
Come si forma il Conto Economico
In molti ci chiedono come si forma il Conto Economico: ecco la risposta! Il Conto Economico di un’azienda si forma partendo dai costi e dai ricavi. L’azienda per realizzare il suo processo produttivo ricorre ai seguenti fattori produttivi: capitali, fabbricati, impianti, attrezzature, automezzi, materie prime, materiali di consumo, merci, risorse umane, illuminazione, energia elettrica, acqua,gas, telefoni, fax manutenzioni, fitti, assicurazioni, consulenze, ed altri. Ogni volta che l’azienda acquista i fattori produttivi di cui ha bisogno per la sua attività sostiene dei COSTI. Esiste una relazione molto intima tra alcuni tipi di costi (i cosiddetti “costi pluriennali”) e i costi di esercizio presenti nel conto economico.
Infatti, tra i fattori produttivi ed i costi si ha questa relazione:
Come si forma il Conto Economico
Tutte le volte, invece, che l’azienda entra in contatto con il mercato per la vendita dei suoi prodotti o servizi consegue dei RICAVI. La differenza tra ricavi e costi determina il risultato economico. Se i ricavi sono maggiori dei costi si ha un UTILE D’ESERCIZIO; se al contrario i costi sono maggiori dei ricavi si ha una PERDITA D’ESERCIZIO. Ogni giorno, il contabile dell’azienda registra, in vari conti, tutte le operazioni gestionali che danno luogo a ricavi e a costi.
Come si forma il Conto Economico?
Alla chiusura dell’esercizio i saldi dei vari conti vanno a formare il CONTO ECONOMICO.
Il Conto Economico a scalare divide le voci dei costi in base al criterio della”natura o origine” cioè in base al fattore produttivo che ha originato i costi stessi. Si hanno quindi:
- Costi originati dall’utilizzo delle materie prime (esempio: costi per acquisto stoffa, filo, bottoni,etc)
- Costi originati dall’utilizzo dei macchinari (esempio: ammortamento per acquisto macchina da cucire)
- Costi originati dall’utilizzo delle risorse umane (esempio: retribuzione per la sarta)
- Costi originati dall’utilizzo dei servizi (esempio: costi per spese di pubblicità e consulenze)
- Costi originati dall’utilizzo dei capitali ( esempio: costi per interessi passivi su prestiti)
Prima che la IV direttiva CEE n.78/660, fosse recepita nel nostro ordinamento giuridico, il Conto Economico veniva presentato a sezioni contrapposte: la sezione sinistra riportava i costi, la sezione di destra riportava i ricavi, in questo modo:

Conto Economico a sezioni contrapposte
Dal 1991, anche l’ordinamento italiano ha recepito la IV Direttiva con decreto legislativo n.127/1991 e da allora il Conto Economico si redige in forma scalare. Il Conto Economico a forma scalare ha la carattristica di rappresentare dei risultati intermedi. Il Conto Economico a scalare parte dai ricavi per giungere al reddito d’esercizio, in questo modo:
Conto Economico a scalare
Il Conto Economico presentato in questa forma mette in evidenza la produzione e la vendita dei beni e dei servizi che sono l’attività “caratteristica” dell’azienda. Ciò significa che per un’azienda di abbigliamento, l’attività caratteristica è rappresentata dalla produzione e dalla vendita di abiti. Ora è evidente che in ogni azienda ci sono anche operazioni finanziarie, come ad esempio gli interessi attivi e passivi, ed operazioni straordinarie, come ad esempio, minusvalenze e plusvalenze straordinarie. Ma queste operazioni, seppur facenti parti della gestione aziendale nel suo complesso, solo indirettamente riguardano la produzione di beni e di servizi per i quali l’azienda è presente sul mercato. Ecco perchè è importante dividere l’attività aziendale in 3 aree: gestione caratteristica; gestione finanziaria; gestione straordinaria.
