BUSINESS PLAN E REDDITIVITA’ D’IMPRESA

Business Plan e redditività d'impresa
Business Plan e redditività d’impresa

Quando scrivi il business plan e consideri la redditività d’impresa, stai analizzando la capacità che ha la tua idea di  generare profitti nel tempo. Solitamente la redditività è misurata tramite alcuni indicatori economici come il ROI (Return On Investments), che misura il guadagno percentuale sugli investimenti effettuati; il ROE (Return On Equity) che misura il rendimento percentuale del capitale netto; il ROS (Return On Sales) che indica il guadagno percentuale sulle vendite.

Oltre a questi, l’analisi economica del bilancio prevede anche una serie di altri indicatori molto importanti che sono utili per scoprire il “vero” rendimento di un investimento. Una panoramica completa degli indicatori economici maggiormente utilizzati nella prassi professionale la forniremo qui nel blog. Se vuoi sapere di più sulla redditività dell’impresa, continua a leggere l’articolo.

Il business plan e la redditività aziendale: come si calcola?

La capacità che ha l’azienda di generare un profitto positivo (chiamato utile di esercizio) è detta redditività. Cosa c’entra la redditività con il business plan? In questo articolo, abbiamo detto che il business plan è composto da due parti: una descrittiva e l’altra numerica. Bene: la parte numerica è la “traduzione” in numeri della parte descrittiva, è la specificazione di quanto “può rendere” l’idea di business di cui si è parlato nella parte descrittiva. Solitamente questo “rendimento” è espresso in termini percentuali: ad esempio, dire che il ROI è del 12% (come nel grafico sopra), significa che gli investimenti effettuati “rendono” il 12% del loro valore.

Facciamo un esempio semplice: ho investito 100.000 euro nella mia idea imprenditoriale per “comprare” impianti, macchinari, attrezzature, immobili, materie prime, prodotti finiti, crediti e altro. Ciò significa che il “valore dei miei investimenti” è 100.000 euro.  Ipotizziamo quindi che, fatta una serie di calcoli, il ROI è del 12%. Questo significa che  i 100.000 euro che ho investito mi hanno “reso” 12.000 euro in un anno. Lo stesso discorso si può fare per tutti gli altri indicatori di performance economica dell’azienda:  il ROE indica il rendimento del capitale netto che hanno messo i soci nell’azienda. Anche il ROE è espresso in percentuale, e dice quale è il rendimento del capitale netto dell’azienda. Si potrebbe proseguire all’infinito, ma ci fermiamo per rispondere alla domanda iniziale: che c’entra la redditività con il business plan?

Beh, si può direi che la redditività è il cardine di ogni idea di business. E’ tutto ciò intorno a cui gira un’impresa, perchè se un business non “rende”, significa che fa perdere, o quantomeno non fa guadagnare a sufficienza.

Business Plan, redditività d’impresa e finanziamenti alle imprese

Mettiamoci nei panni di un finanziatore, una banca per esempio. La banca fa un lavoro molto semplice: compra i soldi da una parte (famiglie e risparmiatori in generale) ad un tasso di interesse,  e quegli stessi soldi  li rivende (a un tasso maggiorato) alle imprese e agli investitori. La banca (o un qualsiasi finanziatore) ha una preoccupazione sola: sapere se chi ha ricevuto soldi in prestito, è in grado di restituirli, con tanto di interessi!!! E la capacità di restituire i soldi viene valutata proprio in base alla redditività. Tu presteresti dei soldi a qualcuno che sai che non sarà in grado di restituirteli? Io no…e la banca nemmeno!!! Più una idea di business è redditiva (cioè  “rende” in termini percentuali), maggiori sono le probabilità di averla finanziata da una banca o da chi per essa. E nel business Plan, la redditività viene evidenziata e specificata proprio per fare riflettere il possibile finanziatore sulla opportunità di “aiutare” il neo-imprenditore nel fare volare il proprio business.

