Il piano economico-finanziario di un business plan è la sintesi “tecnica” di tutte le informazioni che sono state esposte nella parte descrittiva dello stesso business plan. E’ anche la parte più complessa da scrivere, poichè è la verifica numerica della coerenza di tutti i dati che sono stati esposti.
Investimenti, finanziamenti, ricavi, costi, entrate e uscite monetarie e altro, devono essere sintetizzati all’interno dei bilanci previsionali, che sono le prioiezioni future dell’attività dell’impresa. Le previsioni, solitamente, vengono fatte su un orizzonte temporale di cinque anni, anche se bisogna specificare che un orizzonte così ampio perde di attendibilità perchè per alcune variabili diventa praticamente impossibile fare previsioni esatte. Per esempio, per un’azienda che produce materiali plastici (derivati del petrolio) è fondamentale ipotizzare le oscillazioni di prezzo del greggio per i prossimi cinque anni. Per tale motivo, molto più spesso le previsioni di bilancio vengono fatte a tre anni.
Ciò detto, il piano economico-finanziario serve per due cose molto importanti:
1) verificare la fattibilità economica e finanziaria di un’idea di business. In tal senso, verificare la fattibilità economica e finanziaria di un business, significa studiare se il business è redditizio o meno nel lungo periodo (cioè nei prossimi tre-cinque anni). Questa è una verifica effettuata sulle previsioni dei ricavi e dei costi, nonchè sulla struttura finanziaria dell’azienda, e serve a controllare il meccanismo di creazione dei costi in seguito al conseguimento dei ricavi, e serve per individuare i mezzi finanziari più idonei per raggiungere gli obiettivi economici che sono stati posti. In concreto cosa significa? Un esempio semplicissimo può servire a capire meglio: devo comprare un macchinario (che costa 100.000 euro) che mi serve per produrre 1.000 unità del prodotto X, che vendo a 1.500 euro al pezzo. Questo significa che devo affrontare un doppio aspetto finanziario : il primo è quello che riguarda il reperimento dei 100.000 euro che mi servono per il macchinario. Il secondo è quello che devo affrontare appena inizio a produrre le 1.000 unità del mio prodotto X, poichè per produrle sosterrò costi fissi e variabili di vario genere. Verificare la fattibilità economica e finanziaria di un’idea di business significa proprio verificare che l’ammontare dei ricavi (il fatturato) che conseguirò (cioè 1, 5 ml di euro, dati da 1.000 pezzi moltiplicato 1.500 euro al pezzo), consentono di pagare tutti i costi che devo sostenere per produrre e vendere quelle 1.000 unità di prodotto. Inoltre, lo stesso fatturato deve essere tale da farmi rimborsare anche i finanziamenti che ho preso presso un banca o un’altra istituzione f inanziaria.
2) effettuare il controllo della gestione nel suo complesso. Sotto questo aspetto, il business plan viene solitamente indicato come uno strumento di “guida” per l’imprenditore: scrivere gli obiettivi dell’azienda, le strategie che si vogliono utilizzare per conseguirli, fare dei piani strategici, predisporre dei bilanci di previsione, analizzare la struttura finanziaria e l’andamento dei ricavi nel medio-lungo termine, ha lo scopo di orientare l’attività dell’imprenditore. Questo è il motivo per cui il business plan dovrebbe essere uno strumento sempre a disposizione dell’imprenditore o del management aziendale, piuttosto che essere considerato uno strumento da usare “una tantum”, magari in vista della richiesta di qualche finanziamento pubblico per lo sviluppo imprenditoriale. Anche dal punto di vista dell’andamento dei flussi di cassa, il piano economico-finanziario permette di verificare se le ipotesi fatte (cioè le previsioni) vengono rispettate mano a mano che si svolge la gestione dell’azienda.
Se durante lo svolgimento della gestione si verificano fatti che in qualche modo allontanano la gestione aziendale dagli obiettivi posti, allora ecco che il business plan esprime tutta la sua efficacia: il confronto tra dati preventivi e consuntivi serve per capire in che direzione sta andando l’azienda. E se l’azienda sta andando in direzione opposta a quella pianificata, si è in tempo per prendere gli opportuni provvedimenti e rettificare il tiro!!
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ringrazio per l’attenzione che usi nei confronti di chi ti contatta, molto gentile e professionale da parte tua.
Io sto redigendo un BP per un finanziamento e appena ne saprò di più mi farò vivo.Ho trovato preziosi i Vostri consigli e ho potuto confrontarmi con ciò che già ra di mia conoscenza.Grazie ancora .siete bravi.Gianni
Grazie a te, Gianni, per il commento che hai lasciato.
Quando avrai bisogno di altre informazioni o di aiuto più concreto, noi siamo qui.
A presto.
Eccellente tutto, sito utilissimo. Anche io sto facendo un BP e mi è utilissimo il vostro sito
Grazie anche a te, Stefano, per il commento.
A presto invieremo un e-book con un caso pratico in cui sono specificati meglio alcuni aspetti importanti del piano economico-finanziario.
Anche per te, se hai bisogno di aiuto più concreto, contattaci!
Grazie
Grazie mille per le informazioni! non sapevo assolutamente da dove iniziare ed ora…il mio BP è praticamente completo!
E’ raro trovare persone così disponibili ad aiutarti…NON A PAGAMENTO!!
grazie ancora dell’aiuto!
grazie mille, il tutto mi è stato molto utile.
Grazie mille per avermi inviato gli aggiornamenti. Appena avrò letto tutto con attenzione vedrò se porre domande o no. Comunque il vostro aiuto è veramente prezioso. Continuate ad aiutarci sempre con lo stesso entusiasmo. grazie
E’ molto interessante, utile e soprattutto decisamente chiaro.
A proposito il testo che compare é acquistabile? dove?
E’ tutto veramente utile, ma mi sono arenata sugli ammortamenti. Ad esempio, se io per la mia attività acquisto computer e programmi per un costo x (ad esempio 10.000 euro) come calcolo l’ammortamento nei vari anni? Vi ringrazio per la vostra risposta
Ciao Luigi, in molti ci stanno facendo la tua stessa domanda, ma il testo che compare non è acquistabile, almeno per ora.
