COSA NE PENSA RICHARD BRANSON…

richard branson

E adesso che c’entra Richard Branson? Oggi non vogliamo scrivere argomenti di carattere “tecnico”, ma vogliamo semplicemente fare qualche riflessione. Innanzia tutto: chi è Richard Branson?Attualmente è uno degli imprenditori più ricchi d’Inghilterra, e tra quelli più ricchi del mondo: ha iniziato la sua carriera da giovanissimo aprendo un negozietto di dischi economici, per poi trasformarlo velocemente in un’attività di vendita di dischi per corrispondenza e crando una sua etichetta: la Virgin Records. Il resto, è storia imprenditoriale costellata di successi.

Non vogliamo, però, parlare della sua carriera nè del personaggio, che è anche un pò eclettico: vogliamo solo mettere un paio di puntini sulle “i”, poichè qualche tempo fa ci è capitato tra le mani un libro scritto da questo imprenditore. In questo libro abbiamo trovato molti messaggi di incoraggiamento per chi vuole intraprendere attività imprenditoriali, nonchè qualche consiglio pratico e qualche vera e propria “dritta operativa”. E visto che in questo sito trattiamo proprio di questi argomenti, ci è sembrato interessante scrivere qualcosa a proposito di chi, sulla base della sua esperienza, trasmette ad altri il suo “credo” e la sua filosofia imprenditoriale.

Faremo, pertanto, qualche citazione tratta direttamente dal libro. Ogni volta che comparirà un virgolettato, non sono parole nostre, ma parole di Richard Branson.

Una delle cose che ci ha maggiormente colpito è stata la sua considerazione per le persone: infatti, lui stesso ammette di farsi chiamare semplicemente “Richard” dai suoi quasi 30.000 dipendenti e di avere con loro un rapporto di assoluto rispetto reciproco.

“…sono convinto che sia importante mettere a frutto le conoscenze e le esperienze di tutti, ed è per questo che preferisco agire secondo il principio olistico del lavoro di squadra. L’intelligenza del capitale umano, è una risorsa di cui giovarsi…”. Poi, sempre a proposito delle risorse umane, aggiunge una cosa fondamentale, che a che fare proprio col concetto stesso di persona: “…E’ raro che qualcuno lasci il lavoro solo perchè è insoddisfatto della retribuzione: il più delle volte la causa è la demotivazione. Molte aziende confinano i dipendenti in compartimenti stagni, facendo in modo che chi ha una certa mansione la mantenga per il resto della vita. Noi, invece, valorizziamo il capitale umano e lo incoraggiamo ad assumere comportamenti flessibili e innovativi”.

Queste sono brevi citazioni a proposito del rapporto con le persone inteso da Branson.

Ma in questo sito trattiamo di business plan, il quale (come ben sappiamo) contiene una parte fondamentale relativa alle ricerche di mercato. Richard Branson, a tale proposito, nel suo libro aggiunge: “…Per giorni camminai avanti e indietro immerso nei pensieri ed esaminai quanti più giornali e riviste mi fu possibile. Che cosa accadeva nel mondo? Di che cosa si parlava? Senza rendermene conto, effettuavo per istinto un’indagine di marketing ed esaminavo i dati demografici nel modo più elementare. Quasi per caso avevo scoperto una verità: qualunque cosa si voglia vendere, è importante prima identificare il mercato di riferimento…”.  Aggiunge poi che :”…il mio modo di concepire gli studi di marketing è molto semplice: chiedo a chi è informato. Allora chiamai il Ministero dell’Educazione e annotai la cifra…”.

Poi, subito dopo quest’ultima frase, aggiunge: “Il Business Plan mi sembrava scientifico e ragionato: un’impostazione che avrebbe lasciato di stucco i miei detrattori, fondamentelmente i miei insegnanti di matematica e di scienze! Calcolai con scrupolo quanto ci sarebbe costato realizzare e stampare la rivista, poi feci il conto degli incassi derivanti dalla vendita e dalla pubblicità…”.

Il libro, poi, procede con l’elenco dei vari successi imprenditoriali di Branson che l’hanno reso l’imprenditore che è oggi. Quello che ci ha colpito è che ogni volta che si appresta a parlare di un’idea da realizzare, nomina sempre i preventivi  studi di marketing e la  pianificazione economico-finanziaria all’interno del business plan. In un caso ha anche specificato che una sua idea gli piaceva moltissimo, ma dopo avere effettuato studi e analisi l’ha dovuta scartare per mancanza di oggettiva redditività futura…

Nell’elenco dei suoi business, specifica poi che la potenzialità finanziaria è fondamentale per il successo di un’attività: nelle occasioni in cui non aveva soldi (anche lui…!!) per avviare un progetto, non si è mai fermato di fronte alle difficoltà di reperimento di mezzi finanziari. Ha bussato a varie porte, ha insistito affinchè gli fosse concesso credito (sia finanziario che personale), e alla fine l’ha ottenuto. Oggi  gli è indubbiamente più facile trovare chi è disposto ad aiutarlo finanziariamente, ma quando era un giovane di 20 anni, le cose erano un pochino più complicate, ammette…

Con questo articolo, non vogliamo fare pubblicità nè a Richard Branson, nè al suo libro. E quello che abbiamo scritto (copiato integralmente dal suo libro) non è il Vangelo, nè la Bibbia, e non significa garanzia di assoluta affidabilità. Noi ci siamo solo limitati a dare credito alle parole di chi, iniziando la sua carriera con 4 sterline prestategli dalla mamma per inviare delle lettere e per fare qualche telefonata da una cabina pubblica, ha costruito un impero che oggi vale circa 4,4 miliardi di sterline….

P.S.: tutte le citazioni tra virgolette sono state tratte da libro: “Il coraggio di rischiare”, di Richard Branson. Tecniche Nuove editore, 2008.

 

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