L’ANALISI DEGLI INVESTIMENTI e la sua valutazione

L'analisi degli investimenti
L’analisi degli investimenti

L’analisi degli investimenti (o “valutazione” degli investimenti) è uno degli aspetti più importanti della finanza aziendale poiché riguarda una serie di calcoli che qualsiasi imprenditore dovrebbe fare prima di aprire il portafogli, tirare fuori i soldi e acquistare nuovi macchinari, impianti e/o investimenti in generale per lo sviluppo della sua azienda oppure per il lancio di una nuova start-up. Troppo spesso, infatti, si vedono scene in cui l’imprenditore effettua investimenti utilizzando un criterio molto conosciuto ma poco efficace: il “naso”! Si..hai letto bene: il naso..

Cosa significa fare l’analisi degli investimenti “a naso”? Significa basarsi su un sistema di valutazione basato su una serie di elementi e variabili (prima tra tutti, l’esperienza..) che possono essere ricondotti ad una valutazione un po’ superficiale e sbagliata la quale porta, inevitabilmente, a commettere uno degli errori più clamorosi commessi da tantissimi imprenditori. Vediamo di cosa si tratta.

Il punto di partenza delle varie considerazioni da fare è la definizione di “investimento” la quale ci suggerisce che “..un investimento è un esborso di risorse monetarie al quale di norma conseguono dei flussi positivi a loro volta monetari”. Uhm..Interessante!! E cosa significa? E’ molto semplice: questa definizione significa che ci troviamo di fronte ad un investimento solo quando ci priviamo di una somma di denaro ora, in questo momento, per vederla “ritornare” aumentata tra qualche tempo. I termini numerici è ancora più semplice: oggi apro il portafogli, tiro fuori 100.000 euro  e acquisto qualcosa che mi serve per produrre qualcos’altro che vendo nel mercato. Tra un po’ di tempo quei 100.000 euro iniziali mi fanno intascare una somma di 120.000 euro: ecco che l’investimento iniziale di 100.000 euro ha prodotto un rendimento di 20.000 euro. “Rendimento“, quindi, è la parola magica (e d’ordine) che bisogna associare al concetto di investimento poiché, quando si fa l’analisi degli investimenti, non si può parlare di investimento se non c’è un rendimento. Se, poi, questo rendimento è anche “equo”, “congruo” oppure “valido” lo si stabilisce proprio effettuando l’analisi degli investimenti, oggetto del presente articolo.

L’analisi degli investimenti: il fattore “tempo”

Non è un caso che poco fa ho tirato fuori la parola “tempo” poiché essa è strettamente legata alle parole “investimento” e “rendimento”. Infatti, a rigor di logica (di buon senso e anche di senso economico-finanziario) ogni imprenditore, prima di investire i suoi soldi in una qualsiasi nuova attività, dovrebbe porsi una domanda cruciale, di fondamentale importanza:

L'analisi degli investimenti e il fattore tempo

Questa domanda mette in evidenza una cosa importantissima: l’elemento “tempo”  il quale ha una rilevanza cruciale in qualsiasi decisione di investimento, poiché è diverso sapere che i soldi investiti “rientreranno” in tre/quattro anni, oppure in dieci! Come mostra il grafico dell’articolo in alto alla pagina, la vita di un qualsiasi investimento si può dividere in due fasi: la prima è chiamata “fase di impianto“, ed è quella in cui solitamente i flussi  monetari sono negativi a causa delle risorse monetarie che sono state immesse nella nuova idea (in pratica, nella fase di impianto, l’imprenditore tira fuori i soldi dalle tasche senza avere ancora dei “ritorni” economici).

Poi c’è la seconda fase, conosciuta come “fase di esercizio” la quale, normalmente, coincide con il periodo in cui l’iniziativa inizia a produrre dei profitti. In questa fase l’imprenditore inizia piano piano a “riprendersi” i soldi che ha investito nella sua iniziativa economica. Ovviamente, l’inizio della fase di esercizio è caratterizzata da flussi insufficienti al recupero integrale dell’investimento realizzato ma, con il passare del tempo (ancora lui…), questi flussi positivi iniziano ad aumentare fino al punto in cui si ottiene una specie di “pareggio” (cioè l’imprenditore ha recuperato i soldi che ha messo inizialmente nell’iniziativa, senza guadagnare) . Dopo il “pareggio” inizia a vedersi il vero e “rendimento dell’investimento“, ossia il guadagno effettivo derivante dall’operazione di allocazione delle risorse monetarie. Dal punto di vista estremamente tecnico questo rendimento viene solitamente indicato con l’acronimo ROI (Return On Investment). Questo ti dovrebbe far capire per quale motivo è così importante fare l’analisi degli investimenti prima di tirare fuori i soldi!

