FINANZA AZIENDALE E PROGETTI DI INVESTIMENTO

 

Progetti di investimentoProgetti di investimento e finanza aziendale sono due argomenti strettamente correlati nell’ambito del business plan poiché riguardano aspetti decisionali che investono la gestione nel suo complesso. Infatti, se la finanza riguarda il complesso delle decisioni che devono essere prese e le azioni che devono essere fatte per reperire e usare finanziamenti, la scelta degli investimenti è un’attività che deve essere fatta addirittura a monte del processo finanziario.

Quando l’imprenditore deve effettuare degli investimenti, solitamente si trova di fronte a molteplici alternative, non a una sola, e ognuna di queste alternative ha delle ripercussioni diverse sulla gestione, a partire dall’aspetto finanziario, per finire con quello organizzativo. Le domande che attanagliano la testa dell’imprenditore sono, più o meno, sempre le solite: “Che faccio? Cosa non faccio? E’ meglio fare così, o fare colà?”. Queste sono domande che spesso assillano l’imprenditore e gli tolgono anche la serenità necessaria per prendere la decisione giusta. ma sono domande alle quali occorre dare una risposta sensata. Vediamo quale.

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IL NUOVO MARKETING: UN VANTAGGIO COMPETITIVO PER LE PMI

il nuovo marketing: un vantaggio competitivo per le PMI
il nuovo marketing: un vantaggio competitivo per le PMI

Anche oggi parliamo di marketing poichè è l’attività più importante che un imprenditore o un aspirante imprenditore dovrebbe fare prima di “piazzare sul mercato” un qualsiasi prodotto/servizio. Quando chiediamo a qualche imprenditore o a qualche non addetto ai lavori il significato della parola “marketing”, la maggior parte delle persone si ostina a rispondere che si tratta della pubblicità, ossia di tutte quelle attività che si fanno dopo che il prodotto/servizio è stato messo in produzione,. La pubblicità è solo la parte finale di una più ampia strategia che deve essere studiata e condivisa in ogni suo minimo dettaglio.

Moltissimi imprenditori sono ancora convinti che “marketing” sia qualcosa riservato solo alle grandi aziende o alle multinazionali, cioè quelle che possono permettersi di fare ingenti investimenti per lanciare o “rispolverare” un prodotto/servizio. Invece di dare attenzione ai punti di debolezza delle PMI, questa volta voglio evidenziare i punti di debolezza delle grandi aziende, che quando si parla di marketing, sono davvero tanti. Anche se non sembrerebbe…

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LA STRUTTURA FINANZIARIA DELL’IMPRESA

la struttura finanziaria dell'impresa
la struttura finanziaria dell’impresa

Già in qualche articolo precedente abbiamo fatto riferimento alla struttura finanziaria dell’impresa e alla correlazione temporale che ci deve (o dovrebbe essere) tra gli investimenti e i finanziamenti. Queste considerazioni sono la conseguenza del fatto che la struttura dei finanziamenti che si scelgono sono una specie di “asse portante” per lo svolgimento dell’attività dell’azienda.

In molti casi, infatti (e purtroppo), si dimentica che lo stato patrimoniale attivo è composto da capitale circolante e da immobilizzazioni e che, quindi, il fabbisogno finanziario è diverso e varia al variare di cosa si deve finanziare. Ora: è chiaro che la prima considerazione da fare riguarda proprio “cosa” finanziare. Ma poi, occorrerebbe fermarsi a riflettere su un’altra serie di cose che fin troppo spesso vengono tralasciate, e che invece è fondamentale considerare nel momento in cui devono essere prese delle decisioni di carattere finanziario, che sono tra le più delicate da prendere nell’ambito della gestione dell’azienda. Perchè dai soldi dipende la sopravvivenza dell’azienda.

La struttura finanziaria dell’impresa: cosa considerare?

