Regione Lazio :contributi agli  enti localiLa Regione Lazio, nell’ambito del POR 2007-2013,  stanzia 6 milioni di euro per gli enti locali della Regione Lazio  che  fanno investimenti per servizi di e-government e pubblicazione di open dataset.

In particolare questi contributi a fondo perduto finanziano applicativi “che riutilizzano” l’informazione pubblica. Infatti per favorire il processo di “amministrazione aperta” la Regione Lazio finanzia gli enti locali che fanno  progetti di investimento per:

  • la creazione e la pubblicazione di open data set a partire dai dati in possesso dell’ente locale
  • la pianificazione e la realizzazione di interventi sui sistemi informativi volti a generare, catalogare ed esporre open data set
  • la realizzazione di prototipi di ambienti e/o di applicazioni web, applicazioni mobili, widget, infografiche interattive per qualsiasi piattaforma che utilizzano almeno un  open data set
  • la promozione del “riuso” di dati pubblici da parte di privati
  • la valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico così da creare condivisione tra i vari operatori economici e creazione di nuovi servizi basati su contenuti digitali
  • la creazione di data set open nell’ambito dell’agricoltura, territorio, pesca, trasporti,traffico, cultura, turismo, tempo libero,politica, risorse naturali, economia, informazione, meteo,ambiente, info legali, scienza e ricerca
  • la creazione e la pubblicazione di data set open rispondenti ai requisiti dei Linked Open Data

Il contributo a fondo perduto  della Regione Lazio copre il 100% del costo del progetto fino a 180.000 euro.

La domanda deve essere presentata on line sul sito di  FILAS  e può essere presentata a partire da oggi, fino al 30/06/2013, salvo anticipato esaurimento delle risorse finanziarie.
Se devi redigere il business plan da presentare per l’accesso ai contributi,  puoi seguire il modello di business plan che trovi qui:

http://www.businessplanvincente.com/business-plan

http://www.businessplanvincente.com/prodotti/come-fare-il-business-plan

oppure se vuoi assistenza nella stesura del business plan scrivi astaff@businessplanvincente.com  oppure telefona allo 06.688.91.958 dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle ore 18 e fissa un appuntamento con uno dei nostri consulenti.