BREAK EVEN POINT: COS’E’?

Break Even Point per le decisioni aziendali
Break Even Point per le decisioni aziendali
Il Break Even Point serve per calcolare il punto di pareggio tra i costi totali e i ricavi totali dell’azienda. Sappiamo che se il volume delle vendite è basso, l’azienda perde; se invece è elevato, l’azienda guadagna. Questo accade per il fatto che  ogni impresa  sostiene dei  costi  fissi per:
  • la struttura tecnica: cioè il fabbricato, gli impianti, le macchine, le attrezzature, i mezzi di trasporto, le macchine d’ufficio, etc:
  • la struttura organizzativa: cioè le risorse umane tecniche, amministrative, commerciali, etc
Ogni imprenditore deve, o almeno dovrebbe, conoscere qual è la quantità minima di vendite necessaria per coprire i costi fissi relativi alla struttura tecnica e a quella organizzativa.  L’analisi tecnica aziendale utilizza  l’analisi  del punto di pareggio per determinare il cosiddetto “fatturato di break even” cioè il volume di fatturato minimo che l’azienda deve raggiungere per non avere perdite di gestione. Continue reading “BREAK EVEN POINT: COS’E’?”

IL CONTROLLO DEI COSTI: PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE IN AZIENDA?

Il controllo dei costi Il controllo dei  costi è una delle funzioni più importanti nell’ambito della gestione dell’impresa ed è anche una delle funzioni meno presenti, considerando i vantaggi che porta a chi lo utilizza. Infatti, avere un sistema di controllo dei costi ti permette di sapere come si creano i costi all’interno della tua azienda e quindi di poterli controllare per aumentare i profitti. Ma non è solo questo il ruolo del sistema di controllo dei costi: infatti, esso fornisce anche elementi utili per stabilire i prezzi di vendita dei tuoi prodotti e servizi. Inoltre, consente di tenere sotto controllo l’andamento economico della tua azienda poichè ti permette di avere numeri esatti che ti sono necessari per valutare con maggior precisione e cura cosa sta realmente accadendo nella tua azienda. Continue reading “IL CONTROLLO DEI COSTI: PERCHE’ E’ COSI’ IMPORTANTE IN AZIENDA?”

LE STRATEGIE DI MARKETING

In questo articolo parliamo delle  strategie di marketing e del perchè devono essere specificate all’interno del Business Plan. Le  strategie di marketing  comprendono “le linee”  lungo le quali  la TUA azienda, nel medio-lungo periodo, vuole procedere per conseguire e raggiungere gli obiettivi che ti sei posto nella fase della pianificazione. Ricordati sempre,  che la tua  strategia di marketing per essere efficace deve avere alcune caratteristiche, quali: l’ orientamento al cliente la visione di lungo termine la differenziazione rispetto alla concorrenza l’essere “flessibile” Le strategie di marketing si compongono di alcuni elementi quali: la segmentazione, il posizionamento ed il marketing mix che tu dovrai descrivere nel BUSINESS PLAN. Che cos’è la segmentazione del mercato? La segmentazione è la suddivisione del mercato  in gruppi distinti di potenziali clienti e consumatori che hanno, al loro interno,  un elevato grado di omogeneità; Più semplicemente ancora, il mercato  del tuo prodotto /servizio può essere segmentato in base a:
  1. variabili  generali quali: età, sesso, luogo di residenza,  stato civile, ciclo di vita familiare,  classe sociale dei tuoi potenziali clienti
  2. variabili comportamentali quali: occasione d’acquisto, status del cliente,  intensità di uso, livello di fedeltà dei tuoi potenziali clienti
La segmentazione di mercato, ad esempio,  di un’atelier di moda  può essere fatta sulla base delle seguenti variabili:     Dopo aver segmentato il mercato,  devi decidere su quale segmento di mercato puntare.  Successivamente devi occuparti del posizionamento sul mercato  cioè devi differenziarti rispetto ai tuoi concorrenti: quindi il posizionamento sul tuo mercato consiste nel fatto che  il tuo prodotto/servizio deve avere delle  caratteristiche diverse rispetto a quelle della concorrenza. Solo dopo che hai segmentato il mercato e posizionato il prodotto/servizio, puoi far ricorso alle leve del marketing mix ( o cosiddette 4 P). Ciò significa che  solo ora  puoi decidere il genere e le caratteristiche del prodotto/ servizio che vuoi offrire, stabilirne il prezzo, scegliere le modalità di distribuzione nonchè le sue modalità di promozione.  

