BUON COMPLEANNO!!

Tra pochissimi giorni businessplanvincente compie 2 anni e non potevamo non festeggiare insieme a Voi, per il secondo anno consecutivo, questo evento! Come abbiamo avuto modo di scrivere già lo scorso anno in questo articolo, anche oggi vogliamo condividere insieme a tutti i navigatori del nostro sito alcuni “numeri” senza i quali non troveremmo le giuste motivazioni per continuare a fare quello che facciamo! Rispetto allo scorso anno, però, ci sono state alcune novità: infatti, quando abbiamo iniziato a scrivere contenuti per diffondere la cultura d’impresa, non avevamo minimamente immaginato che potesse accadere quello che invece è accaduto:
  • centinaia di navigatori che ci hanno contattato telefonicamente;
  • decine di imprenditori e aspiranti imprenditori che abbiamo avuto il piacere di conoscere personalmente e che ci hanno dato la loro fiducia;
  • decine di progetti di business che sono stati implementati e che, in alcuni casi, finanziati (leggi qui);
  • associazioni di categoria che ci hanno contattato per supportare il business dei loro associati;
  • Istituzioni Pubbliche che ci hanno contattato per collaborare;
  • migliaia di navigatori che ci hanno chiesto di approfondire le materie di MANAGEMENT con specifici prodotti
  • e altro ancora…
Tutto ciò, ha richiesto una moltiplicazione dei nostri sforzi che sono stati, però, ben ripagati. Infatti, possiamo essere orgogliosi di affermare che businessplanvincente.com è diventato il sito di riferimento per tutti coloro che vogliono destreggiarsi nella gestione manageriale delle loro aziende. Non ci stiamo autocelebrando (e chi frequenta abitualmete il nostro sito lo sa bene…), ma sono i numeri che parlano al posto nostro: questo è uno screen-shot del software che gestisce alcune statistiche, il quale mostra questi numeri:     Ciò che ci conforta è che nel primo anno di vita di businessplanvincente i navigatori del sito erano stati circa 68.000, con circa 212.000 pagine visitate (come appare dalle statistiche del primo  compleanno). Dopo 12 mesi, i navigatori sono stati 278.763 con 774.497 pagine visitate: una crescita esponenziale che ci da ragione e che ci suggerisce di continuare ad insistere e a percorrere questa strada verso la diffusione della cultura d’impresa perchè, oltre a noi, sembra proprio che tantissime altre persone credono profondoamente a quello che stiamo facendo! E quindi: TANTI AUGURI A NOI E A VOI e ancora una volta GRAZIE per la partecipazione con cui ci seguite costantemente in tutte le nostre iniziative. E un GRAZIE anche a tutti coloro che non ci scrivono nel BLOG, ma inviano le e-mail personali con cui chiedono consigli e suggerimenti vari. In occasione di questo nostro secondo compleanno, stiamo preparando delle sorprese per Voi di cui vi daremo notizie a breve…              

ACCESSO AL CREDITO PER LE IMPRESE

Accesso al credito Accesso al credito per le imprese che operano nella Provincia di Genova da oggi è più facile, grazie ad un’iniziativa della Camera di Commercio e della Provincia di Genova che con delle proprie risorse finanziarie si fanno garanti nei confronti dei confidi e  delle banche  per finanziare gli investimenti di nuove imprese o di imprese già esistenti. Questa iniziativa ha come scopo quello di favorire l’avvio di nuove imprese e di potenziare le imprese già esistenti. Possono accedere a questi fondi tutte le imprese che hanno la sede operativa nella provincia di Genova, nello specifico:
  • imprese di nuova costituzione di ogni tipo di settore
  • imprese la cui compagine sociale o l’amministrazione è rappresentata da donne
  • imprese già esistenti di ogni tipo di settore
  • imprese agricole di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese manifatturiere di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese edili di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese artigiane di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese di servizi di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese che operano nel settore del commercio  di nuova costituzione o già esistenti
  • imprese che operano nel settore del turismo di nuova costituzione o già esistenti.
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AVVIARE UN’IMPRESA CON FINANZIAMENTI PUBBLICI

