A cosa serve il business plan e chi dovrebbe farlo?

business planQuando si avvia un’azienda è di fondamentale importanza redigere il business plan per non incorrere in brutte sorprese!

Il business plan è in pratica un documento di programmazione, che determina gli obiettivi che l’imprenditore vuole raggiungere con la sua nuova impresa, la strategia che intende adoperare per raggiungerli e, inoltre, serve a mettere in luce tutti i problemi e i pericoli che potrebbero presentarsi durante questo percorso.

Teoricamente è stato creato per essere fornito agli intermediari finanziari (banche, finanziarie e assicurazioni), per aiutarli a valutare il rischio intrinseco delle attività della nascente impresa che, non avendo uno storico, è di difficile calcolo. In questo modo si agevola la pratica per la concessione di un finanziamento e il calcolo del premio, nel caso l’imprenditore volesse garantire alla sua azienda un’adeguata copertura assicurativa.

Tuttavia, l’importanza del business plan trascende l’utilizzo che ho appena menzionato in quanto si è visto, negli anni successivi la sua “invenzione”, che esso è fondamentale anche nella creazione dell’azienda e, successivamente, nel controllo di gestione dopo che l’impresa è stata avviata.

L’aiuto che dà questo documento dipende dal modo in cui esso viene redatto, che prevede un elenco di domande a cui si deve rispondere in modo sintetico, ma non troppo. Man mano che l’imprenditore si pone le domande, si accorgerà in automatico dei punti deboli della sua idea.

Elenco adesso le domande che ti devi porre nel caso tu voglia svilupparne uno. Tuttavia tieni presente che, nel caso desideri sfruttare il business plan per le start-up, ci sono alcuni accorgimenti di cui dovrai tenere conto e che non sono presenti in quello standard, questo a motivo di alcune leggi speciali di agevolazione per alcuni tipi di imprese nascenti.

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Il marketing territoriale come punto di forza per ottenere successo differenziandosi

marketing-territorialeIl marketing territoriale è l’attività con cui si coordinano e si indirizzano gli investimenti collettivi, di medio e lungo periodo, con i quali si intende promuovere e sviluppare l’economia di uno specifico territorio, al fine di valorizzare al massimo le risorse e le capacità tecniche della collettività che vive in quello stesso territorio.

Per territorio si può intendere tutto ciò che sta in un comune per finire ad interi continenti. Quindi, l’Europa politica è un territorio, così come lo è l’Italia, il Lazio, la provincia di Catania o il comune di Albenga.

Per investimenti collettivi, invece, si intende tutti gli stakeholders che in quel territorio vi risiedono. Parliamo quindi, almeno per la nostra nazione, delle varie associazioni di settore (Confindustria, Confartigianato, Confcommercio Continua a leggere

Indici di bilancio: quali sono e perchè devi sempre tenerne conto

indici-di-bilancioGli indici di bilancio servono a valutare la situazione finanziaria, patrimoniale ed economica di un’impresa.

Si possono quindi considerare come degli strumenti di analisi finanziaria che, tramite uno studio del bilancio di esercizio e dei dati in esso contenuti, portano a formulare degli indicatori, sotto forma di un rapporto fra due valori.

Esistono tre tipi di indici di bilancio:

  1. Patrimoniale
  2. Di liquidità
  3. Di redditività

Indici patrimoniali

Sono a loro volta suddivisi in due classi:

Analisi di struttura

Fanno parte di questo tipo:

  • Analisi della rigidità delle fonti di capitale
    Indicano il grado di copertura finanziaria tramite capitale proprio, sommato ai debiti di lungo termine.
    L’azienda corre rischi inferiori quando questo indice ha il valore alto.
  • Analisi sull’elasticità degli investimenti
    Calcolato in modo complementare al primo e dato dal rapporto:
    Attività correnti / attività totali
  • Analisi per la rigidità degli investimenti
    Cioè, in pratica, valutano l’incidenza delle immobilizzazioni sul totale degli investimenti.
    La formula è:
    (totale immobilizzazioni / totale investimenti)*100

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Il controllo di gestione ti salva l’azienda

controllo-di-gestioneIl controllo di gestione è un sistema di controlli operativi che servono a verificare se la gestione aziendale procede nel modo corretto.

Ogni azienda che si rispetti, come ho già avuto modo di argomentare in altri articoli, ha bisogno di un suo business plan che indichi la direzione da intraprendere per ottenere i risultati voluti. Ovviamente, a prescindere dalle nostre buone volontà, una cosa è indicare quali risultati si vogliono raggiungere, un’altra e raggiungerli veramente!

Un business plan è un documento che permette di programmarsi almeno i primi 5 anni di attività e, successivamente, esso viene rinnovato di continuo per seguire l’azienda durante tutto l’arco della vita. Per far sì che si segua la giusta rotta e non ci si perda fra la miriade di problemi che possono intercorrere lungo la gestione aziendale, ci si deve affidare ad una serie di procedure di controllo che ci indicano se stiamo “deragliando” dal percorso che avevamo pianificato.

Il controllo di gestione, detto anche controllo direzionale, serve proprio a farci capire se stiamo divagando un po’, come una bussola aziendale.

Il sistema operativo del controllo di gestione utilizza una serie di indicatori che bisogna controllare per vedere se tutto è ok. Continua a leggere

Segmentazione del mercato: definizione ed esempi pratici per portare al successo la tua azienda

segmentazione-del-mercatoUn business, per definirsi tale, non può esimersi dall’effettuare una corretta segmentazione del mercato.

La sua importanza deriva dal fatto che permette di concentrare meglio lo sforzo aziendale in modo da facilitare il raggiungimento dei risultati. Spiegato in altri termini, segmentare il mercato è un po’ come un arciere che prendere la mira prima di scoccare la freccia verso il bersaglio.

Perché un arciere prende la mira? Perché questo gli consente di migliorare la probabilità statistica di colpire il bersaglio e, meglio riesce a prenderla, più facile è per lui colpire il bersaglio al centro.

Ritornando al business, l’equivalente di prendere la mira è appunto fare una segmentazione del mercato che, se fatta bene, permette di aumentare la probabilità statistica di ottenere un risultato economico positivo.

Uno degli errori più comuni degli imprenditori che aprono un’attività è quello di non segmentare il mercato per paura di chiudere la porta ad alcune chance di vendita ed iniziano a proporre all’impazzata prodotti che, sulla carta, dovrebbero soddisfare tutti, ma di fatto non soddisfano nessuno!

Diciamo che si comportano come l’arciere che non sa nemmeno dove è piazzato il bersaglio ed inizia a tirare frecce a caso in tutte le direzioni. Magari tirando un milione di frecce una colpirà il bersaglio al centro, ma non la porterei come strategia per vincere l’olimpiade. Allo stesso modo, chi non segmenta il mercato, dopo migliaia e migliaia di tentativi di produzione di prodotti, magari ne troverà uno che sfonderà, tuttavia è facile che l’azienda vada in bancarotta prima.

Ok, ma come si effettua una segmentazione del mercato?

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Business plan startup, il documento con cui portare al successo la tua idea di business

business-plan-startupSe anche tu vuoi partecipare alla grande moda del secolo, cioè aprire la tua piccola attività a misura d’uomo, devi sapere come fare il business plan per startupIl business plan startup è particolare ed è alquanto diverso da quello normalmente utilizzato. Vediamo di cosa si tratta.

Sebbene il business plan sia un documento che serve per andare da un finanziatore esterno a chiedere denaro per l’avvio della startup, in Italia è inutile andare per banche a chiedere soldi, perché tanto non te li daranno mai!

In realtà puoi anche riceverli, a patto che ti presenti da loro con garanzie almeno pari, meglio se superiori, ai soldi che chiedi. Si chiama prestito.

Allora perché fare un business plan startup se non hai speranza di farti finanziare l’impresa?

Perché esso è di grande aiuto nel valutare la fattibilità dell’idea e giungere, quindi, al business model, cioè all’idea di impresa focalizzata attorno al cliente.

Ultimamente, in TV o nei giornali, vengono proposte un sacco di storie “romantiche” su questo e quell’imprenditore che da zero ha avviato la sua startup. C’è il tizio che l’ha progettata letteralmente su due piedi, mentre aspettava la metro.

Altri hanno messo nero su bianco su un tovagliolo mentre mangiavano in un qualche fast food, altri ancora hanno avuto un’idea mentre guidavano o camminavano a piedi per strada ed hanno preso appunti con il registratore vocale del proprio iPhone.

Poi, con 100 dollari, tanta passione e qualche mese di lavoro in uno scantinato “BAAM!”, arrivano i milioni e le soddisfazioni.

Non è che non credo ai successi strepitosi, la bibliografia mondiale è piena di casi come questi. Come non pensare ad Apple, Microsoft, tutti i grandi successi dell’IT ed anche di vari altri settori.

Quello che non credo è che sia bastata l’idea e un po’ di lavoro per avere successo. Mi pare troppo semplicistico e romanzato per essere vero: insomma una americanata, per dirla all’italiana.

La verità è che tutti questi casi miracolosi non erano affatto casuali ma tutte queste aziende sono nate come startup con alle spalle un business plan fatto molto bene, da cui successivamente è nato un modello di business valido ed efficace.

Non voglio ripetere l’iter sulla stesura di tale documento, visto che ne avevo già parlato sull’articolo dei business plan, oltre a fare degli esempi pratici in un altro articolo.

Quello che farò oggi, sarà parlarti delle specificità del business plan startup. Continua a leggere

Cos’è il bilancio consolidato e quando ti può essere utile

il-piano-di-marketingIl bilancio consolidato è un documento consuntivo d’esercizio che serve a rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un intero gruppo di imprese.

Esso viene redatto dalla società capogruppo che sta al vertice, quindi da una holding, ed è in pratica il bilancio di esercizio dell’intero gruppo, considerato come fosse un’unica e sola impresa.

Il motivo per cui si redige il bilancio consolidato deriva dal fatto che le singole imprese del gruppo possiedono l’autonomia giuridica e patrimoniale perfetta e quindi singolarmente possono andare in perdita senza inficiare gli attivi delle altre società del gruppo.

Tuttavia, gli stakeholders vogliono valutare la società capogruppo nella sua interezza e, per tal motivo, nel bilancio consolidato si vanno a considerare tutti gli attivi e tutti i passivi per avere un’idea della situazione economica generale, nonché di quella patrimoniale e finanziaria di tutto il gruppo.

Il motivo per cui agli stakeholders interessa il bilancio generale è che molto spesso da esso si calcola lo stacco del dividendo oppure la valutazione del rischio sugli investimenti e sul debito che deriva dal gruppo.

Quindi, in definitiva, il bilancio consolidato permette di far ottenere all’investitore della singola impresa in perdita lo stacco del dividendo come se Continua a leggere

Analisi di bilancio: cos’è e in quali casi risulta utile

analisi-di-bilancioL’analisi di bilancio studia i dati derivanti dal bilancio d’esercizio al fine di comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale di un’azienda.

Con l’analisi di bilancio si valuta quindi la salute di un’impresa, così come con le analisi cliniche si studia la salute di un individuo. La valutazione procede per check-up multipli, i quali singolarmente danno i valori di singole voci di bilancio, ma che, nella loro interezza, forniscono un’indicazione universale.

Inoltre, l’analisi di bilancio si effettua confrontando anche i dati odierni con i dati storici della stessa impresa, nonché i dati simili derivanti da altre imprese del medesimo settore, al fine di dare un giudizio sull’andamento dell’impresa nel tempo e nello spazio.

Un’impresa, per potersi sviluppare, ha sicuramente bisogno di raggiungere l’equilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. Con l’equilibrio finanziario si valuta la capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni.

Con l’equilibrio patrimoniale, invece, si valuta la capacità di mantenere o migliorare il flusso fra fonti di finanziamento e impieghi. Infine, con l’equilibrio economico si mira a controllare se l’azienda è in grado di coprire i costi ordinari e straordinari, le imposte, remunerare il capitale dei soci e degli stakeholders, eccetera.

L’analisi di bilancio andrà quindi a relazionare queste informazioni rispetto alle imprese concorrenti in modo da stabilire le strategie e gli obiettivi per il futuro. Continua a leggere

Perchè non puoi fare a meno delle strategie di marketing

strategie-di-marketingDopo aver scritto un articolo sul piano marketing ho deciso di volgere l’attenzione sulle strategie di marketing che si possono utilizzare per vendere.

Il marketing strategico analizza i bisogni delle imprese e dei potenziali clienti per individuare i prodotti ed i segmenti che si possono sfruttare nel proprio mercato di riferimento e, al più, se non ne esistono, vedere se ci sono i presupposti per crearne uno da zero.

Alla fine dell’analisi si mette quindi in evidenza la strategia di sviluppo adatta a cogliere i bisogni insoddisfatti del mercato che l’impresa può, con il proprio know-how, andare a soddisfare, e si sfrutta la potenziale crescita economica ed il vantaggio competitivo conseguente.

In definitiva, con la strategia di marketing ci dobbiamo porre la domanda: “Come creiamo valore aggiunto per il cliente facendo in modo che aumenti la redditività della nostra azienda?“.

Dobbiamo quindi soddisfare 5 quesiti che adesso andrò ad elencare: Continua a leggere

Il piano di marketing: idee chiare e successo imprenditoriale

piano di marketingIl fulcro di ogni impresa è il suo piano di marketing!

Molti imprenditori, quando avviano un’attività imprenditoriale, pensano a centinaia di problemi da risolvere per entrare nel mercato (cosa di per sé giusta) ma, spesso, dimenticano di “creare” un piano di marketing che coaguli l’idea trasformandola in profitti reali.

Mi riferisco al fatto che l’imprenditore medio pensa sempre a:

  • Cercare una location (un posto) dove avviare la propria azienda
  • Procurarsi gli impianti necessari a produrre
  • Migliorare l’efficienza produttiva per aumentare i profitti e diminuire i costi di esercizio
  • Selezionare i migliori fornitori per materie prime e semilavorati di qualità
  • Selezionare le cosiddette risorse umane (i dipendenti)
  • Ottenere un buon apparato di distribuzione e assistenza
  • Raggiungere i clienti finali

Tuttavia quasi tutti dimenticano di avviare un piano marketing adeguato!

A questo punto ti starai ponendo alcune domande: “Ma cos’è questo piano marketing? È per caso la pubblicità? Perché io ho una piccola azienda e non me la posso permettere…”.

NO! Il piano marketing non è, come pensano in molti, l’attività di pubblicizzarsi in TV o nelle riviste e neanche la struttura di vendita, come pensano altri. Continua a leggere

Cos’è il bilancio di esercizio e qual è la sua funzione

bilancio-di-esercizioIl bilancio di esercizio è un insieme di documenti contabili che ogni impresa deve redigere periodicamente alla fine di ogni esercizio amministrativo per stabilirne la situazione patrimoniale, finanziaria e stabilire il risultato dell’esercizio.

Il bilancio d’esercizio viene compilato dagli amministratori per determinare il reddito d’esercizio (al fine di poter calcolare la tassazione) e la situazione patrimoniale e finanziaria dell’impresa (al fine di controllare l’andamento della stessa nel tempo).

La redazione del bilancio di esercizio deve avvenire secondo quanto indicato dal codice civile, dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) e dai principi contabili. Deve inoltre essere composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota integrativa.

Ci sono delle fasi da rispettare durante la stesura che sono: Continua a leggere

La finanza aziendale: i criteri per gestirla in maniera corretta

finanza-aziendaleLa finanza aziendale, detta anche finanza d’impresa oppure corporate finance, è un’area specifica della finanza che si occupa delle decisioni e delle scelte che le aziende prendono in materia finanziaria, inclusi le tecniche, gli strumenti e le logiche su cui basano le varie decisioni.

L’obiettivo principale che l’azienda si prefigge di raggiungere mediante l’uso degli strumenti di finanza aziendale è sicuramente quello di migliorare il valore complessivo dell’azienda. A questo risultato in genere si arriva migliorando due parametri:

  1. Abbassando il più possibile il tasso di interesse sul debito aziendale
  2. Migliorando le performance degli investimenti, al fine di ottenere un tasso di interesse maggiore rispetto a quello da pagare sui debiti.

Maggiore è la differenza positiva fra il tasso di interessi attivo rispetto a quello passivo, maggiore è l’aumento di valore complessivo dell’azienda!

Qualcuno potrebbe obiettare che, se l’azienda ha soldi da investire per farli fruttare, potrebbe per prima cosa togliersi il debito in modo da non pagare interessi passivi su quel capitale e, se avanzano soldi, investirli e puntare al profitto.

Il problema è che in una gestione di impresa si devono tenere d’occhio diversi elementi.

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Esempio di business plan per compilarlo senza fare errori!

business plan esempio

Ogni azienda di successo ha sempre un piano d’azione studiato a tavolino, senza il quale sarebbe stata sbattuta fuori dal mercato in malo modo. Oggi, proprio per evitare che la tua impresa faccia questa brutta fine, ti faccio un esempio di business plan che ti aiuterà moltissimo nella pianificazione delle tua attività.

Nell’articolo sul business plan che ho pubblicato in questo sito, ti ho spiegato perché è importante averne uno e ho anche fatto qualche piccolo esempio comparativo. Oggi invece voglio focalizzarmi di più sulla “scaletta” che dovresti seguire per fartene uno da solo…

Per cominciare, un business plan è un documento sintetico che descrive, nel modo più chiaro possibile, nonché in modo quantitativo e qualitativo, qual è la strategia dell’azienda e come si intende metterla in pratica nel futuro!

In genere esso deve indicare cosa si farà nei 3/5 anni successivi e come si creerà valore (e quindi come si guadagnerà e in che misura), quanti soldi occorrono per partire e per svilupparsi, eccetera. D’altro canto, il business plan viene normalmente creato per essere presentato ai potenziali investitori che, leggendolo, si devono convincere della bontà del business e magari finanziarlo in tutto o in parte…

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