Cinzia, ciao anche a te. Solitamente il periodo di ammortamento per beni ammortizzabili viene calcolato su un orizzonte temporale di 5 anni, a quote costanti. E quindi se hai 10.000 euro di immobilizzazioni (esempio: i computer), le ammortizzi a 2.000 euro/anno nel conto economico.
Poi, ci sono situazioni in cui il periodo di ammortamento si accorcia per beni a rapida obsolescenza (come, ad es, proprio i computer): in questi casi si parla di ammortamento anticipato e ammortamento accelerato.
Poi ci sono situazioni in cui si possono fare ammortamenti a quote crescenti o decrescenti, a seconda delle “politiche di bilancio”: dipende se “ti conviene” caricare gli ammortamenti nei primi esercizi o negli ultimi. Tutto legale….
Comunque, tutte queste informazioi precise le trovi sul TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che trovi in quasi tutte le librerie specializzate.
Lì ci sono gli articoli con eccezioni, regole e tutto quello che ti può servire per calcolare al meglio i tuoi ammortamenti
grazie ancora una volta per la vostra disponibilità. Ho un quesito da porvi. Ai fini di fare una previsione sui costi variabili, poichè fino a quando non si sostengono non si possono sapere posso imputare una percentuale fissa sul costo di produzione del singolo prodotto per quantificarli?
grazie
Ciao Alessia,
bella domanda! La risposta è : dipende.
Partiamo da una considerazione generale in base alla quale in una previsione su tre anni, variano anche alcuni i costi fissi (come il costo del lavoro, per via della contrattazione sindacale).
In linea di massima, le previsioni sui costi variabili sono calcolate con una funzione matematica di proporzionalità diretta del costo totale di prodotto. Ciò significa che, per esempio, questa funzione ti dice che i CV delle materie prime (il più tipico dei costi variabili) sono il 22% del costo di prodotto e assume questa percentuale come costante nel tempo, e per quantità acquistate.
Quindi: se produci 30 pezzi e il costo di prodotto è 100 (per ogni pezzo), hai un costo totale di 3000, di cui 660 è il CV della materia prima (cioè il 22%). Se produci 60 pezzi, sempre ad un costo di prodotto di 100, hai un costo totale di 6000, di cui 1320 è il CV di materia prima (cioè il 22%) e così via… Questo accade proprio per la definizione di costo variabile, che è quello che varia al variare delle quantità prodotte (e infatti varia, da 660 a 1320 e così via, proprio perchè hai raddoppiato, triplicato, quadruplicato etc…).
Ma questo, nella realtà, è parzialmente vero poichè se vai da un fornitore e gli dici “ho bisogno della materia prima X (costo variabile) per produrre 30 pezzi” lui ti dice:”ok, me la paghi TOT”. Ma se vai dallo stesso fornitore e gli dici che devi produrre 60, 90, 120 pezzi (o più), la prassi commerciale vuole che lo stesso fornitore ti fa lo sconto di fornitura, e se non te lo propone lui, glielo chiedi tu. E alla fine (anche questo in linea di massima) lo ottieni. E quindi paghi gli approvvigionamenti di materie prime meno del 22% di cui sopra.
Inoltre, se produci sempre gli stessi 30 pezzi a 100 euro l’uno (totale 3000) di cui 660 è il CV, e fai una previsione a 3 anni, devi considerare anche il fatto che (come ti ho scritto sopra) variano anche alcuni costi fissi, come il costo del lavoro. E quindi varia anche la percentuale di incidenza del costo del lavoro sul costo totale del prodotto sulla quale calcoli la percentuale del CV.
E ancora: spesso nelle previsioni non viene tenuta presente l’incidenza dell’inflazione nell’arco di tempo considerato (tre anni) la quale, se è a valori del 3-5% all’anno, incide in modo deterrminante sui calcoli.
Inoltre, ci sono alcuni prodotti sui quali è praticamente impossibile fare previsioni accurate: se produci candele (con la paraffina, derivato del petrolio), oggi 19 settembre 2009 puoi sapere quale sarà il prezzo del greggio il 24 maggio 2011 ?
direi che è improbabile…E se lo sai, vieni a lavorare con noi!!!
Tutto ciò implica che determinare a priori il CV come una percentuale fissa del costo totale, può portare a commettere degli errori, ma spesso è l’unico modo con cui si possono fare delle previsioni.
Previsioni molto più accurate si possono fare considerando la controllabilità di alcune variabili che incidono sul costo di prodotto, sia in modo fisso che variabile (come, ad esempio, sapere che tra un anno ci sarà la contrattazione sindacale e che varierà il costo del lavoro; che il fornitore ti fa lo sconto del 9% se acquisti più di 200 quantità di materia prima; sapere che il contratto di affitto ogni anno aumenta in % della variazione ISTAT; sapere che l’inflazione attesa per il 2010 è dell’X percento; che il reddito medio pro-capite varia in aumento dell’Y percento nei prossimi tre anni; che i gusti del consumatore sono sempre gli stessi e così via).
Di solito, per tutti questi motivi e per semplicità, il calcolo dei CV si fa proprio come percentuale fissa del costo totale. Anche se non è corretto al 100%.
Scusa se mi sono dilungato e ho complicato un pò la cosa, ma credo sia giusto dare una risposta il più completa possibile alla tua domanda.
Se hai altre domande, siamo qui.
Grazie
Sto preparando un BP per un finanziamento, complimenti per il lavoro che state svolgendo. Grazie per la vostra serietà e professionalità.
Sto predisponendo un BP per l’avvio di una nuova attività artigiana, ma, ad oggi, mi occupo di Progettazione Web: avete i miei complimenti.
Come ho già detto nel mare di internet tra tante onde alte è difficile trovare chiarezza e cielo sereno.
In questo sito, chiare, semplice, diretto e comprensibile le informazioni sono ben esposte ad alla portata di un neofita del settore come me.
Grazie.
a presto
Cristiano
Ciao Giancarlo e Paola,
grazie per avermi mandato l’email con il link sul piano economico-finanziario… se devo essere sincero ho trovato il documento molto INTERESSANTE…. Ho preso spunto in tantissime occasioni, dato che non avevo la conoscenza adatta… Avrei molto piacere nel comunicarvi alcune cose in privato… avete modo di potermi mettere in contatto con voi???