Quindi, un qualsiasi progetto relativo ad una nuova iniziativa (sia che si tratti di un’azienda in start up che di investimenti per ammodernamenti di strutture già operative) dovrebbe essere analizzato da due punti di vista: il primo, è un aspetto che riguarda la fattibilità economica dell’iniziativa la quale deve verificare se il rapporto tra i soldi che sono stati messi nell’iniziativa e i soldi che la stessa iniziativa ha prodotto è a saldo positivo (cioè il rendimento è stato positivo). Il secondo punto di vista da cui osservare un progetto di investimento riguarda la fattibilità finanziaria che riguarda la possibilità di potere finanziare una determinata idea di business.

La prassi professionale mette a disposizione alcuni metodi per calcolare la convenienza economia e finanziaria di un investimento.

L’analisi degli investimenti e il valore finanziario del tempo

Prima di esporre i metodi più utilizzati nella prassi per fare l’analisi degli investimenti occorre aprire una breve parentesi su un concetto-cardine della finanza aziendale: il valore finanziario del tempo. Cos’è? Senza disturbare la matematica finanziaria, basta dire che il valore che hanno 100.000 euro oggi è diverso dal valore che gli stessi 100.000 euro avranno fra 5 anni. E, al contrario, quei soldi che tra cinque anni “valgono” 100.000 euro, oggi “valgono” una cifra differente. No, non è uno scioglilingua. E’ il valore finanziario del tempo in base al quale il denaro cambia valore nel tempo. Questo spiega perché una banca (o qualsiasi altro finanziatore), quando ci presta dei soldi ci chiede il tasso di interesse, che è il parametro in base al quale si calcolano valore futuro e attuale di una somma di denaro.

Quindi: quando io voglio sapere quanto potrebbero valere 100.000 euro tra 6 anni, si parla di valore futuro, poiché è come se mandassi in avanti questi 100.000 euro  fino al 10/07/2021 (come mostra il grafico di seguito); se, invece, voglio sapere quanto valgono oggi 100.000 euro del 10/07/2021, si parla di valore attuale, ossia si vuole sapere quanto “vale” oggi una somma di denaro disponibile domani. In pratica, accade questa cosa qui:

L'analisi degli investimenti e il valore finanziario del tempo

Ma perché, quando si tratta di fare l’analisi degli investimenti, ci mettiamo di mezzo il tempo e gli diamo tutta questa importanza?Cosa c’entra il tempo con questi calcoli? E’ molto semplice: per sapere se un investimento è “buono” oppure no (cioè se conviene effettuarlo oppure no) è necessario sapere quanto valgono “oggi” i flussi di soldi che questo stesso investimento produrrà in futuro; ma i soldi che saranno prodotti in futuro devono essere riportati ad un valore presente (cioè ad “oggi”) e per fare questa valutazione l’analisi degli investimenti ci dice possiamo “attualizzare” quei soldi futuri ad oggi, tramite il tasso di attualizzazione. Se, invece, voglio sapere quanto varrà in futuro una somma che ho disponibile oggi, devo utilizzare il tasso di capitalizzazione.

L’analisi degli investimenti: i metodi professionali

I metodi più utilizzati nella prassi professionale per effettuare l’analisi degli investimenti si basano proprio sul concetto di valore attuale e valore futuro del denaro. Alcuni di questi metodi sono  semplici, ma danno dei risultati meno affidabili, mentre altri metodi sono più complessi e danno risultati via via più precisi mano a mano che aumenta il grado di complessità con cui si effettua l’analisi degli investimenti stessa. Le valutazioni, va sottolineato, dipendono comunque dalla capacità di fare previsioni.

L’analisi degli investimenti: metodi semplici

I metodi più semplici (e anche meno affidabili) per effettuare l’analisi degli investimenti sono:

1) TASSO DI REDDITIVITA’ MEDIA CONTABILE . E’ un metodo basato su un concetto molto semplice: dato un progetto di investimento, si tratta di calcolare la redditività media incrementale che viene prodotta nel corso dei periodi presi in considerazione. Si ottiene un indicatore che deve essere interpretato in base alla congruità dei risultati ottenuti. Solitamente, nell’ambito dell’analisi degli investimenti che viene effettuata, la redditività media degli investimenti è considerata un buon parametro di valutazione e un valido supporto decisionale.