avviare un’impresa con finanziamenti pubblici
Avviare un’impresa con finanziamenti pubblici è possibile perché il panorama dei finanziamenti offre si contributi a fondo perduto che finanziamenti agevolati. In particolare la legge 185/2000 sostiene i disoccupati e le persone in cerca di prima occupazione  nella realizzazione e nell’avvio di attività imprenditoriali. I fondi pubblici messi a disposizione  finanziano: il lavoro autonomo (cioè l’avvio di  ditte individuali), la microimpresa sotto forma di società di persone e l’avvio di società in franchising, purché il franchisor sia accreditato presso INVITALIA (clicca qui per maggiori informazioni). Per accedere a questi contributi pubblici occorre presentare un business plan, per un arco temporale di almeno 5 anni) in cui viene descritta in modo dettagliata la business idea che si intende sviluppare. All’interno del business plan l’aspirante imprenditore  deve presentare l’idea, le motivazioni che lo hanno indotto a tale iniziativa nonchè gli aspetti che caratterizzano il mercato di riferimento. Nella stesura del progetto di impresa occorre prestare molta attenzione alla descrizione del mercato, dell’area geografica di riferimento  e della tipologia di clientela che si intende servire. E non solo! Del mercato è bene descrivere anche la concorrenza: quote di mercato, caratteristiche dei prodotti e servizi offerti, punti di forza e di debolezza.

Avviare un’impresa con finanziamenti pubblici: cosa devi fare?

Ora analizziamo nello specifico le diverse possibilità che hai a disposizione per avviare un’impresa con finanziamenti pubblici: Agevolazioni per il lavoro autonomo: questo tipo di agevolazione è rivolta a persone fisiche che vogliono avviare un’attività imprenditoriale sotto forma di ditta individuale. Per poter presentare la richiesta, le persone fisiche devono avere i seguenti requisiti:
  • devono avere 18 anni di età al momento della presentazione della domanda
  • NON devono avere contratti di lavoro dipendente, né contratti di lavoro a progetto, né essere titolari  di PARTITA  IVA, né devono esercitare già una professione e non devono essere già imprenditori. Insomma: le persone che vogliono accedere a questi fondi per avviare un’impresa con finanziamenti pubblici devono essere disoccupati o in cerca di prima occupazione;
  • devono essere residenti in Italia alla data del 1° gennaio 2000; oppure devono essere residenti in Italia da almeno 6 mesi al momento della domanda
  • la sede legale e operativa della ditta individuale deve essere nel territorio italiano
Si può fare la domanda per ottenere le agevolazioni per i seguenti settori: produzione di beni, fornitura di servizi e attività di commercio.  Le agevolazioni per avviare un’impresa coprono una parte di:
  • spese per investimenti: in particolare, si tratta di spese effettuate per “costruire” lo stato patrimoniale e cioè  costi per l’acquisto di attrezzature, di macchinari, di impianti; costi per l’acquisto di beni immateriali (software; brevetti; marchi; etc); costi per la ristrutturazione degli immobili;
  • spese di gestione: costi per l’acquisto di materiale di consumo, di semilavorati e prodotti finiti,; costi per l’acquisto di tutto ciò che serve per il processo produttivo; spese per utenze; spese per gli affitti dei locali dove si svolge l’attività; spese per oneri finanziari
Le agevolazioni previste sono di due tipi:
  • contributi a fondo perduto per la copertura degli investimenti ammissibili (fino ad un massimo di 15.494 euro) e per le spese di gestione del primo anno di attività (fino ad un massimo di 5.165 euro);
  • finanziamento agevolato (per la durata di 5 anni) per la copertura rimanente degli investimenti ammessi.
Se vuoi avviare un’impresa con i finanziamenti pubblici,  devi sapere che l’ammontare delle quote concesse sotto forme di contributo a fondo perduto e di finanziamento agevolato non sono predefinite ma variano e tengono conto di alcuni  aspetti come per esempio il settore ed il tipo di attività, l’ammontare degli investimenti e delle spese di gestione. Agevolazioni per la microimpresa: si tratta di particolari forme di finanziamento studiate appositamente per avviare un’impresa con finanziamenti pubblici: in questo caso, queste agevolazioni sono rivolte alle persone fisiche che vogliono avviare un’attività imprenditoriale sotto forma di società in nome collettivo (Snc) o società in accomandita semplice (Sas). Possono presentare la domanda le microimprese  in cui almeno la metà dei soci ha i seguenti requisiti:
  • avere almeno 18 anni di età
  • NON devono avere contratti di lavoro dipendente, nè contratti di lavoro a progetto, nè essere titolari  di PARTITA  IVA, nè devono esercitare già una professione, nè tantomeno essere già imprenditori; insomma le persone che vogliono accedere a questi fondi devo essere disoccupati o in cerca di prima occupazione
  • devono essere residenti in Italia alla data del 1° gennaio 2000; oppure devono essere residenti in Italia da almeno 6 mesi al momento della domanda
Per accedere alle agevolazioni  le microimprese devono avere  la sede legale e operativa in Italia e devono produrre beni oppure fornire ed erogare servizi (da queste agevolazioni è escluso il commercio) Anche per la microimpresa sono previste due tipologie di agevolazioni:
  • contributi a fondo perduto per la copertura  di una parte degli investimenti ammessi  e per le spese di gestione del primo anno di attività;
  • finanziamento agevolato (per la durata di 5 anni) per la copertura rimanente degli investimenti ammessi.
L’ammontare complessivo delle agevolazioni  per la microimpresa non può essere superiore a 100.000 euro. E’ tuttavia possibile ottenere la  copertura del 100% degli investimenti ammessi, che sono relativi a: acquisti per attrezzature, per macchinari, per impianti; acquisti di beni pluriennali di tipo immateriale (brevetti, software, etc); spese per ristrutturazione dei locali in cui viene svolta l’attività. Agevolazioni per il franchising: sono particolari forme di finanziamento studiate appositamente per avviare un’impresa secondo la modalità del franchising. In tal senso, queste agevolazioni prevedono la possibilità di concedere  agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamento agevolato alle persone fisiche, alle società di persone e alle società di capitali  che commercializzano beni e servizi con la formula del franchising. Le agevolazioni  finanziarie per questo tipo di iniziativa imprenditoriale non possono essere superiori  a 100.000 euro. Avviare un'impresa

