CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO

che cos’è l’ammortamento

Che cos’è l’ammortamento? Ecco un’altra delle tante domande che ci è stata posta dai navigatori del nostro sito e alla quale rispondiamo con questo articolo.

L’ammortamento è uno dei concetti-cardine della contabilità e uno degli aspetti più importanti su cui si basa la finanza aziendale poichè, come vedremo tra pochissimo,  questo concetto comporta alcune considerazioni di carattere puramente finanziario anche se, a prima vista, sembra essere una questione  di carattere strettamente contabile.

Innanzi tutto, iniziamo con il dire che l’ammortamento di cui si parla nell’ambito della gestione aziendale non deve assolutamente essere confuso con l’ammortamento di cui si parla nell’ambito bancario: infatti, in questo secondo caso, l’ammortamento non è altro che un calcolo che si effettua per definire a quanto ammonta la rata di un mutuo che deve essere restituita a una banca (o a una società finanziaria) dopo l’ottenimento di un prestito. Semplice.

Nell’ambito della gestione aziendale, invece, il concetto di ammortamento si lega alla sua definzione, la quale ci dice che: “L’ammortamento è un procedimento tecnico-contabile di ripartizione di un costo pluriennale in più esercizi“. Uhm…sarebbe a dire? Per capire bene questo concetto, occorre sapere che un “costo pluriennale” è un’immobilizzazione materiale o immateriale e per capire cos’è un’immobilizzazione tecnica rimandiamo a questa pagina.

Il concetto-base dell’ammortamento è abbastanza semplice da comprendere. Partiamo dal concetto di utilità: un bene (o costo) pluriennale fornisce all’azienda la sua utilità per più esercizi. Ciò significa che, a differenza dei costi di esercizio (che sono sintetizzati nel conto economico), un bene pluriennale “entra” nel ciclo di lavorazione per vari anni. Questo spiega perchè gli  impianti, i macchinari, gli automezzi, i computer, i mobili e gli arredi e altri beni, si trovano nello stato patrimoniale attivo tra le immobilizzazioni. Il fatto di stare tra le immobilizzazioni è legato a  un concetto finanziario fondamentale della gestione: il ciclo di reintegro finanziario degli investimenti, in base al quale si calcola quanto tempo ci vuole per “trasformare” in denaro un investimento.

Quando un’azienda acquista un impianto, questo impianto si “trasforma” in denaro in un arco temporale più ampio di 12 mesi poichè i prodotti che si ottengono grazie a quell’impianto sono queli che generano i ricavi che sono necessari per “riprendersi” i soldi dell’impianto stesso. E questo processo “dura” per più di un esercizio. Il fatto è uno, e molto semplice: supponiamo che nel 2010 ho acquistato un impianto e l’ho pagato 100.000 euro e supponiamo che questi 100.000 euro li ho “tirati fuori” finanziariamente nello stesso 2010, la domanda è: “Ma è giusto che il 2010 si deve sobbarcare l’intero costo dell’impianto (cioè i 100.000 euro) anche se quell’impianto serve per produrre prodotti che saranno venduti anche negli anni successivi?”.

La risposta, dal punto di vista contabile, è: NO! Non è giusto che il 2010 si deve caricare l’intero costo dell’impianto, e che gli anni successivi non si accollano alcun costo per quell’impianto, pur beneficiandone. E quindi è corretto (contabilmente e finaziariamente) effettuare la “ripartizione del costo pluriennale in più esercizi”. Semplice.

 

Che cos’è l’ammortamento e come calcolarlo

Ma come si effettua questa ripartizione del costo pluriennale? Semplicemente dividendo il COSTO STORICO dell’impianto per il numero degli anni di durata dell’ammortamento. E chi è che definisce il termine di durata dell’ammortamento? Il T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), e non l’imprenditore… Supponiamo che la durata stabilita dal T.U.I.R. sia di 5 anni, allora il nostro impianto viene “ammortizzato” nel modo seguente, individuando la c.d. QUOTA DI AMMORTAMENTO:

 

quota di ammortamento

 

Il COSTO STORICO è il costo di acquisto dell’immobilizzazione (nel nostro esempio: 100.000 euro) e la QUOTA DI AMMORTAMENTO è il COSTO di ESERCIZIO che deve attribuito nel conto economico dell’esercizio in cui c’è stato l’acquisto (cioè il 2010) più i quattro esercizi successivi (e cioè: il 2011, il 2012, il 2013 e il 2014). Cosa accade con questa “ripartizione del costo pluriennale in più esercizi? Accade che ogni esercizio si trova “caricato”, tra i costi, il costo di ammortamento dell’impianto, di modo che ogni esercizio contenga la sua parte di costo pluriennale.

Fin qui, la questione di carattere puramente contabile.

L’aspetto di carattere puramente finanziario è un altro, e molto più importante: infatti la quota di ammortamento del bene pluriennale è iscritta tra i costi di esercizio di ognuno degli esercizi considerati, di modo che ogni esercizio abbia la sua parte di costo. Ma la definizione dice che “l’ammortamento è un procedimento tecnico-contabile…” eccetera. E’ UN PROCEDIMENTO TECNICO-CONTABILE, significa che è una specie di “artificio” che si è inventato la contabilità per ripartire il costo di un bene pluriennale. Ma se è vero che l’intera uscita finanziaria dovuta all’acquisto dell’impianto (100.000 euro) è avvenuta nel 2010, è altrettanto vero che negli anni successivi questa uscita finanziaria non c’è e non ci sarà, poichè c’è già stata (nel 2010), pur essendo iscritta tra i costi dei conti economici.