Grazie mille per la Vostra disponibilità..
F. Cosentino
grazie per gli aggiornamenti e per la vostra attenzione.
I vostri consigli sono un prezioso strumento per la mia attività
grazie per l’attenzione che date a ciascuno nelle vostre pagine……….. ho capito il principio del bp…………. rimane da fare “il resto”. nel mio caso però si parla di servizi che è una cosa particolare rispetto a che “produce” merce, oggetti ecc. a presto, Traian
come posso fare un business plan per un’agenzia di relazioni pubbliche?
attendo vostre. grazie!
Ciao sto redigendo un BP per l’apertura di un negozio di articoli sportivi.
Il mio dubbio è:nel mio investimento iniziale ho messo l’acquisto degli articoli in quanto ho sentito i fornitori e vogliono il pagamento subito.
Ho messo quindi nei debiti a lungo termine il prestito che mi farà la banca per acquistare questi articoli.
Giusto?
Direi anche che tutto questo che mi state dicendo è molto interessante.
Spero vivamente di poter iniziare la mia attività.
Grazie mille
Diego
ciao Diego,
i debiti a lungo termine, di solito, vengono accesi per finanziare gli investimenti in immobilizzazioni che probabilmente hai anche tu (esempio: il bancone, gli scaffali per esporre gli articoli, il registratore di cassa e altri…), mentre per l’acquisto degli articoli sportivi sarebbe stato meglio chiedere prestiti a breve termine, per via della correlazione temporale (vedi qui cos’è: http://www.businessplanvincente.com/2009/08/investimenti-finanziamenti-e-correlazione-temporale/).
Certo, il fatto che i fornitori vogliono i soldi subito è sicuramente un elemento che “costringe” all’indebitamento di lungo termine e quindi, anche se non correttissimo dal punto di vista finanziario, può andare bene la scelta che hai fatto.
L’importante è che gestisci con attenzione le scadenze dei pagamenti, e che, soprattutto, il tuo negozio abbia successo!
In bocca al lupo
Supponiamo un Business Plan per un progetto di un grande logo o opera d’arte per un grande evento( vedi Tour Eiffel 1879). Questo logo è il più grande del mondo, non è un prodotto,ma un grosso biglietto da visita per la città che lo adotterà e per gli sponsor che lo adotteranno e sponsorizzeranno, ovviamente. E’ una cosa mai fatta da nessuno precedentemente, ergo non può possedere ricerche di mercato o un survey.Sicuramente di grande impatto mediatico, nonchè visibile anche su Google.
Quali potrebbero essere i presupposti per un Business Plan,in questo caso? Quali garanzie si possono dare agli sponsors e alle istituzioni che lo patrocinerebbero?
Grazie Franco Giorgi
Ciao Franco,
i presupposti per un BP nel caso che hai specificato, sono un pò gli stessi di sempre, anche se non ci sono dati di mercato o survey a disposizione a giustificazione di un un progetto per un logo importante come quello di cui hai detto.
E’ un pò come fare il Business Plan per un nuovo brevetto: prima non c’era niente (quindi zero dati e survey a disposizione) e adesso c’è! Di fatto, siamo circondati di prodotti/servizi che prima non c’erano e adesso ci sono, e molti sono stati messi su un BP.
Un esempio su tutti: GEOX, la citiamo nell’e-book. Magari qualcuno all’epoca può aver pensato che fosse un’idea scema. Pare si sia sbagliato…
Come fare per convincere sponsor e istituzioni per ottenere i patrocinii? Questo è uno dei ruoli del BP: la credibilità dell’idea di business. Se l’idea c’è davvero e riesci a tirare giù una proiezione di quanto può “rendere”, il gioco è (quasi) fatto. Ottenere un patrocinio, o uno sponsor, significa “vendere” un’idea ad un’istituzione o allo sponsor. Si tratta comunque di vendere una visione futura.
Parli di visibilità mediatica e anche su Google: visibilità significa “ritorno”, che può essere:
1) d’immagine (e ha un valore economico)
2) di pubblicità (e ha un valore economico)
3) di comunicazione (e ha un valore economico)
4) di marketing (e ha un valore economico)
5) di altro
In ogni caso si tratta di ritorni che possono essere valutati economicamente e quindi messi in un business plan per poi essere “venduti”.
Le garanzie che puoi dare? Sono le valutazioni di costo-rendimento legate all’idea, sia per gli sponsor che per le istituzioni.
“caro sponsor, questa cosa ti costa TOT, ma ti può rendere TOT + X”. Basta dimostrarlo con qualche numero.
Ciao
Sembra facile a parole, ma come puoi spiegare ad uno sponsor quale sia il suo ritorno economico? Qui si tratta di far sborsare agli sponsor, qualcosa che costerà ca 2.500.000/3.000.000 di Euro,come posso dimostrare un ritorno economico su qualcosa che non c’è mai stato prima?
Ideale, ovviamente, sarebbe il mono-sponsor, ma qui come minimo dovranno essere almeno 8. E come spieghi, specialmente oggi, ad uno sponsor di tirar fuori dai 300/400mila euro?Lo sponsor nel BP vuole vedere o aver una ottima prospettiva se fa un investimento così importante..
Grazie Franco Giorgi
Ho lavorato per molti anni (35) in un Ente per lo sviluppo delle micro imprese imbattendomi spesso in queste problematiche e perciò apprezzo particolarmente il Vostro sforzo di comunicazione sia sotto l’aspetto dei contenuti sia sotto quello dell’organizzazione didattica e dell’utilizzo sapiente e tecnicamente perfetto del mezzo informatico.
Con un linguaggio semplice e allo stesso tempo rigoroso riuscite secondo me a trasmettere, in maniera chiara, concetti che molti piccoli imprenditori ritengono complessi, astrusi e perciò poco interessanti per il loro operare quotidiano (non ho tempo da perdere dietro la burocrazia).
Ho sempre sostenuto invece che una diffusa cultura imprenditoriale basata sulla comprensione dei meccanismi economici fondamentali che regolano la vita delle imprese sia indispensabile per una corretta gestione imprenditoriale (ancorché micro) e, più in generale, stia alla base di uno sviluppo economico generale che sia sostenibile e armonico e in grado di assorbire le crisi ricorrenti più o meno gravi che si presentano nel tempo.
