A cosa serve il business plan e chi dovrebbe farlo?

business planQuando si avvia un’azienda è di fondamentale importanza redigere il business plan per non incorrere in brutte sorprese!

Il business plan è in pratica un documento di programmazione, che determina gli obiettivi che l’imprenditore vuole raggiungere con la sua nuova impresa, la strategia che intende adoperare per raggiungerli e, inoltre, serve a mettere in luce tutti i problemi e i pericoli che potrebbero presentarsi durante questo percorso.

Teoricamente è stato creato per essere fornito agli intermediari finanziari (banche, finanziarie e assicurazioni), per aiutarli a valutare il rischio intrinseco delle attività della nascente impresa che, non avendo uno storico, è di difficile calcolo. In questo modo si agevola la pratica per la concessione di un finanziamento e il calcolo del premio, nel caso l’imprenditore volesse garantire alla sua azienda un’adeguata copertura assicurativa.

Tuttavia, l’importanza del business plan trascende l’utilizzo che ho appena menzionato in quanto si è visto, negli anni successivi la sua “invenzione”, che esso è fondamentale anche nella creazione dell’azienda e, successivamente, nel controllo di gestione dopo che l’impresa è stata avviata.

L’aiuto che dà questo documento dipende dal modo in cui esso viene redatto, che prevede un elenco di domande a cui si deve rispondere in modo sintetico, ma non troppo. Man mano che l’imprenditore si pone le domande, si accorgerà in automatico dei punti deboli della sua idea.

Elenco adesso le domande che ti devi porre nel caso tu voglia svilupparne uno. Tuttavia tieni presente che, nel caso desideri sfruttare il business plan per le start-up, ci sono alcuni accorgimenti di cui dovrai tenere conto e che non sono presenti in quello standard, questo a motivo di alcune leggi speciali di agevolazione per alcuni tipi di imprese nascenti.

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Il marketing territoriale come punto di forza per ottenere successo differenziandosi

marketing-territorialeIl marketing territoriale è l’attività con cui si coordinano e si indirizzano gli investimenti collettivi, di medio e lungo periodo, con i quali si intende promuovere e sviluppare l’economia di uno specifico territorio, al fine di valorizzare al massimo le risorse e le capacità tecniche della collettività che vive in quello stesso territorio.

Per territorio si può intendere tutto ciò che sta in un comune per finire ad interi continenti. Quindi, l’Europa politica è un territorio, così come lo è l’Italia, il Lazio, la provincia di Catania o il comune di Albenga.

Per investimenti collettivi, invece, si intende tutti gli stakeholders che in quel territorio vi risiedono. Parliamo quindi, almeno per la nostra nazione, delle varie associazioni di settore (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio Continua a leggere

Indici di bilancio: quali sono e perchè devi sempre tenerne conto

indici-di-bilancioGli indici di bilancio servono a valutare la situazione finanziaria, patrimoniale ed economica di un’impresa.

Si possono quindi considerare come degli strumenti di analisi finanziaria che, tramite uno studio del bilancio di esercizio e dei dati in esso contenuti, portano a formulare degli indicatori, sotto forma di un rapporto fra due valori.

Esistono tre tipi di indici di bilancio:

  1. Patrimoniale
  2. Di liquidità
  3. Di redditività

Indici patrimoniali

Sono a loro volta suddivisi in due classi:

Analisi di struttura

Fanno parte di questo tipo:

  • Analisi della rigidità delle fonti di capitale
    Indicano il grado di copertura finanziaria tramite capitale proprio, sommato ai debiti di lungo termine.
    L’azienda corre rischi inferiori quando questo indice ha il valore alto.
  • Analisi sull’elasticità degli investimenti
    Calcolato in modo complementare al primo e dato dal rapporto:
    Attività correnti / attività totali
  • Analisi per la rigidità degli investimenti
    Cioè, in pratica, valutano l’incidenza delle immobilizzazioni sul totale degli investimenti.
    La formula è:
    (totale immobilizzazioni / totale investimenti)*100

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Il controllo di gestione ti salva l’azienda

controllo-di-gestioneIl controllo di gestione è un sistema di controlli operativi che servono a verificare se la gestione aziendale procede nel modo corretto.

Ogni azienda che si rispetti, come ho già avuto modo di argomentare in altri articoli, ha bisogno di un suo business plan che indichi la direzione da intraprendere per ottenere i risultati voluti. Ovviamente, a prescindere dalle nostre buone volontà, una cosa è indicare quali risultati si vogliono raggiungere, un’altra e raggiungerli veramente!

Un business plan è un documento che permette di programmarsi almeno i primi 5 anni di attività e, successivamente, esso viene rinnovato di continuo per seguire l’azienda durante tutto l’arco della vita. Per far sì che si segua la giusta rotta e non ci si perda fra la miriade di problemi che possono intercorrere lungo la gestione aziendale, ci si deve affidare ad una serie di procedure di controllo che ci indicano se stiamo “deragliando” dal percorso che avevamo pianificato.