L’IMPRENDITORIA FEMMINILE A GENOVA

  • L'imprenditoria femminile a GenovaL’imprenditoria femminile a Genova:  ecco i nuovi finanziamenti messi a disposizione dal Comune di Genova attraverso la concessione  di finanziamenti a fondo perduto e a tasso agevolato. Si tratta della possibilità per tutte le donne che vogliono fare impresa di poter beneficiare di contributi pubblici per un minimo di 15.000 euro fino ad un massimo di 35.000 euro per l’avvio di nuove attività.
Per accedere a questo tipo di agevolazione è importante che il titolare della ditta individuale sia una donna; oppure il 60% dei soci di  una società coopertativa o di società di persone (Snc; Sas) siano donne; oppure i due terzi degli amministratori di una società di capitali (Srl; Spa; Sapa) siano donne. Possono far richiesta di questi fondi pubblici tutte le aziende che si occupano di: produzione; erogazione di servizi;  commercio all’ingrosso e  e-commerce. Sono ammessi al contributo pubblico gli investimenti che si riferiscono a:    
  • studi di fattibilità
  • studi di progettazione esecutiva e direzione lavori
  • studi di consulenza e assistenza
  • opere murarie
  • impianti produttivi
  • macchinari
  • attrezzature
  • arredi
  • sistemi informativi integrati per l’automazione
  • impianti automatizzati o robotizzati
  • software
  • mettere l’impresa nelle condizioni di rispettare le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro
  • brevetti
  • certificazione di qualità
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CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I GIOVANI DELLA PROVINCIA DI GENOVA