2) PERIODO DI RECUPERO (o PAYBACK PERIOD): questo metodo, conosciuto anche come “periodo di pareggio finanziario” risponde alla domanda che abbiamo visto sopra e cioè: “Quanto tempo ci metterò a riprendere i miei soldi?”. Questo metodo si basa sul numero di periodi (di solito gli anni) che bisogna attendere affinché i flussi finanziari positivi dell’investimento compensino le uscite sostenute. Solitamente questo metodo per fare l’analisi degli investimenti viene utilizzato insieme ad altri per avere un quadro più ampio della redditività e della rischiosità di un investimento.

L’analisi degli investimenti: i metodi complessi

I metodi più complessi (e anche più attendibili) che vengono utilizzati nella prassi professionale per fare l’analisi degli investimenti sono i seguenti:

1) RISULTATO ECONOMICO ATTUALIZZATO – R.E.A. (o VALORE ATTUALE NETTO – V.A.N.) : questo è il criterio di valutazione degli investimenti probabilmente più utilizzato nella prassi e si basa proprio sul concetto di valore attuale di cui è stato detto sopra, ed è’ il metodo che consente di calcolare nel modo migliore l’ammontare di ricchezza incrementale generata da un progetto.  In pratica il V.A.N. di un progetto è la somma algebrica di tutti i flussi di cassa futuri generati dal progetto, che vengono attualizzati. Il seguente schema può servire a capire meglio il concetto:

L'analisi degli investimenti - il valore attuale netto

Se il Valore Attuale Netto (VAN) dei flussi di soldi futuri è maggiore dell’esborso di soldi che si è avuto all’inizio, allora il progetto è valido. Chiaramente, più è alta la differenza (positiva) tra valore dell’investimento (-250.000) e il valore attualizzato dei flussi futuri, meglio è.

2) IL TASSO INTERNO DI RENDIMENTO (o T.I.R.): questo metodo di calcolo è basato anch’esso sulla sommatoria dei flussi attualizzati, la quel deve essere posta uguale a zero. E’ un indicatore della redditività finanziaria di un investimento e serve per confrontare operazioni definite su periodi di scadenza temporale diversi. Quanto più alto è il TIR di progetti alternativi, tanto più si dovrebbe implementare il progetto con TIR maggiore.

Conclusioni

I metodi di analisi e calcolo di cui si fatto cenno in questo articolo, servono per verificare la bontà di un progetto di investimento in termini economico-finanziari.  E’ chiaro che, essendo metodi basati su valori futuri attesi (sia in termini di flussi, che in termini di redditi), la capacità di fare previsioni riveste un’importanza strategica fondamentale e le previsioni sull’andamento economico dell’attività vengono effettuate sulla base delle ricerche di mercato. E’ per questo che, nel business plan, raccomandiamo sempre di scrivere dati che siano frutto di analisi e previsioni attendibili piuttosto che della fantasia o (peggio) della speranza dell’imprenditorie; per sbagliare completamente l’analisi degli investimenti è sufficiente che solo alcuni dati siano inventati.

Se hai bisogno di supporto per effettuare l’analisi degli investimenti della tua idea di business, clicca qui, oppure puoi contattarci allo 06-688.91.958 o, se preferisci, puoi scriverci una e-mail a: staff@businessplanvincente.com.

L'analisi degli investimenti

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5 thoughts on “L’ANALISI DEGLI INVESTIMENTI e la sua valutazione

  1. Salve,un dubbio
    Un “profano” che ragiona a naso,potrebbe pensare che,se io spendo 100000 euro per un nuovo impianto produttivo,l’esborso inziale,l’ho convertito in “valore” non monetario.Voglio dire,se rivendessi l’impianto riotterrei i miei 100000 euro.Pertanto perchè recuperare i soldi investiti?
    Bisogna recuperarli in tutti i casi in cui entra in gioco una “svalutazione” del valore dell’investimento?
    Cioè il recupero dell’investimento serve a compensare queste svalutazioni e magari tirarci su una plusvalenza?

    E’ corretto?

    1. Ciao Giano,

      scusami,ma non mi è molto chiaro il tuo dubbio!
      Cosa significa che “..se io spendo 100.000 euro per un nuovo impianto produttivo, l’esborso iniziale, l’ho convertito in “valore” non monetario?

      Parti dal presupposto che se rivendi il tuo impianto 3 secondi dopo averlo acquistato, il primo valore economico che perdi si chiama IVA (che è del 22%) e, quindi, NON riotterresti i tuoi 100.000 euro ma circa 82.000. Il concetto di recupero dell’investimento (che si chiama ammortamento) è legato all’andamento dei ricavi i quali (in linea di massima) derivano proprio dall’utilizzo dell’impianto che hai acquistato. Gli investimenti effettuati vengono recuperati proprio tramite il processo di vendita, piano piano (nel tempo stabilito dall’Ammortamento).