Nel momento in cui si inizia a pensare alla struttura dei  finanziamenti occorre considerare una serie di cose. Tra le più importanti ricordiamo:

1) LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO DEI CAPITALI

In tal senso, sarebbe utile avere qualche idea di massima a proposito di aspetti macro-economici del mercato in cui si opera, o si vuole operare. In tal senso, intendiamo riferirci ad alcuni parametri che danno un quadro ampio di ciò che accade in un mercato in termini di : politiche economiche perseguite dalle autorità monetarie; propensione al risparmio; propensione al consumo; accesso al credito; sviluppo del mercato dei capitali, sviluppo del mercato di Borsa e altre ancora. L’utilità di queste conoscenze è abbastanza semplice da afferrare: se, per esempio, voglio aprire una nuova attività (e quindi devo fare degli investimenti), è fondamentale sapere se e come posso accedere al credito da parte del sistema creditizio, oppure sapere se lo Stato finanzia o meno alcune attività, e in che termini le finanzia. Così come è importante conoscere lo “stato di salute” della Borsa. Allo stesso modo avere la conoscenza di alcuni  dati come la propensione al consumo (e magari anche come è ripartita…) si rivelano spesso fondamentali per le decisioni di fare o non fare un certo business.

2) LE CARATTERISTICHE DEL FABBISOGNO FINANZIARIO

In questo articolo abbiamo già affrontato l’aspetto del fabbisogno, e quindi non ci ripetiamo. Qui aggiungiamo solamente che nella scelta delle forme di finanziamento per la copertura del fabbisogno, è opportuno tenere anche presenti alcuni aspetti come : redditività aziendale; grado di rischio; possibilità di fornire adeguate garanzie; eventuale forza contrattuale, intesa come “posizione” dell’azienda sul mercato.

3) LA CONVENIENZA ECONOMICA

Quando si parla di convenienza economica (dei finanziamenti), di solito  ci si riferisce al costo del capitale di credito a al costo del capitale proprio. Questo è uno degli aspetti meno considerati nell’ambito della finanza aziendale poichè la tendenza è quella di considare il capitale proprio “un capitale a costo zero”, che proprio a zero non è. Uno degli aspetti più importanti da tenere presente quando si parla di convenienza economica, è l’aspetto fiscale del finanziamento. Occorre prestare attenzione a questo aspetto perchè la variabile fiscale può arrivare a capovolgere il giudizio di convenienza su uno strumento che apparentemente sembrava “ottimo” e che invece non lo è più, “tutto considerato”… e ribaltare il giudizio su uno strumento che inizialemente era stato scartato. Infatti, dal punto di vista fiscale vanno considerati due aspetti: il primo, è quello riguardante le imposte societarie. Il secondo riguarda, invece, le imposte personali.

4) LA FATTIBILITA’ FINANZIARIA

La fattibilità finanziaria di un finanziamento è tutto quello che riguarda i cosiddetti “flussi differenziali” che il finanziamento genera. Infatti, se prima di prendere il finanziamento il mio flusso finanziario era 100, devo verificare se prendere un finanziamento (sotto qualsiasi forma, per semplicità) fa diventare il flusso “100+X”. Se così accade, allora mi conviene prendere il finanziamento: in caso contrario, a cosa servirebbe prenderlo? Si tratta un pò di fare gli stessi calcoli che sono alla base della convenienza economica di un investimento, di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Questa specie di “calcolo” viene fatta poichè i finanziamenti “costano”  oneri finanziari che hanno ripercussioni nel conto economico dell’azienda in vari modi.

Conclusioni

Tutti questi aspetti sopra elencati, di solito sono considerati nell’ambito di una pianificazione e di una programmazione finanziaria in fase di redazione del business plan, quando è richiesta la sintesi “tecnica” delle idee dell’imprenditore, o aspirante tale. Il business plan, e lo abbiamo detto più volte, non è solo un documento che viene richiesto per creare ulteriori problemi a chi ne ha già da risolvere, ma è uno strumento operativo che aiuta l’imprenditore nello svolgimento della gestione della sua azienda. Basta parlare con qualche banca o qualche finanziaria per capire che  sono ancora troppi  coloro che prendono decisioni relative alla struttura finanziaria della loro azienda senza tenere presenti queste considerazioni. Di solito, vanno dal primo che gli presta i soldi, e poi fine dell’analisi sulla struttura finanziaria.