contributi a fondo perduto per giovani della provincia di Genova
Per tutti i giovani di età compresa tra i 18  e i 35 anni, la Provincia di Genova mette a disposizione dei finanziamenti a fondo perduto per favorire la creazione e lo sviluppo di imprese. In particolare questi finanziamenti a fondo perduto possono essere richiesti da giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni che hanno una ditta individuale, oppure giovani che sono soci di  una società ( Snc, Sas, Srl, SpA) oppure di una società cooperativa. La maggioranza dei soci delle società deve avere una età compresa tra i 18 e  i 35 anni per poter fare richiesta dei contributi. Per poter accedere al contributo pubblico occorre che:
  1. l’imprenditore e i soci devono avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni
  2. la ditta o la società deve essere  stata costituita dopo il 21 Aprile 2010 (data di pubblicazione del bando)
  3. l’attività imprenditoriale deve svolgersi nell’ambito del territorio della Provincia di Genova
  4. l’imprenditore e i soci devono  presentare  un business plan (cioè un piano di impresa) in cui descrivono dettaglitamente l’idea di business che intendono realizzare
I contributi a fondo perduto possono essere utilizzati solo e soltanto per acquistare investimenti in  attrezzature,  strumenti, mobili e arredi utili e finalizzati allo svolgimento dell’attività economica. Il massimo dei contributi pubblici che si può ottenere con questo bando  è di 10.000 euro. L’ottenimenro del contributo pubblico è subordinato al buon esito dell’istruttoria da parte dell’amministrazione provinciale, che valuterà oltre il rispetto dei requisiti formali anche la fattibilità economico-finanziaria del progetto di impresa. L’analisi economico-finanziaria avviene sulla base dei dati che emergono dal business plan che deve essere  coerente tra la parte descrittiva e la parte del piano economico finanziario. Il bando, ad oggi,è ancora aperto poichè  sono disponibili le risorse finanziarie stanziate già un anno fa. La richiesta per avere il contributo pubblico deve essere inviata alla Provincia di Genova. Per avere maggiore informazioni potete contattarci via email o telefonicamente alla pagina dei CONTATTI.    

FINANZIAMENTI A FONDO PERDUTO PER GLI ALBERGHI

finanziamenti a fondo perduto per gli alberghi
Finalmente una buona notizia: Finanziamenti a fondo perduto per gli imprenditori che operano nel settore alberghiero della Regione Lazio! Si è proprio così! In questi giorni il Consiglio Regionale del Lazio ha pubblicato un bando pubblico che ha come obiettivo quello della riqualificazione e dello sviluppo delle strutture ricettive alberghiere. Attraverso il Fondo Unico Regionale per il Turismo, sono messi a disposizione degli imprenditori  complessivamente 3.815.000 euro,  che hanno come obiettivo quello di innalzare il livello di qualità del sistema alberghiero della Regione Lazio. Possono accedere a questi contributi in conto capitale tutte le strutture ricettive classificate con tre o quattro stelle che operano nella Regione Lazio. Gli investimenti che possono essere ammessi all’agevolazione riguardano:
  • opere di miglioramento
  • opere di ampliamento
  • opere complementari
  • opere obbligatorie ai sensi della legislazione vigente
  • acquisto di arredi e di attrezzature (compresi quelli necessari all’attività amministrativa)
  • impianti sportivi ad uso esclusivo delle strutture ricettive
  • parcheggi ed aree verdi ad uso esclusivo delle strutture ricettive
  • sale per conferenze, ristorante, bar, fitness ad uso esclusivo delle strutture ricettive
  • attrezzature informatiche e programmi connessi alle esigenze produttive e gestionali
  • impianti finalizzati al risparmio energetico e idrico
Il contributo in c/capitale è pari al 40% dell’investimento, fino ad un massimo di 100.000 euro. Quindi un imprenditore che deve fare un investimento pari a 150.000 euro può ottenere 60.000 euro di contributo a fondo perduto da parte della Regione Lazio. Ma non finisce qui! Infatti il Fondo Unico Regionale per il Turismo finanzia anche gli investimenti per il potenziamento delle dotazioni informatiche e multimediali delle strutture ricettive, delle strutture extraricettive e delle strutture all’aria aperta. Per questa tipologia di intervento sono messi a disposizione complessivamente 3.400.000 euro. Possono beneficiare di questi contributi a fondo perduto:
  • alberghi  classificati da 1 a 5 stelle
  • residenze turistico-alberghiere
  • motels
  • campeggi
  • villaggi turistici
  • affittacamere
  • ostelli per la gioventù
  • case e appartamenti per vacanze
  • case per ferie
  • bed & breakfast
  • rifugi montani
Il contributo a fondo perduto copre il 40% della spesa per gli investimenti (fino ad un massimo di 40.000 euro). Gli  investimenti ammessi riguardano:
  • acquisto di hardware e software connessi alle esigenze produttive e gestionali
  • acquisto di attrezzature multimediali (TV, proiezioni audio/video) destinate  al turista
  • acquisto di attrezzature  finalizzate allo svolgimento di seminari e convegni
  • acquisto di attrezzature finalizzate alla traduzione in simultanea
Per accedere a queste agevolazioni a fondo perduto occorre presentare alla Regione Lazio una domanda corredata di preventivi e del business plan in cui viene descritto dettagliatamente l’investimento che si vuole effettuare. Le domande possono essere presentate a partire da oggi fino al 7  Settembre 2011. Per maggiori informazioni potete contattarci via email o anche telefonicamente.    