E allora? E allora accade una cosa abbastanza curiosa: che nel conto economico di tutti gli esercizi c’è un costo (che è la quota di ammortamento) che concorre all’abbattimento del reddito, ma dal punto di vista finanziario non c’è alcuna uscita monetaria. Ecco perchè, infatti, l’ammortamento è considerato uno dei tanti COSTI NON MONETARI della gestione!! Ed ecco perchè l’ammortamento entra nell’ambito del calcolo del c.d. AUTOFINANZIAMENTO, che è la capacità dell’azienda di produrre al suo interno risorse monetarie, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento…

Capiamo benissimo che la cosa è abbastanza complicata, ma quando si scrive un business plan questi sono aspetti da tenere nella dovuta considerazione proprio a causa della doppia veste economico-finanziaria degli investimenti in immobilizzazioni. E quando noi diciamo che lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico sono intimamente connessi come marito e moglie (perchè quello che accade nell’uno comporta delle ripercussioni nell’altro), non facciamo facili battute, ma vogliamo solo mettere in guardia l’imprenditore, il neo-imprenditore e l’aspirante imprenditore dai rischi che corre nel valutare in modo adeguato e corretto quello che fa quando si lancia in nuovi investimenti e/o idee di business.

Tutti i segreti  che ti sono utili per comprendere fino in fondo le dinamiche economico-finanziarie dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico li puoi trovare nel nostro prodotto: “Il bilancio di esercizio“.

6 commenti a “CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO

    1. Ciao Paolo,

      per “esercizio” intendo l’esercizio amministrativo, che va dal 1° gennaio al 31 Dicembre di ogni anno.

      Se poi ti riferisci all’ammortamento in quanto costo di esercizio, allora la cosa cambia poco: mi riferisco al costo della quota di ammortamento che va inserita nel conto economico. E visto che il conto economico è la sintesi dei costi che sono stati sostenuti nel corso dell’”esercizio”, è chiaro che si tratta del costo sostenuto dal 1° gennaio al 31 dicembre e relativo ad un bene pluriennale.

  1. Buongiorno,
    l’ articolo è spiegato molto bene, tuttavia mi sorge un dubbio.
    Ma il reintegro in forma monetaria dell’ investimento avviene quando i ricavi sono maggiore dei costi, oppure se i ricavi generano effettive entrate? leggendo l’articolo mi sembra più scontato che il reintegro avvenga quando i ricavi siano maggiore dei costi!!
    ringrazio in anticipo.
    Riccardo

    1. Ciao Riccardo,

      grazie per il complimento.

      Il reintegro finanziario dell’investimento avviene sempre in forma monetaria e non è neccessariamente detto che i ricavi debbano essere più alti dei costi; infatti, può anche capitare che (esempio) i costi siano 100 e tra di essi siano compresi 30 di ammortamento e i ricavi siano 90. In tal caso si verifica una perdita di esercizio di 10 poichè i ricavi sono minori dei costi. Ma il fatto che i ricavi siano minori dei costi non significa che non c’è stato il reintegro degli investimenti: significa solo che l’attività economica “lavora” in perdita.

      Certo… se i ricavi fossero zero (e di conseguenza la perdita 100), allora si che non ci sarebbe stato reintegro finanziario degli ammortamenti; al limite, fino a che i ricavi stanno sopra il 30, si potrebbe dire che gli ammortamenti sono stati reintegrati.
      Insomma: il concetto è abbastanza complicato anche perchè quando si parla di ammortamenti ci si riferisce a costi di natura NON MONETRAIA.

      Ma, in linea di massima, il concetto è quello che ti ho appena scritto..

  2. Buongiorno! Desidero alla luce di quanto letto sopra fare una domanda: Dal momento che l’imprenditore ha acquistato un bene, è forse l’ammortamento che costituisce la restituzione del costo senza che sia tassato?
    cioè ad esempio spendo 100.000,00 € per acquistare un’attrezzatura, ricavo 20.000,00 in un anno di utilizzo(al 31/12) ponendo il caso di poter mettere l’attrezzatura in ammortamento per 10 anni, ne consegue che la quota di ammortamento annuale è 10.000,00 € e quindi fiscalmente pago le tasse su 10.000,00 (cioè su 20.000-10.000) e i 10.000,00 di quota ammortamento mi rientrano in tasca esen tasse? Oppure che fine fanno?

    1. Ciao Carmelo,

      il ragionamento che hai fatto è corretto: infatti l’ammortamento, al di là del fatto che è un costo non monetario, viene comunque inserito nell’ambito dei costi del conto economico e, a parità di tutte le anltre condizIoni (cioè tutti gli altri costi e tutti gli altri ricavi), la sua presenza nell’ambito dei costi fa diminuire il reddito ante imposte (che è quello sul quale saranno calcolate le imposte).

      I 10.000 euro cui hai fatto riferimento non è che ti rientrano nelle tasche esentasse: diciamo che non ti escono dalle tasche. Il ragionswmento è un pò più complicato e i 10.000 euro non sono, poi, effettivamente 10.000. Ma il concetto è che in tasca non ti rientra nulla. Semmai non ti esce (il che, forse, è la stessa cosa..).

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