CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO DEI BENI STRUMENTALI

che cos’è l’ammortamento

Ammortamento: tantissimi navigatori ci hanno chiesto di spiegare, in modo semplice e comprensibile, questo concetto il quale rappresenta uno dei cardini su cui basa l’intera economia aziendale e, di conseguenza, la parte finanziario-monetaria della finanza aziendale. Bene! E allora iniziamo a vedere cos’è questa parolaccia, cosa significa, come si calcola e come incide nell’ambito della gestione aziendale.

Come abbiamo appena detto, l’ammortamento è uno dei concetti-cardine della contabilità e uno degli aspetti più importanti su cui si basa la finanza aziendale poiché, come vedremo tra pochissimo,  questo concetto comporta alcune considerazioni di carattere puramente finanziario anche se, a prima vista, sembra essere una questione  di carattere strettamente contabile.

L’ammortamento nella gestione aziendale

Innanzi tutto, iniziamo con il dire che l’ammortamento di cui si parla nell’ambito della gestione aziendale non deve assolutamente essere confuso con l’ammortamento di cui si parla nell’ambito bancario: infatti, in questo secondo caso, l’ammortamento non è altro che un calcolo che si effettua per definire a quanto ammonta la rata di un mutuo che deve essere restituita a una banca (o a una società finanziaria) dopo l’ottenimento di un prestito (e, in tal senso, si parla di “piano di ammortamento“). Allo stesso modo , non dobbiamo confonderci sul significato che questa parola ha nell’ambito giuridico quando ci si riferisce allo smarrimento e/o al furto di un documento di credito (leggi qui la definizione).

Nell’ambito della gestione aziendale, invece, il concetto di ammortamento si lega alla sua definzione, la quale ci dice che: “L’ammortamento è un procedimento tecnico-contabile di ripartizione di un costo pluriennale in più esercizi“. Uhm…sarebbe a dire? Per capire bene questo concetto, occorre sapere che un “costo pluriennale” è un’immobilizzazione materiale o immateriale e per capire cos’è un’immobilizzazione tecnica rimandiamo a questa pagina.

Il concetto-base dell’ammortamento è abbastanza semplice da comprendere. Partiamo dal concetto di utilità: un bene (o costo) pluriennale fornisce all’azienda la sua utilità per più esercizi. Ciò significa che, a differenza dei costi di esercizio (che sono sintetizzati nel conto economico), un bene pluriennale “entra” nel ciclo di lavorazione per vari anni. Questo spiega perché gli  impianti, i macchinari, gli automezzi, i computer, i mobili e gli arredi e altri beni, si trovano nello stato patrimoniale attivo tra le immobilizzazioni. Il fatto di stare tra le immobilizzazioni è legato a  un concetto finanziario fondamentale della gestione: il ciclo di reintegro finanziario degli investimenti, in base al quale si calcola quanto tempo ci vuole per “trasformare” in denaro un investimento.

Quando un’azienda acquista un impianto, questo impianto si “trasforma” in denaro in un arco temporale più ampio di 12 mesi poiché i prodotti che si ottengono grazie a quell’impianto sono quelli che generano i ricavi che sono necessari per “riprendersi” i soldi dell’impianto stesso. E questo processo “dura” per più di un esercizio. Il fatto è uno, e molto semplice: supponiamo che nel 2010 ho acquistato un impianto e l’ho pagato 100.000 euro e supponiamo che questi 100.000 euro li ho “tirati fuori” finanziariamente nello stesso 2010, la domanda è: “Ma è giusto che il 2010 si deve sobbarcare l’intero costo dell’impianto (cioè i 100.000 euro) anche se quell’impianto serve per produrre prodotti che saranno venduti anche negli anni successivi?”.

La risposta, dal punto di vista contabile, è: NO! Non è giusto che il 2010 si deve caricare l’intero costo dell’impianto, e che gli anni successivi non si accollano alcun costo per quell’impianto, pur beneficiandone. E quindi è corretto (contabilmente e finanziariamente) effettuare la “ripartizione del costo pluriennale in più esercizi”. Semplice.

L’ammortamento: cosa è e come si calcola?

Ma come si effettua questa ripartizione del costo pluriennale?Come si fa il calcolo dell’ammortamento? Semplicemente dividendo il COSTO STORICO dell’impianto per il numero degli anni di durata dell’ammortamento. E chi è che definisce il termine di durata dell’ammortamento? Il T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), e non l’imprenditore… Supponiamo che la durata stabilita dal T.U.I.R. sia di 5 anni, allora il nostro impianto viene “ammortizzato” nel modo seguente, individuando la c.d. QUOTA DI AMMORTAMENTO:

 

Ammortamento: il calcolo della quota
Ammortamento: il calcolo della quota

 

Il COSTO STORICO è il costo di acquisto dell’immobilizzazione (nel nostro esempio: 100.000 euro) e la quota di ammortamento è il costo di esercizio che deve attribuito nel conto economico dell’esercizio in cui c’è stato l’acquisto (cioè il 2010) più i quattro esercizi successivi (e cioè: il 2011, il 2012, il 2013 e il 2014). Cosa accade con questa “ripartizione del costo pluriennale in più esercizi? Accade che ogni esercizio si trova “caricato”, tra i costi, il costo di ammortamento dell’impianto, di modo che ogni esercizio contenga la sua parte di costo pluriennale.

Fin qui, la questione di carattere puramente contabile.

L’aspetto di carattere puramente finanziario è un altro, e molto più importante: infatti la quota di ammortamento del bene pluriennale è iscritta tra i costi di esercizio di ognuno degli esercizi considerati, di modo che ogni esercizio abbia la sua parte di costo. Ma la definizione dice che “l’ammortamento è un procedimento tecnico-contabile…” eccetera. E’ UN PROCEDIMENTO TECNICO-CONTABILE, significa che è una specie di “artificio” che si è inventato la contabilità per ripartire il costo di un bene pluriennale. Ma se è vero che l’intera uscita finanziaria dovuta all’acquisto dell’impianto (100.000 euro) è avvenuta nel 2010, è altrettanto vero che negli anni successivi questa uscita finanziaria non c’è e non ci sarà, poichè c’è già stata (nel 2010), pur essendo iscritta tra i costi dei conti economici.

E allora? E allora accade una cosa abbastanza curiosa: che nel conto economico di tutti gli esercizi c’è un costo (che è la quota di ammortamento) che concorre all’abbattimento del reddito, ma dal punto di vista finanziario non c’è alcuna uscita monetaria. Ecco perchè, infatti, l’ammortamento è considerato uno dei tanti COSTI NON MONETARI della gestione!! Ed ecco perchè l’ammortamento entra nell’ambito del calcolo del c.d. AUTOFINANZIAMENTO, che è la capacità dell’azienda di produrre al suo interno risorse monetarie, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento…

Capiamo benissimo che la cosa è abbastanza complicata, ma quando si scrive un business plan questi sono aspetti da tenere nella dovuta considerazione proprio a causa della doppia veste economico-finanziaria degli investimenti in immobilizzazioni. E quando noi diciamo che lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico sono intimamente connessi come marito e moglie (perché quello che accade nell’uno comporta delle ripercussioni nell’altro), non facciamo facili battute, ma vogliamo solo mettere in guardia l’imprenditore, il neo-imprenditore e l’aspirante imprenditore dai rischi che corre nel valutare in modo adeguato e corretto quello che fa quando si lancia in nuovi investimenti e/o idee di business.

Tutti i segreti  che ti sono utili per comprendere fino in fondo le dinamiche economico-finanziarie dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico li puoi trovare nel nostro prodotto: “Il bilancio di esercizio“.

L'ammortamento nel calcolo dei costi di esercizio

30 thoughts on “CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO DEI BENI STRUMENTALI

    1. Ciao Gianluigi,

      GRAZIE a te per il complimento!
      Sapere che tante persone come te apprezzano il nostro lavoro, ci stimola ad andare avanti e a fare sempre meglio.

  1. Se il valore dell impianto è di 110.000 € e l ammortamento è 20%, perché la quota di ammortamento viene di 23.300 e non di 22.000?

    1. Ciao Dona,

      scusa ma non mi è molto chiaro a quali numeri ti stai riferendo. Se puoi indicarmi da dove li hai presi, posso darti una risposta più precisa.

  2. Salve,avrei bisogno di un chiarimento sull’ammortamento di un bene durevole
    Diciamo che normalmente si legge che l’ammortamento è la ripartizione del costo storico(totale,iniziale)in quote minori che vengono addebbitate in ogni esercizio dal momento dell’acquisto,sino ad un termine contabile.Quindi non si può imputare sul conto economico di un esercizio il costo totale del bene,dato che viene usato anche dopo.Quello che non mi è chiaro è il ruolo del fondo ammortamento e il reintegro della spesa effettuata per l’acquisto di tale bene.
    Esempio,acquisto un impianto da 50000 euro.Avrò quote di ammortamento,ok.Ma poi non bisogna accantonare una parte di ricavi per “riprendermi” nel tempo i soldi che avevo speso?E’ quello il senso del fondo ammortamento?Non capisco perchè si parla di obsolescenza del bene anche……grazie per un eventuale aiuto

    1. Ciao,

      la spiegazione è abbastanza semplice: se partiamo dal presupposto che l’ammortamento “..è un processo tecnico-contabile..” etc etc.., lo dice la definizione stessa che si tratta di un “procedimento”; si tratta, cioè, di un artificio contabile che serve alla contabilità per “..ripartire un costo pluriennale in più esercizi”. Questa è la premessa.

      Trattandosi un artificio contabile (per definizione), tutto ciò che consegue all’ammortamento è la conseguenza di un artificio contabile e, quindi, è tutto un artificio contabile! Scusa il giro di parole (spero di non averti confuso le idee ancora di più…) ma se hai capito questo, capisci tutto. Infatti, il fondo di ammortamento, è un altro artificio contabile con il quale la contabilità “crea” un fondo che va a rettificare il costo storico del bene ammortizzabile e questo fondo viene creato in ragione della quota di ammortamento che viene accantonata ogni anno, per la durata dell’ammortamento (di solito, 5 anni da TUIR). E cosa succede, dopo? Succede che, mano a mano che aumenta il fondo di ammortamento, diminuisce il valore contabile del bene. O, se preferisci, ogni anno il valore contabile del bene diminuisce del valore della quota di ammortamento.

      Facciamo un esempio:
      costo storico = 100
      Durata amm.to = 5 anni
      Quota amm.to annuale= 20

      Alla fine del primo anno, il fondo di ammortamento è dato dalla somma delle quote di ammortamento che, al primo anno, sono una sola: la prima quota, valore 20. Quindi il Fondo ammortamento alla fine del primo anno è 20.
      Se il fondo è 20 e il fondo va a rettificare il costo storico (100), quanto vale il bene (contabilmente)? Vale Costo storico – Fondo Ammortamento. Cioè vale 100 – 20= 80.

      Alla fine del secondo anno, accantoni la seconda quota e la metti nel fondo il quale, quindi, arriva a 40 (20 della quota I° anno + 20 quota II° anno. Giusto?). Il valore contabile del bene è dato, come prima, da: costo storico (100) – fondo ammortamento (40. Quindi, alla fine del secondo anno, il valore contabile è 60.

      Al terzo anno, stessa storia; il fondo diventa 60 (20 della quota I° anno + 20 della quota II° anno + 20 della quota II° anno) e il valore contabile è 40 dato, come sempre, da costo storico (100) – fondo ammortamento (che, alla fine del terzo anno è uguale a 60). Ti torna?

      E così via.

      Alla fine del V° anno, hai accantonato nel fondo 5 quote del valore di 20 per un totale di 100 e il fondo, come sempre, va a rettificare il costo storico e quindi avremo che (costo storico (100) – fondo ammortamento (100) = 0 (zero.
      alla fine del V° anno il valore contabile del bene è zero.

      E tutto torna.

      Il recupero dell’ammortamento tramite i ricavi è esattamente questo passaggio: tutto rimane nell’ambito del “procedimento tecnico-contabile..” e quindi, quando ogni anno imputi la quota nel conto economico, stai, si fatto, sottraendo un costo (la quota stessa di 20) ai ricavi, anche se la quota è una componente NON MONETARIA della gestione. Ma questa è un’altra questione un pochino più complessa…

      Spero di esserti stato di aiuto e di avere dissipato i dubbi.

      1. Grazie mille per la disponibilità…….in merito alla questione

        Quindi l’ammortamento essendo una componente NON monetaria,non prevede praticamente movimenti di denaro diciamo.Nel senso,nel fondo di ammortamento non vanno accantonati soldi “veri”?.Che alla fine dell’ammortamento diventano utilizzabili e che rappresenterebbero il recupero monetario del costo storico sostenuto ?

        Perchè,sino al concetto di ripartizione del costo su più esercizi,non facendo gravare il costo storico totale su uno solo(in alcuni casi portando in perdita i conti probabilmente)ci sto,ok anche l’artificiosità contabile.

        In definitiva,se io acquisto un bene di costo X,negli anni di utilizzo,dovrei recuperare man mano il denaro speso.Il fondo ammortamento non c’entra nulla con questo?Quindi non è un accantonamento di denaro(sottraendolo ai ricavi)che mi porterà a riavere il costo dell’acquisto e mi rettifica il costo storico?

        Perdonatemi se sono di legno,ma non sono ne di mestiere e sui libri non è agevole arrivare a fondo del concetto

        grazie ancora

  3. ciaoo, in un esercizio che mi hanno dato c’e’ scritto che un arredamento e’ gia’ ammortizzato per il 50 % al coefficiente del 18 % annuo. devo fare lo stesso l’ammortamento oppure no?????? grazieee 🙂

    1. Ciao Giada,

      certo che devi fare l’ammortamento! Al di là dell’ammontare della quota (questo 18% mi sembra un po’ strano..), l’ammortamento deve essere completato fino al valore complessivo del bene, cioè fino al 100%.

  4. Buonasera,
    Facendo riferimento al post di Carmelo, in cui si dice che ho ricavi pari a 20.000 euro di cui 10.000 euro andranno tassati negli utili e 10.000 euro imputati all’ammortamento del bene… Questi che non entrano e non escono dalle tasche… Dove vanno a finire?! Cioè io li ho in entrata effettiva quei 10.000 euro, li ho guadagnati.. Mi restano sul conto corrente come liquidità per la società? La società li può usare ad esempio per pagare un dipendente?!

    1. Ciao Massimo,

      la domanda che hai posto richiederebbe di affrontare aspetti della gestione un po’ complicati poiché riguardano la gestione finanziario-monetaria..

      Come ho scritto sopra a qualcun altro, l’ammortamento è solo un “procedimento tecnico contabile..” rivolto all’imputazione di un costo (cioè la quota di ammortamento) direttamente nel conto economico per questioni di tasse. Essendo un artificio contabile non da’ luogo a uscite finanziario-monetarie e, di conseguenza e sotto alcune condizioni, i soldi dell’ammortamento ce li dovresti avere in tasca.

  5. Finalmente sono riuscita a trovare risposte a tutti i miei dubbi riguardo l’argomento!! eccetto ad uno: l’ammortamento viene fatto anche per ragioni relative alla detrazione fiscale del macchinario (per esempio)? cioè io oltre che dividere il costo dell’immobilizzazione per gli anni di vita utile della stessa, devo farlo anche per detrarne fiscalmente una parte ogni anno?

    1. Ciao Stefania,

      grazie per il complimentone che ci hai fatto!! Non so a che punto eri con “..tutti i miei dubbi..” in materia ma, il semplice fatto di averli dissipati, ci fa piacere! Ne resta uno solo; sciogliamo anche questo, allora.

      L’ammortamento viene fatto anche (direi: esclusivamente..) per ragioni di carattere fiscale tanto è vero che le modalità di detrazione dell’ammortamento dal conto economico non vengono decise dall’imprenditore né dal suo commercialista ma direttamente dal T.U.I.R. (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, cioè dal “Sig. Fisco” in persona!).

      L’ammortamento, infatti, è “..un procedimento tecnico-contabile di ripartizione di un costo pluriennale in più esercizi..” etc etc. Un “procedimento tecnico-contabile” significa che è un artificio dettato dai principi contabili per questioni di competenza economica del costo che deve essere inserito nell’ambito dei costi del conto economico. Ed è chiaro che, a parità di tutte le altre condizioni, se inserisci un costo (l’ammortamento) tra i costi, questi costi aumentano e, di conseguenza, diminuisce l’utile ante imposte dal quale vengono calcolate le tasse da pagare.

      Spero di essere stato chiaro (anche se, forse, un pochino contorto..) e di aver sciolto ogni tuo dubbio residuo.

      1. Buongiorno. Ho dei dubbi in merito alla quota di ammortamento. Supponiamo che, a fronte di un investimento di 300.000 euro, si abbia una quota di ammortamento complessiva ( riferita ad attrezzature ed impianti, adeguamenti strutturali, etc) di 39.000 euro. Supponiamo che abbia contratto un mutuo per far fronte all’investimento con rata annuale di 30.000 euro. A questo punto nel conto economico, nei costi, devo riportare quota di ammortamento e rata annuale? c’è connessione tra queste due voci (l’una esclude l’altra)?

        1. Ciao Francesco,

          purtroppo le domande che hai fatto riguardano due aspetti essenziali della gestione aziendale; aspetto economico e aspetto finanziario.
          Poi, nell’ambito dell’aspetto finanziario, occorre distinguere tra l’aspetto finanziario “puro” e quello finanziario-monetario che è quello che interessa maggiormente poichè riguarda le vere e proprie entrate e uscite monetarie (i soldi “cash”, per capirci..).