E ciò è tanto più vero più in quanto la nostra struttura produttiva nazionale è formata dalla stragrande maggioranza di micro imprese.
Complimenti!! State facendo una meritoria opera di informazione che deve essere particolarmente apprezzata soprattutto in questo specifico momento di crisi economica.
Mario
Ciao Franco,
premesso che ovviamente non ho la minima idea di cosa stai parlando (e quindi posso dire fischi al posto di fiaschi), sono d’accordo con la difficoltà di reperire 8 sponsorship da 3-400.000 euro l’una, specialmente di questi tempi.
Hai parlato di visibilità mediatica di forte impatto per lo sponsor.
Ti faccio un esempio che uso come premessa.
Io ho la mia società (supponiamo che vendo automobili), e attualmente fatturo 3,5 milioni all’anno, con margini del 10% netto. Quindi a fine anno mi metto in tasca 350.000 euro.
Ipotizziamo che tra i costi della mia gestione c’è l’unica forma di pubblicità che faccio allo stadio olimpico di Roma, che mi costa 100.000 euro all’anno e mi da visibilità a circa 50.000 persone ogni domenica, tra partite della Roma e della Lazio. Quindi ogni mese mi vedono 200.000 persone (che non sono proprio 200.000, ma un pò di meno per via degli abbonati), e ogni anno mi vedono 1.600.000 persone (che non sono proprio 1,6 ml sempre per via degli abbonati ), perchè il campionato dura 8 mesi.
Molti imprenditori non misurano il ROI dell’investimento pubblicitario, e quindi non sanno quanto rende la pubblicità. Un modo ci sarebbe: si potrebbe chiedere a ogni cliente “hai visto la pubblicità allo stadio e sei venuto per quello?”, fare un paio di conti e vedere quanto hanno “reso” quei 100.000 euro investiti in pubblicità ogni anno allo stadio. Questo è un metodo efficace, ma potrebbe essere costoso.
Supponiamo che ho fatto a ogni cliente questa domanda e so che 350 clienti sono venuti perchè mi hanno visto allo stadio. Supponiamo che il prezzo medio di vendita delle mie auto sia 8.000 euro, quindi basta fare 8.000 (prezzo/auto) x 350 (clienti) = 2.800.000 euro di fatturato grazie a questi 350 clienti.
Il mio margine è sempre del 10%, quindi su questi 2.800.000 euro di fatturato, ho guadagnato 280.000 euro.
Quindi, pare che la pubblicità sia stata utile, perchè 100.000 euro investiti in pubblicità mi hanno reso 280.000 euro netti.
Poi arrivi tu e mi fai la tua proposta. Mi spieghi che il tuo logo è un biglietto da visita di portata mondiale per la città che lo adotterà e mi dici “con questo logo, la tua azienda sarà associata a questa città, e potrai essere visto da 5.000.000 di persone all’anno, ed essere associato a grandi eventi cittadini, e altre cose!”.
ICinque milioni di persone sono il 320% in più dei precedenti 1,6 milioni che mi vedevano allo stadio.
Quindi, sempre in modo grossolano, e supposto invariato il mio ROI sulla pubblicità allo stadio, 5 milioni di persone potrebbero “convertirsi” in 1000 clienti, più o meno. I quali, sempre a 8.000 euro ad automobile, fanno saltare il mio fatturato a 8.000.000 di euro. E supposto invariato il mio margine netto del 10%, ecco che mi metto in tasca 800.000 euro, contro i precedenti 350.000.
Cioè, a margine netto, ho guadagnato 450.000 euro in più di prima. se tu me ne hai chiesti 300.000 e li vogliamo togliere, , ne ho guadagnati comunque 100.000 in più.
Ora: al di là dell’esattezza di alcuni numeri e di altre ipotesi, il calcolo da proporre è esattamente questo. Se tu non sai come fare per calcolare il ritorno di un investimento per il tuo sponsor, al momento non so come aiutarti, dato che non so di cosa si tratta. Questi sono tutti calcoli che si possono fare con maggior accuratezza nel business plan, perchè analizzi il ritorno per i tuoi “clienti” (cioè gli sponsor) dal punto di vista del loro rendimento. Che poi, se funziona, è anche il tuo.
spero di esserti stato utile.
Ciao Mario,
che dirti? Grazie per il tuo post.
Ci da le giuste e forti motivazioni per continuare a fare ancora meglio. Al servizio proprio di quegli imprenditori di cui parli tu, per i quali alcune cose sembrano assurde, complicatissime e “burocratiche”.
Senza sapere che, di complicato, c’è solo la comunicazione di certi concetti da parte di alcuni.
Preferiamo la semplicità perchè questo è quello che ci viene chiesto ogni volta che facciamo formazione d’aula, o formazione d’impresa e perchè questo è ciò che aiuta.
Hai, per altro, colto nel segno quando parli idi “diffusa cultura imprenditoriale”. Se vai nella sezione “VISION E MISSION” del sito, sono esplicitate tutte e due: forse siamo matti, ma la nostra VISION è proprio la diffusione della cultura d’impresa nelle imprese.
Grazie ancora. Buona giornata.
GENTILISSIMI.
Vostri consigli per B.P. sono estremamente preziosi.
Se avete fatto qualche B.P. per un supermercato alimentare e casalinghi di circa 2000mq.
Mi interesano costi al mq circa per un allestimento completo .
Da locale grezzo ad pronto d’uso .
In particolare coefficente per mq per: impianto illuminazione,forsa motrice,impianto refrigerazione,mobili,scafali,casse ,impianto di ariacondizionata,intercommunnicazione
e telefonico ,ascensore perle merci,scala mobile per persone -spero che non mi sfuggito niente.
Se non disponete rifferimenti sul totale mi fa piacere anche solo coefficente per
alcuni impianti.
Inoltre mi interessano dei coeficienti per mq :dei consumi annuali di energia,costi di gestione,
costo annuale delle merci, ricavi annui,utili annui opure solo alcuni delle voci indicate.
Se non disponete nessun dato un suggerimento Vostro dove gli posso trovare.
