FINANZIAMENTI PUBBLICI PER I CONTRATTI DI APPRENDISTATO

Contratto di apprendistatoContratti di apprendistato: dal prossimo 30 novembre 2011 sono in arrivo finanziamenti pubblici  per tutti gli imprenditori che intendono assumere personale nelle loro aziende facendo ricorso al contratto di apprendistato.

Si tratta di un bando  pubblico “a sportello” il che significa che le domande possono essere presentate a partire dal prossimo 30 novembre 2011 fino al 31 dicembre 2012 , fatta salva la disponibilità delle risorse finanziarie a quella data.

Possono accedere a questo tipo di contributi pubblici tutti gli imprenditori che operano sul territorio nazionale e che assumono giovani, a partire dal prossimo 30 novembre, con un contratto di apprendistato.

Per poter avere i  contributi gli imprenditori devono assumere con uno di questi due contratti di apprendistato:

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PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE

pianificazione e controllo di gestione

Oggi parliamo di pianificazione e controllo di gestione perchè si tratta di due delle principali attività che un imprenditore o un aspirante imprenditore deve effettuare prima di darsi a qualsiasi tipo di investimento e di cui deve avere massima consapevolezza nell’ambito del Business Plan.

Infatti,  come abbiamo avuto modo di dire più volte, nel business plan vengonosintetizzate tutte le informazioni sullo sviluppo futuro dell’attività: anzi, il piano di business è proprio lo strumento principale con il quale si esprime la sintesi della pianificazione di quanto si è ideato.

Partiamo da una prima considerazione: la distinzione tra due concetti fondamentali come la PIANIFICAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE. Molti usano questi due termini come se fossero dei sinonimi, ma così non è. Infatti, mentre la pianificazione prende in considerazione un arco temporale di riferimento ampio (dai tre ai cinque anni, di solito), la programmazione considera archi temporali molto più ristretti (massimo un anno).

Più precisamente: mentre la pianificazione è un processo tramite il quale si stabilisce uno scenario futuro desiderabile, si stabiliscono le azioni da compiere per conseguirlo e si quantificano le risorse disponibili per attuare le azioni, la programmazione è il processo di attuazione nel breve termine di quanto pianificato.

La fase della pianificazione è probabilmente quella più delicata poichè obbliga l’imprenditore ad immaginare scenari futuri per il suo business. E, ovviamente, questi scenari futuri  devono essere il frutto di analisi e ricerche di mercato, reali e obiettive. Quindi il primo “obiettivo” che si deve dare l’imprenditore è pensare a dove vuole e cosa vuole essere nel futuro, cioè darsi obiettivi!

Pianificazione e controllo di gestione: le due facce della stessa medaglia

Quando si parla di definizione degli obiettivi ci si rifersice ad obiettivi di ampia portata come la VISION e la MISSION i quali, di solito, non vengono presi in considerazione. Ma anche quando ci si riferisce ad obiettivi di portata “inferiore”, essi devono essere definiti in modo preciso poichè più essi sono definiti, più incisiva  e precisa sarà l’azione imprenditoriale. Infatti, pianificare serve per pensare al futuro; decidere; coordinare le azioni e per razionalizzare i comportamenti.

Ovviamente, una volta definito l’obiettivo, e cioè dove si vuole arrivare, è necessario fermarsi a pensare al come arrivarci: questa è una fase della pianificazione alquanto delicata, poichè solitamente la difficoltà che si incontra è legata alla molteplicità di vie a disposizione  per raggiungere un obiettivo. E’ un pò come decidere di partire da Roma per arrivare a Milano il giorno X alle ore TOT, nel posto Z  (obiettivo definito, chiaro, possibile, identificabile, raggiungibile e controllabile).

Ci possono essere vari modi (strategie) per arrivare a Milano partendo da Roma: posso prendere un aereo, un treno o posso andare in macchina.  Oppure, posso andare a Napoli per prendere un traghetto, farmi portare a Genova e poi proseguire per Milano. Oppure, posso andare in bicicletta, in motorino oppure a piedi, magari facendo l’autostop! Al limite, potrei anche decidere di prendere un aereo che da Roma fa scalo a New York e poi torna a Milano… Sono tutte ipotesi valide, per conseguire l’obiettivo. Ma sono tutte diverse poichè ognuna di esse deve fare i conti con l’altro aspetto fondamentale della pianificazione (strategica): le RISORSE A DISPOSIZIONE!! 

