L’ANALISI DEL BILANCIO: A CHE COSA SERVE

L'analisi del bilancio“L‘analisi del bilancio: a cosa serve?”. Questa è la domanda che ci ha posto un navigatore in una mail che ci ha inviato  qualche giorno fa per sapere come si può utilizzare questo tipo di analisi per gestire in modo più efficiente ed ottimale l’azienda. Oggi introduciamo l’argomento. Lo  introduciamo, semplicemente, perché affrontare un argomento come l’analisi del bilancio in un articolo di un blog, o in una pagina del sito, è un po’ complicato: si tratta, infatti, di una materia abbastanza vasta e anche abbastanza complessa, ed esaurire gli argomenti in così poco spazio è difficile. Partiamo come al solito, dall’inizio: cioè proprio dal bilancio di esercizio, il quale è il documento che rappresenta la realtà aziendale (e questo è il motivo per cui assume così tanta rilevanza all’interno dell’azienda). Senza entrare nei meandri della contabilità, diciamo che il bilancio di esercizio è composto da due prospetti contabili che sono lo stato patrimoniale ed il conto economico, e da un documento che “spiega” cosa è accaduto neglialtri due prospetti, che si chiama nota integrativa (nel senso che “integra” le informazioni dei due prospetti contabili). I dati contenuti nel bilancio possono essere letti o interpretati al fine di comprendere con maggiore consapevolezza alcuni aspetti particolarmente rilevanti della gestione aziendale nel suo complesso, e in particolare. Interpretare i dati di un bilancio richiede, però, un pò di conoscenza della tecnica contabile: questo è il motivo per cui in un  articolo (leggi qui), abbiamo parlato di partita doppia. Infatti, l’analisi del bilancio tende ad ottenere informazioni significative relative a vari aspetti  della realtà aziendale effettuando delle rielaborazioni dei due prospetti contabili secondo alcuni criteri. Queste rielaborazioni sono necessarie per poter confrontare i dati ottenuti nel tempo, ovviamente riferiti alla stessa impresa. Perchè si rendono necessarie queste analisi? Per avere informazioni aggiuntive (e complementari a quelle fornite da due prospetti contabili) utili a studiare alcuni aspetti della gestione che non sono solo quelli relativi alla formazione del reddito di esercizio, ma che vanno ben al di là… Questo, infatti, è uno degli errori più frequentemente commessi dagli imprenditori: osservare il conto economico, dare un’occhiata alla differenza RICAVI – COSTI, verificare che i primi siano quanto più possibile maggiori dei secondi e tirare un sospiro di sollievo una volta verificato che la gestione economica ha emesso il suo verdetto: UTILE DI ESERCIZIO!!! Se fosse stato sufficiente avere questa semplice informazione, di certo non ci sarebbe stato bisogno che qualcuno si spremesse le meningi per sapere qualcosa in più, anche più importante, a proposito di quello che accade nell’impresa!! E non sarebbe stato necessario fare l’analisi del bilancio. Proprio per questa ragione, la semplice lettura del bilancio viene spesso chiamata “analisi formale“: si chiama in questo modo perchè ha come obiettivo la verifica della correttezza dei valori scritti nei due prospetti contabili. A questa analisi “formale” si contrappone l'”analisi operativa” perchè la sua implementazione è destinata ad ottenere informazioni ben più importanti di quelle che si ottengono con l’analisi formale, e che servono ai soggetti esterni ed interni all’azienda (i c.d. stakeholders, leggi qui chi sono)  per prendere decisioni di carattere operativo: è come indossare un paio di occhiali per vedere meglio (molto meglio) quello che accade veramente.

L’analisi del bilancio e gli obbiettivi che persegue

Gli obiettivi che si possono perseguire con l’analisi del bilancio sono vari, e di vario tipo: si passa da analisi di carattere reddituale, ad analisi di tipo patrimoniale e finanziarie per verificare che ci sia un equilibrio in tutti e tre questi aspetti fondamentali della gestione d’impresa. Ognuna di queste analisi fornisce informazioni sintetiche sugli aspetti fondamentali della gestione. Infatti, partendo dalla considerazione secondo cui la gestione aziendale è un tutt’uno unitario, non è possibile “sganciare” una valutazione di carattere economico da una di tipo finanziario e patrimonale. Ecco perchè leggere che il conto economico ha emesso il verdetto di fine gestione con un bel “UTILE DI ESERCIZIO” non è sufficiente per esprimere un parere positivo, complessivo, sulla gestione nel suo complesso.”UTILE DI ESERCIZIO” significa tutto, ma significa anche niente. Quando si effettua l’analisi del bilancio, è possibile verificare una situazione di equilibrio economico ottimale (Utile di esercizio del conto economico), e contemporaneamente una situazione finanziaria disastrosa!! Qualcuno, forse, potrà obiettare che “non è possibile avere il conto economico in perfetto ordine, ed avere una situazione finanziario-monetaria squilibrata, ai limiti del collasso”. E invece è possibile. Facciamo un esempio semplice, aiutandoci con un’immagine che, per questioni di esposizione, è sintetizzata al massimo. Supponiamo che il conto economico ci dia questa informazione: In questo caso, un utile netto di 400.000 euro è indubbiamente un discreto risultato, e ci sarebbe di che essere contenti. Quindi, la situazione economica è OK! Poi, però, l’imprenditore ci dice che di questi € 1.400.000 ne ha incassati € 500.000 mentre gli altri € 900.000 sono in attesa di essere incassati, e di questi € 900.000, ce ne sono € 500.000 dal legale, perchè magari chi glieli deve dare sta fallendo (e quindi non li vedrà mai…). Ecco che, immediatamente, l’analisi della situazione finanziario-monetaria mette in evidenza un forte squilibrio, poichè mancano in cassa dei soldi. Soldi veri, non ipotetici.E anche nella redazione del business plan è sempre consigliabile effettuare le analisi operative di quello che sarà il business futuro. Questo spiega il perchè osservare un conto economico da un punto di vista formale serve a poco, ed è uno degli errori maggiormente commessi da molti imprenditori. Non si deve pensare che quella descritta qui sopra sia una cosa ai limiti della realtà: in più di un’occasione ci è capitato di incontrare imprenditori che ci hanno orgogliosamente mostrato i conti economici in ottima “forma” per poi domandarci: “Ma se ho aumentato il fatturato e migliorato l’utile netto, come è possibile che in banca non ho più un euro?”. E’ possibile, è possibile. Se vuoi approfondire le tecniche per fare l’analisi del bilancio, clicca su questo link.   L'analisi del bilancio

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2 thoughts on “L’ANALISI DEL BILANCIO: A CHE COSA SERVE

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