IL BUSINESS PLAN E LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

pianificazione strategica e business plan
pianificazione strategica e business plan

Pianificazione strategica e business plan: che tipo di relazione c’è tra questa attività e la redazione di un business plan? Perché il business plan è considerato lo strumento con il quale si fa la pianificazione strategica dell’impresa?

Quali strumenti ha in mano un imprenditore per pianificare nel miglior modo possibile il futuro della sua attività? Da cosa dipende la possibilità di conseguire gli obiettivi che si è data un’impresa nel breve e medio termine?

In questo articolo provo a dare le risposte a queste domande.

Quando abbiamo scritto questo articolo , abbiamo voluto mettere in risalto il fatto che il piano d’impresa ha una serie di ruoli molto importanti. Si parte dal ruolo di “guida” delle attività dell’imprenditore, si passa per lo strumento di “coinvolgimento” e si finisce a strumento per chiedere finanziamenti. 

Insomma: appare chiaro che questo documento è il progetto dettagliato di un’idea di business. Proprio per questo motivo, al suo interno occorre specificare tutti i passi che si vogliono (e si devono) fare per portare al successo una cosa che nasce come un’idea, e che prosegue con un’azienda. Nel business plan, infatti, è necessario specificare per filo e per segno quali sono gli obiettivi che si vogliono conseguire, quali mezzi si hanno a disposizione e quali strategie si vogliono utilizzare. In questo articolo voglio approfondire proprio questi aspetti.

Pianificazione strategica e business plan: le variabili che influenzano lo svolgimento dell’attività aziendale 

Quando si parla di pianificazione strategica bisogna considerare alcune variabili che influenzano e, in qualche modo, condizionano, l’attività aziendale. Si tratta di variabili “esterne” e di variabili “interne” che sono determinate da aspetti caratteristici della gestione dell’impresa.

  Il mercato, i cambiamenti politici, giuridici, micro e macro economici, i gusti dei consumatori, le nuove tendenze e i nuovi trend, la concorrenza. Si tratta degli aspetti essenziali dell’attività dell’impresa ed è necessario tenerli tutti presenti, contemporaneamente. Infatti, dalla gestione di tutte queste variabili, dipende il successo o l’insuccesso di una iniziativa economica.

Questo accade perché l’impresa “.. è un sistema complesso…” all’interno del quale la variabili in gioco sono legate le une alle altre. Ma non solo: se “salta” anche una sola di queste variabili c’è il rischio che l’intera organizzazione aziendale possa fare una brutta fine.

Ecco perché è necessario pianificare una serie di “mosse” di breve, medio e lungo termine. Cosa significa “pianificare le mosse”? Significa, semplicemente, che devi saper anticipare  e considerare prima quali saranno le conseguenze delle azioni che fai. Praticamente, quando gestisci la tua impresa, devi comportarti come un giocatore di scacchi: se non vuoi perdere la partita devi fare le previsioni. Devi, cioè, immaginare cosa farà il tuo avversario alla tua prossima mossa. Questa, si chiama strategia d’impresa.

Pianificazione strategica e business plan: gli obiettivi, i mezzi e le strategie

Devi sapere che un buon processo di pianificazione dipende prevalentemente dalla capacità dell’imprenditore o del management della sua azienda. “Fare strategia” significa costruire uno scenario di dinamica competitiva futura. In questo scenario l’azienda pone i suoi obiettivi come mete da raggiungere. Una volta che sono stati fissati gli obiettivi, occorre predisporre i mezzi necessari per conseguirli. Quando si parla di “mezzi” non ci si riferisce solo ai “mezzi finanziari”. Con il termine “mezzi” si fa riferimento anche alla tecnologia, all’organizzazione e ad altri aspetti della gestione che fanno parte dell’azienda. 

Quindi, come appare chiaro, la pianificazione strategica chiede all’imprenditore di saper effettuare alcune analisi. Queste analisi hanno a che fare con gli aspetti macro-economici del contesto in cui opera l’azienda. Ma non solo: è necessario saper analizzare anche il settore e il mercato in cui opera l’azienda. Inoltre, l’imprenditore deve sapere effettuare anche l’analisi della concorrenza e un’analisi interna della sua attività (SWOT Analisys).

Non è sufficiente scrivere un obiettivo come “…essere il leader di mercato tra 5 anni..” se l’imprenditore non sa nemmeno quali sono le risorse di cui può disporre. Non ha significato dire che “..In tal Paese diventeremo leader di mercato entro 5 anni..” se quel Paese non dispone della tecnologia per poter avviare il progetto. 

Cosa implica, quindi, la pianificazione strategica? Implica una cosa molto importante: la capacità di individuare con una certa precisione quali saranno i risultati futuri dell’azienda. Questi risultati possono essere espressi in termini fatturati di previsione. Oppure, possono avere a che fare con le previsioni dei margini di profitto netti. 

Il Business Plan e la pianificazione strategica: da dove iniziare?

L’imprenditore, o il management di qualsiasi azienda, deve cambiare ottica e passare da una situazione in cui si “aspettano” i cambiamenti ambientali per poi prendere decisioni, a una logica di “anticipo” rispetto a situazioni che non si sono ancora verificate, che si possono verificare e che forse non accadranno. Questa è una logica in cui l’impresa prevede i cambiamenti e li anticipa prima che si verifichino. E questo è anche il punto di partenza che dovrebbe essere considerato da chi intende davvero affrontare il mercaato con la sua complessità, la sua imprevedibilità e le sue opportunità.

E’ un pò come chi vive in un posto, e conosce bene il comportamento delle “sue” nuvole, sapendo prima se pioverà dopo! Non sempre le nuvole portano la pioggia e quindi, a seconda del tipo di nuvole, prenderà l’ombrello oppure no…

Al momento di pensare all’idea di business, sarebbe quindi opportuno pensare anche a una serie di altre cose che si possono verificare e decidere ora cosa si può fare dopo, ponendosi alcune domande-chiave:

 

la pianificazione strategica
la pianificazione strategica

 

Pianificazione strategica e business plan: le conclusioni

Mettersi in questa ottica aiuta ad immaginare uno scenario futuro e a considerare le mosse che si possono fare per arrivare all’obiettivo che ci si è posti. Ecco allora che è più chiaro cosa hanno a che fare  Il Business Plan e la pianificazione strategica: nella parte descrittiva del piano d’impresa devono essere specificate esattamente le “mosse” che si vogliono fare per arrivare all’obiettivo stabilito nel modo più efficace ed efficiente possibile. Tenendo presente che nel mercato  non ci siamo solo noi, ma ci sono i clienti, i concorrenti, i cambiamenti, le opportunità e le minacce.

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15 thoughts on “IL BUSINESS PLAN E LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

    1. Ciao Giulio,

      grazie per il prezioso suggerimento.

      Ci sembrava chiaro che il business plan fosse il documento all’interno del quale è riportata la pianificazione strategica dell’imprenditore ma, evidentemente, dall’articolo scritto non è emersa questa cosa.

  1. Quindi, se ho capito bene, il Business Plan fa parte della pianificazione strategica? Oppure la pianificazione strategica è il primo, diciamo, passo (DOVE VOGLIAMO ARRIVARE?), e il Business Plan il passo successivo (COME?) ?

    Ho la seconda prova della maturità tra 8 giorni, e ancora non ho capito bene come riassumere la Pianificazione strategica.

    Grazie!!!

    1. Ciao,

      il business plan è il documento all’interno del quale deve essere descritta per filo e per segno tutta l’idea di business e tutte le strategie che occorre porre in essere per realizzarla. In tal senso, il primo passo della pianificazione strategica è la definizione degli obiettivi la quale deve essere esplicitata all’interno del piano di impresa, considerando la funziona primaria del BP.

  2. It’s actually a cool and useful piece of info. I am happy that you shared this helpful info with us.
    Please stay us informed like this. Thank you for sharing.

    1. Ciao Tino,

      beh, gli enti pubblici sono soggetti ad un tipo di pianificazione strategica “un pò” diversa rispetto a quella delle aziende private.

      Pensiamo alla sostanziale differenza che c’è tra un’azienda profit (privata) e una no profit (pubblica): gli obiettivi che perseguono queste due tipologie di aziende sono completamente diversi. L’obiettivo di un’azienda pubblica è il raggiungimento di un maggior benessere sociale, e non quello del pareggio di bilancio (o dell’utile di bilancio).

      Se un Comune (che è un ente pubblico) decide di costruire una metropolitana, l’obiettivo principale è lo snellimento del traffico di superficie, oppure la riduzione dell’inquinamento atmosferico o qualche altro obiettivo ancora. Il che, come appare evidente, non ha niente a che fare con gli utili di fine anno…

      In questa ottica, è chiaro che cambia totalmente il tipo di pianificazione strategica e l’approccio. Questo non significa che non ve ne sia una. Significa solo che è un tipo di strategia completamente diversa rispetto a quella di un’azienda privata.

      E’ chiaro che i responsabili degli enti pubblici, in un modo o nell’altro, debbono anch’essi avere obiettivi di lungo termine, devono indicare qual è la situazione di partenza, quella a cui si vuole arrivare e come ci si vuole arrivare. Devono, quindi, indicare mezzi e strategie per arrivare all’obiettivo.
      Questa è una “regola” che vale per tutti.

      Ed è altrettanto chiaro che anche nell’ambito della pianificazione strategica di un ente pubblico, sarebbe opportuno sintetizzare tutto in un business plan. Alcuni enti pubblici (nelle persone dei manager che li guidano) sono soliti scrivere piani di business anche abbastanza dettagliati; altri, invece, non sanno nemmeno cosa sia il business plan. Ciò non esclude il fatto che il “giro” è sempre quello: obiettivi, strategie e risorse per raggiungerli.

      Se poi ci vogliamo mettere a discorrere che fin troppo spesso l’obiettivo di alcuni enti pubblici (nelle persone dei manager che li gestiscono) non è il maggior benessere sociale, bensì qualcun altro ben lontano dal benessere sociale, allora c’è poco da dire: l’obiettivo è uno solo e la strategia per raggiungerlo, anche…

    1. Ciao Roberto,

      grazie per il complimento che hai fatto.
      No, non conosciamo il software che ci hai segnalato. Facciamo un giro nel linkl che ci hai inviato, però.

      Grazie e a presto.

  3. Spett.le,
    pensate di avere un’idea originale,unica nel suo genere,risponde alle aspettative di quanti la presentino e la valutino,è replicabile N volte,risponde alle aspettative di quanti cercano lavoro e realizzarsi e quanti vogliano vedere ampliare il proprio lavoro,è rivolta a tutti gli imprenditori e non solo,un alto valore di ricapitalizzazione,crea team e struttura con inerenti posizioni lavorative.Non avete soldi ma dovete proteggerla da minacce per non rischiare di rimanere con la mappa senza il tesoro.Cosa fate?

    1. Andiamo da un avvocato! Gli spieghiamo la situazione e, visto che non abbiamo soldi, gli promettiamo una percentuale sul fatturato del primo anno. Se l’idea è buona e può funzionare veramente, conviene più a lui che a te…

      Certo, l’avvocato dovrebbe credere all’idea e rinunciare a 5-10.000 euro subito, per averne magari cinque volte tanto qualche mese dopo. E per convincerlo potrebbe servire un business plan fatto come si deve.

      Il rischio che l’avvocato ti ruba l’idea? Gli fai firmare un patto di confidenza e di responsabilità.

      Insomma, le strade per uscirne ci sono…

  4. salve volevo dire solo grazie pet tutto questi informaz perche per me sono importantissime.ho in mente di aprire una mia attivita di parrucchiera e avevo bisogno di una vostra collaboraz cioe di una BL e una pianific strategica tenendo conto che vivo in un paesino non troppo grande cosa posso fare di diverso galla concorrenza??grazie e distinti saluti