Grazie Tanto.
CORDIALI SALUTI.
Ing.Pawlak Zdzislaw (Luigi)
Sto redigendo un bp per un’azienda che opera nella telefonia, ho consultato il vostro sito che ho trovato molto interessante.
Complimenti a voi
Alessandra
Caro Giancarlo, grazie delle esaustive spiegazioni,mi piacerebbe farti vedere un pò più da vicino il concept per capire come ti muoveresti tu in un contesto come questo.Non è esattamente come GEOX ( che è un brevetto prodotto) e neanche una concessionaria che vende un prodotto.
Forse le conoscenze che dovrei reperire sono i dati ROI precedenti degli eventuali sponsors e fare delle proiezioni sui numeri..
Aspetto una tua risposta ed eventualmente ti manderò il mio concept, mi sembrava di avertelo già inviato..
Ciao Franco
Il Vs book mi ha aperto la mente ed invogliato a ricercare fattori importanti a cui non avevo pensato per elaborare il mio BP. Sarebbe interessante formulare una sorta di scheda con domande e risposte che servano da traccia per la compilazione e lo sviluppo dello stesso. La mia idea e’ di aprire un centro revisioni. Avete materiale in merito o qualche consiglio da darmi ? Grazie per le dritte ed in bocca al lupo anche a Voi !
Non posso che rinnovare i complimenti per aver creato questo sito, ho praticamente letto tutto quello che c’era da leggere, e vi assicuro che è stato tutto molto interessante. Sto lavorando su un progetto di franchising nei servizi, non ho ancora trovato nulla di simile, e per questo credo che sia un ottima idea; con il vostro aiuto sto mettendo diversi puzzle al posto giusto.
Sono ansioso di ricevere il MODELLO COMPLETO E CONCRETO di B P
Grazie ancora.
Antonio Fracasso
Buona sera, volevo chiedervi un quesito , come si calcola la percentuale dei possibili clienti,esempio ci sono 1000 presenze, di queste presenze, vorrei calcolare la percentuale minima di fattibilita che acquistano un determinato prodotto, che sia di prima necessita tipo pane latte ecc…oppure di lusso tipo macchine o gioielli,(specifico le due classi sociali, una medio bassae una medio alta)nell attesa vi invio i miei sinceri saluti da Antonio…….PS complimenti per il vostro sito e le vostre informazioni.
Ciao Antonio,
la tua è una delle domande più difficili a cui dare una risposta, ma ci provo lo stesso.
Parto da un presupposto per “farti entrare” nella logica del ragionamento.
Io invento un nuovo prodotto/servizio che nessuno ancora offre, e possono succedere varie cose (per semplicità ne metto solo 3):
1) boom di mercato
2) fallimento di mercato
3) via di mezzo tra 1) e 2)
Questo è ciò che accade nella media e nella pratica. Immagina Steve Jobs quando ha inventato l’I-Phone: come faceva ad immaginare quanti ne poteva vendere?
Come tutti quelli che fanno marketing, prima di mettere sul mercato l’I-phone avrà studiato un mercato potenziale, le sue abitudini di acquisto, il reddito medio, il PIL del paese, lo sviluppo tecnologico e una serie di altre cose per conoscere al meglio il suo potenziale cliente.
Più cose si sanno sui potenziali clienti, più è probabile vendere loro il tuo prodotto/servizio. E quindi si potrebbe parlare di “conversione”, cioè di potenziali clienti che si “convertono” in clienti.
In molti casi questa conversione è una percentuale del 30% o anche più, in altri casi è una percentuale del 3-5%. Dipende da una serie di fattori che variano da mercato a mercato, e da tipologia di prodotto a tipologia di prodotto.
Chiedi quanti sui 1000 potrebbero essere clienti: se hai un punto di riferimento (un concorrente, potenziali clienti) puoi “studiare” quello che fanno loro e fare una sorta di previsione basate sullo “storico”, per esempio.
E quindi potresti scoprire che la conversione è del 30%. Ciò significa che su 100 potenziali clienti, i clienti sono 300.
dopodichè moltièplichi il prezzo medio del prodotto/servizio per il numero di clienti e ottieni il fatturato.ù
Ultima cosa: siamo nel campo delle previsioni, che per definizione sono soggette ad errore. Ciò significa che nel business plan è più prudente fare stime al “ribasso” che facciano “girare” il conto economico. Se il conto economico gira, allora il business c’è….
ZSpero di esserti stato di aiuto
Grazie per la spiegazione,penso di aver capito il sistema,si va a fortuna,come ho capito io ,importante e fare girare tutti i conti economici. Grazie di nuovo da Antonio.
buon giorno ho avuto la fortuna di imbattermi nel Vostro sito e non ho esitato a scaricare il Vs special report, che ho trovato veramente interessante.
Mi chiamo Demetrio e vivo a Milano lavoro in una società come dipendente e mi occupo di controllo di gestione.
Da qualche tempo sto maturando l’idea di costituire una software house assieme ad un amico programmatore.
Le attitudini tecniche ci sono: il mio amico è programmatore con diversi anni di esperienze alle spalle, abbiamo sviluppato e testato presso un cliente un gestionale ad hoc per la gestione delle commesse (settore edile e stradale); io ho maturato diversi anni di esperienza nel settore, visto che ho lavorato per una azienda concorrente seguendo i clienti in tutta la fase di avviamento e formazione.
Grazie a voi adesso posso dire che siamo in grado di valutare in modo approfondito la nostra idea e decidere se metterla in atto o meno.
rinnovo i complimenti per il sito e per la vostra professionalità
saluto cordialmente
Demetrio Visciglia
Ciao Antonio: no, non si tratta di fortuna!
Si tratta di conoscere nel modo più approfondito possibile il mercato di riferimento.
Se lo studi come si deve, inizi a porti domande che prima non ti ponevi. Inizi a fare considerazioni a cui non avevi mai pensato. Inizi a conoscere delle cose che prima non conoscevi.
E il livello di questa conoscenza è tanto più approfondito, quanto più “entri” nel mercato studiandolo.
Giorni fa parlavo con un amico che vuole entrare nel mercato del “BIO”.
Cosa significa “mercato del BIO?”. Tutto e niente.