Il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, serve proprio a farci capire se stiamo divagando un po’, come una bussola aziendale.

Il sistema operativo del controllo di gestione utilizza una serie di indicatori che bisogna controllare per vedere se tutto è ok. Continua a leggere

Segmentazione del mercato: definizione ed esempi pratici per portare al successo la tua azienda

segmentazione-del-mercatoUn business, per definirsi tale, non può esimersi dall’effettuare una corretta segmentazione del mercato.

La sua importanza deriva dal fatto che permette di concentrare meglio lo sforzo aziendale in modo da facilitare il raggiungimento dei risultati. Spiegato in altri termini, segmentare il mercato è un po’ come un arciere che prendere la mira prima di scoccare la freccia verso il bersaglio.

Perché un arciere prende la mira? Perché questo gli consente di migliorare la probabilità statistica di colpire il bersaglio e, meglio riesce a prenderla, più facile è per lui colpire il bersaglio al centro.

Ritornando al business, l’equivalente di prendere la mira è appunto fare una segmentazione del mercato che, se fatta bene, permette di aumentare la probabilità statistica di ottenere un risultato economico positivo.

Uno degli errori più comuni degli imprenditori che aprono un’attività è quello di non segmentare il mercato per paura di chiudere la porta ad alcune chance di vendita ed iniziano a proporre all’impazzata prodotti che, sulla carta, dovrebbero soddisfare tutti, ma di fatto non soddisfano nessuno!

Diciamo che si comportano come l’arciere che non sa nemmeno dove è piazzato il bersaglio ed inizia a tirare frecce a caso in tutte le direzioni. Magari tirando un milione di frecce una colpirà il bersaglio al centro, ma non la porterei come strategia per vincere l’olimpiade. Allo stesso modo, chi non segmenta il mercato, dopo migliaia e migliaia di tentativi di produzione di prodotti, magari ne troverà uno che sfonderà, tuttavia è facile che l’azienda vada in bancarotta prima.

Ok, ma come si effettua una segmentazione del mercato?

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Business plan startup, il documento con cui portare al successo la tua idea di business

business-plan-startupSe anche tu vuoi partecipare alla grande moda del secolo, cioè aprire la tua piccola attività a misura d’uomo, devi sapere come fare il business plan per startupIl business plan startup è particolare ed è alquanto diverso da quello normalmente utilizzato. Vediamo di cosa si tratta.

Sebbene il business plan sia un documento che serve per andare da un finanziatore esterno a chiedere denaro per l’avvio della startup, in Italia è inutile andare per banche a chiedere soldi, perché tanto non te li daranno mai!

In realtà puoi anche riceverli, a patto che ti presenti da loro con garanzie almeno pari, meglio se superiori, ai soldi che chiedi. Si chiama prestito.

Allora perché fare un business plan startup se non hai speranza di farti finanziare l’impresa?

Perché esso è di grande aiuto nel valutare la fattibilità dell’idea e giungere, quindi, al business model, cioè all’idea di impresa focalizzata attorno al cliente.

Ultimamente, in TV o nei giornali, vengono proposte un sacco di storie “romantiche” su questo e quell’imprenditore che da zero ha avviato la sua startup. C’è il tizio che l’ha progettata letteralmente su due piedi, mentre aspettava la metro.

Altri hanno messo nero su bianco su un tovagliolo mentre mangiavano in un qualche fast food, altri ancora hanno avuto un’idea mentre guidavano o camminavano a piedi per strada ed hanno preso appunti con il registratore vocale del proprio iPhone.

Poi, con 100 dollari, tanta passione e qualche mese di lavoro in uno scantinato “BAAM!”, arrivano i milioni e le soddisfazioni.

Non è che non credo ai successi strepitosi, la bibliografia mondiale è piena di casi come questi. Come non pensare ad Apple, Microsoft, tutti i grandi successi dell’IT ed anche di vari altri settori.

Quello che non credo è che sia bastata l’idea e un po’ di lavoro per avere successo. Mi pare troppo semplicistico e romanzato per essere vero: insomma una americanata, per dirla all’italiana.

La verità è che tutti questi casi miracolosi non erano affatto casuali ma tutte queste aziende sono nate come startup con alle spalle un business plan fatto molto bene, da cui successivamente è nato un modello di business valido ed efficace.

Non voglio ripetere l’iter sulla stesura di tale documento, visto che ne avevo già parlato sull’articolo dei business plan, oltre a fare degli esempi pratici in un altro articolo.

Quello che farò oggi, sarà parlarti delle specificità del business plan startup. Continua a leggere

Cos’è il bilancio consolidato e quando ti può essere utile

il-piano-di-marketingIl bilancio consolidato è un documento consuntivo d’esercizio che serve a rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un intero gruppo di imprese.

Esso viene redatto dalla società capogruppo che sta al vertice, quindi da una holding, ed è in pratica il bilancio di esercizio dell’intero gruppo, considerato come fosse un’unica e sola impresa.

Il motivo per cui si redige il bilancio consolidato deriva dal fatto che le singole imprese del gruppo possiedono l’autonomia giuridica e patrimoniale perfetta e quindi singolarmente possono andare in perdita senza inficiare gli attivi delle altre società del gruppo.

Tuttavia, gli stakeholders vogliono valutare la società capogruppo nella sua interezza e, per tal motivo, nel bilancio consolidato si vanno a considerare tutti gli attivi e tutti i passivi per avere un’idea della situazione economica generale, nonché di quella patrimoniale e finanziaria di tutto il gruppo.

Il motivo per cui agli stakeholders interessa il bilancio generale è che molto spesso da esso si calcola lo stacco del dividendo oppure la valutazione del rischio sugli investimenti e sul debito che deriva dal gruppo.

Quindi, in definitiva, il bilancio consolidato permette di far ottenere all’investitore della singola impresa in perdita lo stacco del dividendo come se Continua a leggere

Analisi di bilancio: cos’è e in quali casi risulta utile

analisi-di-bilancioL’analisi di bilancio studia i dati derivanti dal bilancio d’esercizio al fine di comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di un’azienda.

Con l’analisi di bilancio si valuta quindi la salute di un’impresa, così come con le analisi cliniche si studia la salute di un individuo. La valutazione procede per check-up multipli, i quali singolarmente danno i valori di singole voci di bilancio, ma che, nella loro interezza, forniscono un’indicazione universale.

Inoltre, l’analisi di bilancio si effettua confrontando anche i dati odierni con i dati storici della stessa impresa, nonché i dati simili derivanti da altre imprese del medesimo settore, al fine di dare un giudizio sull’andamento dell’impresa nel tempo e nello spazio.

Un’impresa, per potersi sviluppare, ha sicuramente bisogno di raggiungere l’equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. Con l’equilibrio finanziario si valuta la capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni.

Con l’equilibrio patrimoniale, invece, si valuta la capacità di mantenere o migliorare il flusso fra fonti di finanziamento e impieghi. Infine, con l’equilibrio economico si mira a controllare se l’azienda è in grado di coprire i costi ordinari e straordinari, le imposte, remunerare il capitale dei soci e degli stakeholders, eccetera.

L’analisi di bilancio andrà quindi a relazionare queste informazioni rispetto alle imprese concorrenti in modo da stabilire le strategie e gli obiettivi per il futuro. Continua a leggere

Perchè non puoi fare a meno delle strategie di marketing

strategie-di-marketingDopo aver scritto un articolo sul piano marketing ho deciso di volgere l’attenzione sulle strategie di marketing che si possono utilizzare per vendere.

Il marketing strategico analizza i bisogni delle imprese e dei potenziali clienti per individuare i prodotti ed i segmenti che si possono sfruttare nel proprio mercato di riferimento e, al più, se non ne esistono, vedere se ci sono i presupposti per crearne uno da zero.

Alla fine dell’analisi si mette quindi in evidenza la strategia di sviluppo adatta a cogliere i bisogni insoddisfatti del mercato che l’impresa può, con il proprio know-how, andare a soddisfare, e si sfrutta la potenziale crescita economica ed il vantaggio competitivo conseguente.

In definitiva, con la strategia di marketing ci dobbiamo porre la domanda: “Come creiamo valore aggiunto per il cliente facendo in modo che aumenti la redditività della nostra azienda?“.

Dobbiamo quindi soddisfare 5 quesiti che adesso andrò ad elencare: Continua a leggere

Il piano di marketing: idee chiare e successo imprenditoriale

piano di marketingIl fulcro di ogni impresa è il suo piano di marketing!

Molti imprenditori, quando avviano un’attività imprenditoriale, pensano a centinaia di problemi da risolvere per entrare nel mercato (cosa di per sé giusta) ma, spesso, dimenticano di “creare” un piano di marketing che coaguli l’idea trasformandola in profitti reali.

Mi riferisco al fatto che l’imprenditore medio pensa sempre a:

  • Cercare una location (un posto) dove avviare la propria azienda
  • Procurarsi gli impianti necessari a produrre
  • Migliorare l’efficienza produttiva per aumentare i profitti e diminuire i costi di esercizio
  • Selezionare i migliori fornitori per materie prime e semilavorati di qualità
  • Selezionare le cosiddette risorse umane (i dipendenti)
  • Ottenere un buon apparato di distribuzione e assistenza
  • Raggiungere i clienti finali

Tuttavia quasi tutti dimenticano di avviare un piano marketing adeguato!

A questo punto ti starai ponendo alcune domande: “Ma cos’è questo piano marketing? È per caso la pubblicità? Perché io ho una piccola azienda e non me la posso permettere…”.

NO! Il piano marketing non è, come pensano in molti, l’attività di pubblicizzarsi in TV o nelle riviste e neanche la struttura di vendita, come pensano altri. Continua a leggere

Cos’è il bilancio di esercizio e qual è la sua funzione

bilancio-di-esercizioIl bilancio di esercizio è un insieme di documenti contabili che ogni impresa deve redigere periodicamente alla fine di ogni esercizio amministrativo per stabilirne la situazione patrimoniale, finanziaria e stabilire il risultato dell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio viene compilato dagli amministratori per determinare il reddito d’esercizio (al fine di poter calcolare la tassazione) e la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa (al fine di controllare l’andamento della stessa nel tempo).

La redazione del bilancio di esercizio deve avvenire secondo quanto indicato dal codice civile, dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e dai principi contabili. Deve inoltre essere composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota integrativa.

Ci sono delle fasi da rispettare durante la stesura che sono: Continua a leggere

La finanza aziendale: i criteri per gestirla in maniera corretta

finanza-aziendaleLa finanza aziendale, detta anche finanza d’impresa oppure corporate finance, è un’area specifica della finanza che si occupa delle decisioni e delle scelte che le aziende prendono in materia finanziaria, inclusi le tecniche, gli strumenti e le logiche su cui basano le varie decisioni.

L’obiettivo principale che l’azienda si prefigge di raggiungere mediante l’uso degli strumenti di finanza aziendale è sicuramente quello di migliorare il valore complessivo dell’azienda. A questo risultato in genere si arriva migliorando due parametri:

  1. Abbassando il più possibile il tasso di interesse sul debito aziendale
  2. Migliorando le performance degli investimenti, al fine di ottenere un tasso di interesse maggiore rispetto a quello da pagare sui debiti.

Maggiore è la differenza positiva fra il tasso di interessi attivo rispetto a quello passivo, maggiore è l’aumento di valore complessivo dell’azienda!

Qualcuno potrebbe obiettare che, se l’azienda ha soldi da investire per farli fruttare, potrebbe per prima cosa togliersi il debito in modo da non pagare interessi passivi su quel capitale e, se avanzano soldi, investirli e puntare al profitto.

Il problema è che in una gestione di impresa si devono tenere d’occhio diversi elementi.

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Esempio di business plan per compilarlo senza fare errori!

business plan esempio

Ogni azienda di successo ha sempre un piano d’azione studiato a tavolino, senza il quale sarebbe stata sbattuta fuori dal mercato in malo modo. Oggi, proprio per evitare che la tua impresa faccia questa brutta fine, ti faccio un esempio di business plan che ti aiuterà moltissimo nella pianificazione delle tua attività.

Nell’articolo sul business plan che ho pubblicato in questo sito, ti ho spiegato perché è importante averne uno e ho anche fatto qualche piccolo esempio comparativo. Oggi invece voglio focalizzarmi di più sulla “scaletta” che dovresti seguire per fartene uno da solo…

Per cominciare, un business plan è un documento sintetico che descrive, nel modo più chiaro possibile, nonché in modo quantitativo e qualitativo, qual è la strategia dell’azienda e come si intende metterla in pratica nel futuro!

In genere esso deve indicare cosa si farà nei 3/5 anni successivi e come si creerà valore (e quindi come si guadagnerà e in che misura), quanti soldi occorrono per partire e per svilupparsi, eccetera. D’altro canto, il business plan viene normalmente creato per essere presentato ai potenziali investitori che, leggendolo, si devono convincere della bontà del business e magari finanziarlo in tutto o in parte…

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AGEVOLAZIONI PER LE RETI DI IMPRESA

Agevolazioni per le reti di impresa

Agevolazioni per le reti di impresa

Agevolazioni per le reti di impresa: il Mise ha stanziato circa 9 milioni di euro per finanziare progetti presentati da reti di impresa nell’ambito dell’artigianato digitale.

Possono partecipare al bando le imprese che al momento della presentazione della domanda sono formalmente raggruppate:

  • in ATI (Associazione Temporanea di Imprese) (almeno 15 imprese)
  • in RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) (almeno 15 imprese)
  • in RETI DI IMPRESE (almeno 15 imprese)

e che sono regolarmente iscritte nel Registro delle imprese e sono in regola con gli adempimenti amministrativi. Continua a leggere

PRESTITO D’ONORE: REGIONE MARCHE

Prestito d'onore: Regione MarchePrestito d’onore: Regione Marche messe a disposizione risorse finanziarie per  favorire lo sviluppo del sistema produttivo attraverso la nascita di nuove imprese nel territorio regionale e l’agevolazione all’accesso al credito da parte delle stesse.

Il Bando  del prestito d’onore della Regione Marche ha come obiettivo  quello di  favorire l’avvio di nuove imprese. Le agevolazioni sono concesse  sotto forma di  finanziamento agevolato e sono erogate da Banca delle Marche S.p.A.; il finanziamento agev0lato ha una durata di 6 anni  e  copre le seguenti tipologie di spese:

  • spese per la costituzione
  • spese per l’acquisto di beni strumentali all’attività
  • spese per la gestione: affitto dei locali; spese per utenze; spese amministrative; spese per pubblicità; spese per il personale; spese per consumi; etc
  • spese per l’acquisizione di attività già esistenti

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CONTRIBUTI ALLO SPORT

Contributi allo SportContributi  allo sport: da oggi è, di nuovo possibile, possibile accedere alle risorse finanziarie messe a disposizione dall’Istituto per il Credito Sportivo per finanziare  business plan per nuovi  impianti sportivi in tutta Italia. Le risorse disponibili ammontano a 75 milioni di euro. Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi in conto interesse su mutui a tasso fisso dell’importo massimo di 150.000 euro concessi dall’ Istituto per il Credito Sportivo con una durata da i 10 ai 15 anni.

Possono accedere contributi in conto interesse:

  •  gli enti locali: comuni e province
  • Associazioni Sportive Dilettantistiche
  •  Società Sportive Dilettantistiche
  • Parrocchie ed Enti religiosi
  • ONLUS
  • Federazioni sportive
  • Discipline sportive associate
  • Enti di promozione sportiva

Per poter partecipare al Bando occorre avere la disponibilità e/o la proprietà degli impianti o delle aree su cui sorgeranno gli impianti.

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IMPRENDITORIA GIOVANILE COMUNE DI ROMA

Imprenditoria giovanile Comune di Roma

Imprenditoria giovanile Comune di Roma

Imprenditoria giovanile Comune di Roma: l’ente pubblico mette a disposizione dei giovani romani dei locali di proprietà comunale da destinare alle attività imprenditoriali del territorio al fine di promuovere l’imprenditoria giovanile così da rivitalizzare il tessuto economico e sociale della città.

Al Bando possono partecipare sia le imprese costituite sia le imprese da costituire. Le imprese già costituite al momento della presentazione del business plan devono avere i seguenti requisiti:

  • essere iscritte al Registro delle Imprese
  • essere in regola con gli adempimenti  INPS e INAIL
  • essere in regola con gli adempimenti fiscali e amministrativi

Sono favoriti i progetti imprenditoriali nei seguenti settori:

  • attività di coworking e incubatori d’impresa;
  • attività di produzione cinematografica, video, programmi televisivi, registrazioni musicali;
  •  ICT, produzione di software, consulenza e altri servizi informatici;
  • attività specializzate di grafica, design e progettazione;
  • editoria e commercio librario;
  • attività di servizio al turismo, tour operator e servizi connessi;
  • ricerca e lavorazione di materiali avanzati;
  •  servizi e attività concernenti le energie rinnovabili e il risparmio energetico;
  • servizi e attività concernenti il riuso e il riciclaggio dei materiali e la tutela dell’ambiente;
  • attività di artigianato artistico e creativo;
  •  attività di produzione artigianale e commercio di prodotti agroalimentari tipici e di qualità

E’ possibile presentare il business plan e la domanda a partire da oggi fino al 12 Giugno 2015.

I locali messi a disposizione sono i seguenti:

  • Locale via San Paolo alla Regola –  Municipio I – Superficie: mq. 32
  • Locale via Tor di Nona 10 –  Municipio I – Superficie: mq. 45
  • Locale via Tor di Nona 37-  Municipio I – Superficie: mq. 32
  • Locale via Chiana –  Municipio II- Superficie: mq. 21
  • Locale via Lambro 3 D – Municipio II- Superficie: mq. 17
  •  Locale via Lambro 5 A-B-  Municipio II- Superficie: mq. 37
  •  Locale via Lambro 1 E-  Municipio II – Superficie: mq. 17
  • Locale via Lambro 5 C-D –  Municipio II – Superficie: mq.113
  • Locale viale Caduti della Liberazione 262 –  Municipio IX- Superficie: mq.36
  • Locale viale Caduti della Liberazione 264 – Municipio IX- Superficie: mq.36
  • Locale via Vaiano –  Municipio XI – Superficie: mq. 60
  • Locale viale Vicopisano-  Municipio XI- Superficie: mq.85
  • Edificio via Mozart – Municipio IV- Superficie: mq. 1300 circa
  • Locale via Marco e Marcelliano –  Municipio VIII- Superficie: mq.34

I locali sono messi a disposizione dei giovani imprenditori tramite un contratto di affitto della  durata di 6 (sei) anni, con possibilità di rinnovo per uguale durata, previa richiesta del locatario da inoltrarsi almeno 60 giorni prima della scadenza.

All’interno del business plan che è necessario presentare occorre:

  • descrivere l’impresa  e la sua struttura organizzativa e gestionale, mettendo in evidenza i soci con età inferiore ai 40 anni;
  • indicare il numero di nuovi posti di lavoro che si verrebbero a creare;
  • dimostrare la fattibilità di mercato ed economico-finanziaria dell’idea di business;
  • descrivere le ricadute positive sul quartiere in cui è localizzato l’immobile;
  • illustrare la qualità e l’ampiezza della rete di collaborazioni e intercettazione di risorse di rete su scala cittadina;

Per assistenza nella redazione del business plan e nella domanda di accesso al Bando chiama il numero 06.688.91.958 o scrivi a staff@businessplanvincente.com e i nostri consulenti ti seguono passo dopo passo nella presentazione della domanda.

 

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER L’UMBRIA

Contributi a fondo perduto per UmbriaContributi a fondo perduto per l’Umbria per le imprese umbre che operano nell’ambito della ristorazione e  della somministrazione di cibi e di bevande.

La Regione Umbria concede contributi a fondo perduto ai ristoranti, alle pizzerie, alle trattorie, alle tavole calde, alle birrerie, ai bar, ai caffè, alle gelaterie e alle pasticcerie che presentano business plan per nuovi progetti di investimento.

Posso beneficiare delle agevolazioni le imprese che al momento della presentazione della domanda hanno i seguenti requisiti:

  • sono iscritte alla CCIAA
  • risultano attive
  • somministrano almeno 3 prodotti agroalimentari della Regione Umbria e almeno 3 prodotti certificati DOP, IGP, IGT,DOC e DOCG della Regione Umbria
  • sono dotate di sistema Wi-fi di accesso gratuito per la clientela
  • sono in regola con gli adempimenti amministrativi

Le agevolazioni concesse dalla Regione Liguria sono sotto forma di contributi a fondo perduto e coprono le spese per il 50%:non sono ammessi business plan con piani di investimenti inferiori a 10 mila euro.

Il contributo a fondo perduto copre le spese per:

  • l’acquisto di forni,abbattitori, celle frigo, armadi refrigerati, etc;
  • l’acquisto di impianti, arredamento, vetrine, insegne riguardanti l’attività di somministrazione di alimenti e bevande;
  • l’acquisto di impianti di illuminazione e/o di nuovi impianti di termo-idraulici e di climatizzazione ad elevata efficienza
    energetica;
  • l’acquisto di strumentazioni tecnologiche per il controllo e la sicurezza degli esercizi commerciali: sistemi di video-allarme,sistemi di video-sorveglianza a circuito chiuso e sistemi antintrusione con allarme acustico,vetrine antisfondamento, etc;
  • la realizzazione di strutture esterne allo spazio commerciale;
  • la realizzazione di opere murarie;
  • realizzazione o implementazione di un portale web per il commercio elettronico e/o per la promozione dell’impresa;
  • l’ acquisto e l’installazione di nuovi strumenti e/o soluzioni di POS Mobile per pagamenti elettronici;
  • l’acquisto di Pc Touch Screen, Software Gestionale per Ristorazione e Bar, Stampanti Fiscali per emissione scontrino/fattura, Stampanti per stampa comande, Access Point per radiofrequenza, Palmare per Gestione Comande con relativo Software gestione comanda, Tablet per Gestione Comande con relativo Software gestione comande

Il bando scade il giorno 30 Giugno 2015. Il business plan con la relativa domanda può essere presentato in due modi: o mediante raccomandata  con avviso di ricevimento a: Regione Umbria – Direzione Regionale Risorsa Umbria, Federalismo, Risorse finanziarie, Umane e strumentali – Servizio Commercio e Tutela dei consumatori Via Mario Angeloni 61, 06124 Perugia – CentroDirezionale Fontivegge; oppure mediante posta elettronica certificata (PEC) firmata digitalmente dal legale rappresentante dell’impresa richiedente, al seguente indirizzo: direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it

Per essere assistito dai nostri consulenti  nella redazione della domanda e del business plan da presentare per l’ottenimento delle agevolazioni contatta i nostri uffici al numero 06.688.91.958 oppure scrivi a staff@businessplanvincente.com

CONTRIBUTI PER I CONTRATTI DI SVILUPPO

Contratti di sviluppo

Contributi per i contratti di sviluppo:  il Fondo Sviluppo e Coesione  nell’ambito della nuova programmazione economica 2014-2020 mette a disposizione  250 milioni  di euro per le imprese PMI di tutta Italia che vogliono fare importanti investimenti. Ogni piano di investimento deve avere come obiettivo quello di incrementare il PIL del territorio e di creare nuovi posti di lavoro.Il business plan  per l’accesso ai contratti di sviluppo può comprendere:

  • uno o più progetti di investimento
  • oppure progetti di ricerca, sviluppo e innovazione,
  • oppure la realizzazione di infrastrutture di interesse pubblico

Possono presentare il business plan dell’investimento da realizzare sia le PMI italiane sia le PMI estere in forma singola o associata.

Possono accedere ai contratti di sviluppo le imprese che operano in uno di questi settori:

  • manifatturiero
  • estrattivo
  • della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
  • della costruzione navale
  • dei trasporti
  • della produzione di energia
  • della gestione dei rifiuti
  • dei servizi: come ad esempio call center, vigilanza privata,etc
  • turistico: agenzie di viaggio, strutture ricettive, etc
  • della tutela ambientale

I contratti di sviluppo finanziano business plan con piani di investimento  di elevato valore, a partire da:

  • 7 milioni e mezzo di euro per il settore della  trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
  • 20 milioni di euro per tutti gli altri settori economici

Per poter accedere alle agevolazioni dei  contratti di sviluppo l’impresa deve essere in grado di cofinanziare  con mezzi propri o con ricorso all’ indebitamento bancario una parte del piano degli investimenti, secondo le seguenti modalità:

Contratti di sviluppo

Contratti di sviluppo

 

La tipologia delle agevolazioni è sia sotto forma di contributo a fondo perduto sia sotto forma di finanziamento agevolato.

Da oggi è già disponibile la modulistica necessaria per predisporre il business plan del contratto di sviluppo che si vuole realizzare . E’ possibile presentare la domanda  on line a partire dalle ore 12 del prossimo 10 Giugno 2015 fino all’esaurimento delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Fondo Sviluppo e Coesione.

Per essere assistito nella redazione del business plan e nella compilazione della domanda per l’accesso alle risorse dei contratti di sviluppo contatta i nostri uffici al numero 06.688.91.958 o scrivi a staff@businessplanvincente.com

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO: CAMPANIA

Contributi a fondo perduto CampaniaContributi a fondo perduto per la Campania al fine di valorizzare, in occasione del Expo Milano 2015, la dieta mediterranea come modello di sviluppo da promuovere  e da sostenere attraverso la valorizzazione degli aspetti sociali, economici, storico-culturali che la caratterizzano.

A partire dal prossimo 23 Aprile 2015 tutte le imprese, in forma singola o associata, che hanno sede legale e operativa nella Regione Campania possono presentare business plan volti a promuovere la dieta mediterranea attraverso l’utilizzo dei prodotti tipici del territorio. Vengono finanziati, con contributi a fondo perduto, tutti i progetti che hanno come obiettivo quello di realizzare mostre, eventi, saloni, convegni, workshop, festival, Kermesse gastronomiche, degustazioni, show cooking, e iniziative varie  nell’ambito del territorio campano durante il semestre espositivo dell’Expo Milano 2015 ( 1 Maggio 2015 – 31 Ottobre 2015), con l’obiettivo di valorizzare la dieta mediterranea e il territorio regionale.

Le imprese,  per l’ottenimento delle agevolazioni, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • sede legale e operativa nella Regione Campania
  • iscrizione presso il Registro delle Imprese della CCIAA da almeno 2 anni
  • in regola con gli adempimenti contributivi

Il bando concede agevolazioni sotto forma di contributi a fondo perduto che coprono il 40% delle spese da sostenere fino ad un massimo di 100.000 euro.

Le spese ammesse dal bando riguardano:

  • spese per l’acquisto di prodotti/e di servizi necessari all’organizzazione dell’evento;
  • spese per l’affitto dei locali all’interno dei quali realizzare l’evento;
  • spese per il noleggio delle attrezzature, delle strumentazioni tecniche ed elettroniche per la realizzazione dell’evento;
  • spese per hostess e interpreti;
  • spese per il materiale pubblicitario e spese di comunicazione ( nel limite del 10% dell’importo complessivo);

E’ possibile presentare le domande fino al giorno 31 Maggio 2015. Per assistenza nella redazione del business plan e nella compilazione della domanda contatta i nostri uffici al numero 06.688.91.958 o scrivi a staff@businessplanvincente.com

 

CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER I COMUNI

Contributi  a fondo perduto per i comuniContributi a fondo perduto per i Comuni italiani che hanno una popolazione inferiore a 5 mila abitanti. Il Ministero delle Infrastrutture ha messo a disposizione dei Comuni italiani 100 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto per sostenere  spese per:

  • qualificare e mantenere il territorio comunale
  • recuperare e riqualificare  volumetrie esistenti e  aree dismesse del Comune
  • ridurre il rischio idrogeologico del Comune
  • riqualificare l’efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico comunale
  • realizzare impianti di produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili
  • la messa in sicurezza degli edifici pubblici comunali

Possono presentare il business plan degli interventi che si vogliono realizzare tutti i Comuni che hanno una popolazione inferiore a 5 mila abitanti. Ciascun comune può presentare progetti di investimento da un  minimo di 100 mila euro fino ad un massimo di 400 mila euro.

I 100 milioni di euro  complessivi stanziati dal Ministero delle Infrastrutture sono ripartiti per ciascuna Regione secondo i seguenti importi:

  • per la Regione Abruzzo  4.387.504,39 euro
  • per la Regione Basilicata 1.737.451,74  euro
  • per la Regione Calabria 5.721.305,72 euro
  • per la Regione Campania 5.861.705,86 euro
  • per la Regione Emilia- Romagna 2.772.902,77 euro
  • per la Regione Friuli – Venezia – Giulia 2.720.252,72 euro
  • per la Regione Lazio 4.457.704,46 euro
  • per la Regione Liguria 3.211.653,21  euro
  • per la Regione Lombardia 19.041.769,04 euro
  • per la Regione Marche 3.036.153,04  euro
  • per la Regione Molise 2.193.752,19 euro
  • per la Regione Piemonte 18.831.168,83  euro
  • per la Regione Puglia 1.491.751,49 euro
  • per la Regione Sardegna 5.510.705,51 euro
  • per la Regione Sicilia 3.527.553,53 euro
  • per la Regione Toscana 2.369.252,37 euro
  • per la Provincia Autonoma di Trento 1.702.351,70 euro
  • per la Provincia Autonoma di Bolzano 3.562.653,56 euro
  • per la Regione Umbria 1.070.551,07  euro
  • per la Regione Valle d’Aosta 1.281.151,28 euro
  • per la Regione Veneto 5.510.705,51 euro

