24 nov 09

la pianificazione strategica

la pianificazione strategica

Già nell’articolo precedente abbiamo analizzato la   pianificazione strategica, alcuni suoi aspetti,  e abbiamo posto attenzione al  cosa significa “pensare” in modo strategico. In questo articolo vogliamo continuare a dare qualche informazione a proposito della strategia, che è uno degli argomenti più delicati della gestione aziendale. Perchè? Saremo ripetitivi, e ce ne scusiamo, ma sappiamo per esperienza che durante la vita dell’impresa non sempre l’imprenditore (o il management della sua azienda) definisce un quadro di sviluppo di lungo termine poichè, di solito, la gestione è orientata su periodi di tempo abbastanza brevi (di solito l’esercizio amministrativo). Un simile orientamento della gestione aziendale presenta elevati margini di rischio imprenditoriale proprio perchè può capitare che l’azienda, di fronte a rapidi cambiamenti dell’ambiente esterno, si trovi fuori mercato a causa delle difficoltà ad adattarsi a questi cambiamenti. Dopotutto, il gioco competitivo è una specie di gioco  “a guardie e ladri” all’interno del quale c’è qualcuno che scappa e qualcun altro che insegue… Ciò che può fare la differenza è proprio la “strategia” di un operatore di mercato, e il suo orientamento strategico: la formulazione, cioè, di piani strategici la quale permette di inquadrare in maniera più corretta le relazioni tra l’impresa e il mercato.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, può tornare comodo parlare proprio della “strategia” che, come dicono i manueli di management, è “…un comportamento imprenditoriale di lungo periodo finalizzato al raggiungimento di obiettivi primari della gestione”. Si, ok: ma che significa? Semplicemente che la strategia è lo strumento che serve all’imprenditore per conseguire i suoi obiettivi di lungo termine che vengono definiti in funzione dell’evoluzione del rapporto impresa-ambiente. E qui, potremmo anche parlare di alcuni aspetti che sono “a monte” del processo imprenditoriale, e cioè la definizione degli obiettivi, ma non lo facciamo perchè ne abbiamo già parlato in  questo articolo, e quindi non ne riparleremo.

In questa sede parleremo di altri aspetti della strategia intesa come “gerarchia degli obiettivi” , perchè gli obiettivi non hanno tutti la stessa importanza all’interno dell’azienda, ma seguono una specie di “ordine” di importanza, determinata dall’imprenditore, cioè una vera e propria gerarchia. Abbiamo detto nell’articolo precedente che fissare la strategia significa pensare alle risorse che si vogliono (e possono) utilizzare in funzione degli obiettivi. E’ chiaro, quindi, che la prima fase di analisi deve essere relativa alla scelta del settore di business nel quale l’azienda (o l’imprenditore) vuole investire le sue risorse. Ovviamente, una volta scelto il settore, sarà opportuno avere a disposizione quanti più dati di mercato possibile avendo cura che i dati siano effettivi e non il frutto di qualche “sentore” dell’imprenditore.

I dati di mercato sono la base su cui poggia l’intero edificio della strategia poichè sono quelli sui quali si formulano le previsioni: se oggi ho a disposizione dati che mi dicono che tra 5 anni il petrolio si esaurisce, forse è inutile che mi concentro sul come far nascere una nuova azienda  di produzione di automobili! E’ assolutamente inutile dire che ho messo a punto una tecnica di produzione che  è la più efficace ed efficiente al mondo: sto dicendo che ho trovato il modo migliore per seppellire un defunto! Al contrario, se i dati di mercato mi forniscono informazioni incoraggianti, allora posso pensare a stabilire gli obiettivi strategici, che possono essere di vario genere come: sviluppo dimensionale dell’azienda; miglioramento degli equilibri di gestione; miglioramento dei margini di profitto; leadership di costo; leadership di mercato e altri ancora…

In base al tipo (o ai tipi) di obiettivi che mi sono dato, studierò strategie diverse, perchè per diventare leader di mercato devo seguire una strada che è diversa da quella che dovrei seguire qualora decidessi di migliorare gli utili netti aziendali. Posso migliorare l’utile netto dell’azienda pur non essendo leader di mercato. E ogni strategia che ho studiato, mi richiederà l’impegno di risorse (tecniche, tecnologiche, finanziarie e umane) diverse, proprio perchè ogni obiettivo richiede risorse diverse, e tutti insieme concorrono al raggiungimento degli obiettivi generali.

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  1. IL BUSINESS PLAN E LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA



4 Commenti.

  • ledia scrive:

    salve ho bisongo di fare un bl e una pianificazione strategica per apertura di un negozio di parrucchiera?cosa posso fare di diverso dalla mia concorrenza?vi ringrazio tanto per aver creato questo sito che trovo fantastico distinti saluti

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  1. [...] Come abbiamo avuto più volte occasione di scrivere nei nostri articoli, ogni imprenditore dovrebbe, all’interno del suo business plan, definire gli obiettivi di medio-lungo termine  (3-5 anni) che intende raggiungere ed elaborare le strategie per raggiungerli.  Questo tipo di attività  è ciò che tecnicamente si chiama “pianificazione“. [...]

  2. [...] con relativo Piano di Marketing, così come non sappiamo se è stata fatta un’attività di pianificazione e programmazione strategica del business; ma sicuramente il Sig. Nell Van Schalkwyk qualche idea abbastanza chiara [...]

  3. [...] dell’avviamento quanto del fatto che, per un imprenditore,  risulta strategico iniziare a pianificare sin dal principio alcuni aspetti del suo business che dopo concorreranno a determinare quel valore [...]



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