22 feb 10

capitale proprio e indebitamento

capitale proprio e indebitamento

Quale è il rapporto ottimale tra il capitale proprio e l’indebitamento da inserire nel business plan? Questa è una domanda che ci è stata posta nel sondaggio on line da qualche navigatore, e alla quale rispondiamo qui nel blog. Ci scusiamo per la tardiva risposta, ma di domande ce ne avete fatte davvero tante!

Iniziamo con il dire che capitale proprio e indebitamento sono le due voci dello stato patrimoniale che costituiscono la struttura finanziaria dell’azienda, della quale abbiamo già parlato in questo articolo. La struttura finanziaria è costituita dal capitale proprio (che è quella parte dei finanziamenti che l’imprenditore o i soci dell’azienda “mettono” di tasca propria sotto forma di conferimenti, o sotto forma di successivi versamenti) e dai debiti, che possono essere di breve termine e/o di lungo termine. I debiti sono rappresentati da tutti i finanziamenti che l’imprenditore attinge da terzi come: banche, fornitori, finanziarie e altri, e che possono assumere varie forme.

Bisogna specificare anche una cosa: gli stessi debiti per TFR (Trattamento di Fine Rapporto) che l’azienda contrae nei confronti dei lavoratori, fanno parte della struttura finanziaria, perchè rappresentano una voce del c.d. “autofinanziamento” che serve all’impresa per finanziare la sua attività. Ma debiti sono, e debiti restano, poichè prima o poi questi soldi devono essere dati ai lavoratori…

Oltre al TFR, ci sono altri tipi di debiti che l’azienda ha e che entrano, comunque, nella struttura dei finanziamenti. La somma dei debiti a breve termine e lungo termine costituisce, per l’appunto, la struttura dell’indebitamento, cioè la somma complessiva dei debiti che ha l’impresa nei confronti di terzi. Per dirla in un altro modo: la struttura dell’indebitamento rappresenta tutti i soldi che l’impresa deve dare a qualcuno entro una certa scadenza temporale. Il capitale proprio, invece, rappresenta il c.d. “patrimonio permanentemente vincolato all’azienda” poichè (teoricamente) non ha scadenza.

Ciò premesso, continuiamo con il dire che ci sono degli indicatori di analisi finanziaria che mettono in relazione gli investimenti e i finanziamenti, (di cui abbiamo parlato in quest’altro articolo) proprio in base alla scadenza temporale di cui abbiamo detto sopra; inoltre, esistono altri indicatori finanziari che analizzano proprio quello che accade nella strutturadei finanziamenti.

Uno di questi, forse quello maggiormente utilizzato nella prassi professionale, è il LEVERAGE il quale ci dice proprio cosa accade nel rapporto tra indebitamento e capitale proprio (spesso, infatti, questo indice viene chiamato anche “rapporto di indebitamento”). La formula per calcolare il LEVERAGE è la seguente:

leverage

Questo rapporto può assumere vari valori, che dipendono proprio dal rapporto tra indebitamento e capitale proprio:se il LEVERAGE è pari a 1, significa che l’azienda non ha debiti perchè tutti i  finanziamenti sono rappresentati dal solo capitale proprio. Questo è un valore ottimo: significa che l’azienda copre le sue esigenze finanziarie senza chiedere niente a nessuno (esternamente). Se il LEVERAGE assume un valore compreso tra 1 e 2, significa che il capitale proprio è maggiore dell’indebitamento. Questa è una situazione abbastanza “normale”, poichè l’azienda è strutturalmente indebitata. Quando, invece, il LEVERAGE assume un valore maggiore di 2, allora significa che i debiti sono maggiori del capitale proprio e che quindi la situazione finanziaria potrebbe essere compromessa poichè l’azienda risulta “sottocapitalizzata”.

Capitale proprio e indebitamento: esiste il rapporto perfetto?

Queste sono le informazioni che ci da questo importante indicatore. Noi aggiungiamo che non esiste la struttura finanziaria “perfetta”, nè un perfetto rapporto tra capitale proprio e indebitamento, anche se (e ci pare lapalissiano) è certamente meglio avere un LEVERAGE vicino all’1, piuttosto che al 2. Ma questo non è un comandamento,  soprattutto alla luce di un principio dell’economia aziendale che si chiama “leva finanziaria” il quale mette a confronto il costo e il rendimento dell’indebitamento. Ci sono, infatti, molte aziende che operano benissimo sul mercato, che sono economicamente in ottima salute, e che hanno un rapporto dell’indebitamento (LEVERAGE) molto maggiore di 2. Aggiungiamo, poi, che molto del rapporto tra capitale proprio e indebitamento dipende dal tipo di attività che si svolge.

A onor del vero, bisogna anche dire una cosa: nella redazione del business plan, soprattutto se il documento serve per richiedere finanziamenti, non è una mossa molto saggia scrivere che il LEVERAGE sta dalle parti del 2, oppure è più alto! Diciamo questo perchè molto spesso (forse sempre) la ratio di un piano di business è basata sul fatto che l’imprenditore (o l’aspirante imprenditore) ha un’idea che vuole attuare e quindi dovrebbe essere lui, per primo, a rischiare i suoi soldi (capitale proprio) nella sua idea. Fare delle previsioni di struttura finanziaria in cui si ammette di fare un eccessivo ricorso all’idebitamento solitamente non viene visto di buon occhio da potenziali finanziatori e rischia di fare bocciare l’intero piano di sviluppo di un’idea.

Tu presteresti soldi a qualcuno che ti dice apertamente :”io non ci metto una lira, mettici tutto tu?”. Per fortuna, alcuni a questa domanda potrebbero rispondere di si: è il caso dei business angels o di altre figure particolari che operano nel panorama finanziario. Ma una banca, o lo Stato che concede finanziamenti agevolati, ti risponde quasi sicuramente di no….

Nessun articolo correlato.



4 Commenti.

Trackbacks/Pingbacks

  1. [...] di valutazione è il rapporto tra capitale proprio e indebitamento, di cui abbiamo parlato in questo articolo. Qui lo Stato fa una valutazione particolare poichè è come se dicesse:”Quanti soldi ci [...]

  2. [...] Solo che poi, assistiamo spesso alla “corsa al fatturato”, con relativo dispendio di energie e risorse, e compromissione dell’aspetto finanziario della gestione. Infatti, noi capiamo benissimo l’ossessione per il fatturato, ma purtroppo (o per fortuna) capiamo ancora meglio che tutta l’azienda si tiene sulla finanza aziendale! [...]



Lascia un commento