Le 4 leve del marketing mix

Le cosidette leve del marketing mix sono  la combinazione di  strumenti commerciali che puoi utilizzare per agire sul tuo mercato obiettivo e per influenzare i tuoi clienti. Le 4 P sono:

  1. PRODOTTO: è sicuramente il primo ed il più importante tra gli elementi del marketing mix.  Alla base di ogni attività di impresa vi è un prodotto, ovvero un’offerta. Quando si parla  di PRODOTTO  devi far riferimento non solo al prodotto in senso fisico e concreto  che offri al mercato,  ma anche  alle sue  qualità, alla sua linea, al colore, alla confezione, al servizio post vendita, alla garanzia, etc;
  2. PREZZO: il  prezzo di vendita  del prodotto  che intendi offrire al mercato,   deve tenere in considerazione i costi aziendali, i prezzi praticati dalla concorrenza, le politiche di prezzo, gli sconti, le modalità ed i tempi di pagamento;
  3. PUNTO VENDITA (DISTRIBUZIONE): devi scegliere le modalità in cui pensi di distribuire il tuo prodotto. Puoi decidere  di avere un punto vendita diretto, oppure di avvalerti  di un intermediario come ad esempio un grossista. La scelta  del canale di distribuzione  dipende dalle risorse finanziarie che hai a disposizione e dagli obiettivi che hai pianificato
  4. PROMOZIONE:  comprende tutte le attività  di pubblicità, comunicazione e pubbliche relazioni che fai per far cononscere il tuo prodotto al mercato
E’ chiaro che le 4 P  esprimono  una visione del mercato secondo l’interesse del “venditore” e non del cliente. Questo perchè il cliente  nel valutare l’ offerta può avere un’idea diversa da quella  del venditore. Pertanto le 4P del venditore  possono essere sostituite  dalle 4C che descrivono il punto di vista del cliente:
  1. CUSTUMER VALUE cioè “valore per il cliente”
  2. COSTO per il cliente
  3. CONVENIEZA
  4. COMUNICAZIONE
Ques’impostazione delle 4 C pone  l’attenzione sul fatto che  il cliente punta ad aquisire “VALORE”  e che, quindi, ricerca la soluzione ad un suo problema o meglio cerca la soddisfazione ad un suo bisogno o desiderio. Da ciò consegue che l’impresa  dovrebbe sovvertire completamente ciò che ha praticato fino ad ora  e farebbe bene a pensare prima in termini di “valore” ricercato dal cliente, cioè le 4 C, e poi in termini di 4P.

COME FARE IL BUSINESS PLAN PER UN RISTORANTE

  come fare il business plan per un ristoranteFare il Business Plan per un ristorante è uno degli aspetti più importanti da considerare nel momento in cui deve fare nuovi investimenti. Spesso, infatti, alcuni ristoratori sono esclusivamente preoccupati del costo dell’investimento, senza calcolare l’effettivo ritorno economico. Cosa significa? Semplicemente che, se devi acquistare la cucina nuova, le celle frigorifere, le stoviglie e tutte le attrezzature necessarie per avviare concretamente il tuo nuovo ristorante, devi anche stimare i ricavi connessi all’attività.  

Fare un Business Plan per un ristorante: da dove iniziare?

Il primo passo da fare è sicuramente studiare il mercato per il tipo di ristorazione che vuoi fare. Ad esempio, potresti decidere di proporre cucina regionale; oppure cucina tipicamente di mare; oppure solo carne etc. Dopo che hai scelto il tuo prodotto/servizio, fai un’analisi di mercato per verificare che il tipo di prodotto che hai scelto viene richiesto dai tuoi potenziali clienti. Per esempio, se hai deciso di fare cucina tipica siciliana a Torino, devi verificare che effettivamente i torinesi vogliono degustare le specialità siciliane. Questa semplice verifica la puoi fare con strumenti come le ricerche di mercato. Puoi fare qualche intervista a qualche abitante di Torino di varie classi di età, reddito e status sociale; oppure puoi  proporre dei questionari o ancora  puoi studiare la concorrenza. Se a Torino ci sono altri 10 ristoranti tipici siciliani, e che lavorano da tanto tempo, allora è probabile che ai torinesi piace la cucina tipica siciliana. Dopo avere verificato che un mercato c’è (cioè ci sono potenziali clienti), devi fare l’elenco degli investimenti da effettuare: macchinari da cucina; celle frigorifere; forni; cappe; attrezzatura varia e minuta; stoviglie; tavoli,; sedie; tovaglie, posate, bancone eccetera. Insomma, fai l’elenco di tutto quello che ti serve e stima quanto ti costa. La somma dei soldi che devi spendere per allestire il tuo ristorante, rappresenta l’ammontare dei tuoi investimenti. Dopo che hai stimato il costo degli investimenti, devi specificare come credi di comprarli, cioè devi analizzare il piano di copertura finanziaria.  

