FARE IMPRESA PER LE DONNE: COME E DOVE TROVARE I SOLDI?

Scritto da il 4 ago 2010 | 33 commenti

Fare impresa per le donne: come e dove trovare i soldi?Fare impresa per le donne:come e dove trovare i soldi? Ecco un’altra domanda che alcune navigatricici hanno posto e a cui diamo risposta in questo articolo.

Molte donne ci hanno scritto raccontandoci la loro idea di business e chiedendo come fare e dove  trovare i soldi per realizzare il loro sogno di mettersi in proprio!

Il Ministero per lo Sviluppo Economico incoraggia e sostiene finanziariamente le donne che vogliono creare una  nuova impresa  oppure vogliono fare nuovi investimenti nell’ambito di imprese  già esistenti.

Se anche tu hai in mente un’idea imprenditoriale che finora non hai mai realizzato perchè non avevi i soldi per poterlo fare, allora ora è  il momento di realizzare il tuo sogno nel cassetto! Ti stai chiedendo come? Semplice! anche tu puoi attingere ai fondi messi a disposizione dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Vediamo ora tutti i passi che devi fare per presentare la domanda. Per prima cosa ti diciamo che la legge 215/92 concede  agevolazioni a tutte le imprese formate in maggioranza da donne (cioè il 60% dei soci  devono essere donne).  Le imprese che possono beneficiare di questi finanziamenti sono:

che svolgono la loro attività sul territorio nazionale. Viene data una “preferenza” alle imprese che operano nell’area “Obiettivo 1″ e cioè le imprese che sono localizzate in Calabria, Basilicata,Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna

Questo significa che se un’impresa è formata da 3 soci (che hanno conferito uguali quote di capitale) di cui due donne ed un socio è uomo: è  possibile presentare la domanda di finanziamento perchè il 66%  della compagine sociale  è rappresentata da donne.

Le imprese per poter accedere alle agevolazioni devono svolgere la loro attività economica in uno di questi settori: industria, artigianato, commercio, turismo, servizi e agricoltura.

Per finanziare gli investimenti sono previsti 2 tipi di agevolazioni:

  1. agevolazioni  del 50% sotto forma di contributi in c/capitale
  2. agevolazione del 50% sotto forma di finanziamento agevolato con un tasso dello 0,50%

Vediamo meglio di che si tratta. Se l’impresa fa un business plan in cui prevede di fare investimenti per l’acquisto  di macchinari  e attrezzature varie pari a 180.000 euro, la legge 215/92 stabilisce che:

  1. il 50% di 180.000 euro  cioè  90.000 euro vengono  dati all’imprenditrice sotto forma di contributi in c/capitale cioè sono ” a fondo perduto” cioè  vengono “regalati” e NON devono essere restituiti
  2. il rimanente 50% di 180.000 euro cioè gli altri 90.000 euro vengono concessi sotto forma di finanziamento agevolato cioè vengono prestati all’impresa e devono cioè essere restituiti in massimo 10 anni ad un tasso di interesse bassissimo ( 0,50%) rispetto al tasso di interesse applicato di norma dalle banche

Le  spese per investimenti ammesse a queste agevolazioni sono:

  1. le spese che si sostengono per creare nuove attività: per esempio la realizzazione ex novo di un centro estetico; oppure di un ristorante; oppure di una impresa di pulizie;etc;
  2. le spese per l’acquisto di attività economiche già esistenti: l’acquisto di attività già avviate da altri imprenditori;
  3. i costi per l’acquisto di impianti, di macchinari, di attrezzature, di brevetti, di software
  4. le spese sostenute per le opere murarie e relativi costi di progettazione e direzione lavori
  5. i costi sostenuti per gli studi di fattibilità cioè per redigere il business plan
  6. le spese per servizi volti ad aumentare la produttività aziendale e l’innovazione organizzativa
  7. i costi per le ricerche di mercato
  8. i costi per lo sviluppo di sistemi di qualità

Queste agevolazioni non prevedono la copertura di costi per le spese di gestione; ovvero non sono finanziate le spese per gli affitti, i costi per i salari e gli stiependi, le spese per le utenze, i costi amministrativi e commerciali nonchè i costi per l’acquisto di materie prime e/o prodotti.