Non sono un esperto di questo settore, ma ho detto a questo amico di studiare il mercato. Come? ci sono tanti modi. Gli ho detto di fare una cosa che gli è sembrata stupida, all’inizio: inizia con il contare quanti negozi “BIO” ci sono nella zona che vuoi servire. Non lo sapeva, e la location è fondamentale per un negozio.
Ha scoperto che il più vicino è a 6 km di distanza, ma è una grande catena di BIO, leader di mercato. Poi gli ho detto che BIO non vuol dire niente.
BIO cosa? La pasta? La farina? Le sigarette? I gelati pre-confezionati? la carne?
BIO cosa? E allora vai nel negozio e prendi nota di cosa c’è sugli scaffali e in quali quantità.
Inizia ad osservare il giro di clientela per 5 giorni a settimana, mattina e sera, per tre settimane almeno.
Informati sul valore dello scontrino medio.
Osserva se i clienti sono sempre nuovi, o sono gli stessi che fanno turn-over.
Questo, in modo forse rozzo ma efficace, è un modo per studiare il mercato. Significa conoscere una serie di cose del tuo mercato che forsi non conosci. Cose a cui questo mio amico non ha mai pensato prima di fare quello che ha fatto.
E da queste osservazioni si possono fare le previsioni le quali sono si, soggette ad errore per definizione, ma il margine di errore è una variabile manageriale controllabile.
Ecco perchè diciamo sempre di fare calcoli realisitci e di non “sparare” numeri spaziali: fare le stimeal ribasso è un modo per ridurre il margine di errore.
Scusa il termine poco tecnico e molto confidenziale: questo significa portare il conto economico a “girare”.
Perchè, poi, tutto quello che viene in più lo puoi considerare un regalo di natale!
Grazie per l’intervento
Ciao Demetrio,
grazie per i complimenti che hai fatto.
Cerchiamo solo di mettere a disposizione di chi vuole fare impresa, o già la fa, gli strumenti manageriali che ci sono per affrontare il business in un modo diverso e con un pò di competitività in più.
E proviamo a comunicare con semplicità e con poca accademia. Perchè le cose complicate aiutano solo a confondere le idee…
grazie ancora.
Grazie,
sto leggendo il vostro materiale sul BP. E’ per me molto utile.
ciao, grazie che esistete .Quando ho trovato il vostro b.p. scar.gratis son salita alle stelle .Mi hanno aiutato molto la vostra professionalità chiara ed esauriente. ho letto anche i commenti e le vostre risposte. io vorrei fare un b.p.su una sala adibita per 3 giorni a feste di compleanno ecc. in cui offro anche a richiesta un serv. di animazione. E per il resto della settimana un serv.di baby-sitter incluso lettura fiabe, giochi creativi o divertenti ecc. ma non riesco a quantificare i possibili guadagni Considera che sono in un paesino, che la sala ospiterà esagerando 40 bambini (ma dubito di coprirli tutti). Che il locale non è centrale ma fuori paese e accessibile solo in macchina. ma è fattibile la cosa considerando anche che non ho la struttura, ma è da realizzare?ciao.
Ciao Alice,
prima di fare l’investimento fai una “ricerca di mercato” molto semplice: chiedi alle mamme che conosci se sarebbero disposte a portare i loro bambini in un locale un pò distante dal paese.
Poi, chiedi loro se sarebbero disposte a pagare una certa cifra per il servizio che vuoi offire (magari chiedi proprio “quanto lo pagheresti questo servizio?”). Da queste risposte puoi già renderti conto se l’investimento è conveniente dal punto di vista economico.
dopo di che confronta i costi che devi sostenere (la struttura, i libri delle fiabe, l’acquisto dei giochi etc..) con i potenziali ricavi che ti possono arrivare dall’iniziativa. Se i ricavi sono maggiori dei costi, allora si può fare.
Questa è una risposta che ti do al volo senza sapere niente della tua idea. Ma immagino che tu hai dei dati più precisi con cui “fare i conti”.
Spero di esserti stato utile.
grazie sei stato molto utile. La mia idea era quella di assoc. al servizio baby-sitter ilweek-and la sala a feste di compleanno , magari con animazione ma non so minimamente quanto far pagare .So che prendono 100e.per affitto sala , 50e a testa per animatore (ma all’ora? )e poi ? Ti ringrazio fin d’ora per la risposta .ciao
Ciao Alice,
Sono un pò in difficoltà a “scriverti” qui il business plan della tua idea, cosa che farei volentieri. Ma non ho a disposizione praticamente tutti i dati…
Leggi questo articolo :
http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-si-forma-il-conto-economico.html
puoi trovare degli spunti interessanti per calcolare i costi della tua idea, e anche i ricavi potenziali.
Il prezzo che puoi praticare deve essere sufficiente per coprire i costi di affitto, di “ingaggio” degli animatori, più gli altri costi.
Di solito consigliamo di tenere presente anche il costo del sapone per lavarsi le mani. Non è un’esagerazione ma una metafora per dire che devi farti venire in mente davvero tutti i costi che credi di sostenere, perchè se li copri tutti, allora l’idea è economicamente conveniente.
ciao stavo pensando come idea di B.P. a una sala per org. feste di compleanno ecc. ma a parte le 100e per affitto ,circa 30e all’ora a testa per animatore ,non so quali potrebbero essere gli atri costi agg. e in che rapporto, es. un tot a testa o a tronco ? mi puoi dare qualche cifra ? ti ringrazio sin d’ora .cordiali saluti ,ciao.
Preg.mi, sò che nella misura in cui vi è possibile date grossi aiuti nelle stesure di BP.
In relazione a quanto detto, vi pregherei, ovviamente se possibile di darmi un aiuto, che è il seguente;
Sono stato chiamato da un’azienda al compito di capo dipartimento commerciale.
Dovvrei preparare un piano commerciale che riguarda sia l’organizzazione della rete vendita, che le strategie commerciali da usare per penetrare il mercato.
I metodi, i tempi,i rischi e l’investimento sia in capitali che in risorse umane per raggiungere gli obbiettivi.
Nel ringraziarvi, vi saluto con stima.