I Comuni devono presentare il business plan al Ministero delle Infrastrutture per ottenere i contributi a fondo perduto. Una volta che il Comune risulta essere beneficiario del contributo deve entro il 31 Agosto 2015 pubblicare il bando di gara o la determina per la realizzazione delle opere a programma.

Per assistenza nella redazione del business plan e nella compilazione della domanda telefona al numero 06.688.91.958 o scrivi a staff@businessplanvincente.com

UMBRIA:CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Umbria Contributi a fondo perdutoUmbria:contributi a fondo perduto per le imprese che sostengono costi per promuovere e valorizzare il territorio dell’Umbria dal punto di vista turistico- culturale.

Nell’ambito delle iniziative del POR 2007-2013 la Regione Umbria mette a disposizione per questa misura circa  300 mila euro.

La Regione Umbria concede contributi a fondo perduto pari al 50% dell’importo complessivo alle imprese che hanno sede legale e operativa nel territorio (ad esclusione della città di Perugia e di Terni) e che vogliono porre in essere iniziative per  la promozione turistica e la valorizzazione del territorio umbro.

Possono accedere al bando tutte le imprese regolarmente costituite che intendono sostenere:

  • spese per le attività di progettazione e di  realizzazione di iniziative per la valorizzazione del territorio e delle sue componenti;
  • spese per la realizzazione di supporti promozionali, a carattere informativo e pubblicitario, cartacei, depliants, guide, cartine, ecc.), multimediali (siti web, Cd-rom, video), produzioni radiotelevisive e cartellonistica;
  • spese generali e di coordinamento organizzativo dell’iniziativa ( max 10% )

Possono essere presentati progetti fino ad un massimo di 60.000 euro di spese. Il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese per un massimo di 30.000 euro.

E’ possibile presentare il business del progetto che si vuole realizzare da oggi fino al giorno 4 Maggio 2015  agli uffici della Regione Umbria – Servizio Politiche per l’Innovazione, la promozione e fitosanitarie.

All’interno del business plan occorre descrivere:

  • l’idea progettuale in termini di iniziative culturali, artigianali e di valorizzazione paesaggistico-ambientale e dei prodotti locali;
  • le conoscenze e le competenze dell’organizzazione;
  • le tipologie di spese da sostenere;
  • gli obiettivi di vendita che si presume di conseguire;
  • i tempi previsti per la realizzazione.

Il punteggio per ciascun progetto verrà attribuito sulla base della presenza dei seguenti elementi: caratteristiche dell’impresa proponente l’iniziativa; dimensione territoriale del progetto; creazione di nuovi posti di lavoro; utilizzo di tecnologie innovative di comunicazione;

Per assistenza nella redazione del business plan e nella compilazione della domanda contatta i nostri uffici al numero 06.688.91.958 oppure scrivi a staff@businessplanvincente.com

FORMAZIONE GRATUITA

Formazione gratuitaFormazione gratuita per tutti  i dipendenti degli enti religiosi che sono iscritti al Fondo Fon.der. Infatti al fine di migliorare le competenze e le abilità richieste nel mondo del lavoro il Fondo mette a disposizione dei propri iscritti  dei voucher gratuiti  per la formazione dei propri lavoratori occupati.

In particolare possono beneficiare della formazione gratuita:

  • gli enti ecclesiastici
  • le associazioni di ispirazione religiosa
  • le fondazioni di ispirazione religiosa
  • le cooperative  di ispirazione religiosa
  • le imprese con o senza scopo di lucro aderenti a Fonder

che hanno  personale dipendente e che sono iscritti al Fondo Fon.der al quale  versano lo 0,30% . La formazione gratuita è rivolta a tutti i lavoratori (compresi lavoratori in CIG/CIGS/Mobilità) che hanno i seguenti contratti:

  • contratto a tempo indeterminato;
  • contratto a tempo determinato;
  • contratti cocopro;
  • contratti di apprendistato;

Sono  finanziati i corsi in tutti gli ambiti tematici: corsi di lingue, orsi di informatica, corsi di management., corsi per la sicurezza nei luoghi di lavoro, corsi di marketing, etc.

I progetti di formazione possono essere presentati a partire da oggi fino ad esaurimento delle risorse finanziarie messe a disposizione dal Fondo Fon.der

Per assistenza nella presentazione dei progetti di formazione  contatta i nostri uffici al numero 06.688.91.958 oppure scrivi a staff@businessplanvincente.com

 

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