IL BUSINESS PLAN E L’ANALISI DEL BILANCIO

Business Plan e analisi di bilancio
Business Plan e analisi del bilancio

Uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si scrive il Business Plan è l’analisi del bilancio previsionale. Infatti, come abbiamo scritto da più parti, il piano d’impresa è composto da due parti fondamentali: la prima, quella descrittiva, è quella in cui si “raccontano” i dati relativi al business che si vuole fare; in cui si parla dei potenziali clienti, dei potenziali concorrenti, delle strategie che si vogliono usare per penetrare e servire il segmento prescelto, del ciclo produttivo.

La seconda parte, quella “tecnica”, è quella in cui si sintetizzano i dati racccolti nella parte descrittiva e si trasfromano in numeri. In questa seconda parte, le previsioni fatte vengono sintetizzate all’interno di un bilancio di previsione al fine di valutare in anticipo la fattibilità economico-finanziaria dell’idea. Infatti, non è detto che un’idea economicamente conveniente sia anche finanziariamente fattibile. E questo dipende da una serie di variabili che escono fuori proprio facendo l’analisi del bilancio previsionale di cui si sostanzia la parte tecnica del piano di business.

Cosa significa fare l’analisi del bilancio? Significa andare a verificare se alcuni dati “stanno in piedi” e possono garantire la sostenibilità dell’iniziativa nel medio-lungo periodo.

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FINANZIAMENTI AGEVOLATI PER LE PMI DEL LAZIO – FONDO ROTATIVO

Finanziamenti per le PMI
Finanziamenti per le PMI

Dal 28 Novembre c’è una nuova buona notizia! Arrivano i finanziamenti del Fondo Rotativo per tutte le PMI che operano nella Regione Lazio . Il Fondo Rotativo per le PMI mette a disposizione ben 240 milioni di euro per tutti gli imprenditori che vogliono fare nuovi investimenti per migliorare alcuni aspetti del loro business esistente.

Nonostante il  momento economico che sta attraversando l’economia italiana e quella internazionale, questi interventi hanno l’ obiettivo di  sostenere l’accesso al credito da parte delle Piccole e Medie Imprese che vogliono  sfidare la crisi facendo nuovi investimenti all’interno delle loro imprese.

Il bando è già attivo e rimane aperto fino al 20 dicembre 2009. Noi pensiamo che questa sia davvero un’ottima opportunità per dare nuova linfa agli imprenditori della regione Lazio che, come gli imprenditori di tutto il Paese, stanno tirando la cinghia da un pò troppo tempo.

Leggi l’articolo per conoscere i beneficiari, gli investimenti ammissibili, le procedure e tutto quello che c’è da sapere per partecipare al bando.

Finanziamenti per le PMI: chi può partecipare e cosa viene finanziato?

Possono richiedere i finanziamenti agevolati tutte le micro, piccole e medie imprese, le cooperative e  i consorzi che operano nel settore industriale, artigianale, commerciale e dei servizi con la sede operativa nella Regione Lazio.

Il bando è rivolto al finanziamento dei progetti di investimento che riguardano l’ampliamento, la riconversione, la riqualificazione, l’ammodernamento, la ristrutturazione, la riattivazione e il consolidamento delle PMI con sede operativa nel Lazio.

Inoltre vengono finanziati progetti di innovazione tecnologica, di internazionalizzazione e di  creazione di nuove imprese.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta: acquisto di nuovi  impianti, di nuovi macchinari,   di attrezzature varie, di software; le spese per l’ampliamento, la ristrutturazione e l’adeguamento dei locali aziendali, e acquisto di beni strumentali vari; acquisto di brevetti, banche dati, know how e licenze d’uso.

 

Finanziamenti per le PMI: come avviene il finanziamento e chi eroga i finanziamenti?

L’importo  ammesso per ogni progetto  va da un minimo di 50.000 euro ad un massimo di 1.000.000 euro. Il progetto è finanziato al 100% con un finanziamento a medio termine (durata di 5 anni) in questo modo:  un 50% dell’investimento è finanziato ad un tasso agevolato dello 0,5% annuo da parte del Fondo Rotativo; il restante 50% dell’investimento viene finanziato  ad un tasso ordinario con la copertura di garanzia regionale pubblica prestata da BIL, Banca Impresa Lazio.

Il Fondo è gestito da Sviluppo Lazio  che concede, tramite le banche convenzionate, i finanziamenti sotto forma di mutui, agevolati e garantiti da Banca Impresa Lazio. Le banche convenzionate sono: Banca di Credito Cooperativo di Roma, Banca Popolare di Roma, BNL Gruppo BNP Paribas, UGF Banca, Unicredit Banca di Roma, Unicredit Corporate Banking.

La domanda per beneficiare delle agevolazioni proposte va presentata in un primo momento telematicamente  tramite il sito di Sviluppo Lazio; in una fase successiva  occorre inviare con raccomandata  la domanda in formato cartaceo con gli allegati.

Ovviamente, le domande per potere ottenere le agevolazioni di cui al presente articolo vanno corredate dalla presentazione di un business plan che spieghi in cosa consiste l’investimento e che dimostri il possesso dei requisiti di fattibilità economico-finanziaria del progetto. Alla presentazione, seguirà l’istruttoria da parte dell’Ente proponente per la verifica di legittimità formale e sostanziale del  progetto.

PIANIFICAZIONE STRATEGICA E STRATEGIA

Pianificazione strategica e strategiaPianificazione strategica e strategia sono gli aspetti fondamentali del business che devono essere considerati prima ancora di mettere mano al portafogli ed iniziare ad investire capitali in un’idea! Sempre nello stesso articolo abbiamo dato una certa attenzione a cosa significa “pensare” in modo strategico: pensare in modo strategico significa immaginare un futuro (più o meno lontano) e metter in atto una serie di attività e comportamenti che siano tali da raggiungere quella Visione aziendale che è stata immaginata. In questo articolo vogliamo continuare a dare qualche informazione a proposito della strategia, che è uno degli argomenti più delicati della gestione aziendale.

Perchè? Saremo ripetitivi, e ce ne scusiamo, ma sappiamo per esperienza che durante la vita dell’impresa non sempre l’imprenditore (o il management della sua azienda) definisce un quadro di sviluppo di lungo termine poiché, di solito, la gestione è orientata su periodi di tempo abbastanza brevi (di solito l’esercizio amministrativo). Sono abbastanza rari quegli imprenditori che pianificano tutto e, poi, seguono quello che hanno pianificato. Ma vediamo di capirci qualcosina in più.

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IL BUSINESS PLAN E LA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

il business plan e la pianificazione strategica
il business plan e la pianificazione strategica

Qualcuno ci ha chiesto cosa hanno a che fare il Business Plan e la pianificazione strategica. Tornando indietro a quando abbiamo scritto questo articolo (che poi è l’home page del sito) in cui dicevamo quali sono le funzioni del piano d’impresa, abbiamo sottolineato il ruolo di “guida” che assume il Business-Plan per l’operato dell’imprenditore.

Infatti, questo documento è il progetto dettagliato di un’idea di business, all’interno del quale occorre specificare tutti, ma proprio tutti, i passi che si vogliono (e devono) fare per portare al successo una cosa che nasce come un’idea, e che prosegue con un’azienda. E occorre anche considerare alcune variabili interne ed esterne all’azienda che in qualche modo influiscono sulla gestione.  Il mercato, i cambiamenti politici, giuridici, micro e macro economici, i gusti dei consumatori, le nuove tendenze e i nuovi trend, la concorrenza…praticamente occorre tenere presenti una serie di variabili che possono determinare il successo o l’insuccesso di una iniziativa economica.

Non lo diciamo noi, ma i testi di economia gestionale quando iniziano con il dire che “…l’azienda è un sistema complesso…”.