Per accedere all’assegnazione di questi fondi per l’imprenditoria femminile occorre partecipare al bando al momento dell’apertura e presentare la domanda  al Ministero per lo Sviluppo Economico e in copia alla Regione (in cui ha sede legale l’impresa), allegando un business plan in cui viene descritto dettagliatamente cosa si vuole fare, come lo si intende fare, con quali mezzi e risorse e perchè.

Successivamente alla chiusura del bando pubblico tutte le domande vengono valutate e accettate in base ad una graduatoria e alle risorse finanziarie disponibili. Ti rocordiamo che una volta ottenute le agevolazioni, gli investimenti pianificati nel business plan devono concludersi entro 2 anni dal momento in cui viene concesso il contributo.

 

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33 Risposte a“FARE IMPRESA PER LE DONNE: COME E DOVE TROVARE I SOLDI?”

  1. leone fosca says:

    ciao sono fosca ho 38 anni da 20 anni sono pasticcera ho lavorato in diverse pasticcerie di torino ora lavoro a volpiano in pv di torino vi lavoro da circa 3 anni in questa caffetteria pasticceria non c’era il laboratorio acquistava la pasticceria altrove da quando io gli faccio la produzione la vendita e sempre in crescita fino ad arrivare ad oggi a triplicare la produzione ora e venuto il tempo di mettermi in proprio ho già costituito la mia ditta vorrei chiedervi come è possibile avere questi tipi di finanziamento visto che ho provato già a contattare diversi istituti bancari per l’acquisto di una attività ma sembra che devi essere minimo proprietaria di case ho titoli che io no ho quindi vorrei domandarti cosa posso fare visto che ho la conoscenza del mio lavoro molto bene ma questo per le banche non ha importanza in attesa di una vostra risposta vi ringrazio e vi saluto

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Fosca,
      prepara il business plan della tua idea di impresa e poi lo presenti e lo alleghi alla richiesta di finanziamento che fai alle banche o ad altri enti pubblici.
      Se i dati del business plan mostrano una redditività della tua business idea, chi ti presta del denaro sarà “più tranquillo” sul fatto che tu sarai in grado di restituire nel tempo i soldi che ti prestano per avviare e sviluppare la tua attività imprenditoriale.
      Un modello di business plan lo trovi qui:

      http://www.businessplanvincente.com/business-plan

  2. Francesco says:

    Per la legge 37 erogata dalle regioni e finanziate con fondi Europei Mi hanno chiesto l’iva il 20% su 33000 Euro una fijedussione bancaria

    di 3000 euro e chiesto come garanzia l’ipoteca della casa dei miei HO RINUNCIATO impossibile fare impresa a queste condizioni di finanziamento.

    Cosa ne’ pensate?

    ciao Francesco

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao Francesco,
      purtroppo hai ragione: certe cose non aiutano di certo a sviluppare nuove iniziative e, in alcuni casi, nemmeno a continuare iniziative già iniziate. E uccidono gli entusiasmi.

      Però devo aggiungere che lo Stato è “stato costretto” (se si può usare questo termine) da Bruxelles a stringere le redini dei finanziamenti perchè in passato si sono verificate tantissime situazioni in cui sedicenti “imprenditori” hanno chiesto i finanziamenti, li hanno ottenuti, si sono tenuti i soldi e (in qualche caso) sono addirittura spariti col “malloppo”.
      E non ti parlo di 33.000 euro: ti parlo di milioni di euro (e in passato di miliardi di lire).
      Tutto ciò ha un solo nome:TRUFFA. Ai danni dello Stato, ma anche dell’UE.

      E la conseguenza è stata la richiesta di garanzie reali, di fidejussioni, di IVA, di verifiche sull’effettivo versamento di capitale a bilancio, di verifiche sulle transazioni bancarie per l’acquisto degli investimenti, di verifica del rating bancario e altre, per vincolare l’imprenditore e metterlo sotto scacco.
      Tutte cose che hanno aumentato la già eccessiva burocrazia, e che hanno scoraggiato le persone oneste che, come te, vogliono “solo” fare impresa e niente più.

      Ma purtroppo, finchè nel nostro Paese continueremo a leggere le innumerevoli truffe, imbrogli, speculazioni, cricche, raggiri & CO che vengono perpretate ai danni dello Stato e dei privati, non credo la situazione cambierà di molto.

      Questo è quello che io penso.

      Ciao e grazie per l’intervento.

    • mauro says:

      nella vita bisogna rischiare anche a costo di perdere tutto sennò che senso ha vivere

  3. Gentile signore Barbarisi,
    sono una donna di 37 anni e da quando sono diventata madre,sono purtroppo costretta a rimanere a casa per occuparmi della bambina.Lavoravo in uno studio stilistico e mi spostavo per lavoro (di diverse centinaia di chilometri) e adesso questo non è più possibile.Sono laureata al accademia di costume e moda di Roma e sono una creativa e nel ultimo anno ho cominciato a realizzare delle illustrazioni e piccoli quadretti in legno che regalo o vendo occasionalmente sulle fiere.Il mio sogno sarebbe avere un mini laboratorio-negozio artigianale,dove creare le mie opere in carta,legno e tessuto e volevo chiederle se per un impresa simile posso fare la domanda per finanziamenti (specialmente a fondo perduto)?In attesa della sua risposta,
    cordiali saluti,
    S.K.

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao,
      certo c’è la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati anche nel settore dell’artigianato.
      Al momento il bando per l’imprenditoria femminile (legge 215/92) è chiuso.
      Nell’attesa puoi comunque rivolgerti all’Assessorato alle Politiche Produttive della Regione o del Comune dove intendi aprire il tuo laboratorio-negozio e verificare se ci sono attualmente dei bandi regionali o comunali aperti a cui puoi partecipare per chiedere i finanziamenti di cui hai bisogno.
      Puoi contattare anche gli uffici della Confartigianato per verificare se ci sono attualmente bandi aperti.
      A prescidere dalla tipologia di bando a cui parteciperai, devi predisporre un business plan da allegare alla domanda di contributi.
      Un modello di business plan lo puoi trovare qui: http://www.businessplanvincente.com/business-plan

  4. Salve
    io sto preparando il mio business plan ma vorrei sapere se io, che vivo in Lombardia ,posso accedere a questi finanziamenti a fondo perduto…poiche’ ho letto della priorita’ per il sud Italia ,che oltretutto , non mi sembra per nulla giusta.
    Altra domanda: come posso sapere quando ci sono questi bandi???

    vi ringrazio
    Leila

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao Leila,
      certo che puoi accedere ai finanziamenti in Lombardia, non sono riservati solo ad alcune categorie di persone e ad altre no!
      La cosa importante è, ovviamente, fare un Business Plan come si deve. Cioè come richiesto dai vari bandi…
      Di solito ogni bando ha un suo schema, ma tutti gli schemi possono essere ricondotti a quello che abbiamo inserito qui:

      http://www.businessplanvincente.com/business-plan

      Questo è uno schema-base tipico: alcune leggi richiedono qualche specifica in più, altre qualche specifica in meno. Ma il contenuto generale cambia poco. Sempre di una parte descrittiva e di una tecnica si tratta…

      Il finanziamento giusto per te non sappiamo quale potrebbe essere, anche considerando il fatto che non sappiamo cosa vuoi tirare su. Infatti, ci sono alcuni bandi specifici per alcuni settori. Per le donne, c’è la legge di cui abbiamo parlato in questo articolo.

      Se invece leggi questi articoli del BLOG:

      http://www.businessplanvincente.com/2010/01/finanziamenti-alle-imprese-a-sostegno-dellinnovazione.html

      http://www.businessplanvincente.com/2010/01/i-finanziamenti-alle-imprese.html

      ci sono dei riferimenti a settori specifici che vengono privilegiati dai finanziamenti pubblici.

      Se, invece, vuoi sapere qualcosa di più specifico per il tuo settore, puoi chiedere informazioni in Regione Lombardia, Assessorato alle Politiche Produttive; oppure presso gli sportelli della Camera di Commercio della tua provincia; o ancora presso gli sportelli delle Associazioni di categoria del tuo settore.

      Circa il fatto di essere più o meno d’accordo sulla priorità al mezzogiorno, non è “colpa” dell’Italia, ma di Bruxelles, o dell’UE (se di colpa vogliamo parlare…)!!!!
      E’ in queste sedi, infatti, che vengono decise quali sono le “aree obiettivo” dell’UE che necessitano di agevolazioni. E i parametri in base ai quali vengono scelte le aree obiettivo, sono legate prevalentemente a questioni di sviluppo economico-territoriale. Ed è notorio che il Sud del nostro Paese è meno sviluppato del Nord, dal punto di vista economico-produttivo…

      Grazie per il tuo commento.
      A presto.

  5. Maurizio says:

    Salve, vivo in sardegna, con mia moglie vorremo aprire un attività ricreativa per bimbi e giovani ragazzi.
    Si tratta di una struttura di circa 800mq, dove all’interno si troverebbero giochi gonfiabili ed una piccola zona ristoro (dove verrebbero servite solo panini, patatine fritte, e pizza). Ho già visitato una struttura simile in Germania.
    Vorremo sapere, a quali finanziamenti possiamo accedere, dove possiamo informarci?
    Ho letto spesso che uno dei requisiti necessari è possedere il locale di proprietà o in affitto…ma per noi è impossibile comprare un fabbricato di tali dimensioni, prima di ricevere finanziamenti.
    Sicuro di una vostra risposta, Vi porgo
    Cordiali saluti,

    Maurizio

  6. miriam says:

    buongiorno ,io vivo in sardegna precisamente a capoterra prov di cagliari, possiedo un locale di fronte a delle scuole elementari dove non ci sono servizi di ristoro di nessun genere ,vorrei aprire una pizzeria al taglio e vendita di panini e bibite da asporto. vorrei sapere se posso accedere a qualche finanziamento,dal momento che ci vogliono un po di soldi e non li ho tutti,,attendo vostra risposta grazie.

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Miriam,
      al momento il bando della legge 215/92 per l’imprenditoria femminile è chiuso. Quando riapre puoi partecipare perchè la tua idea di impresa rientra in un’attività economica ammessa alle agevolazioni e la sede legale e operativa (cioè il locale) rientra in una delle regioni che fanno parte dell’Obiettivo 1 e pertanto è finanziabile.
      Ricordati però che questi interventi sono volti a favorire l’imprenditoria femminile per cui è indispensabile, ai fini dell’ottenimento delle agevolazioni, che la maggioranza dei soci siano donne. Sono ammesse a finanziamento solo le spese per investimenti e cioè:
      a) le spese per l’acquisto delle attrezzature e delle stoviglie per la cucina, per l’acquisto di mobili e di arredi,etc;
      b) le spese di ristrutturazione del locale
      c) le spese per l’impianti di riscaldamento/condizionamenti
      d) le spese per gli studi mercato
      e) etc
      Non vengono cioè finanziati i costi di gestione (come per esempio le spese per le utenze, le spese del personale, le spese per l’acquisto degli ingredienti, etc).
      Puoi pensare, anche, di attingere a finanziamenti agevolati a livello locale (Regione Sardegna o Comune e Provincia di Cagliari): per questo tipo di bandi puoi rivolgerti agli sportelli dell’Assessorato alle Politiche produttive del territorio dove, dovrebbero, indicarti quali sono i bandi a livello regionale, provinciale e comunale attualmente aperti.
      A prescidere dal tipo di bando a cui partecipi, predisponi un BUSINESS PLAN ( o progetto di impresa) in cui descrivi dettagliatamente la tua idea di impresa e come pensi di realizzarla e allega il tutto alla domanda.
      Se hai bisogno di altri chiarimenti scrivici e ti rispondiamo. Ciao

  7. Olivia says:

    Buongiorno,

    Ho già scritto all’indirizzo email Punto Impresa della Camera di Commercio della mia città (Milano) e sono in attesa di un loro riscontro. Vorrei avviare una nuova impresa, ma ho una difficoltà iniziale: non so a quale categoria appartiene il mio progetto.

    Provo a spiegarlo in breve: vorrei aprire un negozio per la vendita di oggetti fatti a mano da altre persone. Gli oggetti potranno essere di qualunque genere a patto che non siano articoli prodotti in serie o di origine industriale. Il sistema su cui si basa la mia idea prevede la cessione in conto vendita degli oggetti da parte degli artigiani. Ho già individuato un locale con una metratura di circa 30mq, in questo caso si tratterebbe di impresa di vicinato. E’ corretto?

    In quale categoria potrebbe rientrare questo progetto? Commercio o Artigianato? Quali servizi vengono messi a disposizione per l’avvio e il sostegno di un’iniziativa di questo tipo considerando che sono una donna di 31 anni? Quali sono le cose da tenere in considerazione per accordi commerciali basati sul conto vendita?

    Attualmente ho un lavoro da dipendente a tempo indeterminato e non vorrei lasciarlo prima di uno / due anni dall’avvio di questo progetto. Ci sono contro indicazioni? Esistono finanziamenti per l’assunzione di un dipendente?
    Esistono dati di mercato sull’andamento del commercio nella mia città? Vorrei fare delle ricerche e delle analisi approfondite anche sulla zona, ma non so dove reperire i dati necessari.

    Se il rischio e i costi fossero troppo alti, potrei partire con un negozio virtuale online, in questo caso a quale tipo di finanziamenti dovrei fare riferimento? Innovazione? Imprenditoria giovanile/ femminile?

    Grazie infinite.
    Olivia

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Olivia,
      grazie per averci scritto.
      La legge 215/92 finanzia attività sia nel settore del commercio che dell’artigianato. Per la scelta del codice ATECOFIN in cui “inquadrare” e far rientrare la tua attività (commercio o artigianato) è opportuno che ti rivolgi al tuo commercialista.
      Fino al precedente bando (perchè al momento il bando è chiuso) la legge 215/92 non prevedeva limiti di età per l’accesso ai finanziamenti.
      Per poter accedere a questo tipo di agevolazioni è importante che la tua impresa sia costituita per almeno il 60% da altre donne e devi apportare capitale per coprire almeno il 25% del fabbisogno finanziario che ti serve per fare i tuoi investimenti (il fatto che si tratti di un’impresa di vicinato non è influente in questo caso).
      In fase di istruttoria e di valutazione del business plan si tiene conto e quindi si attribuiscono punteggi più o meno alti in base all’impatto che il progetto ha sul territorio in termini di:
      a) creazione di nuovi posti di lavoro
      b) valore aggiunto e di ricchezza che la nuova impresa può dare all’economia del territorio
      c) riduzione del disagio economico e sociale che alcune aree del nostro Paese possono presentare.
      Per cui se il tuo progetto prevede la creazione di nuovi posti di lavoro (tanto meglio se si tratta di giovani o di donne!!!) viene valutato con un punteggio più alto rispetto ad un altro progetto che invece non crea e non favorisce l’ occupazione.
      Per le ricerche di mercato e dati relatvi al tuo settore puoi rivolgerti alle Associazioni di categoria o agli stessi uffici della CCIAA.
      Se hai bisogno di altri chiarimenti scrivici e ti rispondiamo.
      Ciao

    • beatrice says:

      Ciao olivia stavo giusto pensando di proporre in conto vendita le mie creazioni a qualcuno. sei sempre interessata, il tuo progetto è andato in porto?

  8. Alexa says:

    La mia domanda e’ se tutto cio e’ rivolto solo verso cittadini italiani.Io sono una ragazza bulgara cioe comunità europea,ma cittadinaza bulgara,ed sono stuffa di cercare lavoro senza nessun sucesso.Sono mamma di un bambino di un anno(mio figlio e’ cittadino italiano).Lavora solo il pappa del bimbo ed non abbiamo nessun aiuto da nessuna parte,ma neanche vorrei aiuto,ho bisogno di guadagnare lavorando ,non di essere aiutata o mantenuta. Vivo vicino Rovigo reggione Veneto. Vorrei prendere una attività già avviata ,un camioncino per vendita di pannini.Ho trovato una persona che cede la sua attivita con tutte le atrezzaturein regola e tutte licenze necessarii, ma non ho la possibilità economica per reagire.Ho esaminato il mercato,mi trovo anche in un posto adatto per svolgere quel attivita ,ci sono discoteche ecc in vicinanze la gente si ferma.Vorrei capire se io donna di nazionalita e cittadinaza bulgara, facio una ricchiesta o e’ innutile?
    Attendo una Sua risposta ,grazie

  9. Ciao sono una donna Bulgara.Sono da tanti anni in Italia. Da un anno sono disocupata e non riesco a trovare lavoro.Ho deciso a riprovare di nuovo realizzare mio sonno. Circha 4 anni fa oprovato aprire una pasticceria tipica bulgara.Ma non sono riuscita ottenere il finanzimento che mi serviva. Adesso, ho un po soldi da parte, ma non ci bastano per comprare le macchine , attrezzature, forno e varie cose per iniziare.Sono regolamente in Italia con attestato tempo indeterminato, residente a Vigevano-Pavia.Vivo con mia famiglia.Vorrei sapere se in questo” fondo perduto” rientreranno sono le donne italiane o anche le donne dal comunita eorupea regolamente in Italia?E quando si presentano le domande?

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Jeliazka,
      al momento il bando della legge 215/92 è chiuso. Al momento della sua riapertura vi informiamo attraverso un articolo sul nostro BLOG in cui diamo indicazioni in merito ai requisiti di accesso, all’ammontare dei finanziamenti concessi per singolo progetto, alle modalità di presentazione della domanda.
      Nel frattempo puoi rivolgerti all’Assessorato alla poltiche produttive del Comune di Pavia e verificare se ci sono delle leggi di finanza comunali che incentivano l’autoilprenditorialità femminile.
      Alla domanda per la richiesta dei contributi allega il tuo business plan. Per scrivere il tuo business plan puoi seguire questo modello:http://www.businessplanvincente.com/business-plan

  10. spett.le
    sono una donna di 53 anni ed ho se4mpre lavorato in proprio, ma per motivi molto gravi io e mia figlia siamo dovuti scappare da casa di mio marito perdendo tutto. ora mi ritrovo sola e senza una lira e vorrei comprare una piccola tabaccheria, bar. attivita’ che ho sempre svolto, ma francamente non ho una lira ed ora che gli avvocati mi fanno avere il mio faccio a tempo a morire di fame. se sono sola ed apro una tabaccheria come ditta individuale posso rientrare nel finanziamento per le donne? la ringrazio anticipatamente e saluto. tina

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao Tina,
      grazie per averci scritto.
      Attualmente il bando per l’autoimprenditorialità femminile è chiuso. Appena riaprirà ne diamo informazione sul nostro BLOG e in quell’occasione possiamo verificare quali sono i requisiti di accesso ovvero che tipo di attività sono ammesse a finanziamento e che tipo di forma giuridica. Questo tipo di bando opera a livello nazionale. Nel frattempo puoi però rivolgerti all’Assessorato alle Politiche Produttive della tua REgione o del tuo Comune e verificare se al momento ci sono iniziative locali volte a favorire l’imprenditorialità femminile.
      Ciaol

  11. Chiara says:

    Salve, mi servirebbe un’informazione. Con la mia coop soc abbiamo preso il finanziamento per l’imprenditoria femminile che è uscito in sardegna qualche anno fa.Una delle mie socie ha deciso di lasciare l’azienda e io vorrei sapere se c’è qualche rischio per noi se la compagine sociale cambia prima dei cinque anni oppure se basta sostituirla per far si che il numero di socie rimanga invariato. In questo caso quanto tempo avrei per farlo? quale ente cntrolla se è tutto in regola? grazie

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Chiara!
      per avere questo tipo di informazione devi rivolgerti direttamente all’ente che ha erogato il finanziamento oppure devi rileggere le condizioni del bando a cui a suo tempo hai partecipato: questo tipo di informazione viene data all’interno stesso del bando.
      Nella prassi comunque accade che se hai terminato di fare gli investimenti a programma ed hai già rendicontato le spese sostenute non c’è alcun problema se cambia la compagine sociale.
      Se invece non hai ultimato il piano degli investimenti previsti nel tuo piano economico-finanziario, allora ti consigliamo di comunicare all’ente erogatore questa variazione.
      L’importante è che “sostituisci” la “vecchia ” socia con una socia che abbia le stesse caratteristiche al fine di non perdere il punteggio acquisito.
      Grazie per averci scritto.

      Ciao

  12. francesca says:

    Ciao sono francesca ho 24 anni,il mio sogno è sempre stato aprire un negozio tutto mio e poter finalmente gestire un qualcosa di mio e non di terzi!
    purtroppo non ho soldi per poter realizzare un sogno che porto avanti ormai da 4 anni,ho sempre lavorato ma purtroppo qui come stipendi ti danno la miseria,vai bene se riesci a coprire le spese che poter andare a lavoro.
    la mia domanda è :
    Questo bando per donne,si svolge anche cn un colloquio alla fine? grazie

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Francesca,
      grazie pe averci scritto.
      Questo bando come tutti i bandi per accedere ai finanziamenti agevolati non prevede alcun colloquio motivazionale.
      Devi semplicemente scrivere il business plan e nella sezione “descrizione della compagine sociale” scrivi le motivazioni per le quali hai deciso di avviare un’attività imprenditoriale.