Come fare il piano di copertura finanziaria per un ristorante

Il modo più semplice per fare il piano di copertura finanziaria per un ristorante è sapere prima di tutto quanti soldi hai  intenzione di mettere tu nella tua iniziativa. Facciamo un esempio semplice:   "piano   Allestire il tuo futuro ristorante ti costa 110.000 euro. La prima domanda a cui devi risponderti è:”Dove trovo i soldi?”. Dallo schema qui sopra, è chiaro che tu ci metti una parte, cioè 40.000 euro. La parte restante che ti serve la puoi trovare in vari modi: o da una banca, oppure da nuovi soci o da qualcuno che ti presta i soldi. Oppure, li puoi trovare in tutti e tre i modi. L’importante è che questa somma sia di 70.000 euro, altrimenti non puoi fare fronte ai tuoi investimenti. Dopo avere fatto il piano di copertura finanziaria per gli investimenti, devi passare a stimare i costi di gestione e i ricavi che puoi ottenere. A questo punto, devi fare il piano di copertura dei costi di gestione.  

Avviare un ristorante e i costi di gestione

I costi di gestione per avviare un ristorante sono tutti quelli che devi sostenere per acquistare ogni giorno le materie prime (cioè alimenti e bevande), per sostenere le utenze, per pagare il personale, e per pagare tutte le spese amministrative e/o commerciali e generali. I costi che sostieni devono essere “coperti” dai ricavi che presumi di conseguire vendendo i tuoi pasti. In questa fase è molto importante quello che abbiamo detto prima: se hai stimato che ogni giorno vengono nel tuo ristorante 50 clienti e ognuno è disposto a spendere 50 euro, e lavori per 200 giorni all’anno, allora i tuoi ricavi presunti saranno quelli riportati nel conto economico:   previsione dei costi per aprire un ristorante  

Questo semplice esempio di conto economico ti mostra che i ricavi di 500.000 euro sono più che sufficienti a coprire tutti i costi di gestione che devi affrontare. Ovviamente il calcolo nella realtà è un pò più complesso, ma per avere un’idea generale questo esempio è sufficiente. Una volta che sei riuscito a coprire i costi di gestione, la differenza tra i ricavi (500.000 euro) e i costi (399.000 euro) è il margine di profitto che ti rimane.

Conclusione

Se devi fare il Business Plan per avviare un ristorante tieni sempre ben presenti il piano di copertura finanziaria per assicurarti di potere finanziare gli investimenti,  ed il piano della copertura economica dei tuoi costi. Se tutti i conti “tornano”, allora sei sulla buona strada per avviare un’iniziativa di successo! Ovviamente, questa è una delle fasi più delicate del processo di pianificazione poichè se sbagli a fare le stime di mercato, il tuo piano di copertura dei costi risulterà falsato e ti potrebbe dare informazioni sbagliate. Cerca quindi di essere quanto più accurato e concreto possibile, perchè è meglio investire un pò di tempo prima nelle attività di ricerca e pianificazione, piuttosto che trovarti a dovere chiudere il tuo ristorante dopo, per mancanza di ricavi.

BUSINESS PLAN E PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO

Il business plan e il piano economico-finanziario
Il business plan e il piano economico-finanziario
Business plan e piano economico-finanziario: è arrivato il momento di fare i conti! Il business plan, infatti, è composto di due parti: la parte descrittiva e quella tecnica. quest’ultima è la sintesi  “tecnica” di tutte le informazioni che sono state esposte nella parte descrittiva dello stesso business plan.  E’ anche la parte più complessa da scrivere, poiché la verifica numerica della coerenza di tutti i dati che sono stati esposti: investimenti, finanziamenti, ricavi, costi, entrate e uscite monetarie e altro, devono essere sintetizzati all’interno dei bilanci previsionali, che sono le proiezioni future dell’attività dell’impresa. Le previsioni economico-finanziarie, solitamente, vengono fatte su un orizzonte temporale di tre-cinque anni, anche se bisogna specificare che un orizzonte così ampio perde di attendibilità perché per alcune variabili diventa praticamente impossibile fare previsioni esatte. Per esempio, per un’azienda che produce materiali plastici (derivati del petrolio) è fondamentale ipotizzare le oscillazioni di prezzo del greggio per i prossimi cinque anni: ma viste le oscillazioni del prezzo del greggio, diventa abbastanza arduo effettuare previsioni da qui ad un anno. Figuriamoci a cinque… Per tale motivo, molto più spesso le previsioni di bilancio vengono fatte su un orizzonte temporale di tre anni. Continue reading “BUSINESS PLAN E PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO”