IL BUSINESS PLAN E I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE

Business Plan e finanziamenti alle imprese
Business Plan e finanziamenti alle imprese

In un precedente articolo abbiamo affrontato alcuni aspetti  che riguardano il business plan e i finanziamenti alle imprese: abbiamo parlato di fabbisogno finanziario  e delle  fonti di finanziamento, e abbiamo indicato qualcuna delle fonti a cui può attingere l’imprenditore per fare fronte alle necessità di soldi che si manifestano prima, durante e dopo l’avvio di un’iniziativa economica.

In questo articolo vogliamo approfondire alcuni aspetti della tematica dei finanziamenti, poichè in molti casi capita che l’aspirante imprenditore, ma anche l’imprenditore con impresa ben avviata, trova qualche difficoltà a gestire nel modo migliore, l’aspetto della finanza aziendale.

Anche se può sembrare una cosa assurda (e ce ne rendiamo conto) qualche volta abbiamo accompagnato il cliente a “contrattare” alcune condizioni contrattuali con la sua banca. Perchè? Perchè spesso capita che le banche sono sempre molto veloci ad applicare condizioni contrattuali peggiorative, ma dimenticano di essere altrettanto veloci quando le condizioni per il cliente potrebbero essere un pò migliori! E allora è corretto andare insieme a lui in banca e vedere cosa si può fare…

Non vogliamo fare il processo alle banche nè al sistema bancario, per carità… Anzi, nel proseguimento dell’articolo cercheremo di spezzare una lancia nei confronti del sistema bancario il quale, dopo anni di lasseiz faire, è stato “costretto” a chiudere certi rubinetti!! Poi, ora, ci si è messa anche la crisi economica internazionale, e la frittata sembra davvero fatta…

Iniziamo con il dire che uno dei principali ostacoli che un imprenditore può trovarsi ad affrontare è rappresentato dalla scarsa disponibilità finanziaria che gli serve per avviare nuove iniziative: gli mancano, cioè, i soldi necessari. Questo è uno dei motivi per cui spesso si dice che un’iniziativa imprenditoriale, anche se economicamente molto vantaggiosa, può essere finanziariamente non fattibile. Cosa significa? Che può capitare di avere un’idea che potrebbe farmi diventare ricco, ma non ho i soldi per avviarla! Ed è una condizione che si verifica molto più spesso di quanto si possa pensare, purtroppo.

Iniziare una nuova attività (o finanziare nuovi investimenti) spesso richiede ingenti capitali, e occorre averli a disposizione sia sotto forma di capitale proprio (cioè i soldi che l’imprenditore mette direttamente di tasca sua nell’iniziativa), sia sotto forma di capitale di credito, cioè i soldi che l’imprenditore riesce a reperire in vari modi all’esterno dell’azienda. Possiamo riassumere in modo schematico le possibilità di finanziamento dell’azienda:

le fonti finanziarie dell'azienda
le fonti finanziarie dell’azienda

Come si vede dal grafico, l’imprenditore ha a disposizione vari modi per finanziare la sua attività. In questa sede vogliamo soffermarci sulla possibilità di accedere al sistema creditizio sia sotto forma di indebitamento a breve termine, che sotto forma di indebitamento a lungo termine.

Innanzi tutto, quali sono le differenze tra le due forme di indebitamento? La principale differenza risiede nel periodo di scadenza temporale dei finanziamenti, ossia il tempo entro cui l’imprenditore deve rimborsare i debiti a chi gli ha prestato del denaro. Le scadenze temporali sono due: il breve termine, riguarda quei debiti che devono essere pagati entro 12 mesi; e il lungo termine, che considera quei debiti che vanno rimborsati in periodi compresi tra i 12 e i 60 mesi (tra uno e cinque anni), e anche più.

I finanziamenti alle imprese: l’accordo Basilea 2

Come noto, le banche rappresentano la fonte principale a cui gli imprenditori si rivolgono per i finanziamenti alle imprese. In linea di massima, ci si può rivolgere al sistema bancario tenendo sempre a mente che le banche sono disponibili a finanziare una neo-impresa (o un’impresa già esistente) a condizione che l’idea imprenditoriale sia valida cioè, a condizione che l’imprenditore scriva chiaro e tondo in un business plan cosa vuole fare, come vuole farlo, in che modi, in che tempi e con quali risorse. Ecco perchè ci raccomandiamo sempre di scrivere dati credibili all’interno del business plan, che rimane l’unico strumento con cui è possibile valutare la bontà di una iniziativa economica. La concessione di eventuali finanziamenti è, però, spesso subordinata al rilascio di adeguate garanzie reali da parte del richiedente, poichè le banche vogliono ridurre al minimo il loro rischio imprenditoriale nei confronti di imprenditori e neo-imprenditori.

L’ACCORDO BASILEA 2 ha sicuramente facilitato l’accesso al credito bancario da parte delle imprese poichè una banca, prima di concedere un prestito, deve fare una preventiva valutazione dell’impresa o della neo-impresa, e deve tenere presente la valutazione del rischio aziendale. Questo accordo si è proposto di dare una maggiore stabilità al sistema bancario e finanziario e per questo è stata decisa una politica di concessione del credito basata sul rating, cioè su  un “voto” che il sistema bancario assegna alla singola azienda. Questa è la lancia che spezziamo a favore del sistema bancario!

In pratica,  con questo accordo è stata drasticamente ridotta la discrezionalità del direttore di banca nel concedere prestiti a questo o quell’altro cliente in base a chissà quale elemento! Adesso, basta inserire alcuni dati nel terminale, fare un click del mouse, ed esce fuori un numeretto che comunica alla banca il livello di affidabilità del richiedente. E se il richiedente è poco affidabile… insomma: c’è poco da fare!!

La valutazione complessiva del cliente da parte della banca avviene sulla base di una serie di parametri come le caratteristiche dell’azienda, il settore in cui opera, il rapporto (eventualmente pregresso) tra banca e impresa e altri parametri. In modo particolare, l’attenzione della banca è concentrata su alcuni dati che emergono :

1) DALL’ANALISI DEL BILANCIO: in tal senso, si tratta di elementi rilevanti sulla struttura patrimoniale, finanziaria ed economica dell’azienda;

2) DALL’ANALISI DEI PUNTI DI FORZA E DEBOLEZZA DELL’AZIENDA: anche questi sono dati che si possono estrarre dal business plan, quando viene redatto seguendo criteri di redazione basati sulla concretezza

3) DALLA VALUTAZIONE DELLA CONDUZIONE MANAGERIALE: sono i dati che derivano dalla valutazione del management aziendale, della capacità che ha di conseguire gli obiettivi e di creare profitti per l’azienda.

4) DALLA VALUTAZIONE DELLE PROSPETTIVE: in questo senso, si intendono i dati che emergono dal Business Plan in termini di obiettivi che sono stati posti, strategie che si intende perseguire, e risorse che si mettono a disposizione.

Quindi, in base a questi parametri, la banca si forma un’idea sul business, sull’imprenditore e sulla sua azienda, e quindi esprime un giudizio circa il c.d. MERITO CREDITIZIO, ossia la capacità che ha l’azienda di meritare credito da parte del sistema bancario. E’ un pò una specie di pagella, come quando andavamo a scuola: a seconda della media dei voti, lo studente sarà promosso con “appena sufficiente” o con “ottimo”! Oppure…bocciato!!

Vediamo quali sono i “voti” attribuiti alle aziende, a seguito dell’interrogazione:

 

il rating per la valutazione del merito creditizio
il rating per la valutazione del merito creditizio

 

E’ chiaro che se l’azienda prende un “C” all’interrogazione, le possibilità di vedersi finanziare sono assai ridotte, praticamente prossime allo zero! Ma se i  voti sono migliori, allora è migliore anche il  “merito” di accedere ai finanziamenti. E’ un pò come quando nella pagella di studenti in gamba, ma svogliati, i professori scrivevano: “potrebbe fare di più, ma non si impegna”. E allora, basta impegnarsi un pò di più, e tenere sotto controllo alcuni dati fondamentali dell’azienda! Il rating non è una condanna vita natural durante! Varia al variare delle condizioni aziendali…

Anche le neo-imprese possono accedere ai finanziamenti, magari non enormi, per carità… ma vi possono avere accesso. Altrimenti nessuno farebbe più impresa e non nascerebbero più nuove realtà imprenditoriali.

A questo punto, vediamo quali sono le forme di finanziamento a cui si può accedere. Abbiamo parlato di breve, e di medio/lungo termine.

 

I finanziamenti alle imprese: il lungo termine

Giova ripetere che il lungo termine prevede il rimborso dei capitali presi in prestito oltre un periodo di 12 mesi. Tra le forme di finanziamento a lungo termine, ci sono:

1) IL MUTUO, che è una forma di finanziamento molto utilizzato dagli aspiranti imprenditori. E’ solitamente concesso dietro presentazione di adeguate garanzie su beni immobili, o tramite il rilascio di fidejussioni. Il rimborso di questa forma di finanziamento può avvenire con rate che possono essere mensili, trimestrali o semestrali e per un periodo di tempo che può variare dai 5 ai 15 anni. La restituzione del prestito avviene secondo un c.d. piano di ammortamento (che non a nulla a che fare con l’ammortamento delle immobilizzazioni) e a rate che possono essere costanti, crescenti o decrescenti. Molto spesso, la concessione di un mutuo è subordinato alla concessione di garanzie concesse da CONSORZI DI GARANZIA COLLETTIVA.  L’ottenimento del mutuo richiede una fase di istruttoria un pò lunga, che serve per valutare la richiesta, le prospettive e le garanzie offerte dall’impresa.

2) PRESTITO CAMBIARIO A MEDIO TERMINE :  questa forma di finanziamento prevede che l’impresa deve sottoscrivere uno o più effetti cambiari (le cambiali) a favore della banca per gli importi concessi, e alle relative scadenze.  Per avere maggiori garanzie, la banca potrà richiedere la sottoscrizione dei titoli anche a terze persone (i parenti, o altre persone che garantiscono per lui)

I finanziamenti alle imprese: il breve termine

Quando parliamo di breve termine, ci riferiamo a tutti quei debiti che devono essere pagato dall’azienda entro un periodo di 12 mesi. Questi tipi di finanziamento sono destinati a coprire le esigenze di liquidità e le esigenze di copertura del fabbisogno finanziario in capitale circolante. (leggi qui l’articolo sul fabbisogno finanziario). L’utilizzo di queste forme di finanziamento richiede una discreta conoscenza dell’andamento delle entrate e delle uscite finanziarie nel futuro immediato. Ecco a cosa servono le capacità di previsione di cui abbiamo parlato nell’articolo dedicato al piano economico-finanziario (leggi qui l’articolo). E’ quindi necessario disporre delle previsioni relative all’andamento dei costi e dei ricavi, delle entrate e delle uscite finanziarie.

I modi più utilizzati per finanziare il capitale circolante sono:

1) SCOPERTO DI CONTO CORRENTE: La banca, in base al rating, concede all’imprenditore la possibilità di utilizzare dei soldi che l’imprenditore non ha sul conto corrente bancario, con l’obbligo di restitituirli entro un certo periodo di tempo. Per poter disporre di questi soldi che non ci sono, l’imprenditore paga alla banca un tasso di interesse. Questa è una foprma di finanziamento abbastanza onerosa.

2) APERTURA DI CREDITO IN CONTO CORRENTE (FIDO):  la banca permette all’imprenditore di avere a disposizione un credito che è proporzionato alle garanzie che è in grado di offrire. E’ una forma di finanziamento abbastanza flessibile, che permette di superare necessità di cassa impreviste.

3) SCONTO DI CAMBIALI/TRATTE : in questo caso, la banca anticipa all’imprenditore delle somme di denaro che l’imprenditore deve prendere da qualche suo cliente che gli ha rilasciato delle cambiali attive. La banca trattiene il tasso di interesse e una commissione di sconto.

4) ACCREDITO SALVO BUON FINE (s.b.f.) di effetti e ricevute bancarie (Ri.Ba.) : in questo caso, l’accredito del finanziamento avviene nel momento in cui l’imprenditore presenta all’incasso dei titoli di credito in scadenza, salvo buon fine. Cosa significa? Che l’imprenditore presenta alla banca qualche titolo di credito emesso da qualche suo cliente e che ha una scadenza futura. In attesa della scadenza, l’imprenditore va in banca e chiede di anticipare le somme del titolo di credito, e la banca le anticipa (se tutto va bene). Alla scadenza, se il cliente dell’imprenditore non paga, la banca si rivale direttamente sull’impenditore, il quale è tenuto a pagare per le somme che ha avuto anticipate.

5) ANTICIPI SU FATTURE: in questo caso, l’imprenditore richiede alla banca di anticipare l’importo delle fatture che ha emesso e che deve incassare entro 120 giorni dall’emissione.

6) PRESTITI CAMBIARI A BREVE TERMINE: in questa forma di finanziamento, l’impresa sottoscrive uno o più effetti cambiari (i c.d. “pagherò”) a favore della banca per gli importi che la banca gli ha concesso, alle scadenze che sono sono state pattuite.

Ci sono, poi, altre forme di finanziamento a cui l’imprenditore può fare ricorso per dotare la sua azienda dei mezzi necessari per funzionare e produrre. Ma di questi parleremo in un altro articolo, perchè sono forme un pochino più complesse e che richiedono di essere analizzate a parte.

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4 thoughts on “IL BUSINESS PLAN E I FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE

  1. Grazie per il commento Massimo,

    noi procediamo così. Magari qualcuno si arrabbia un pò…ma va bane lo stesso!!

    A presto

    Giancarlo

  2. Ragazzi grazie di cuore per tutto quello che state facendo, ho fatto tanti corsi molto costosi come PM e preparato BPlan per aziende, mai trovato tanta grazia in giro come quella che state distribuendo voi. Bravi bravi bravi!!!!
    Massimo

  3. Articolo interessante, semplice ed efficace. Mi piacerebbe approfondire maggiormente. Mi metterò in contatto con voi tramite l’applicazione dei contatti. Bravi.