L’AUTOFINANZIAMENTO DELL’AZIENDA

autofinanziamento
L’autofinanziamento dell’azienda; un argomento apparentemente complicato ma, in realtà, abbastanza semplice. Vediamo di cosa si tratta. La settimana scorsa, in questo articolo, abbiamo fatto riferimento all’ammortamento quale elemento che concorre alla determinazione dell’autofinanziamento e, puntualmente, alcuni navigatori ci hanno chiesto di spendere qualche parola su questo concetto mediamente abbastanza sconosciuto dalla stragrande maggioranza degli operatori aziendali. In parole semplici (e senza complicare troppo il concetto), l’autofinanziamento è la capacità che ha l’azienda di produrre al suo interno le risorse finanziario-monetarie che servono per la gestione, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento, oppure riducendo quanto più possibile il ricorso ai finanziamenti esterni. Messa così, la cosa è decisamente semplice, e di fatto lo è. Ancora una volta, ci troviamo in presenza di aspetti legati alla finanza aziendale, di cui parliamo spesso nei nostri articoli, visto che la finanza è l’aspetto principale da cui dipendono tutti gli altri.

Autofinanziamento e gestione finanziario-monetaria

Infatti, la gestione aziendale chiede continuamente risorse finanziarie per potere “funzionare” sia dal punto di vista economico (per il sostenimento dei costi di esercizio) che dal punto di vista patrimoniale (per l’acquisto degli investimenti); e se questi soldi non ci sono, non si va da nessuna parte. Ma attenzione: in questo caso, più di ogni altro, occorre fare una netta distinzione tra risorse finanziarie e risorse monetarie, poiché la differenza tra le due è assolutamente sostanziale, nonostante la maggior parte degli imprenditori non la conosca. Infatti, un conto è un’entrata finanziaria, altro conto è un’entrata monetaria. In modo semplice possiamo affermare che un’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria nel momento in cui  si trasforma in denaro contante. Un credito, per esempio, è un’entrata finanziaria, ma fino a che non viene incassato, rimane tale: cioè un “pezzo di carta”. Solo nel momento in cui il credito viene incassato, allora l’entrata finanziaria si trasforma in entrata monetaria, cioè soldi cash, per essere chiari. La mancata comprensione di questa differenza è una delle cause che determinano il fallimento delle aziende che si trovano con alti ammontari di entrate finanziarie che però non si trasformano in altrettante entrate monetarie. Se un’azienda ha nell’attivo dello stato patrimoniale 10 Ml di euro di crediti ma non li incassa, si trova “scoperta” dal punto di vista monetario, cioè non ha soldi, anche se finanziariamente appare sana. Ciò premesso, torniamo all’autofinanziamento che è il fenomeno tramite il quale l’impresa copre il suo fabbisogno finanziario senza aumentare (o aumentando in misura ridotta) l’indebitamento, o facendo ricorso a versamento di nuovi capitali da parte dei soci. Facciamo un semplice esempio per capire meglio. Supponiamo che si debbano fare investimenti per 150.000 euro e che questi investimenti vengano finanziati con un incremento dei debiti per € 100.000 e con versamento da parte dei soci per altri 50.000 euro. La situazione sarebbe la seguente: Al di là di considerazioni legate all’equilibrio finanziario (che in questa fase non ci interessano e quindi non le facciamo), è evidente che gli investimenti vengono finanziati senza ricorso all’autofinanziamento ma aumentando i debiti e chiedendo ai soci di versare nuovo capitale. Questa situazione non necessariamente denota scarsa potenza finanziaria dell’impresa oppure mancanza di liquidità autogenerata dall’azienda, ma è sicuramente diversa da una situazione come la seguente:   In questa seconda situazione, come si nota, gli investimenti vengono finanziati per 120.000 euro con risorse finanziario-monetarie prodotte dalle gestione stessa e per i rimanenti 30.000 da incremento debiti. Inutile specificare che, in questo secondo caso, la potenza finanziaria dell’azienda è un po’ diversa da quella del primo caso.  Ma, soprattutto, ciò che è diversa è proprio la capacità di fare ricorso all’autofinanziamento.

