A cosa serve il business plan e chi dovrebbe farlo?

business planQuando si avvia un’azienda è di fondamentale importanza redigere il business plan per non incorrere in brutte sorprese!

Il business plan è in pratica un documento di programmazione, che determina gli obiettivi che l’imprenditore vuole raggiungere con la sua nuova impresa, la strategia che intende adoperare per raggiungerli e, inoltre, serve a mettere in luce tutti i problemi e i pericoli che potrebbero presentarsi durante questo percorso.

Teoricamente è stato creato per essere fornito agli intermediari finanziari (banche, finanziarie e assicurazioni), per aiutarli a valutare il rischio intrinseco delle attività della nascente impresa che, non avendo uno storico, è di difficile calcolo. In questo modo si agevola la pratica per la concessione di un finanziamento e il calcolo del premio, nel caso l’imprenditore volesse garantire alla sua azienda un’adeguata copertura assicurativa.

Tuttavia, l’importanza del business plan trascende l’utilizzo che ho appena menzionato in quanto si è visto, negli anni successivi la sua “invenzione”, che esso è fondamentale anche nella creazione dell’azienda e, successivamente, nel controllo di gestione dopo che l’impresa è stata avviata.

L’aiuto che dà questo documento dipende dal modo in cui esso viene redatto, che prevede un elenco di domande a cui si deve rispondere in modo sintetico, ma non troppo. Man mano che l’imprenditore si pone le domande, si accorgerà in automatico dei punti deboli della sua idea.

Elenco adesso le domande che ti devi porre nel caso tu voglia svilupparne uno. Tuttavia tieni presente che, nel caso desideri sfruttare il business plan per le start-up, ci sono alcuni accorgimenti di cui dovrai tenere conto e che non sono presenti in quello standard, questo a motivo di alcune leggi speciali di agevolazione per alcuni tipi di imprese nascenti.

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Il marketing territoriale come punto di forza per ottenere successo differenziandosi

marketing-territorialeIl marketing territoriale è l’attività con cui si coordinano e si indirizzano gli investimenti collettivi, di medio e lungo periodo, con i quali si intende promuovere e sviluppare l’economia di uno specifico territorio, al fine di valorizzare al massimo le risorse e le capacità tecniche della collettività che vive in quello stesso territorio.

Per territorio si può intendere tutto ciò che sta in un comune per finire ad interi continenti. Quindi, l’Europa politica è un territorio, così come lo è l’Italia, il Lazio, la provincia di Catania o il comune di Albenga.

Per investimenti collettivi, invece, si intende tutti gli stakeholders che in quel territorio vi risiedono. Parliamo quindi, almeno per la nostra nazione, delle varie associazioni di settore (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio.

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Indici di bilancio: quali sono e perchè devi sempre tenerne conto

indici-di-bilancioGli indici di bilancio hanno ruolo estremamente importante nell’ambito della gestione di un’azienda poiché  servono per valutare la situazione finanziaria, patrimoniale ed economica di un’impresa.

Si possono quindi considerare come degli strumenti di analisi finanziaria, patrimoniale ed economica che, tramite unattento e approfondito studio del bilancio di esercizio e dei dati in esso contenuti, portano a formulare degli indicatori, sotto forma di un rapporto fra due valori oppure sotto forma di semplici somme o sottrazioni matematiche.

Gli indici di bilancio che possiamo nell’ambito delle analisi che abbiamo appena menzionato sono, solitamente di tre tipi:

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Il controllo di gestione ti salva l’azienda

controllo-di-gestioneIl controllo di gestione è un sistema di controlli operativi che servono a verificare se la gestione aziendale procede nel modo corretto.

Ogni azienda che si rispetti, come ho già avuto modo di argomentare in altri articoli, ha bisogno di un suo business plan che indichi la direzione da intraprendere per ottenere i risultati voluti. Ovviamente, a prescindere dalle nostre buone volontà, una cosa è indicare quali risultati si vogliono raggiungere, un’altra e raggiungerli veramente!

Un business plan è un documento che permette di programmarsi almeno i primi 5 anni di attività e, successivamente, esso viene rinnovato di continuo per seguire l’azienda durante tutto l’arco della vita. Per far sì che si segua la giusta rotta e non ci si perda fra la miriade di problemi che possono intercorrere lungo la gestione aziendale, ci si deve affidare ad una serie di procedure di controllo che ci indicano se stiamo “deragliando” dal percorso che avevamo pianificato.

Il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, serve proprio a farci capire se stiamo divagando un po’, come una bussola aziendale.

Il sistema operativo del controllo di gestione utilizza una serie di indicatori che bisogna controllare per vedere se tutto è ok. Vediamo quali sono.

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Segmentazione del mercato: definizione ed esempi pratici per portare al successo la tua azienda

segmentazione-del-mercatoUn business, per definirsi tale, non può esimersi dall’effettuare una corretta segmentazione del mercato.

La sua importanza deriva dal fatto che permette di concentrare meglio lo sforzo aziendale in modo da facilitare il raggiungimento dei risultati. Spiegato in altri termini, segmentare il mercato è un po’ come un arciere che prendere la mira prima di scoccare la freccia verso il bersaglio.

Perché un arciere prende la mira? Perché questo gli consente di migliorare la probabilità statistica di colpire il bersaglio e, meglio riesce a prenderla, più facile è per lui colpire il bersaglio al centro.

Ritornando al business, l’equivalente di prendere la mira è appunto fare una segmentazione del mercato che, se fatta bene, permette di aumentare la probabilità statistica di ottenere un risultato economico positivo.

Uno degli errori più comuni degli imprenditori che aprono un’attività è quello di non segmentare il mercato per paura di chiudere la porta ad alcune chance di vendita ed iniziano a proporre all’impazzata prodotti che, sulla carta, dovrebbero soddisfare tutti, ma di fatto non soddisfano nessuno!

Diciamo che si comportano come l’arciere che non sa nemmeno dove è piazzato il bersaglio ed inizia a tirare frecce a caso in tutte le direzioni. Magari tirando un milione di frecce una colpirà il bersaglio al centro, ma non la porterei come strategia per vincere l’olimpiade. Allo stesso modo, chi non segmenta il mercato, dopo migliaia e migliaia di tentativi di produzione di prodotti, magari ne troverà uno che sfonderà, tuttavia è facile che l’azienda vada in bancarotta prima.

Ok, ma come si effettua una segmentazione del mercato?

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Business plan startup, il documento con cui portare al successo la tua idea di business

business-plan-startupSe anche tu vuoi partecipare alla grande moda del secolo, cioè aprire la tua piccola attività a misura d’uomo, devi sapere come fare il business plan per startupIl business plan startup è particolare ed è alquanto diverso da quello normalmente utilizzato. Vediamo di cosa si tratta.

Sebbene il business plan sia un documento che serve per andare da un finanziatore esterno a chiedere denaro per l’avvio della startup, in Italia è inutile andare per banche a chiedere soldi, perché tanto non te li daranno mai!

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Cos’è il bilancio consolidato e quando ti può essere utile

il-piano-di-marketingIl bilancio consolidato è un documento consuntivo d’esercizio che serve a rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un intero gruppo di imprese.

Esso viene redatto dalla società capogruppo che sta al vertice, quindi da una holding, ed è in pratica il bilancio di esercizio dell’intero gruppo, considerato come fosse un’unica e sola impresa.

Il motivo per cui si redige il bilancio consolidato deriva dal fatto che le singole imprese del gruppo possiedono l’autonomia giuridica e patrimoniale perfetta e quindi singolarmente possono andare in perdita senza inficiare gli attivi delle altre società del gruppo.

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Analisi di bilancio: cos’è e in quali casi risulta utile

analisi-di-bilancioL’analisi di bilancio studia i dati derivanti dal bilancio d’esercizio al fine di comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di un’azienda.

Con l’analisi di bilancio si valuta quindi la salute di un’impresa, così come con le analisi cliniche si studia la salute di un individuo. La valutazione procede per check-up multipli, i quali singolarmente danno i valori di singole voci di bilancio, ma che, nella loro interezza, forniscono un’indicazione universale.

Inoltre, l’analisi di bilancio si effettua confrontando anche i dati odierni con i dati storici della stessa impresa, nonché i dati simili derivanti da altre imprese del medesimo settore, al fine di dare un giudizio sull’andamento dell’impresa nel tempo e nello spazio.

Un’impresa, per potersi sviluppare, ha sicuramente bisogno di raggiungere l’equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. Con l’equilibrio finanziario si valuta la capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni.

Con l’equilibrio patrimoniale, invece, si valuta la capacità di mantenere o migliorare il flusso fra fonti di finanziamento e impieghi. Infine, con l’equilibrio economico si mira a controllare se l’azienda è in grado di coprire i costi ordinari e straordinari, le imposte, remunerare il capitale dei soci e degli stakeholders, eccetera.

L’analisi di bilancio andrà quindi a relazionare queste informazioni rispetto alle imprese concorrenti in modo da stabilire le strategie e gli obiettivi per il futuro. Continua a leggere

Perchè non puoi fare a meno delle strategie di marketing

strategie-di-marketingDopo aver scritto un articolo sul piano marketing ho deciso di volgere l’attenzione sulle strategie di marketing che si possono utilizzare per vendere.

Il marketing strategico analizza i bisogni delle imprese e dei potenziali clienti per individuare i prodotti ed i segmenti che si possono sfruttare nel proprio mercato di riferimento e, al più, se non ne esistono, vedere se ci sono i presupposti per crearne uno da zero.

Alla fine dell’analisi si mette quindi in evidenza la strategia di sviluppo adatta a cogliere i bisogni insoddisfatti del mercato che l’impresa può, con il proprio know-how, andare a soddisfare, e si sfrutta la potenziale crescita economica ed il vantaggio competitivo conseguente.

In definitiva, con la strategia di marketing ci dobbiamo porre la domanda: “Come creiamo valore aggiunto per il cliente facendo in modo che aumenti la redditività della nostra azienda?“.

Dobbiamo quindi soddisfare 5 quesiti che adesso andrò ad elencare: Continua a leggere

Il piano di marketing: idee chiare e successo imprenditoriale

piano di marketingIl fulcro di ogni impresa è il suo piano di marketing!

Molti imprenditori, quando avviano un’attività imprenditoriale, pensano a centinaia di problemi da risolvere per entrare nel mercato (cosa di per sé giusta) ma, spesso, dimenticano di “creare” un piano di marketing che coaguli l’idea trasformandola in profitti reali.

Mi riferisco al fatto che l’imprenditore medio pensa sempre a:

  • Cercare una location (un posto) dove avviare la propria azienda
  • Procurarsi gli impianti necessari a produrre
  • Migliorare l’efficienza produttiva per aumentare i profitti e diminuire i costi di esercizio
  • Selezionare i migliori fornitori per materie prime e semilavorati di qualità
  • Selezionare le cosiddette risorse umane (i dipendenti)
  • Ottenere un buon apparato di distribuzione e assistenza
  • Raggiungere i clienti finali

Tuttavia quasi tutti dimenticano di avviare un piano marketing adeguato!

A questo punto ti starai ponendo alcune domande: “Ma cos’è questo piano marketing? È per caso la pubblicità? Perché io ho una piccola azienda e non me la posso permettere…”.

NO! Il piano marketing non è, come pensano in molti, l’attività di pubblicizzarsi in TV o nelle riviste e neanche la struttura di vendita, come pensano altri.

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Cos’è il bilancio di esercizio e qual è la sua funzione

bilancio-di-esercizioIl bilancio di esercizio è un insieme di documenti contabili che ogni impresa deve redigere periodicamente alla fine di ogni esercizio amministrativo per stabilirne la situazione patrimoniale, finanziaria e stabilire il risultato dell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio viene compilato dagli amministratori per determinare il reddito d’esercizio (al fine di poter calcolare la tassazione) e la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa (al fine di controllare l’andamento della stessa nel tempo).

La redazione del bilancio di esercizio deve avvenire secondo quanto indicato dal codice civile, dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e dai principi contabili. Deve inoltre essere composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota integrativa.

Ci sono delle fasi da rispettare durante la stesura che sono: Continua a leggere

La finanza aziendale: i criteri per gestirla in maniera corretta

finanza-aziendaleLa finanza aziendale, detta anche finanza d’impresa oppure corporate finance, è un’area specifica della finanza che si occupa delle decisioni e delle scelte che le aziende prendono in materia finanziaria, inclusi le tecniche, gli strumenti e le logiche su cui basano le varie decisioni.

L’obiettivo principale che l’azienda si prefigge di raggiungere mediante l’uso degli strumenti di finanza aziendale è sicuramente quello di migliorare il valore complessivo dell’azienda. A questo risultato in genere si arriva migliorando due parametri:

  1. Abbassando il più possibile il tasso di interesse sul debito aziendale
  2. Migliorando le performance degli investimenti, al fine di ottenere un tasso di interesse maggiore rispetto a quello da pagare sui debiti.

Maggiore è la differenza positiva fra il tasso di interessi attivo rispetto a quello passivo, maggiore è l’aumento di valore complessivo dell’azienda!

Qualcuno potrebbe obiettare che, se l’azienda ha soldi da investire per farli fruttare, potrebbe per prima cosa togliersi il debito in modo da non pagare interessi passivi su quel capitale e, se avanzano soldi, investirli e puntare al profitto.

Il problema è che in una gestione di impresa si devono tenere d’occhio diversi elementi.

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Esempio di business plan per compilarlo senza fare errori!

business plan esempio

Ogni azienda di successo ha sempre un piano d’azione studiato a tavolino, senza il quale sarebbe stata sbattuta fuori dal mercato in malo modo. Oggi, proprio per evitare che la tua impresa faccia questa brutta fine, ti faccio un esempio di business plan che ti aiuterà moltissimo nella pianificazione delle tua attività.

Nell’articolo sul business plan che ho pubblicato in questo sito, ti ho spiegato perché è importante averne uno e ho anche fatto qualche piccolo esempio comparativo. Oggi invece voglio focalizzarmi di più sulla “scaletta” che dovresti seguire per scriverne uno da solo…

Per cominciare, un business plan è un documento sintetico che descrive, nel modo più chiaro possibile qual è la strategia dell’azienda e come si intende metterla in pratica nel futuro!

In genere esso deve indicare cosa si farà nei 3/5 anni successivi e come si creerà valore (e quindi come si guadagnerà e in che misura), quanti soldi occorrono per partire e per svilupparsi, eccetera. D’altro canto, un esempio di business plan viene normalmente creato per essere presentato ai potenziali investitori che, leggendolo, si devono convincere della bontà del business e magari finanziarlo in tutto o in parte…

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Finanziamenti per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile

Finanziamenti per la tutela ambientale

Finanziamenti per la tutela ambientale

Finanziamenti per la tutela ambientale: il Ministero dell’Ambiente ha da poco stanziato il LIFE, un sottoprogramma di sviluppo – tramite un finanziamento di 184.141.337 euro  in favore delle imprese che si occupano della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile e aventi sede legale e operativa nel territorio nazionale.

Il bando mira a contribuire e a favorire il passaggio verso un’economia efficiente misurata in termini di risorse la quale prenda in considerazione minori emissioni di carbonio e resiliente che determinano i cambiamenti climatici più importanti e rilevanti per il nostro pianeta. Inoltre, il LIFE si propone di contribuire in modo fattivo alla protezione e al miglioramento della qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità.

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Finanziamenti start up: è possibile ottenerli?

Finanziamenti start up

Finanziamenti start up

Finanziamenti start up: “Ci sono finanziamenti per la mia azienda in fase di start up? Questa è una delle domande che ci viene posta più frequentemente dai navigatori del nostro sito che vogliono sapere se esistono finanziamenti in grado di sostenere l’avvio di un’azienda in start up oppure no tenendo presente che la fase di avvio di un’azienda è, di solito, quella più delicata. Dopo avere risposto, solitamente, di “SI” a questa domanda (e cioè affermando che il panorama finanziario nazionale offre possibilità interessanti in tal senso), immediatamente dopo ci viene posta la seconda domanda cruciale: “Cosa devo fare per ottenere i finanziamenti per una start up?“.

Se dare una risposta sensata e veloce alla prima domanda (“Ci sono i finanziamenti?” è abbastanza semplice (poiché ci sono vari bandi pubblici che erogano, per esempio, finanziamenti a start up innovative), dare una risposta in modo altrettanto semplice e veloce alla seconda domanda risulta un po’ complicato. Vediamo perché.

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Finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici

finanziamenti per l'efficentamento energetico degli edifici scolastici

Finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici

Finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici: Il Ministero dell’Ambiente ha stanziato 350 milioni di euro, a valere sul Fondo Kyoto, per la concessione di finanziamenti agevolati per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Il bando prevede che lo stanziamento sia suddiviso nel seguente modo:

  • 250 milioni di euro destinati ai progetti di investimento presentati dalle PA proprietarie di immobili pubblici destinati all’istruzione scolastica, inclusi gli asili nido, e all’istruzione universitaria, nonchè di edifici pubblici dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) o da soggetti pubblici che a titolo gratuito o oneroso hanno in uso gli immobili in questione;
  • 100 milioni di euro per i progetti di investimento presentati da fondi immobiliari chiusi.

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Finanziamenti per il design e per i beni di consumo di design

Finanziamenti per il design.

Finanziamenti per il design.

Finanziamenti per i beni di consumo di design: sono arrivati i finanziamenti per lo sviluppo delle idee nel settore del design. L’E.A.S.M.E. ha stanziato un finanziamento pari a 11.200.000 euro per lo sviluppo di nuove idee nell’ambito della progettazione e della realizzazione di nuove idee nell’ambito dei prodotti di design.

Prima di entrare nel merito dei finanziamenti per i beni di consumo di design è, forse, opportuno, dare una sintetica descrizione di questo termine poiché, molto spesso, viene usato in modo improprio. Quando si parla di design ci si riferisce, solitamente, alla “..ideazione e progettazione di oggetti d’uso da prodursi in serie dall’industria..”: siamo, quindi, nel campo della produzione di qualcosa che è effettivamente tangibile. Quindi, una volta specificata la definizione (che ci serve per definire l’ambito di applicazione del bando di cui stiamo per parlare), vediamo come è possibile ottenere i finanziamenti per i beni di consumo di design.

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Agevolazioni per le nuove società cooperative

Agevolazioni per le società cooperative

Agevolazioni per le nuove società cooperative:  c’è una novità che interessa il mondo delle cooperative per tutto ciò che riguarda le opportunità di finanziamento: sono state, infatti, stanziate nuove risorse finanziarie  sotto forma di  finanziamenti a tassi agevolati che possono essere erogati a  società cooperative di nuova costituzione. Infatti il Mise  con DM del 4 Dicembre 2014 ha messo  a disposizione strumenti finanziari agevolati per promuovere e  favorire la nascita e lo sviluppo di società cooperative di piccola e media dimensione. Dal prossimo 20 luglio 2015 è possibile presentare le domande.

Le agevolazioni sono concesse dal Mise tramite le sue società finanziarie: CFI – Cooperazione Finanza Impresa Scpa e SOFICOOP Sc.

Possono accedere alle agevolazioni le cooperative di produzione e lavoro e le cooperative sociali :

  • regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese e che hanno sede legale e operativa nelle Regioni del Meridione d’Italia;
  • in fase di start up regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese da non più di 2 anni al momento della presentazione della domanda e che hanno sede nelle Regioni del Nord e del Centro d’ Italia;
  • che operano in tutti i settori ad eccezione di agricoltura, pesca e settore carbonifero;
  • che si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e che non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • formate in misura prevalente da lavoratori provenienti da aziende in crisi;
  • che gestiscono aziende confiscate alla criminalità;

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Finanziamenti agevolati per Start-up innovative.

Finanziamenti agevolati per start-up innovative.Finanziamenti agevolati per Start-up innovative. Sono finalmente arrivati i finanziamenti agevolati a tasso zero dedicati alla nascita e allo sviluppo di start-up innovative italiane.