          La risposta da darti è un po’ complessa (non è che non voglio dartela, ma è davvero complicato spiegare in un commento di un post i collegamenti tra la finanza aziendale e l’aspetto economico della gestione..); mi limito a dirti che l’ammortamento non da luogo a uscite monetarie pur essendo un costo di gestione e il finanziamento che hai preso (e che devi restituire), invece da luogo a uscite monetarie (i soldi che devi restituire) ma non è un costo bensì una diminuzione di un debito (aspetto finanziario e finanziario-monetario della questione). La sola cosa che entra in conto economico come costo è la parte della rata (che devi rimborsare) relativa agli interessi passivi (chiamata “oneri finanziari”) sul prestito.

          Quindi; in C/E devi riporatre ammortamento (per intero) e interessi passivi della rata (calcolata su base annuale).

          Spero di essere stato di aiuto comunque.

    1. Ciao Donato,

      grazie per il complimento; fa sempre piacere vedere il proprio lavoro apprezzato dagli altri.

  6. Buongiorno! Desidero alla luce di quanto letto sopra fare una domanda: Dal momento che l’imprenditore ha acquistato un bene, è forse l’ammortamento che costituisce la restituzione del costo senza che sia tassato?
    cioè ad esempio spendo 100.000,00 € per acquistare un’attrezzatura, ricavo 20.000,00 in un anno di utilizzo(al 31/12) ponendo il caso di poter mettere l’attrezzatura in ammortamento per 10 anni, ne consegue che la quota di ammortamento annuale è 10.000,00 € e quindi fiscalmente pago le tasse su 10.000,00 (cioè su 20.000-10.000) e i 10.000,00 di quota ammortamento mi rientrano in tasca esen tasse? Oppure che fine fanno?

    1. Ciao Carmelo,

      il ragionamento che hai fatto è corretto: infatti l’ammortamento, al di là del fatto che è un costo non monetario, viene comunque inserito nell’ambito dei costi del conto economico e, a parità di tutte le altre condizioni (cioè tutti gli altri costi e tutti gli altri ricavi), la sua presenza nell’ambito dei costi fa diminuire il reddito ante imposte (che è quello sul quale saranno calcolate le imposte).

      I 10.000 euro cui hai fatto riferimento non è che ti rientrano nelle tasche esentasse: diciamo che non ti escono dalle tasche. Il ragionamento è un po’ più complicato e i 10.000 euro non sono, poi, effettivamente 10.000. Ma il concetto è che in tasca non ti rientra nulla. Semmai non ti esce (il che, forse, è la stessa cosa..).

  7. Buongiorno,
    l’ articolo è spiegato molto bene, tuttavia mi sorge un dubbio.
    Ma il reintegro in forma monetaria dell’ investimento avviene quando i ricavi sono maggiore dei costi, oppure se i ricavi generano effettive entrate? leggendo l’articolo mi sembra più scontato che il reintegro avvenga quando i ricavi siano maggiore dei costi!!
    ringrazio in anticipo.
    Riccardo

    1. Ciao Riccardo,

      grazie per il complimento.

      Il reintegro finanziario dell’investimento avviene sempre in forma monetaria e non è neccessariamente detto che i ricavi debbano essere più alti dei costi; infatti, può anche capitare che (esempio) i costi siano 100 e tra di essi siano compresi 30 di ammortamento e i ricavi siano 90. In tal caso si verifica una perdita di esercizio di 10 poichè i ricavi sono minori dei costi. Ma il fatto che i ricavi siano minori dei costi non significa che non c’è stato il reintegro degli investimenti: significa solo che l’attività economica “lavora” in perdita.

      Certo… se i ricavi fossero zero (e di conseguenza la perdita 100), allora si che non ci sarebbe stato reintegro finanziario degli ammortamenti; al limite, fino a che i ricavi stanno sopra il 30, si potrebbe dire che gli ammortamenti sono stati reintegrati.
      Insomma: il concetto è abbastanza complicato anche perchè quando si parla di ammortamenti ci si riferisce a costi di natura NON MONETRAIA.

      Ma, in linea di massima, il concetto è quello che ti ho appena scritto..

    1. Ciao Paolo,

      per “esercizio” intendo l’esercizio amministrativo, che va dal 1° gennaio al 31 Dicembre di ogni anno.

      Se poi ti riferisci all’ammortamento in quanto costo di esercizio, allora la cosa cambia poco: mi riferisco al costo della quota di ammortamento che va inserita nel conto economico. E visto che il conto economico è la sintesi dei costi che sono stati sostenuti nel corso dell'”esercizio”, è chiaro che si tratta del costo sostenuto dal 1° gennaio al 31 dicembre e relativo ad un bene pluriennale.

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