A questo punto entra in gioco l’altro aspetto fondamentale della pianificazione: valutare le risorse disponibili. Quando si parla di “risorse disponibili” non ci si riferisce solamente alle risorse finanziarie necessarie per attuare un piano strategico senza le quali ogni obiettivo diventa ben poca cosa,  ma ci si riferisce  anche ad altri tipi di risorse come quelle organizzative, quelle tecniche, quelle relative al mercato, quelle sul know how e altre ancora. Il possesso delle risorse finanziarie (cioè i soldi) potrebbe non essere sufficiente per conseguire un obiettivo lì dove mancassero risorse organizzative, e viceversa. Quindi, la scelta di una strategia al posto di un’altra deve essere effettuata nell’ambito della valutazione dell’intero contesto in cui si muove l’azienda.

Alla fine del processo di valutazione delle risorse, si pongono in essere le AZIONI. Devo andare a Milano partendo da Roma: l’AZIONE che faccio è prendere l’aereo! “Devo raggiungere 16 milioni di fatturato entro tre anni”, l’azione che faccio è rinforzare la forza di vendita su territorio, oppure inizio a vendere sotto costo (ma in questo caso ci sarebbero problemini di carattere finanziario, nonostante il raggiungimento dell’obiettivo!!!), oppure qualcos’altro.

Al termine di tutto questo processo, c’è il controllo di gestione ossia l’attività necessaria per verificare se quanto stabilito all’inizio (cioè pianificato) è stato conseguito. Questa attività altro non è che la banale verifica della congruenza tra quanto pianificato e quanto ottenuto. Se i risultati sono “in linea” con gli obiettivi, allora ci sarà il semaforo verde. In caso contrario, occorre verificare perchè gli obiettivi non sono stati conseguiti. E qui le cause potrebbero essere molteplici e possono spaziare da errori nella definzione degli obiettivi (sopra o sottovalutazione dell’obiettivo); errori nell’attribuzione delle responsabilità; errori nella valutazione delle risorse; errori di valutazione del potenziale di mercato; errori nella scelta delle strategie e altri ancora. Ad ogni modo, quello che conta è effettuare un adeguato controllo di gestione raffrontando obiettivi e risultati.

Il controllo di gestione non è, quindi, mettere “un voto” all’azione imprenditoriale, quanto piuttosto la verifica del fatto che “tutto è andato bene oppure no” e apportare le azioni correttive per conseguire gli obiettivi.

E, come al solito, lo strumento per verificare se l’azione imprenditoriale è in linea con gli obiettivi che lo stesso imprenditore (o chi per lui) si è dato, è sempre il Business Plan: il quale è, e rimane, lo strumento principale del processo di pianificazione e di controllo di gestione.

Se vuoi avere una consulenza di pianificazione e di controllo di gestione per la tua azienda, scrivi a:

staff@businessplanvincencte.com

oppure chiamaci allo 06-688.91.958

 

 

 

 

 

 

 

L’ANALISI DEL BILANCIO E IL BUSINESS PLAN

L’analisi del bilancio e il business plan

L‘analisi del bilancio e il business plan: come sono collegati? Uno degli strumenti più importanti per conoscere l’aspetto finanziario, quello economico e quello patrimoniale dell’azienda nel breve-medio e lungo termine è l’analisi del bilancio. L’immagine che abbiamo pubblicato per introdurre questo articolo parla da sola: fare l’analisi del bilancio è fondamentale per conoscere lo stato di salute dell’azienda nei suoi particolari. E’ un pò come andare dal medico e fare una radiografia per sapere se c’è qualche problema…

Queste analisi che vengono condotte a livello aziendale possono essere fatte a diversi livelli e utilizzando vari strumenti. Ma il punto di partenza è sempre lo stesso: il bilancio di esercizio, dal quale prendono le mosse tutte le valutazioni e le considerazioni che si possono fare sulla gestione di un’azienda (per saperne di più sul bilancio, clicca qui). Quello che cambia è il tipo di strumento da utilizzare e il livello di profondità al quale si vuole scendere, dipendentemente dal tipo di informazioni si vogliono ottenere dal documento contabile.