Proprio per via  di questa sua “complessità” è necessario pianificare una serie di “mosse” di breve, medio e lungo termine. Cosa significa tutto ciò? Semplicemente sapere anticipare  e considerare prima quali conseguenze potranno avere dopo le azioni poste in essere. Proprio come in una partita a scacchi in cui,  se non voglio perdere, devo sapere prevedere cosa può fare il mio avversario se metto il cavallo in una posizione piuttosto che in un’altra. Questa, si chiama strategia…

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BUSINESS PLAN E FINANZIAMENTI DEL COMUNE DI ROMA

Business Plan e finanziamenti del Comune di Roma
Business Plan e finanziamenti del Comune di Roma

Qualche mese fa (Luglio 2009), abbiamo fatto un business plan per chiedere i finanziamenti del Comune di Roma, e abbiamo partecipato al bando della legge 266 che finanzia nuove iniziative economiche. Come tantissimi navigatori del nostro sito che hanno in mente una nuova idea di business, anche noi ne avevamo (e ne abbiamo) una.

E  visto che è il nostro mestiere, abbiamo fatto semplicememte quello che diciamo di fare nelle pagine di questo sito web, perchè non ci piace “predicare bene e razzolare male!” . Quindi, abbiamo ragionato, ci siamo confrontati, abbiamo fatto una ricerca di mercato, abbiamo studiato la concorrenza, abbiamo fatto delle analisi e delle proiezioni sullo sviluppo futuro del nostro business, abbiamo fatto un paio di conti e alla fine ci siamo detti: “Bene, pare che i presupposti ci sono!”, e quindi abbiamo tirato giù il nostro business plan.

Compilato per benino, proprio come diciamo di fare a tutti coloro che navigano il nostro sito. Senza fare previsioni “stellari”, o lanciando numeri nell’iperspazio, ma   facendo attenzione alla coerenza economico-finanziaria del progetto e rimanendo “semplicemente” realisti. Il risultato quale è stato?

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I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Seconda Parte]

I costi di una cooperativa
I costi di una cooperativa

I costi di una cooperativa, come abbiamo scritto in questo articolo , comprendono sia i costi fissi che i costi variabili. Dei costi fissi ne abbiamo già parlato. Vediamo ora di capire cosa sono i costi variabili.

I costi variabili di una cooperativa sono invece tutti quei costi che variano in relazione al volume di produzione cioè dalle quantità di camere e che la cooperativa riesce ad occupare. Questi costi variabili quindi li sostieni solo e soltanto se produci il prodotto o eroghi il servizio. I costi variabili per una cooperativa che gestisce un albergo sono per esempio: i costi per il cambio della biancheria, i costi per il set di cortesia, costi per energia e acqua nelle camere, costi per le provvigioni alle agenzie di viaggio.

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I COSTI DI UNA COOPERATIVA [Prima Parte]

I costi di una cooperativa
I costi di una cooperativa

I costi di una  cooperativa sono tanti e di diversa natura. E  sono soprattutto i costi che hanno “un peso” quando vai a  calcolare e  determinare il prezzo di vendita finale del prodotto o servizio. E non solo. Perchè oltre a voler conoscere i costi per stabilire il prezzo di vendita, essi ti possono essere utili per verificare, per esempio, se il tuo processo produttivo è efficiente (cioè non spreca soldi e risorse).

In molte cooperative ed organizzazioni del Terzo Settore, spesso, le decisioni sui costi  da sostenere  si prendono sulla base dell’esperienza e delle capacità e competenze dei vari operatori. Queste decisioni se sotto l’aspetto  tecnico risultano essere perfette, può accadere che da un punto di vista economico sono un disastro.

Quando esamini i costi della gestione tieni conto che non sono tutti uguali,  perchè al di là della loro diversa nomenclatura, i costi si comportano in modo diverso.  E’ evidente che il costo del personale è diverso dal costo per l’acquisto del materiale, o dal costo per le utenze o dal costo dell’affitto del locale: perchè si tratta dell’acquisizione di risorse di natura diversa. Ma in merito al comportamento, devi sapere che  ci sono costi che possono variare nel tempo e nelle quantità prodotte; per esempio, il  costo che sostengo oggi per acquistare 1 litro di benzina è sicuramente diverso dal costo che ho sostenuto 10 giorni fa e anche dal costo che sosterrò tra 15 giorni. Inoltre la variabilità dei costi può dipendere oltre che dal tempo anche dalla quantità perchè ci sono dei costi che aumentano o diminuiscono in base anche alle quantità prodotte.

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