Attenzione però a non commettere un errore molto comune: non sovrastimare le previsioni di redditività del business! Quando nel Business Plan valuti la redditività, non ipotizzare rendimenti da guiness dei primati della tua idea imprenditoriale! Se inizi a dire che il tuo ROI o il tuo ROE hanno valori del 40% (o anche di più), risulterai poco credibile, anche se anche noi sappiamo che ci sono business con rendimenti percentuali molto superiori. Piuttosto, mantieniti prudente anche se il tuo business è davvero da rendimenti altissimi: è meglio ipotizzare un rendimento del 9% (già abbastanza alto, comunque…) e ottenerne uno reale del 20%, piuttosto che ipotizzarlo del 20% e ottenerlo del 9%. Il risultato è quello di essere più credibili agli occhi di un potenziale finanziatore.

8 commenti a “BUSINESS PLAN E REDDITIVITA’ D’IMPRESA

  1. Ciao, molto chiara la spiegazione degli indici di bilancio utilizzati per fare l’analisi economica.

    ma la redditività di un’idea di business, può essere valutata anche in base ad altri parametri, consid3rando che spesso e volentieri le previsioin possono essere sbagliate e quindi possono essere “falsati” indici come ROI, ROE, ROS e altri?

    grazie

  2. Ciao Federica e scusa il ritardo della risposta.
    Considera che per valutare la redditività di un’iniziativa economica ci sono una serie di altri parametri che “entrano” nello specifico del bilancio (anche previsionale) e che analizzano punto per punto una serie di cose.

    Gli indici di cui abbiamo parlato, sono quelli maggiormente utilizzati nella prassi. Se ci fermiamo, ad esempio, al ROI, esso può essere analizzato anche come relazione tra ROS e CTO. Più precisamente, il ROI è la moltiplicazione matematica tra ROS e CTO, e quindi analizzare il ROI come prodotto degli altri due, fornisce indicazioni un pò più ampie dei tre semplici indici.

    Inoltre, le analisi di bilancio spesso vengono fatte “a grappolo”, che è un sistema un pò più comlicato e che mette in relazione tutti gli indici di cui abbiamo parlato.

    Il conto economico in forma scalare fornisce delle indicazioni anche sul modo in cui si forma il risultato di esercizio, per cui lo stesso ROE “lascia il tempo che trova”, se analizzato da solo. Sto parlando, ad esempio, del tasso di incidenza della gestione extracaratteristica, che fornsice utilissime indicazioni su come il viene “eroso” o “prodotto” il reddito netto.

    Insomma, la cosa è abbastanza lunga anche se non particolarmente complessa.

  3. allora io vorrei fare azienda o meglio media impresa però non ho neanche un centesimo ,potrei sfruttare qualche legge o meglio potrei chiedere la legge 215/92per iniziare considerando che è prevista per l’imprenditoria femminile ?se si al business plan ci penso dopo la risposta ,visto che tanta gente è iniziata da zero e oggi è un imprenditore di grande fama perchè non farlo anch’io? voglio farlo da premettere che sono un cuoco
    avrei tante proposte da fare ai miei futuri clienti,e tante novità che inserirò nel business-plan grazie aspetto una risposta

    1. Ciao Salvatore,

      qualche legge di finanziamento agevolato che ti può tornare comoda c’è, ma devi tenere presenti una serie di cose:

      1) in che regione risiedi (oppure in quale comune)
      2) che ammontare di investimenti devi fare
      3) che tipo di investimenti devi effettuare
      4) che tipo di azienda devi realizzare
      5) composizione della compagine sociale (perchè la legge 215/92 è per l’imprenditoria femminile…).

      In tutto ciò, è vero che ci sono tante business che sono nati da zero, con pochi soldi, e che poi sono diventati casi di successo. Ma in linea di massima, quando scrivi il business plan devi indicare il rapporto che c’è tra i soldi che ci vuoi (o puoi) mettere tu, e quelli che puoi chiedere in prestito.

      Perchè, meno soldi ci metti tu, e più difficile diventa riuscire a trovare chi è disposto a mettere la rimanente parte dei finanziamenti, accollandosi l’intero rischio del tuo business.

      Se per far partire la tua idea ti servono 700.000 euro e tu ce ne metti zero, è un pò complicato trovare chi ti da tutti i 700.000 euro…
      Se va bene, questo qualcuno ti potrebbe dire: “Ok, tu mettici 200.000 e i rimanenti ce li metto io”. Un discorso del genere ogni tanto capita!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>