Fare uno Stato Patrimoniale è una attività fondamentale per scrivere un business plan convincente.
Ma partiamo dall’inizio: per poter realizzare il processo produttivo, ogni azienda deve dotarsi di una struttura produttiva. Per ottenerla l”impresa deve fare degli investimenti in:

stato patrimoniale del business plan
- terreni
- fabbricati
- macchinari
- attrezzature
- impianti
- mobili e arredi
- macchine d’ufficio
- automezzi
- scorte di materie prime
- scorte di prodotti finiti
- scorte di semilavorati
- scorte di merci
- crediti concessi ai clienti
- disponibilità su conto corrente
- cassa
Tutti i valori di questi investimenti, al 31 dicembre di ogni anno, vengono inseriti nella sezione delle attività dello Stato Patrimoniale. Quindi le cosiddette attività dello Stato Patrimoniale non sono altro che gli investimenti fatti dall’imprenditore, e rappresentano le modalità in cui vengono utilizzati i capitali di cui l’azienda dispone.
Per poter far fronte agli investimenti, l’azienda quindi deve disporre di capitali ,che si procura attingendo alle varie fonti di finanziamento. Alcune di queste fonti di finanziamento sono:
conferimento dei soci
riserve
utili non distribuiti
obbligazioni
mutui
debiti verso le banche
debiti verso fornitori
I valori di queste fonti di finannziamento, al 31 dicembre di ogni anno, vengono riportati nella sezione delle passività dello Stato Patrimoniale.
Lo Stato Patrimoniale è la descrizione sintetica di tutte le attività e di tutte le passività che sono presenti in azienda in un dato momento (ad esempio, al 31 Dicembre di ogni anno) e mette in evidenza il patrimonio netto.
Lo Stato Patrimoniale e la sua struttura
Passiamo ad esaminare ed analizzare le voci dello Stato Patrimoniale di un’azienda che produce e vende abiti:
Come fare lo Stato Patrimoniale
Il Totale del valore delle attività e quindi degli investimenti di questa azienda è pari ad € 413.166. Questo valore risulta così ripartito:
€180.760 sono impiegati in immobilizzazioni, cioè in investimenti che impiegano molti anni prima di riconvertirsi in denaro liquido
€ 25.823 sono investiti in scorte, cioè in investimenti che impiegano alcuni mesi ( max 12 mesi) per trasformarsi in denaro; questo perchè le materie prime, stoffa, filo, chiusure lampo,bottoni, che oggi sono in magazzino vanno in lavorazione nei prossimi mesi e attraverso le diverse fasi del processo produttivo si trasformano in prodotti finiti, cioè abiti, che successivamente vengono venduti e fatturati alla clientela e si convertono in denaro liquido al momento del pagamento da parte del cliente. In azienda questa attività che prevede che il valore delle scorte in pochi mesi si trasforma in denaro liquido, è più apparente che reale. Perchè è vero che le scorte circolano, ed in poco tempo diventano prodotto finito pagato dal cliente; ma è altrettanto vero però che, man mano che le scorte di materie prime escono dal magazzino devono essere subito rimpiazzate da altrettante scorte per evitare di bloccare la produzione. Lo stesso discorso vale per le scorte dei prodotti in corso di lavorazione e per le scorte dei prodotti finiti.
€191.089 sono impiegati in varie forme di crediti, cioè in investimenti che si trasformano in denaro liquido nell’arco di 12 mesi.
€15.494 si trovano in cassa o in conto correnti attivi e sono quindi già allo stato di liquidità.
L’azienda, in esame, ha attinto da diverse fonti di finanziamento per procurarsi il capitale necessario per realizzare i suoi investimenti. Anche il totale delle passività e quindi dei finanziamenti è pari ad € 413.166; e non può che essere così , visto che l’azienda per poter investire € 413.166 deve disporre di fonti di finanziamento di uguale valore. Le fonti di finanziamento sono:
€206.583 sono costituiti dal capitale proprio (o patrimonio netto) conferito dai soci sotto forma di capitale iniziale (pari a € 71.271), da varie riserve che si sono create negli esercizi precedenti, e dall’utile maturato nell’esercizio. Il capitale proprio ha due aspetti positivi:
- su di esso l’azienda può contare in modo permanente;
- il suo utilizzo non da luogo al pagamento di interessi passivi.
€ 77.469 sono rappresentati da debiti a medio e lungo termine cioè : mutui e trattamento di fine rapporto il debito che l’azienda ha nei confronti dei propri dipendenti.