Possono beneficiare del bando relativo ai finanziamenti agevolati per le start-up:

  • le start-up innovative di piccola dimensione;
  • le persone fisiche che intendono costituire una start-up innovativa, anche se residenti all’estero o di nazionalità straniera, purché l’impresa sia formalmente costituita entro e non oltre il termine di 60 giorni dalla data della comunicazione di ammissione alle agevolazioni

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Venture Capitalist: chi sono come operano e cosa finanziano?

Venture Capitalist: chi sono come operano e cosa finanziano?Venture Capitalist: chi sono, come operano e cosa finanziano? L’economia riparte anche grazie all’aiuto di particolari figure di investitori, capaci di impiegare ingenti somme di denaro per finanziare idee brillanti e di sicuro successo. Ma chi sono questi investitori?

Venture Capitalist, rappresentano le nuove figure finanziarie dei giorni nostri: i loro investimenti riescono a dar fiducia e speranza a progetti imprenditoriali che mostrano di possedere la stoffa per risultare vincenti e far fruttare il capitale di investimento.

I venture capitalist sono specializzati nel finanziamento di imprese con forti potenzialità di sviluppo e con forti margini di reddditività. Sono organizzazioni partecipate principalmente da fondi pensione, istituzioni finanziarie, o individui con numerose esperienze in settori specifici e di management aziendale.

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Business Angels: gli angeli custodi della tua idea di business

Business Angels: gli angeli custodi della tua idea di businessBusiness Angels: gli angeli custodi della tua idea di business! Chi sono e come operano?  Cosa fanno? Quando è il momento giusto per rivolgersi a loro per finanziare un’idea di business? Vediamo insieme di cosa si tratta.

L’innovazione, lo sviluppo, l’ occupazione e la conoscenza sono i fattori che in un sistema economico sostengono la creazione di nuove imprese, sia essa in fase di start-up o early stage.

D’altra parte, se avviare un’impresa può essere relativamente semplice, più problematica risulta la sua permanenza sul mercato; tra i vari ostacoli che si possono incontrare per quanto riguarda la permanenza sul mercato, la mancanza di risorse finanziarie è uno dei fattori critici più important che spinge l’impresa ad abbandonare il mercato: è banale da dire, ma se non ci sono soldi, c’è poco da fare.. Ma è possibile trovare i soldi da qualche parte diversa dalla banca? La risposta è “SI, è possibile!”.

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Finanziamenti PMI Regione Veneto: quali sono e come ottenerli

Finanziamenti PMI Regione Veneto: ecco come fareFinanziamenti PMI Regione Veneto: quali sono e come ottenerli? Sono finalmente arrivate le nuove agevolazioni in favore delle PMI della Regione Veneto che vogliono svilupparsi. La regione Veneto, infatti, ha stanziato da poco un interessante tipo di prestito in favore delle PMI aventi sede operativa e legale nella Regione Veneto ed operati nel settore del commercio, nel settore secondario e terziario e nel settore artigiano.

Possono accedere al bando e quindi beneficiare delle agevolazioni:

  •  PMI industriali;
  •  PMI artigiane;
  • PMI commerciali;
  • PMI di servizi.

Per poter accedere a queste agevolazioni le PMI devono essere attive e devono essere finanziariamente ed economicamente sane, ossia devono essere in grado di far fronte, alle scadenze previste, agli impegni finanziari assunti.

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Information & Communication Technology (ICT): ecco i finanziamenti.

Information & Communication Technology: i finanziamenti

Information & Communication Technology (ICT): i finanziamenti

Information & Communication Technology (ICT): ecco i finanziamenti nel campo dell’industria sostenibile e nei settori che operano nel campo dell’informazione e dello sviluppo tecnologico; il Ministro dell’economia e delle finanze ha stanziato 400 milioni di euro per finanziare le imprese che operano nel settore dell’industria sostenibile e nei settori dell’ICT che rappresentano, ormai, un punto saldo della nostra economia e una sempre nuova occasione di sviluppo e di business per tutti coloro che hanno competenza di settore. Ma vediamo meglio di cosa si tratta:

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