BUSINESS PLAN E FLUSSI FINANZIARI

business plan e flussi finanziari

Il Business Plan e i flussi finanziari: oggi affrontiamo un aspetto della gestione aziendale  “abbastanza” complicato. Si tratta di argomento abbastanza sconosciuto alla maggior parte delle persone (imprenditori e non imprenditori) ma che deve fare parte di un Business Plan Vincente.

Infatti, quando viene inserito all’interno della parte “tecnica” del piano d’impresa, incrementa la possibilità di conoscere alcuni aspetti rilevanti del business.

Ancora una volta si parla di finanza aziendale e di come è possibile ottimizzare alcuni aspetti della gestione dal punto di vista finanziario.

Flussi finanziari e finanza aziendale

Perché, ancora una volta, continuiamo a parlare di finanza aziendale? Beh, il perché insistiamo sulla finanza è abbastanza semplice da capire. La finanza è l’aspetto più delicato della gestione di un’azienda perché ha a che fare con il soldi e con la gestione dei soldi. Infatti, se i soldi non ci sono si può fare abbastanza poco. Se, invece, i soldi ci sono allora ci sono anche opportunità di sviluppo e di crescita dell’azienda.

Fatta la dovuta premessa, dobbiamo per forza rimandare a qualche link interno al nostro sito per approfondire la questione, poiché un solo articolo è poco per spiegare tutto. E dobbiamo rimandare anche a qualche altro link per le varie definizioni di “flussi finanziari“.

Iniziamo con il dire una cosa abbastanza ovvia, ma che ovvia non è: “qualsiasi operazione aziendale comporta un impiego  o un disimpiego di risorse finanziarie“.  Cosa significa questa cosa? E’ semplice: qui entra in gioco la differenza sostanziale tra aspetto finanziario e aspetto monetario della gestione. Ne abbiamo parlato in qualche articolo come questo. Infatti, per loro natura, tutte le operazioni aziendali possono essere ricondotte a due attività principali:

1) attività necessarie per reperire mezzi finanziari

2) attività di investimento effettuate dall’impresa sia in immobilizzazioni che in capitale circolante. Oltre, ovviamente, che per il sostenimento di costi di esercizio.

Flussi finanziari: come si fa l’analisi dei flussi finanziari

Il punto 1) e 2) significano semplicemente che qualsiasi cosa si fa in azienda, essa assorbe o libera risorse finanziario-monetarie. Ogni volta che si parla di soldi che “vanno e che vengono” ci si riferisce proprio ai flussi finanziari. Si parla, in pratica, di soldi cash, liquidi. Semplice. E tutti questi movimenti di soldi devono essere riepilogati all’interno di un documento che si chiama rendiconto finanziario. Questo rendiconto serve proprio a mettere in evidenza come entrano e come escono i soldi dall’azienda.

L’analisi per flussi finanziari che porta alla redazione del rendiconto finanziario può interessare:

  • tutte le voci del bilancio (e in tal caso si parla di analisi dei flussi totali);
  • oppure solamente le voci del capitale circolante netto (e in tal caso si parla di analisi dei flussi di capitale circolante netto);
  • o ancora, può interessare solamente l’analisi delle disponibilità liquide (nel qual caso parliamo di analisi dei flussi di cassa);
  • o, in utlima analisi, possono riguardare l’autofinanziamento.

In ognuna delle analisi sopra menzionate, e a qualsiasi livello di approfondimento esse vengano effettuate,  viene comunque considerato il flusso finanziario derivante dalla gestione.

Flussi finanziari: il prospetto fonti-impieghi

Questo tipo di analisi considera tutti i movimenti intervenuti in tutte le poste del bilancio dividendoli in FONTI e IMPIEGHI di denaro. questa divisione varia a seconda che si tratti di investimenti o finanziamenti (o disinvenstimenti). Questa analisi parte da uno schema “grezzo” che deve poi essere opportunamente rettificato per “eliminare” quelle variazioni delle voci che NON hanno natura finanziario-monetaria. Solitamente, la prassi sintetizza questo tipo di analisi in uno schema come il seguente:

Flussi finanziari: il prospetto fonti-impieghi
Flussi finanziari: il prospetto fonti-impieghi

L’analisi dei flussi finanziari totali evidenzia come sono state utilizzate le risorse finanziarie e da dove sono arrivate. Ovviamente, nell’ambito della redazione di un business plan, questo strumento si presta molto bene per le previsioni dei bilanci prospettici al fine di evidenziare ciò che accadrà nell’ambito della gestione e della pianificazione del business.

Flussi finanziari: l’analisi per flussi di Capitale Circolante Netto (C.C.N.)

Il Capitale Circolante Netto (CCN) è dato dalla differenza tra le attività correnti e le passività correnti. E’ una grandezza che ha che fare con la solvibilità dell’azienda nel breve termine. Effettuare questa analisi serve per identificare le fonti e/o gli impieghi di breve termine, per distinguerli da quelli di medio-lungo termine. Quindi, l’analisi dei flussi di C.C.N. fornisce informazioni sugli elementi che hanno partecipato alla creazione o all’assorbimento di risorse finanziarie nel breve termine.

Il Capitale Circolante Netto finanziario è la configurazione più utilizzata nella prassi professionale poichè consente di spiegare i fenomeni generali dell’impresa che hanno inciso sulla situazione finanziaria.

Flussi finanziari e l’analisi dei flussi di cassa

Questo tipo di analisi viene effettuata a livello delle variazioni che sono intervenute nell’ambito della liquidità aziendale. Mette in luce le varie operazioni di incasso e pagamento. Si tratta del caso più concreto di analisi effettuate a livello monetario, e quindi considerando la cassa (e/o la banca) effettiva, e non altre voci.

A differenza di quanto accade per i due tipi di analisi visti in precedenza, in questo caso i flussi finanziari vengono studiati secondo il principio di cassa. Ciò significa che vengono considerati in base al fatto  se hanno determinato un flusso in entrata o un flusso in uscita (di cassa o di banca). In pratica, questa analisi considera solo i movimenti finanziari di tipo monetario che danno luogo ad effettivi movimenti di denaro. In tal senso, infatti, un credito determina un effettivo movimento di denaro solo nel momento in cui viene incassato. Solo in quel momento, cioè nel momento in cui da “credito” diventa “liquidità” allora può essere considerato un movimento monetario. Fino ad allora non va considerato nell’ambito del flusso di cassa.

E’ evidente, quindi, che l’analisi dei flussi finanziari e dei flussi di cassa tende a conoscere come vengono reperite e come vengono consumate le liquidità. Anche nel caso dell’analisi dei flussi di cassa, il risultato è l’elaborazione di un rendiconto finanziario all’interno del quale sono riepilogate le variazioni nella situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda espresse in termini di variazioni della liquidità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *