LA BALANCED SCORECARD (o “scheda di valutazione bilanciata”)

Diciamo subito che si tratta dell’evoluzione dei sistemi informativi aziendali a supporto del management il quale, sempre di più, necessita di informazioni di sintesi per prendere decisioni aziendali. Non bisogna pensare, però, (e come spesso accade)  che si tratta di uno strumento di gestione utile solo alle grandi aziende; questo strumento  si può adattare benissimo anche alle esigenze di  imprese di più piccole dimensioni. Infatti, quando si utilizza il termine “management” solitamente si è portati ad immaginare una struttura aziendale complessa, organizzata gerarchicamente (o in altri modi), composta da decine, o centinaia, di persone, che opera su mercati internazionali e che fattura decine di milioni di euro. Al contrario, il “management” è presente anche in un’azienda di più modeste dimensioni, con pochi addetti, che fattura da qualche decina di migliaia a qualche milione di euro. Management ‘è il processo di gestione di un’impresa presente anche in un’azienda composta dal titolare e pochi altri collaboratori. E quindi “management” riguarda qualsiasi organizzazione aziendale. Fatta questa doverosa premessa, è evidente una cosa: il management deve avere a disposizione strumenti in grado di misurare in modo sistematico la capacità che ha ogni funzione di creare valore per i clienti rispondendo in modo soddisfacente alle loro aspettative.In tal senso, e nell’ottica del perseguimento di questo obiettivo, uno strumento come la balanced scorecard ben si presta a “misurare” una serie di performance dell’impresa. Di solito, quando si entra nell’ambito della valutazione della performance di un’azienda, si utilizzano sistemi come l’analisi del bilancio, il controllo di gestione e/o pochi altri: questi strumenti sono indubbiamente fondamentali per conoscere alcuni aspetti-chiave dell’attività soprattutto dal punto di vista finanziario, patrimoniale ed economico. Ma potrebbero non bastare per conoscere altri aspetti che hanno lo stesso livello di rilevanza. A questo fine è nata proprio la balanced scorecard, uno strumento che misura la performance aziendale non solo dal punto di vista strettamente economico, finanziario e patrimoniale, ma analizza l’azienda nella sua totalità prendendo in considerazione aspetti che spesso e volentieri vengono tralasciati quando si effettuano le analisi. Un dato di fatto: nel nostro Paese sono già abbastanza poche le aziende di piccole e medie dimensioni (PMI) che adottano sistematicamente tecniche di analisi del bilancio volte a conoscere la performance economico-finanziaria complessiva; figuriamoci se c’è il tempo, o anche  la cultura, per effettuare analisi ad altri livelli! Solo che, poi, queste analisi non sono fini a se stesse ma sono finalizzate a conoscere anche altri aspetti del business che di solito sono tralasciati e che invece sono fondamentali. Infatti, la balanced scorecard (BSC), è un sistema che prende in considerazione anche altri aspetti del business. Vediamo quali:

La Balanced Scorecard (BSC)

In pratica, la BSC è un sistema che analizza l’azienda dal punto di vista delle “prospettive di miglioramento”: prende in considerazione, cioè, alcune “prospettive” dalle quali è possibile apportare dei miglioramenti alla performance complessiva dell’azienda. Le prospettive sono quelle che analizzano: 1) l’aspetto  economico-finanziario 2) l’aspetto del cliente 3) l’aspetto interno 4) l’aspetto relativo all’innovazione e all’apprendimento In pratica, si tratta di considerare questi quattro aspetti nell’ottica della strategia generale dell’azienda: La prospettiva finanziaria (FINANCIAL) riguarda, ovviamente, gli indicatori di carattere finanziario che forniscono indicazioni sulla “salute finanziaria” dell’impresa. In tal senso, gli indicatori utilizzati più comunemente nell’analisi di bilancio sono sufficienti a fornire le informazioni corrette per prendere decisioni. La prospettiva del cliente (CUSTOMER) serve al management per identificare aspetti rilevanti che hanno a che fare con l’acquisizione del cliente, la sua fedeltà, il livello di soddisfazione che esprime rispetto all’azienda e ai suoi prodotti, e per verificare anche il livello di profittabilità. La prospettiva interna (INTERNAL) serve al management per identificare i processi interni che possono rappresentare delle criticità e che devono essere risolti per permettere all’azienda di eccellere sia nell’ambito della “prospettiva cliente” che, ovviamente e conseguentemente, nell’ottica della prospettiva finanziaria, visto che le prospettive sono collegate le une alle altre. Infine, la prospettiva di innovazione e apprendimento (LEARNING) serve per identificare la struttura che l’impresa deve costruire per per realizzare lo sviluppo dell’organizzazione nel lungo periodo. Riguarda, quindi, tutti i processi relativi alle persone, ai sistemi e alle procedure organizzative e che richiedono all’impresa di effettuare investimenti nella qualificazione e riqualificazione del personale in essa operante. E’ chiaro come la balanced scorecard non si limita ad analizzare solo un punto di vista, ma ne prende in considerazione quattro che sono collegati tra loro: il miglioramento di un’area si riflette inevitabilmente sulle altre, soprattutto in considerazione del fatto che l’impresa è considerato un insieme “sistemico”, cioè un sistema di relazioni ed interrelazioni tra loro inteconnesse per portare al successo duraturo un business. E’ chiaro che in una simile ottica, assumono un’importanza strategica elementi come la vision e la mission e altri aspetti che hanno a che fare con la strategia complessiva dell’impresa e/o dell’imprenditore. Ed è evidente il contributo che può dare la redazione di un business plan nel pianificare anche le analisi complessive dell’azienda. La balanced scorecard

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6 thoughts on “LA BALANCED SCORECARD (o “scheda di valutazione bilanciata”)

  1. Sono pienamente d’accordo con le Vostre osservazioni ma vorrei alcune informazioni da voi, essendo poco esperto in materia. Ad esempio: in termini puramente operativo-applicativi, l’implementazione in un azienda di medie dimensioni dell’utilizzo di BSC che tempistica potrebbe avere per essere utilizzabile in maniera efficiente ed a pieno regime? E per quanto riguarda i costi, quanto potrebbe incidere sulle risorse finanziare dell’azienda? Dopo quanto tempo, in media,si potrebbero riscontrare i primi vantaggi?

    1. Ciao Giacomo,

      i tempi di implementazione dipendono, solitamente, dal management e dalla rapidità operativa che ha nel passare certe “innovazioni” in modo verticale a tutto il sistema aziendale.

      Come qualsiasi intervento di questo tipo, spesso capita che ci vuole tempo affinchè il management “digerisca” certe cose, poichè sono un pò complesse e, soprattutto, perchè investono l’intero sistema-azienda. Se ci mettiamo che, in molti casi, l’inefficienza operativa tra i vari reparti (finanza, marketing, produzione etc…) è abbastanza elevata, i tempi si allungano.

      Ovvio è il contrario: un management che riesce a gestire tali processi in modo rapido, efficiente ed efficace, riesce ad ottenere risultati quaisi immediati. In linea di massima, parliamo di qualche mese (3-5-5).

      Si tratta pur sempre di incidere sulla mentalità gestionale di un’azienda…

      Per i costi, anche in questo caso: dipende.
      Non so darti qui, così, una quantificazione precisa, anche perchè dipende dalle dimensioni dell’azienda: un conto è intervenire su un’azienda con 20 dipendenti e 2 ML di fatturato. Altro conto è intervenire su un’azienda con 500 dipendendti, 5 divisioni, 10 ASA etc etc….

      Spero di esserti stato utile.

  2. sono una studentessa di economia & managemet ..mi piacerebbe avere del materiale riguardante le correlazioni tra la balanced scorecard e il profit plan…grazie

  3. Vi cito:
    “Un dato di fatto: nel nostro Paese sono già abbastanza poche le aziende di piccole e medie dimensioni (PMI) che adottano sistematicamente tecniche di analisi del bilancio volte a conoscere la performance economico-finanziaria complessiva; figuriamoci se c’è il tempo, o anche la cultura, per effettuare analisi ad altri livelli! Solo che, poi, queste analisi non sono fini a se stesse ma sono finalizzate a conoscere anche altri aspetti del business che di solito sono tralasciati e che invece sono fondamentali.”

    Ma quanto avete ragione!!! Dice che l’Italia deve recuperare competitività, il cuneo fiscale, il costo del lavoro, si lavora poco, si va in pensione presto, c’è la crisi, bla bla bla…

    La cultura aziendale… in questo si dovrebbe investire!

    Marcello

    1. Ciao Marcello!
      Grazie per il tuo contributo in questo BLOG. Anche noi condividiamo il tuo pensiero quando affermi che bisognerebbe investire in cultura aziendale.
      La nostra vision parla chiaro:”TRASFERIRE LA CULTURA D’AZIENDA NELLE AZIENDE”.
      Ebbene si!! Abbiamo deciso di caricarci sulle spalle questa responsabilità!!!

      Molti imprenditori fatturano migliaia (e in alcuni casi, anche milioni) di euro senza utilizzare alcuno strumento gestionale, facendo tutto “a naso”, senza avere la minima competenza in management. Ci siamo chiesti più volte: “dove potrebbero arrivare e che contributo potrebbero dare al PIL del nostro Paese se solo facessero loro alcuni strumenti di management?”.

      Di questo noi siamo convinti,ed è questo l’obiettivo per il quale stiamo lavorando. E a leggere alcuni commenti su questo BLOG e sulle mail che ci inviano i navigatori, sembra che il nostro piccolo contributo lo stiamo dando…

      Grazie a presto.