  13. salve volevo sapere se la legge 215/92 per finanziamenti a fondo perduto per l imprenditoria femminila è ancora in vigore e se si dove avere maggiori informazioni e i primi passi da fare!grazie

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao Mina,

      abbiamo preso informazioni e c’è una notizia poco piacevole. La legge 215 è stata soppressa per il solito e triste motivo: mancanza di fondi.

      Come a dire: non si investe più sulla voglia che hanno le donne di fare impresa..

  14. ciao a tutti..
    ho letto che la legge 215 non è più in vigore.Vorrei aprire un negozio ma non ho soci ne soldi…se la legge nn è in vigore allora devo abbandonare il mio sogno di aprire un negozio nella mia region;la Calabria.
    come posso fare?

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Alessandra,
      grazie per averci scritto. Il bando per l’accesso alla legge 215 al momento è chiuso perchè non ci sono risorse finanziarie (cioè soldi) disponibili poichè nel passato sono state già utilizzate ed impiegate per la realizzazione di altri progetti di imprenditoria femminile.
      In merito al fatto che non hai “soci” con cui condividere il tuo progetto di impresa comporta che puoi partecipare e accedere a finanziamenti pubblici riservati solo alle ditte individuali e non alle società.
      Rispetto invece al secondo aspetto e cioè quello di “non avere soldi” da investire, la questione è più complessa poichè in quasi tutte le legge di finanza agevolata viene richiesto all’imprenditore di apportare una parte di mezzi propri all’iniziativa imprenditoriale. L’intervento pubblico c’è ma anche l’imprenditore deve contribuire ad una parte di copertura dell’investimento.
      Per sapere a quali leggi di finanza agevolata puoi partecipare puoi rivolgerti all’Assessorato alle Politiche produttive della Regione Calabria o del Comune dove intendi avviare il tuo negozio e lì ti sapranno indicare quali bandi attualmente sono aperti.
      Alla domanda di accesso al contributo allega il business plan della tua idea così da consentire ai valutatori di verificare la fattibilità della tua iniziativa in termini economico-finanziari e di marketing.
      In bocca al lupo!
      Ciao

  15. Leila85 says:

    Salve, sono una giovane ragazza straniera da anni residente in Italia. Sono laureata in lingue ma purtroppo oltre ad un lavoro di segretariato non riesco ad andare.
    Vorrei avviare un’attività aprendo una lavanderia self service.
    Ho possibilità di avere un prestito a fondo perduto?

    • Giancarlo Barbarisi says:

      Ciao Leila,

      per ottenere il prestito a fondo perduto, molto dipende dalla provincia in cui risiedi. Infatti, ci sono bandi che finanziano attività come quella che vuoi fare tu (ti faccio l’esempio del Comune di Roma).

      In alternativa, e per avere notizie più “fresche” e certe, puoi rivolgerti alla CCIAA della provincia di residenaza, oppure puoi andare alla Regione o alla stessa Provincia di residenza e chiedere informazioni all’Assessorato alle Politiche Produttive.

      Di solito ci sono sportelli in cui è possibile avere le info di cui hai bisogno.

  16. daniela says:

    salve a tutti…
    sono una ragazza di 21 anni…ho intenzione di aprire una scuola di danza come associazione culturale…
    Ho la possibilità di avere un prestito a fondo perduto?
    C’è qualche agevolazione per me?
    sono calabrese e la danza è la mia passione ho studiato x14 anni ed ho coseguito l’attestato finale facendo un esame, e sto cmq continuando a studiare!!!
    grazie mille….ciao ciao….

    • Paola De Marinis says:

      Ciao Daniela,
      nella Regione Calabria al momento è attivo il POR “FESR Calabria” ma si rivolge alle imprese e ai loro consorzi. Tu invece dici di voler avviare un’associazione culturale pertanto in questo tipo di agevolazione l’associazione culturale non rientra, trattandosi di un ente del Terzo Settore.
      Puoi rivolgerti all’Assessorato alla Cultura del tuo Comune e verificare se ci sono dei bandi attualmente aperti per chi vuole operare nel Terzo settore.

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