L’ANALISI DEGLI INVESTIMENTI E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Valutazione del rischio d'impresaValutazione del rischio di impresa e analisi degli investimenti: molti navigatori ci hanno chiesto perché “battiamo” in continuazione il tasto dell’analisi degli investimenti, e quello della finanza aziendale. alcuni di loro ci hanno anche chiesto perché abbiamo realizzato un prodotto specifico sugli investimenti e un altro sulla finanza aziendale. Rispondiamo a tutte le domande, un po’ alla volta, sperando di essere esaustivi e anche semplici, nella complessità delle risposte… Affrontiamo spesso il discorso relativo all’analisi degli investimenti per un motivo abbastanza semplice: fare investimenti è la ragione di esistere di qualsiasi azienda, è il motivo che ha determinato il progresso tecnologico. Ma effettuare un investimento (di qualsiasi natura, di qualsiasi ammontare) comporta, in modo del tutto naturale, l’assunzione di un RISCHIO e, come ben sanno tutti gli imprenditori, non esiste investimento senza rischio e la valutazione del rischio d’impresa è uno degli aspetti più importanti che qualsiasi imprenditore dovrebbe conoscere prima di intraprendere qualsiasi iniziativa. Vediamo insieme il perché di quello che abbiamo appena affermato.

Valutazione del rischio e sistema-impresa: cosa devi sapere?

Cosa significa, cos’è questo rischio? E’ il rischio di vedere andare in fumo il denaro che è stato investito. In questo articolo, qualche giorno fa, abbiamo mostrato in che modo un investimento  assorbe e produce risorse finanziarie intese in termini di cash flow. E abbiamo inserito qualche tabella per specificare meglio il concetto. Bene: se le previsioni di fatturato (cioè di ENTRATE FINANZIARIE) sono corrette, allora c’è la possibilità di ridurre il rischio finanziario dell’investimento. Al contrario, se le previsioni di fatturato sono “sballate”, il rischio di perdere il denaro dell’investimento aumenta. Specifichiamo questa cosa (che apparentemente è scontata e forse anche banale), proprio perché scontata e banale non è: fin troppe volte abbiamo assistito alla realizzazione di investimenti “sballati”, dettati dal “fiuto” dell’aspirante imprenditore, piuttosto che da qualche calcolo razionale. Fare l’analisi degli investimenti serve proprio (e probabilmente: solo) a questo: ridurre il margine di rischio di bruciare il capitale investito. Infatti, il tema del rischio nella valutazione del rischio tramite analisi degli investimenti è uno dei problemi principali che deve essere affrontato da tutte quelle aziende che sono orientate alla creazione di valore. Concetto, quest’ultimo, che è la ragion d’esistere di qualsiasi business profit-oriented. Calcolare il rischio di un investimento è materia di interesse della matematica finanziaria la quale ci insegna alcuni metodi per conoscere in modo più o meno esatto il valore di un investimento, oltre ai calcoli di convenienza economico-finanziaria che si possono fare prima di decidere se è il caso di effettuarlo o meno.

Le determinanti del rischio dell’investimento

Quando vogliamo sapere se un investimento è “buono” oppure no (cioè se garantisce un rendimento ed è quindi conveniente), occorre tenere presenti le c.d. determinanti del rischio, cioè quelle componenti “naturali” che accompagnano l’investimento stesso. La prima di queste componenti è il c.d. “rischio operativo“, inteso come la variabilità dei risultati derivanti dalla struttura operativa dell’azienda. Il rischio operativo ha a che fare con la struttura dei costi fissi e dei costi variabili poiché la percentuale di composizione dei due tipi di costi è un indice della rischiosità dell’attività aziendale. In tal senso, per conoscere la valutazione del rischio, ciò che risulta fondamentale è il cosiddetto G.L.O. (Grado di Leva Operativa), un concetto un po’ complesso che approfondiremo in futuro. In questa sede ci limitiamo a dire che una struttura aziendale caratterizzata da elevati costi fissi, aumenta il rischio operativo. Ovviamente, nell’ambito del calcolo di questo tipo di rischio, vanno tenute presenti tutte le considerazioni relative al Break Even Point, di cui abbiamo parlato qui e in vari altri articoli. La seconda componente da tenere in considerazione è il “rischio finanziario“, cioè il rischio connesso a una serie di parametri che hanno a che fare con gli aspetti finanziari e monetari della gestione. Infatti, in questo caso, ciò che occorre considerare è la struttura finanziaria dell’azienda, poiché all’aumentare dell’indebitamento, aumenta il rischio dell’azienda di non riuscire a pagare i suoi debiti. E quindi, quello di finire male… In questo caso, il calcolo del rischio viene effettuato tenendo considerando il c.d. G.L.F. (Grado di Leva Finanziaria), cioè un particolare rapporto che esiste tra il costo del capitale preso in prestito e il rendimento che garantisce l’indebitamento, una volta effettuato l’investimento. In linea generale, il concetto di rischio finanziario è inteso come rischio di LEVERAGE. Ed ecco perchè abbiamo parlato in questo articolo di questo importante indicatore della performance aziendale. Ora: alla luce di queste veloci considerazioni, appare evidente la risposta alla domanda che ci è stata posta da molti navigatori: perché parlate spesso di finanza aziendale? Semplice: una serie molto ampia di considerazioni che ogni imprenditore DEVE fare prima di dare luogo a qualche investimento, sono basate proprio sulla conoscenza di alcuni meccanismi della finanza aziendale. La quale, è basata sulla conoscenza dei meccanismi della contabilità. E questo spiega perché scrivemmo questo articolo, a suo tempo. Nessuno (noi per primi) vuole trasformare un imprenditore (o un aspirante imprenditore) in un esperto di finanza aziendale o in un consulente. Ma per la redazione di un business plan non si può prescindere dalla conoscenza di alcuni aspetti fondamentali della finanza aziendale, così come la valutazione del rischio dovrebbe essere uno degli strumenti a disposizione dell’imprenditore per valutare il suo rischio operativo.  Giusto la scorsa settimana stavamo parlando con un imprenditore nostro cliente il quale ci ha detto: “Nel 2010 ho fatturato circa 1,2 milioni. Tolti i costi di gestione, e tolte una serie di cose, mi sono rimasti “puliti” circa 40.000 euro”. E noi gli abbiamo chiesto: “Ma puliti-puliti?”. La risposta è stata “SI”. Ed era sbagliata… Infatti, il nostro cliente, nel corso del 2010, aveva acquistato un BMW (usata, ma pagata sempre circa 30.000 euro); aveva acquistato un terreno e un altro pò di cose, per un totale di circa 100.000 euro. I quali, anche se a livello economico non entrano direttamente (o indirettamente) nel meccanismo dei costi e dei ricavi, a livello finanziario-monetario invece ci entrano. E anche  a pieno titolo, visto che si tratta di uscite monetarie! Questo accade, ancora una volta, perché l’imprenditore spesso e volentieri si limita a “leggere” quello che c’è scritto nel conto economico (senza capirci troppo, in verità), e non si sofferma a capire quello che dice la finanza aziendale. La quale , benché derivante dal bilancio di esercizio, deve essere conosciuta un pò meglio, per essere compresa e, soprattutto, serve per effettuare la valutazione del rischio dell’imprenditore. Per approfondire gli aspetti della finanza aziendale, clicca qui. Se vuoi sapere come fare l’analisi degli investimenti, clicca qui. Valutazione del rischio

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5 thoughts on “L’ANALISI DEGLI INVESTIMENTI E LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO

  1. Ciao e complimenti per questo sito dove qualsiasi argomento viene afrfrontato con semplicita’ e competenza, a differenza di quello che fanno tanti consulenti che sembrano stare li’ per non fare capire niente a nessuno e che usano parole che forse nemmeno loro capiscono.

    Volevo fare una domanda che non so se e’ pertinente: quando si fa l’analisi per sapere se un investimento rende oppure no, e quando si deve calcolare il rischio che si corre nel fare quell’investimento, quali sono, esattamnente, le cose che vanno tenute in considerazione?

    E poi: quale e’ il livello di attendibilita’ di un’analisi del genere? Intendo dire: ci si puo’ fidare?

    grazie e ancora complimenti.

    1. Ciao Marcello,

      grazie per i complimenti, che sono sempre graditi.

      Per quanto riguarda la tua domanda (la prima), le cose che vanno tenute in considerazione in modo essenziale, sono le previsioni che fai nella parte del marketing del business plan. Infatti, più queste previsioni sono accurate, più vicine alla realtà sono le previsioni economico-finanziarie.

      Infatti, ciò che conta per davvero, sono le previsioni dei flussi finanziari che vengono generate dall’iniziativa economica. Se queste sono fatte come si deve, e sono aderenti alla relatà, allora puoi considerare attendibile la valutazione del rischio che corri.

      E quindi, rispondo anche alla seconda domanda: il livello di attendibilità e il grado di fiducia che puoi dare alle analisi, dipendono dall’accuratezza delle previsioni dei flussi finanziari. Che poi, una volta attualizzati con le tecniche di analisi degli investimenti, ti fanno rendere conto di quanto ti conviene o no effettuare l’investimento.

      Spero di essere stato chiaro e semplice…

  2. Ebbene, anche questo articolo è interessante e mi gratifica il fatto di trovare conferma ancora una volta su ciò che sostengo da tempo, come ho già scritto in un’altra parte di questo sito. Se molti lettori si chiedono ancora come mai la finanza aziendale sia così importante nell’attività di una impresa, mi auguro con buona pace di tanti che non siano proprio loro ad improvvisarsi imprenditori o yuppies di un futuro business! Lo dico scherzando, ovviamente.
    Io credo però che prima di iniziare qualsiasi attività molte persone dovrebbero chiedersi cosa significhi realmente fare impresa, e una volta compreso questo significato, procedendo per gradi, arriverebbero a capire quanto l’impresa sia una complessa realtà interagente con il mondo esterno sotto le spoglie di un’attività ben organizzata e fondata sul rischio: rischio che inevitabilmente poi porterà l’attività ad un guadagno o ad una perdita dell’investimento iniziale, costruito magari su mezzi finanziari adeguati e con copertura parzialmente garantita.
    Ogni atttività nel suo percorso necessiterà poi di un continuo monitoraggio e di una comparazione dei dati iniziali con quelli finali, allo scopo di fare una analisi e valutazione del rischio/investimento.
    Insomma, prima di diventare imprenditori del futuro esiste la reale necessità di capire alcuni parametri di un investimento che dovrebbero passare almeno in parte nella consapevolezza di possedere nozioni di carattere aziendale, finanziario e soprattutto fiscale. Assieme a tutto ciò, ci posso mettere la capacità lavorativa, ma come componente integrante e non come fattore principale come molti ancora oggi considerano tale nella vita di una impresa.

    1. Grazie Marco, per questo tuo commento che, come sempre, esprime buon senso, competenza e conoscenza di alcune cose che dovrebbero essere patrimonio comune di chiunque si appresta a fare impresa, ma non solo (e mi riferisco, soprattutto, a chi impresa già la fa…).

      Non lo dico a te ma a tutti coloro leggeranno questo articolo e il tuo commento: la finanza aziendale è l’aspetto più importante che un imprenditore deve tenere sempre, costantemente, sotto controllo. Perchè la finanza ha a che fare con i soldi: se mancano i soldi, manca tutto il resto, marketing compreso.

      Il tessuto economico del nostro Paese è caratterizzato da imprese di piccole dimensioni, in molti casi a gestione familiare. E la maggior parte di questi imprenditori è totalmente all’oscuro di alcuni strumenti finanziari a disposizione per migliorare la performance finanziaria della sua azienda. Per questo, ieri, ho pubblicato questo articolo.

      Così come, abbiamo pubblicato altri articoli sulle tecniche di analisi degli investimenti, di cui abbiamo realizzato anche un prodotto.

      Il problema, però, è sempre il solito: la cultura finanziaria aziendale, associato a quella della formazione. Il nostro Paese, purtroppo, è fanalino di coda negli investimenti in formazione “tecnica” poichè la formazione viene vissuta spesso come una perdita di tempo, piuttosto che come un vero e proprio asset competitivo.

      Noi stiamo facendo il possibile poer diffondere cultura d’impresa: è scritto anche nella nostra VISION e nella nostra MISSION, cosa stiamo facendo.

      Il resto lo lasciamo a chi ha voglia di fare le cose come dovrebbero essere fatte, per limitare rischi operativi e rischi finanziari…