L’analisi del bilancio: il punto di partenza

Come abbiamo già avuto modo di scrivere,  queste analisi sono rivolte a conoscere gli aspetti finanziari, quelli economici e quelli patrimoniali del business poiché questi tre aspetti sono tra loro strettamente interconnessi. Infatti, la gestione dell’azienda si sostanzia in una serie di fasi:

L'analisi del bilancio: come si fa e quali sono i suoi risultati

 

La gestione aziendale, nella sua complessità e nell’ambito dell’interconnessione degli aspetti finanziario, economico e patrimoniale, deve tendere all’ottenimento di tre equilibri parziali che insieme danno luogo all’equilibrio generale: si tratta dell’equilibrio finanziario, di quello economico e di quello patrimoniale. E qual è il compito dell’analisi del bilancio? E’ esattamente quello di verificare la sussistenza di questi tre equilibri. Molto semplice…

Qualche volta ci è capitato di parlare con imprenditori che mostravano con soddisfazione gli aspetti economici del loro business: fatturati milionari raggiunti in due-tre anni di attività (il che è indubbiamente un merito imprenditoriale), ma con situazioni finanziarie disastrate da quasi ogni punto di vista. Per non parlare, poi, dei rapporti di composizione patrimoniale del bilancio!! Infatti, fin troppo spesso l’aspetto più rilevante dell’intero business sembra essere il livello di fatturato raggiunto, come se questo fosse da solo sufficiente per dire che l’azienda “sta bene”. No, purtroppo non è così: l’equilibrio economico non basta! Così come non basta ricercare ed ottenere il solo equilibrio finanziario o solo quello patrimoniale.

L’analisi del bilancio: aspetto finanziario, economico e patrimoniale

Le tre gestioni (finanziaria, economica e patrimoniale) sono tre aspetti della gestione che non possono essere considerati separatamente poichè le fonti di finanziamento servono per alimentare gli investimenti i quali, a loro volta, servono per alimentare il ciclo di produzione e quindi di vendita dei prodotti/servizi i quali, alla fine, generano il fatturato. Ma se la situazione finanziaria non è in equilibrio l’azienda si trova nella difficoltà di reperire risorse finanziarie e quindi non può effettuare investimenti e  successivamente non può produrre di più per vendere (e quindi fatturare) di più, migliorando quindi anche l’aspetto economico. Insomma, sembrerebbe di essere di fronte al classico cane che si morde la coda e, di fatto, in effetti è così…

Solitamente, l’analisi del bilancio prende in considerazione proprio questi tre aspetti contemporaneamente e può essere condotta a vari livelli. Ma, anche in questo caso, fin troppo spesso le analisi del bilancio si fermano ai soliti 5-6 indicatori e ai soliti 3-4 margini. I quali potrebbero essere sufficienti per capire la situazione in linea di massima, ma non lo sono se si vuole approfondire. E’ come dire che il dottore ha osservato la lastra, ha visto che qualcosa non va, ma si ferma a quella lastra!! No, di solito anche il dottore chiede di effettuare qualche analisi aggiuntiva per capire meglio cosa sta accadendo…

E quando si vuole approfondire un pò di più, le cose si complicano: perchè, per esempio, se si volesse conoscere la reale situazione finanziaria da un punto di vista dinamico, gli indicatori  forniti dalla classica analisi del bilancio per indici non bastano più ma serve l’analisi del bilancio per flussi. Se si vuole conoscere un pò più a fondo la situazione patrimoniale, non bastano più i “soliti” cinque indici di composizione, ma serve entrare un pò di più nella composizione delle singole parti del patrimonio (attivo e passivo) nonchè studiare le varie strategie (come quelle di capitale circolante) attuate dal management. E se si vuole conoscere a fondo la situazione economica, il ROI, il ROE, il ROS e il CTO (indici prevalentemente utilizzati in una certa prassi), non sono davvero sufficienti per capire!

Questo motivo spiega il perchè quando un imprenditore si presenta da un finanziatore (banca, finanziaria, privati a o Stato) dovrebbe inserire l’analisi del bilancio nel business plan in modo approfondito e dettagliato: dopotutto, il piano d’impresa serve per fare comprendere nel miglior modo possibile all’interlocutore cosa si vuole fare, come lo si vuole fare, quando e in che tempi si vuole fare. E se un interlocutore vuole conoscere nel dettaglio gli aspetti più delicati dell’intera attività aziendale, non ci sembra che stia chiedendo la luna…

L'analisi del bilancio