Il Mutuo e il TFR sono debiti che l’azienda paga in un periodo di tempo superiore ai 12 mesi (il TFR viene liquidato ai dipendenti al termine del rapporto di lavoro). Quindi si può dire che mutui e TFR hanno il vantaggio di essere un indebitamento a medio/lungo termine, cui si fa fronte nel tempo. Unico neo dei debiti a lungo termine è il loro costo, cioè gli interessi passivi
€129.114 sono rappresentati dai debiti a breve termine, cioè da debiti che devono essere pagati entro 12 mesi e che quindi creano una certa tensione vista la scadenza prossima. Questi debiti sono per lo più costituiti da debiti bancari a breve termine,da debiti nei confronti di debitori e da debiti verso istituti previdenziali.
Conclusioni
Quindi, per fare lo stato patrimoniale della tua idea di business, devi prima individuare l’ammontare degli investimenti e successivamente devi valutare i finanziamenti. Dopo avere “costruito” uno stato patrimoniale “a prova di scettico”, allora puoi andare proprio dal tuo potenziale finanziatore a presentare la tua idea, la pianificazione dei tuoi obiettivi, delle tue azioni e dei tuoi risultati.
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[...] si intende proprio la comprensione del meccanismo sottostante il rapporto che c’è tra lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico, da cui deriva la conoscenza della finanza d’azienda e delle sue [...]
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[...] stato patrimoniale previsionale [...]
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[...] diciamo che il bilancio di esercizio è composto da due prospetti contabili che sono lo stato patrimoniale ed il conto economico, e da un documento che “spiega” cosa è accaduto neglialtri due [...]

ciao,
ho letto questo articolo con molto interesse ma l’ho trovato molto “tecnico” e non ho compreso bene una cosa e cioè il tipo di rapporto che c’è tra l’attivo e il passivo dello SP e la STRUTTURA.
E soprattutto, percheè metti l’accento sulla struttura? perchè dici che è importante?
Grazie. Marco
Ciao Marco,
grazie per il commento e per la domanda. Ti rispondo subito: il rapporto tra l’attivo ed il passivo dello Stato Patrimoniale va tenuto sotto osservazione per questioni legate alla finanza aziendale. Vai su questo link e ci sono alcune risposte alla tua domanda:
http://www.businessplanvincente.com/business-plan/investimenti-finanziamenti-e-correlazione-temporale/
La scelta della struttura finanziaria (si parla di “struttura”, come vedi) è importante perchè dall’equilibrio finanziario dipende la sopravvivenza dell’azienda nel lungo periodo.
Molto dipende anche dal rapporto che c’è nel passivo dello stato patrimoniale: se hai troppi debiti rispetto al capitale proprio, il rischio che corri è quello di avere i c.d. “margini” e “indici” finanziari negativi. Il che, per un finanziatore, non è una buona notizia, poihcè sei troppo esposto a rischio finanziario, cioè il rischio di non riuscire a pagare i tuoi debiti.
A questo aspetto si può fare fronte con la c.d. leva finanziaria, un concetto di cui parleremo più avanti. Ma le banche(per esempio) sono abbastanza restie a concedere finanziamenti sulla sola base della leva finanziaria.
Spero di essere stato più chiaro e meno “tecnico”!
A presto
Sto leggendo con interesse le notizie che scrivete sul business plan, al momento non ho pratiche da svolgere, ma continuerò a tenermi informata. Ritengo il vostro materiale di facile consultazione e chiaro, oltre che ben esposto.
Cordiali saluti
Antonella
è molto interessante questo documento, come del resto anche gli altri, però, vorrei poter capire la differenza tra equilibrio conomico e finanziario.
cioè, nel senso che, sia nel termine “economico” che “finanziario” si parla comunque di soldi, money..
vorrei capire meglio questo aspetto del “finanziario ed economico” dove lo vedo?!
cordiali saluti.
Ciao Andrea, è vero che si parla sempre di soldi, ma c’è una differenza sostanziale tra i due equilibri.
Spessissimo, infatti, nel parlare comune ci si riferisce ai costi e ai ricavi chiamandoli “entrate” e “uscite”, che invece sono finanziarie. Non è una questione di lana caprina, ma proprio sostanziale.
Qualche giorno fa sono entrato in crisi perchè stavo curando un bando pubblico per un cliente e nel bando c’era scritto (testuale):
“riportare qui le entrate e le uscite che si prevede di sostenere e di conseguire.” .
il tutto, nella parte economica del business plan…
Ma se stai nella parte economica, non si parla di entrate e uscite, bensì di costi e ricavi. Ho dovuto chiamare l’amministrazione Pubblica che gestisce il bando per chiedere spiegazioni; perchè è vero che si tratta sempre di soldi, ma una cosa sono i costi e i ricavi, ben altra sono le entrate e uscite finanziarie
L’equilibrio economico riguarda i costi e i ricavi e si riferisce al conto economico. C’è equilibrio economico quando i ricavi sono maggiori dei costi nel tempo (e quindi hai un reddito positivo, che si chiama utile di eserczio)
L’equilibrio finanziario, invece, si riferisce al corretto ricorso alle fonti di finanziamento, e riguarda il passivo dello stato patrimoniale. E hai equilibrio finanziario quando hai finanziato gli investimenti in modo corretto, senza fare eccessivo ricorso all’indebitamento, e hai i margini finanziari positivi.
Se vuoi maggiori delucidazioni, puoi andare qui:
http://www.businessplanvincente.com/2010/02/capitale-proprio-e-indebitamento-il-leverage.html
qui:
http://www.businessplanvincente.com/2009/12/la-struttura-finanziaria-dellazienda.html
oppure qui:
http://www.businessplanvincente.com/2009/09/il-fabbisogno-finanziario-e-le-fonti-di-finanziamento.html
ciao a presto.
Queste spiegazioni sono davvero semplici, concise e decisamente più chiare di molti libri di testo!!!
Ho solo un problema sostanziale……io mi dovrei occupare di distribuzione e non di produzione……
Non riesco ben a capire nelle immobilizzazioni quali delle voci dovrei inserire??? Il mio business plan si refirisce a vendita al dettaglio…..potrebbe darmi delucidazioni a riguardo???
Grazie a nticipatamente
Ciao Michela,
ti rispondo con la stessa semplicità che ci hai riconosciuto (grazie, ovviamente..)!!
Non so di che tipo di distribuzione/vendita al dettaglio ti occupi, e quindi la riposta è per forza generica. Ma leggendo le parole “distribuzione e vendita” mi viene da pensare a:
1) scaffalature
2) mobili e arredi: scrivanie, sedie direzionali, sedie ospiti etc
3) espositori
4) vetrine di allestimento (se è un negozio o similare)
5) impianti di condizionamento
6) impianti di illuminazione
7) servizi igienici (allestimento)
8 ) banco frigo (se si tratta di beni alimentari)
9) registratori di cassa
10) se c’è un magazzino: muletti per movimentazione merci
11) se c’è un magazzino : scaffalature di magazzino + arredi ufficio magazzino
12) impianti di videosorveglianza + antifurto
13) se previsto dalla legge del settore in cui operi: impianti smaltimenti rifiuti
14) furgoni, furgoncini o automezzi in generale per il trasporto (se previsto)
15) computer fissi o portatili e relativi software per gestire il tutto.
Insomma… basta che fai mente locale a tutto quello che ti serve per l’attività, lo metti nel business plan, e il gioco è (quasi) fatto!!!
In bocca al lupo, e se hai bisogno di qualche altra cosa, sai come trovarci!
Giancarlo
ok…..spiegazione esaustiva come sempre!!!
Grazie…. ed alla prossima
Ciao Giancarlo
complimenti !!
dopo diverse ricerche, in merito ai business plan, ho finalmente trovato qualcuno che parla la mia lingua. La maggior parte dei siti solitamente tende a rendere le cose ancor più difficili, invece tu riesci a spiegarti in maniera veramente semplice e pratica.
Nel caso di business plan per un emittente TV satellitare come mi devo comportare…quali sono le voci da elencare ?
Non ho trovato alcun esempio specifico che faccia per me e mi rimane un pò difficile….potresti aiutarmi ??
grazie in anticipo
Adriano
Ciao Adriano,
grazie per i complimenti! E grazie perchè dici che riesco (e riusciamo) a spiegarci in modo semplice e pratico: è esattamente quello che vogliamo, poichè gli argomenti trattati sono “difficili” (soprattutto per chi non è addetto ai lavori) e tradurli in linguaggio comprensibile è il nostro vero obiettivo.
Per il caso di BP per emittente TV satellitare, non abbiamo un esempio specifico: posso dirti di fare l’elenco di tutto, ma proprio tutto, quello che credi ti serva per apprestare la TV.
faccio un esempio: a novembre abbiamo vinto un bando con il Comune di Roma e da poco abbiamo cambiato ufficio: nel business plan abbiamo dimenticato di mettere tra gli investimenti LO SCALDABAGNO! Eh si…anche a noi è capitato di dimenticare di inserire un investimento!!! Piccolo, poco costoso, forse marginale, ma lo abbiamo dimenticato.
Quello che devi fare è l’elenco completo di tutto quello che ti serve, in termini di investimento, per la redazione dello stato patrimoniale prospettico. Ricorda che tutti gli investimenti in immobilizzazioni materiali devono essere ammortizzati; quindi inserire le quote di ammortamento nel conto economico previsionale, all’interno del quale inserire anche tutti i costi di esercizio che prevedi di sostenere.
Se hai bisogno di altro, siamo qui.
Grazie a presto.
Ciao Giancarlo ,
grazie per la risposta. Quindi é un lavoro abbastanza complicato e lungo!!
Per chi deve affrontare un detrmintato tipo di attività per la prima volta é un pò difficile prevedere tutto ma proprio tutto quello che occorre, e chi l’ha fatto prima di me di certo non mi aiuterà…
In questi casi come ci si comporta ?
grazie, Adriano