Oggi parliamo (anche abbastanza brevemente) di finanziamenti agevolati e di contributi a fondo perduto perchè più di un navigatore ci ha chiesto delle spiegazioni in merito visto che l’argomento sembra abbastanza duro da mandare giù. Ma non solo: ne vogliamo parlare per fare una specie di definitiva chiarezza su un argomento che risulta “un pò” ostico alla stragrande maggioranza delle persone, imprenditori navigati compresi…
Partiamo dall’inizio, da quello di cui molto spesso parliamo nei nostri articoli e cioè la materia “prima” più importante nell’ambito della gestione dell’impresa: la finanza (di cui abbiamo parlato in tantissimi articoli come questo, oppure quest’altro) la quale regola tutto il meccanismo di funzionamento dell’impresa perchè, come ormai noto, senza soldi si combina poco…
Dunque: per capire bene di cosa si parla, partiamo dalle stesse definizioni di finanziamento agevolato e di contributo a fondo perduto. Cosa significano questi due termini?
Il finanziamento agevolato, lo dice la parola stessa, è un intervento di tipo finanziario che di solito viene concesso dallo Stato (Regione, Provincia o Comune) ad un tasso di interesse inferiore al tasso praticato sul mercato dei capitali. Molto semplicemente supponimao che sul mercato dei capitali il tasso di interesse applicato dalle banche è (per esempio) del 7,9%. Quando lo Stato concede un finanziamento applica un tasso di interesse inferiore a quello applicato dal sistema creditizio: ciò significa che lo Stato potrebbe applicare un tasso di interesse (per esempio) del 3,7%. E’ evidente che la differenza tra il 7,9% (tasso di interesse applicato dal mercato) e il 3,7% (tasso di interesse applicato dallo Stato) fa 4,2%.
Detta in termini ancora più semplici, significa che l’imprenditore risparmia il 4,2% sugli interessi che deve restituire allo Stato per i soldi che ha preso in prestito. Ed ecco perchè si parla di finanziamenti agevolati: lo Stato concede soldi in prestito e agevola l’imprenditore nella loro restituzione, in termini di tasso di interesse.
Diverso dal finanziamento agevolato è invece il finanziamento a fondo perduto: in questo caso (e ci scuserete per il termine che stiamo per utilizzare) lo Stato “regala” all’imprenditore una parte dei finanziamenti che gli sono necessari. Si, avete letto proprio bene!! Lo Stato REGALA all’imprenditore una parte dei soldi che gli servono. E quindi, in questo caso, si parla di finanziamenti a fondo perduto proprio perchè lo Stato non rivedrà mai più i soldi che ha dato a fondo perduto: li ha perduti…per l’appunto.
Finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto: cosa pensa lo Stato
Queste sono le due definizioni “tecniche” dei due tipi di finanziamento. Ora è il momento di specificare una cosa importante: quando lo Stato eroga finanziamenti agevolati e finanziamenti a fondo perduto (che di solito viaggiano a braccetto, anche se in percentuali diverse), vuole che l’imprenditore o l’aspirante imprenditore presentino un business plan fatto coi fiocchi perchè la ratio sottostante è che si tratta di soldi pubblici. Lo Stato, cioè, vuole sapere bene a chi sta concedendo i due tipi di finanziamento. E qui iniziano le prime difficoltà.
Purtroppo, infatti, nel corso degli ultimi anni abbiamo lavorato per molti bandi pubblici (e per altrettanti imprenditori) e abbiamo verificato che fin troppo spesso molti imprenditori non hanno le idee chiare: a loro basta sapere “che lo Stato ci da i soldi” e po i ci provano. In tanti altri casi abbiamo avuto imprenditori che hanno voluto iniziare la loro iniziativa imprenditoriale senza metterci una lira di tasca loro. Questo significa che, secondo il pensiero di alcuni di questi imprenditori, l’intero capitale per attiviare il business ce lo doveva mettere qualcun altro (cioè lo Stato, sotto forma di finanziamenti agevolati e contributo a fondo perduto, oppure anche una banca).
Ma questo modo di ragionare contravviene a uno dei capisaldi della finanza aziendale e di cui abbiamo in questo articolo secondo cui deve sussistere un equilibrio tra fonti di finanziamento esterne e mezzi propri. Altrimenti il business non sta in piedi. Sono capaci tutti (o quasi) di fare gli imprenditori senza mettere soldi di tasca propria!! E questo è l’aspetto più cruciale (e ovviamente critico) di tante iniziative che poi finiscono male…
Infatti, non esiste finanziatore che si accolla l’intero rischio di un’iniziativa imprenditoriale quando è lo stesso imprenditore che non rischia soldi di tasca propria!! Solitamente, quando un imprenditore crede nella sua idea, è (o dovrebbe essere) il primo a rischiare. Questo delicato aspetto dei finanziamenti spiega abbastanza bene il perchè, molto spesso e anche molto volentieri, lo Stato boccia pratiche di finanziamento per idee di business che sono buone…
Quando un imprenditore si affida ad un consulente per la gestione di questi aspetti della finanza aziendale farebbe bene a fidarsi di chi conosce questi aspetti meglio di lui e che lo sa “guidare” verso una strada un pochino più in discesa di quella che dovrebbe percorrere se la percorresse da solo. Dopotutto, il nostro lavoro è un pò come quello del medico: lui fa le analisi, le diagnosi, i controlli e tutto il resto e dopo prescrive la cura dicendo “sarebbe meglio fare così, piuttosto che colà….”.
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3 Risposte a“I FINANZIAMENTI AGEVOLATI E I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO”





Desidero sapere se posso chiedere un finanziamento a fondo perduto come piccolo editore trovando troppe difficoltà per continuare a pubblicare. Grazie, cordiali saluti
De Antoni Maria x M.d.A. Edizioni
Desidero avere notizie su come impostare una attività di airbrusher , la maggior parte degli articoli in vendita sono opere del proprio ingegno su Lecce.
Massimo Chianese
Ciao Massimo,
vorremmo darti una risposta un pò più esaustiva di un banale “non ne abbiamo idea!” ma purtroppo, con le scarse indicazioni che ci hai dato, è l’unica risposta che possiamo darti.
Indubbiamente, puoi partire dal business plan definendo il mercato e altri elementi che puoi trovare in giro nel sito. Poi, se hai bisongo di altre indicazioni, siamo qui.