Cordialità
Ciao Gianni,
l’organizzazione della rete di vendita dipende dal mercato della tua azienda. Le strategie dipendono invece da una serie di fattori: solitamente prima si fissano gli obiettivi di mercato che si vogliono raggiungere e in base a questi obiettivi poi si pianificano le strategie.
Prova a dare un’occhiata qui:
http://www.businessplanvincente.com/2009/11/il-business-plan-e-la-pianificazione-strategica.html
Molte aziende pianificano diverse strategie per raggiungere gli stessi obiettivi: questo accade perchè ogni strategia comporta diverse conseguenze, a livello organizzativo, a livello economico-finanziario e da altri punti di vista. E non è detto che la strategia A, economicamente conveniente, sia migliore della strategia B.
E’ un pò come dire che il mio obiettivo è arrivare a Milano, partendo da Roma. Come faccio (cioè: che strategia adotto)?
Posso prendere l’aereo (strategia A), il treno (strategia B), la macchina (C), la moto (D) o altro.
Prendere l’aereo è la più efficiente dal punto di vista del tempo (un’oretta di volo + check in e check out), ma costa di più. Il treno costa di meno, ma ci mette di più. In macchina costa di meno e ci metto di più (se rispetto i limiti di velocità…) etc…insomma, spero che il senso degli esempi ti sia chiaro!!
Per penetrare il mercato, il consiglio più semplice che possiamo darti è : conoscilo al meglio possibile (se già lo conosci, molto meglio…).
Conoscere il mercato è il primo passo per fare un business plan davvero vincente.
Dopo la conoscenza del mercato, elabora le strategie.
Dopo che hai elaborato le strategie, valuta ogni aspetto connesso a ogni strategia.
Poi tira le somme, e adotta la strategia che meglio si adatta la perseguiemnto dei tuoi obiettivi.
Vi ringrazio per i preziosi consigli, dei quali farò tesoro|
Spero di stilare un BP vincente.
Cordialità
Buon giorno dott. barbarisi, le scrivo per dirle che avvrei bisogno di quel BP di cui mi parlava, per prendere qualche spunto, siccome non l’ho ricevuto, mi premeva ricordarglielo!
Ovviamente, la ringrazio e la saluto cordialmente.
Ciao Gianni, il prossimo special report dovrebbe arrivare a giorni, anche se non so con esattezza quando, poichè il suo invio avviene tramite l’utilizzo di un software. Resta connesso alla mailing list e vedrai che arriverà.
Se tra qualche giorno non è ancora arrivato, allora scrivici una mail e facci specifica richiesta: provvederemo ad inviartelo manualmente.
a presto
complimenti per la Vs competenza,
tuttavia per fare un bp coerente e’ necessario scoprire le carte e sinceramente non so se il gioco vale la candela.
mi spiego meglio : se io dovessi specificare la mia vera fonte di guadagno (io non sono ricco, sopravvivo e basta) sarei copiato subito e quindi perderei una fetta della mia piccola torta, sicche’ come proteggi l’idea?
anche se fai firmare un documento che non venga diffusa, chi te lo firma magari vede l’idea buona e la passa al fratello o sorella o a un parente qualsiasi e quindi ecco li che il tuo guaDAGNO SI DIMEZZA .
parlo cosi perche’ nonostante tutte le mie accortezze mi sono ritrovato che la cognata ha sfruttato la mia idea e anzi a Lei gli ha reso molto di piu ha visto i miei errori, e li ha eliminatii.
roberto
Ciao Roberto, grazie per il complimento.
In effetti, la considerazione che hai fatto non è peregrina: qualche volta, in passato, alcuni business plans sono stati “bocciati” per le ragioni più varie e poi sono stati realizzati da fratelli/sorelle/amici/parenti & CO di coloro che lo avevano bocciato. E dunque: come proteggersi? Bella domanda, davvero…
Esiste il segreto industriale, protetto dal Codice Civile. Poi ci sono altre modalità tecniche. Anche la firma di un patto di confidenzialità, per quanto aleatorio, può garantire un margine di protezione.
Ma, forse, uno dei modi più sicuri rimane il segreto: nel senso della sua divulgazione.
Ci sono imprenditori che parlano dei loro business solo dopo averli realizzati, o averli portati avanti fino al punto che mettono i loro concorrenti in condizioni di essere dei follower.
Così come ci sono imprenditori che dicono un pezzetto della loro idea a una persona/istituzione, un altro pezzetto a un’altra, e un altro pezzetto a un’altra ancora. Una specie di puzzle, che è impossibile da mettere insieme per una sola persona/entità.
E tu, giustamente, dirai: “e se devo ottenere un finanziamento da un’unica entità che vuole il business plan completo, come faccio a fare il puzzle?devo dare un unico pezzo, allo stesso tempo, alla stessa persona/entità…”. Purtroppo questo accade non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo.
Per questo esiste la protezione del segreto industriale, sia a livello civile che penale.
Ci sono fior fiore di professionisti capaci di tutelare le idee di business: avvocati, commercialisti, notai.
Questo è l’unico consiglio che mi sento di dare, perchè non appartengo a nessuna delle categorie professionali che ho appena menzionato.
complimenti per il vs. servizio. La mia idea èquella di commercializzare prodotti agricoli della mia zona(carciofi ,vino ecc..)e venderli tramite e-commerce attraverso internet principalmente all’estero. da dove inizio?
Ciao Vincenzo,
per iniziare a scrivere il tuo business plan puoi iniziare da qui:
http://www.businessplanvincente.com/business-plan
E’ un modello di business plan abbastanza tipico: clicca sulle varie parti evidenziate in azzurro (sono tutti link interni al sito) e inizia a riempire le varie parti. Vedrai che piano piano il tuo business plan prederà forma.
Un enorme grazie .Giancarlo i tuoi consigli per me sono stati preziosissimi spero solo di concludere qualcosa di positivo nel caso tengo ad informarti.
Grazie a te, Giuseppe, per il tuo commento.
In bocca al lupo per il tuo buisness:tienici informati!!
Salve,
penso che la difficoltà maggiore sia per chi parte da “zero”, nel senso che non ha dati economici-finanziari storici con cui confrontarsi per redigere lo stato patrimoniale e il conto economico. Io sono il classico “aspirante imprenditore” che non ha un’azienda ma solo un’idea. Ho letto in rete che in questi casi puo’ essere sufficiente anche solo impostare un ebitda: vorrei tanto sapere la vostra opinione in merito, e poi capire se è fattibile realizzare un c.e. e un s.p. completamente fatto di stime.
Grazie e complimenti per l’ottimo lavoro.
Ciao Oreste,
quello di cui hai fatto cenno è un “problema” che hanno avuto, hanno e avranno tutti coloro che partono da un’idea e basta. Scrivo “problema” tra virgolette, perchè è un problema fino a un certo punto: costruire un conto economico previsionale (con tanto di EBTDA evidenziato) si può fare anche senza dati storici a disposizione. Dopotutto, è quello che fa chiunque ha un’idea innovativa.
Tutto dipende da quello che dicono le stime di mercato: più sono accurate, migliore è la previsione che riesci a fare, e più precisa diventa la stima di costi e ricavi. Impostando un previsionale attendibile, puoi verificare la fattibilità economica e finanziaria dell’idea di business: puoi verificare, cioè, se ti conviene o meno realizzare la tua idea!
In bocca al lupo
… ma è possibile eseguire un business plan per un franchising? dov’è possibile trovare un esempi schematici?
grazie
grazie per la vostra attenzione e disponibilita..
gestisco un bar ubicato in una zona industriale ,il bar lavora solo 5 gg alla settimana quindi mi preglute una media d incasso bassa…. avendo un area molto grande anzi direi grandissima con un parcheggio altrettanto grande… insomma vorrei fare un mercatino di sabato e domenica ….. sara possibile ?
Grazie Mille per le informazioni…..ora ho le idee molto più chiare
Salve, sono una studentessa delle classi superiori. In pratica avrei una domanda da porle, riguardo a un progetto
d’impresa che ho realizzato per partecipare ad un concorso (Idee d’impresa). L’idea doveva riguardare dei prodotti/servizi
che sfruttano le risorse di un dato territorio (nel mio caso Sicilia centrale). La mia idea parlava di servizi turistici tematici
completi e shopping tour che prevedono soggiorno, ristorazione, attività ricreative e sportive ecc, nonchè viaggi alla
scoperta dei prodotti tipici, gastronomici, enogastronomici e artigianali locali. Ho pensato che questa idea potesse andare
bene, in quanto non vi sono altre agenzie o imprese locali, che offrono questo tipo di servizio e sopratutto che potesse far
promuovere lo
sviluppo turistico in una zona della Sicilia che molto spesso viene marginalizzata e tralasciata, soltanto perchè non la si
conosce. Infatti ho notato che la Sicilia centrale è visitata atraverso il “fai da te” e inoltre vi è una forte presenza di tour
operator stranieri che hanno esigenze diverse da quelli che preferiscono le solite zone balneari e in periodi alternativi a
quello estivo. I miei dubbi si agirano sopratutto sulla fattibilità e originalità del progetto. Per concludere volevo una sua
opinione, se questa idea potrebbe avere possibilità di vincita. Ma sopratutto se ha dei punti favorevoli (o no) a riguardo.
Grazie mille….Simo
Ciao Simona,
da quel poco che ho letto, l’idea sembra buona, soprattutto se supportata da dati di mercato che confermano la mancanza di tour operator e agenzie che svolgono un’attività ssimile nella zona della Sicilia centrale.
La fattibilità economico-finanziaria dell’idea può essere verificata solo con i dati “tradotti” in numeri, all’interno del business plan e anche verificando la possibilità di “accordarsi” con tour operators stranieri che offrono questi servizi agli stranieri nelle zone centrali della regione.
Inoltre, il turismo fai da te è un’ottima opportunità, soprattutto se “obbligato” dal fatto che nessuno organizza per conto di questi turisti dei veri e propri itinerari turistici: nel senso che, se io sono “obbligato” a fare il fai-da–te perchè non c’è nessuno che mi aiuta a organizzarmi, il fatto di trovare qualcuno che organizza al posto mio potrebbe essere un ottimo motivo per pagargli questo servizio.
Ricorda che, in linea di massima (confortato dall’andamento dei flussi turistici a livello internazionale), il turista prefersice che sia qualcun altro ad occuparsi dell’organizzazione del suo soggiorno…
in bocca al lupo
Grazie delle considerazioni…se andrà bene ti farò sicuramente sapere….Grazie ancora e complimenti per quello che fai….
salve,
vorrei capire meglio le funzionalità del CE e del SP, mgari con un esempio: se compro dei pc per 5.000 €, significa che ho per il CE una uscita finanziaria, e per lo SP una “entrata” economica? E se volessi ammortizzare tale spesa su due anni, imposto sul CE due uscite, su due anni, di 2.500€? E sullo SP come mi regolo poi?
Sono un tecnico, poco pratico di bilanci, ma vorrei tanto capirne un po’ di piu’. Grazie per l’attenzione, e perdonate l’esempio elementare.
ciao Oreste,
Se acquisti 5.000 euro di PC, questo valore va nello stato patrimoniale (tra le attività) come valore del bene ammortizzabile, e nel passivo (sempre dello stato patrimoniale) come uscita finanziaria (intesa come modalità di pagamento).
Le uscite finanziarie non hanno niente a che fare con il CE poichè nel CE ci sono solo costi e ricavi.
Nel conto economico (tra i costi) ci vanno le quote di ammortamento dei 5000 euro di investimento (divise in due anni: 2500 all’anno) che sono proprio il costo di esercizio relativo all’investimento di 5.000.
Non so se sono stato chiaro, spero di si. e spero di essere stato utile.
ad ogni modo, per capirne un pò di più, puoi andare qui:
http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-fare-lo-stato-patrimoniale.html
http://www.businessplanvincente.com/2009/08/come-si-forma-il-conto-economico.html
Grazie per la disponibilità. Quindi, nell’esempio, il solo costo da imputare nel CE, è l’ammortamento dei PC? Ma non è comunque un costo (macchinari) del fattore produttivo, anche se diverso da utenze, personale, servizi ?
Grazie ancora.
Siete molto preparati. vi ringrazio e vi consulterò anche telefonicamente. credo che in futuro dovrò pagarvi più di una consulenza. Grazie e buon ferragosto