Autofinanziamento: come si calcola?

Ma da cosa è formato l’autofinanziamento? Le componenti di questo importantissimo aspetto della gestione, sono varie ma c’è una formula abbastanza semplice che consente di calcolarlo rapidamente. Questa formula è:   Il calcolo dell’autofinanziamento prende in considerazione alcune COMPONENTI NON MONETARIE che si trovano all’interno del conto economico, come l’ammortamento di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente. Ma perché queste componenti non monetarie entrano nel calcolo dell’autofinanziamento? Per un motivo molto semplice, anche se è difficile da vedere a un occhio poco esperto: se nel conto economico ci sono dei costi non monetari che “entrano” comunque nel calcolo finale del reddito netto (come, ad esempio, proprio l’ammortamento) è evidente che il reddito netto dal  punto di vista monetario risulta minore di quello che è effettivamente, proprio a causa di questi costi che vengono tolti dalla gestione, ma che non hanno avuto manifestazione finanziario-monetaria. Ciò significa che (sempre usando il solito esempio) i costi di ammortamento sono inseriti nel conto economico, ma l’imprenditore non ha tirato fuori dalla gestione monetaria i soldi cash per pagare le quote di ammortamento. Il che significa, in ultima analisi, che se la quota di ammortamento è di 20.000 euro, allora questi 20.000 euro sono effettivamente nella disponibilità monetaria dell’impresa, e quindi entrano a pieno titolo nel calcolo dell’autofinanziamento; e quindi l’imprenditore può usare questi 20.000 euro per finanziare investimenti o l’attività in generale, senza fare ricorso a fonti esterne di finanziamento (come l’indebitamento). Comprendiamo che la questione non è delle più semplici, ma una volta compresa l’effettiva differenza tra aspetto finanziario, aspetto monetario, e aspetti non monetari della gestione, le cose risultano essere più chiare. L'autofinanziamento dell'azienda

CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO DEI BENI STRUMENTALI

che cos’è l’ammortamento
Ammortamento: tantissimi navigatori ci hanno chiesto di spiegare, in modo semplice e comprensibile, questo concetto il quale rappresenta uno dei cardini su cui basa l’intera economia aziendale e, di conseguenza, la parte finanziario-monetaria della finanza aziendale. Bene! E allora iniziamo a vedere cos’è questa parolaccia, cosa significa, come si calcola e come incide nell’ambito della gestione aziendale. Come abbiamo appena detto, l’ammortamento è uno dei concetti-cardine della contabilità e uno degli aspetti più importanti su cui si basa la finanza aziendale poiché, come vedremo tra pochissimo,  questo concetto comporta alcune considerazioni di carattere puramente finanziario anche se, a prima vista, sembra essere una questione  di carattere strettamente contabile. Continue reading “CHE COS’E’ L’AMMORTAMENTO DEI BENI STRUMENTALI”

ANALISI SWOT e BUSINESS PLAN: a cosa serve?

Business Plan e SWOT analysis
L’Analisi SWOT  è uno degli strumenti operativi più importanti che un imprenditore ha a disposizione per effettuare alcune considerazioni che si rivelano fondamentali per lo sviluppo del suo business e per effettuare la pianificazione strategica della sua attività. L’acronimo S.W.O.T. sta per Strenghts, Weaknesses, Opportunities e Threats che significano, rispettivamente: Forza, Debolezza, Opportunità e Minacce. Cosa significa? In pratica, l’analisi SWOT  è una matrice che serve all’imprenditore per valutare cosa accade nel mercato in cui opera e gli serve per valutare quali possono essere i punti di forza e di debolezza del suo business, nonché per valutare quali sono (o possono essere) le opportunità offerte dal mercato, oppure le minacce che lo stesso mercato presenta alla possibilità di realizzare (o espandere) il suo business. Continue reading “ANALISI SWOT e BUSINESS PLAN: a cosa serve?”