Il Conto Economico e le aree di gestione
La gestione caratteristica riguarda la produzione e la vendita di beni o servizi per i quali l’azienda è presente sul mercato. In questa gestione occorre considerare solo i ricavi ed i costi specifici e caratteristici che riguardano la produzione e la vendita di un determinato bene e/o servizio. Ad esempio, se un’azienda produce abiti, deve considerare solo i ricavi derivanti dalla vendita di abiti e deve confrontarli con i costi sostenuti per produrre abiti:
- costi per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci: stoffa, fodera, bottoni, chiusure lampo
- costi per servizi: energia, acqua, gas, telefono, assicurazioni,consulenze, royalties, lavorazioni esterne
- costi per godimento di beni di terzi: affitto, canoni di leasing, concessioni
- costi per il personale: salari e stipendi, oneri contributivi,trattamento di fine rapporto
- ammortamenti per immobilizzazioni immateriali: costi di impianto e ampliamento; avviamento, costi per acquisto software
- ammortamento per immobilizzazioni materiali: fabbricati, macchine, attrezzature, mobili ed arredi
- variazioni intervenute nel valore delle materie prime, sussidiarie, di consumo tra il 1° gennaio ed il 31 Dicembre di ogni ogni anno
La gestione finanziaria si occupa invece di rilevare i proventi di natura finanziaria (ad esempio gli interessi attivi sui conti correnti dell’azienda) e gli oneri fimanziari ( ad esempio gli interessi passivi su mutui).
La gestione straordinaria riguarda invece proventi ed oneri straordinari che sono:
- contributi erogati dallo Stato, o dalle Regioni o dalle Province o dai Comuni
- plusvalenze che derivano dalla vendita di cespiti
- sopravvenienze attive, come ad esempio, liberalità ricevute
- rimborsi da parte delle assicurazioni per danni subìti
- minusvalenze che derivano dalla vendita di cespiti
- sopravvenienze passive, come ad esempio, furti o danni che derivano da calamità naturali
Il tenere separate le 3 diverse aree di gestione consente di valutare i singoli risultati intermedi. Dal momento che lo scopo dell’azienda è quello di produrre e vendere beni e servizi oggetto della propria attività, allora un’azienda viene valutata positivamente quando è alta la differenza tra il Valore della produzione ed i costi della produzione. Al contrario, un’azienda che ha una bassa differenza tra il Valore della Produzione e i Costi di produzione, viene valutata in modo negativo in quanto questo risultato dimostra che l’impresa ha una scarsa capacità di produrre reddito con la sua attività caratteristica.
E’ da considerare anche preoccupante un alto saldo negativo della gestione finanziaria, perchè esso indica che l’azienda ha forme di indebitamento molto onerose che vanno ad “erodere” pesantemente il reddito della gestione caratteristica. Anche un risultato dell’esercizio salvato ” in extrenmis” da un saldo positivo della gestione straordinaria, è da considerarsi preoccupante. Poichè i proventi straordinari (esempio contributi di enti pubblici) che si sono avuti nell’esercizio sono situazioni “occasionali” che difficilmente possono ripetersi nel futuro.
Di seguto riportiamo un esempio di Conto Economico scalare:
Esempio Conto Economico a scalare
Conclusioni
Quindi appare evidente come si forma il Conto Economico: a fronte di un valore della produzione pari a € 516.457 si è avuto un costo totale della gestione caratteristica pari a € 463.417. La differenza tra Valore e Costo della produzione è pari a € 53.040: in altre parole, il reddito della gestione caratteristica, cioè l’utile creato dalla gestione delle attività per cui l’azienda è sul mercato, per esempio la produzione e la vendita di abiti, è positivo. A questo primo risultato vanno aggiunti i risultati derivanti dalla gestione finanziaria e dalla gestione straordinaria.
La gestione finanziaria registra una perdita pari ad € 5.165 come diffrenza tra i ricavi derivanti da interessi attivi su conti correnti e interessi passivi di conto corrente.
La gestione straordinaria ha dato luogo ad un risultato positivo pari a € 30.987 dovuto da una parte, ad un contributo della Regione (provento straordinario) pari a €36.152 e dall’altra ad una dismissione di vecchi macchinari (oneri straordinari) pari a € 5.165.
Come emerge da questa breve analisi, attraverso il Conto Economico scalare è possibile individuare, oltre al risultato d’esercizio, i risultati intermedi cioè l’apporto separato della gestione caratteristica, finanziaria e straordinaria.
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[...] comprensione del meccanismo sottostante il rapporto che c’è tra lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, da cui deriva la conoscenza della finanza d’azienda e delle sue [...]
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[...] Il quale chiede gli interessi, che si trasformano in oneri finanziari che vanno a finire nel conto economico, erodendo il margine di [...]

molto bene grazie
Vi ringrazio per la chiarezza con cui trattate i vari argomenti e ne farò buon uso Grazie.
Ciao Massimo,
il conto economico nel business plan è un importante strumento informativo soprattutto se stai cercando partner e finanziatori per la tua idea di business.
Il conto economico aiuta moltissimo nella valutazione del business: infatti grazie ad esso puoi individuare i punti di forza e di debolezza dell’attività e quindi “invogliare” o meno il possibile finanziatore.
grazie per i vostri consigli . complimenti per la chiarezza.